14.12.11

Come volevasi dimostrare...



...le cose precipitano in fretta.
Parlo di QUESTO.
Anche qui: premesso che sono abbastanza convinto della buona fede di Memola (anche se tutta la storia della carta Paypal suona proprio brutta, a leggerla), questa roba è sbagliata e non solo fa male al fumetto, ma fa male al lavoro di tutti.
E no, il fatto che di mezzo ci sia un professionista non rende la cosa migliore o più seria.
Anzi, PROPRIO perché di mezzo c'è un professionista, la cosa è grave.
Ma tanto lo so che un mucchio di aspiranti si metteranno in fila prer proporre il loro materiale.

A breve, vedremo spuntare editori che si faranno pagare per pubblicare, come succede già nell'ambito letterario.

35 commenti:

laura scarpa ha detto...

Sinceramente, con amicizia e simpatia per tutti, questo mi pare più grave. "Davvero" a me non piace, non è il mio genere ecc ecc, ma un progetto comune fatto gratuitamente può starci, parità per tutti. Questo mi pare invece non avere un sogno condiviso. Con tutto ciò chiediamoci quanto la crisi c'entri, e quanto no.

Curioso ha detto...

Non è la stessa situazione di DAVVERO.
In questi caso, quando Memola cerca coloristi per ristampare in digitale le storie già edite da Star Comics, offre lavoro non pagato a fronte di una sceneggiatura per cui ha ricevuto, a suo tempo, un compenso.
Sbaglio?

Lowfi ha detto...

Eccome se ci si metteranno in fila, non impariamo MAI.

p. ha detto...

Meno male che c'è ancora qualcuno che la pensa come me.

el ha detto...

Sempre più daccordo con Recchioni.
E per me "Davvero" è la stessa identica cosa, anche li è stato messo un annuncio per cercare lavoranti senza paga.
Se non ho un budget per portare avanti un progetto o non lo faccio o me lo faccio da solo.

Giulio ha detto...

La cosa migliore del post cmq è il grafico della bravissima (e fighissima) Jessica Hische :)

dedalus ha detto...

scusate, ma succede già nel mondo del fumetto:

http://prontoallaresa.blogspot.com/2009/04/siete-tutte-malelingue.html?showComment=1240572300000#c6723120932456716079

Giorgio Salati ha detto...

Io la penso più o meno come Laura Scarpa.

Mauro Padovani ha detto...

non mi stupisco più di nulla...

Francesco_Imp ha detto...

Non ho capito: se è una ristampa (e quindi gli albi verranno stampati e venduti), come è possibile che non ci siano introiti?

Fabiano Zaino ha detto...

"Come unica risorsa, ho aperto un conto paypal dedicato a raccogliere fondi e donazioni ed è mia intenzione devolvere TOTALMENTE il denaro EVENTUALMENTE incamerato a favore dei disegnatori e coloristi delle varie storie"

Quando ho letto sta cosa, ho sbroccato. Ma stiamo scherzando?

Comunque sia, adesso non è che voglio fare la voce fuori dal coro ma guardate che queste PORCATE ci sono sempre state...inutile che vi svegliate adesso. Gente che cercava, cerca e cercherà di infinocchiare gli altri, magari fosse una moda recente. Il punto è che come dice Recchioni, ci saranno ragazzi a far la fila per "farsi pubblicità".

Comunque per me è anche peggio di Davvero, almeno li lo si dice chiaro e tondo che i disegnatori non vengono pagati.

saldaPress ha detto...

Non capisco.
Ma se è vero che stiamo parlando di "una serie che ha comunque un suo pubblico e una sua notorietà" come mai tutto ciò non si traduce in una minima monetarizzazione di questa notorietà?

Che fa questo pubblico?
Si eclissa quando c'è da scucire qualche soldino per acquistare la serie che segue nel momento in cui gli viene proposta a colori?

E quindi per che cosa si fa questo progetto?
Per fare un regalo on-line a questa plebaglia dal portafoglio stretto?

Giammai! Che muoiano nella loro ignoranza decolorata!

(o forse su come è fatto questo pubblico non c'è molta chiarezza)

saldaPress ha detto...

