9.11.11

Sarò polemico 1.

E' successa una cosa normale ma pure strana, che però mi ha fatto riflettere.
Qualche tempo fa, un editore mi ha chiesto di proporgli un qualche progetto per una nuova serie mensile da edicola.
Io non ne avevo davvero il tempo e la forza ma, tenendo conto che si trattava di generare lavoro (tenetevi a mente questo concetto, è importante), gli ho risposto che avrei potuto organizzargli qualcosa.
E così ho fatto.
Ho lavorato su uno spunto di massima che ho discusso con l'editore, poi ho contattato uno sceneggiatore, alcuni disegnatori e un copertinista, che avevano la mia piena fiducia e stima e gli ho proposto di sviluppare il tutto. Loro lo hanno fatto, io ho inoltrato all'editore e oggi mi è stata data conferma che il progetto è operativo e possiamo già cominciare a lavorarci.
E' un mucchio di lavoro.
Pagato bene?
Pagato in linea con quello che il mercato offre nel settore in cui si muove l'editore in questione.
Quindi, pagato poco.
Ma pagato, comunque.
E se sommiamo tutte le tavole che saranno necessarie per realizzarlo, la "commessa" che ne verrà fuori non sarà per nulla trascurabile.

Questa cosa non mi arricchirà in nessuna maniera (perché non sarò coinvolto nella lavorazione) ma produrrà un guadagno per amici, colleghi e professionisti che stimo.
Soldi.
Con cui pagare affitti, bollette, rate, mutui, cibo e pure (giustamente), intrattenimento.
Soldi ma non solo.
Anche possibilità. Di esordire, di crescere, di farsi vedere.

Per organizzare il tutto ho avuto bisogno di un numero estremamente limitato di telefonate e mail.
E' stata, in sostanza, una cosa facile.

Ora, sia chiaro: è stato facile PER ME.
Che ho una certa esperienza, un certo curriculum, un certo numero di contatti, e che oggi godo di un discreto credito e fiducia.
E' ovvio che senza tutto questo, non sarebbe stato per nulla facile.
Ma il punto è che io non sono un caso isolato.
Di autori che, proprio come me, godono di un certo credito e fiducia, ce ne sono parecchi.
E allora io mi chiedo, ma perché la maggior parte questi autori si spendono così poco per generare lavoro? (E sia chiaro che, quando parlo di lavoro, io lo intendo pagato. Che il lavoro non pagato non è lavoro)

E' una cosa che non mi spiego, sul serio.
E non è che non me la spiego perché io sono bravo e generoso e gli altri brutti e cattivi.
E' solo che a me sembra ovvio che il nostro settore è un ecosistema e che se stai a pensare sempre e solo al tuo, se continui a raccogliere senza mai seminare, allora poco importano i tuoi proclami e i tuoi lamenti: la verità è che sei parte del problema e non della soluzione.