Un progetto del genere credo andrebbe creato come un progetto in cui, o con lavoro o con soldi, tu acquisti una quota.
Subito. È tua.
Di più: lo proponi avendo prima individuato degli step in cui il progetto si mette in moto e procede allo step successivo solo se certi obiettivi economici vengono raggiunti.
Ma, cosa più importante, proponi di acquistare una quota di un progetto che ha, a monte, un modello di business delineato da cui muoversi.
E "sto anche valutando l'ipotesi di creare una qualche sorta di gadget da vendere o di regali per chi effettuerà una donazione superiore ai 5 euro" non lo è.

È inevitabile: una proposta come quella che ho letto nel link segnalato da Roberto ti fa solo venire in mente di ribaltare la domanda di chi ti propone questo progetto in "sì, ma se non rende un cazzo a nessuno e non cura la polio, mi spieghi tu perché accidenti lo vuoi fare?"

saldaPress ha detto...

Tipo questo:
http://www.gorehoundinc.com/index2.html

(che infatti, senza più sostegni finanziari, si è dovuto stoppare)

(ed è un peccato, perché di zombie nazisti non ce n'è mai abbastanza...)

Fabio Chizzolini ha detto...

Sembra essere una tendenza inevitabile quando ci sono più di un certo numero di persone che vogliono entrare in un determinato campo.

Sia esso la scrittura (come hai detto tu il fenomeno esiste già), la musica (in cui pure esiste), o, a questo punto, il fumetto.

Conosco gente che fa un dottorato di ricerca da diverse ore al giorno di laboratorio senza percepire uno stipendio, per la sola possibilità che un nome importante ti da.

Il problema è che l'occasione fa l'uomo ladro, e tutti hanno una maledetta voglia di visibilità e, quando ce l'hanno, diventano facili da manipolare.

L'unico modo per arginare il problema è responsabilizzare chi queste occasioni di lavoro non retribuito le fornisce.

Viviana Boccionero ha detto...

Quoto assolutamente Lauretta Scarpa, RRoby: DAVVERO è un sogno condiviso, OH-OH-OH.

Cazzo, RRoby, vorrei dire delle cosette alla Paoletta Barbato (la Barbie con gli occhiali) ma non mi va di registrarmi su quel suo assurdo coso (che però non mi spiace). Diglielo tu che Viviana sa, che è troppo evidente... Cazzo, un minimo di discrezione, RRoby.


Noi siam tutti amici tuoi
In molti siamo noi
Duecentoquarantatre
Folletti come te

Boscho ha detto...

Ne più ne meno degli annunci che trovi sui quei siti di ricerca lavoro. E squallide frasi del tipo: "cercasi un supertecnico che sappia fare tutto. Nessuna retribuzione in cambio...". Bah!

Enrico ha detto...

Il vero dubbio sulle pubblicazioni della Barbato e di Memola e`: come sara` fruibile il materiale? Ovvero, finche` si pubblica online senza ricevere alcun compenso, allora non vedo nessun problema, in quanto il progetto non si discosta dai normali webcomic che si vedono in giro (a tal proposito basta vedere il laboratorio Shockdom). E` nel momento in cui i due sceneggiatori vorranno lucrare sulla loro opera che si "scopriranno gli altarini" ovvero che si vedra` la professionalita` di questi due autori

Enrico
P.S. da questo punto di vista, Memola sembrerebbe essersi gia` scoperto...

boris battaglia ha detto...

per quanto è brutto DAVVERO è un incubo, non un sogno.

Pro-Brush ha detto...

Un consiglio:
mi piacerebbe fare il fumettista ma lavoro come impiegato...non mi sento sicuro di mandare i miei lavori ad editori per paura di non essere all'altezza e di "bruciarmi".
Questa non potrebbe essere un'iniziativa per provar se uno è in grado di sostenere i ritmi che questo lavoro impone? senza i rischi, a quanto pare, di penali.


Paolo

Pro-Brush ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Locomotiva ha detto...

@probrush: opinione opinabile da uno che segue un paio di blog di fumettomondo (questo e diegozilla) per la commedia umana che vi si svolge, e che ha comprato l'ultimo fumetto nel 2007 (Tag e Binks, speciale Star Wars, alla celebration IV a Los Angeles)

Si muove, in questo disordinato mondo, un caos di autoproduzioni e di progetti più o meno utopici, se non proprio sballati.
Se vuoi lavorare gratis, come formazione, per fare esperienza, per maturare, per fare quella gavetta che in tanti vorrebbero saltare, ci sono progetti che 'morsicano' un po' tutti gli aspetti e ti permettono di vedere tutta l'esperienza dal foglio pulito al volume su un banco (o su uno schermo).

E poi ci sono quelli che sotto l'etichetta 'stage' e un po' di fumo stanno puntando a farsi due soldini sul tuo lavoro, e spacciandolo pure per un favore.
Come in altri campi, neh.
(per dire, pagare la tessera del club per essere ammessi alla sfilata in costume che la fiera paga al club)

Lo schemino in testa a questo post spiega più o meno tutto.

el ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
el ha detto...

Che poi gli stage, in generale, manco ti fanno curriculum, e non valgono come esperienza lavorativa.

Francesco_Imp ha detto...

Come non detto le tavone vengono pubblicate su internet, per cui il termine 'ristampate' è improprio.
Ma visto che esiste già la prima versione, che bisogno c'è di ricolorare gratuitamente le opere, piuttosto che pubblicarle già come sono?

carlpaz ha detto...

ma anche se è gratis mica ci si accontenta:

"Mi sono reso conto che nel precedente annuncio ho colpevolmente omesso una nota importante: il fatto che questa iniziativa sia gratuita, non significa che si accetti di tutto acriticamente. L'obiettivo è quello di dare ai lettori una versione potenziata della serie, quindi anche decisamente professionale. Questo implica che non solo verrà operata una selezione fra coloro che si proporranno, ma che le colorazioni e le storie realizzate appositamente saranno seguite e corrette attentamente, esattamente come se fossero destinate a una seria casa editrice. Se quindi l'idea di ricevere annotazioni sulle vostre tavole vi spaventa, pensateci molto bene!"

marco turini ha detto...

Il primo caso ( progetto che nasce da Internet, fruibile gratuitamente che nasce come esperimento partendo da zero ) e' assai diverso dal secondo ( personaggi gia' noti, cartaceo in vendita e di fatto senza una partenza corale )..e credo che questo mi pare obiettivo. Va da se che sarebbe grave ( ma spero non sia il caso ) che qualcuno approfittando del primo caso ne traesse vantaggio giocando sull'equivoco. marco

ro-mario ha detto...

mah... non capisco il problema: in un momento in cui non ci sono case editrici interessate a pubblicare un determinato personaggio, l'autore si dichiara disponibile a continuare la produzione di storie se ci saranno disegnatori disposti a farle gratis (perché il succo del discorso di Memola è: potrebbe esserci un compenso, in futuro, ma probabilmente no). Nessuna promessa di fama, gloria e/o denaro: solo la possibilità di lavorare con un professionista (e sotto la supervisione di altri professionisti), se lo si vuol fare. E con patti chiari fin dall'inizio, nel caso alla fine ci fosse la possibilità di vedere dei soldi.
Lo trovo infinitamente più corretto di un editore che promette dei soldi e poi non li da, magari pontificando su internet (e anche di uno che, dopo un anno, non ha ancora iniziato a pagare chi doveva prendere i soldi. Lo so), o di quegli editori che gli autori non li pagano di principio.
E non tanto diverso da uno di quei corsi di fumetto, magari in due/tre giorni, che fanno il tutto esaurito (a pagamento) un pò in tutta Italia.
Sarà che mi sono convinto che non è possibile produrre albi da fumetteria pagando gli autori (o, almeno, pagandoli decentemente), sarà che quando scopro che Aurea e Star pagano meno di quanto pagavano le Edizioni Arcadia -infinitamente più piccole e col culo meno parato- un pochino mi girano, sarà che mi sento un pirla quando sento cosa costano certi albi e a quanto vengono venduti, sarà un pò tutto questo... ma anch'io sto lavorando ad un'operazione simile. Convinto di produrre un albo che varrà la pena leggere e per il quale varrà la pena aver disegnato.
Secondo me, se si da la possibilità a qualcuno di imparare qualcosa, non è che si diventa dei benefattori dell'umanità, ma perlomeno non ci si sta comportando in maniera scorretta: basta che non diventi una regola (che, forse, è il succo del post, ma non dei commenti che leggo).

E... no, non sapevo nulla di questo progetto di Federico, che ho scoperto l'altro giorno su facebook. Ed è ovvio che, quando parla di case editrici che potrebbero pagare, non si riferisce certo alle Edizioni Arcadia.

RRobe ha detto...

mario, mi verrebbero da dire mille cose, anche in relazione alle cene a pagamento e quell'anno di cui accenni tu.
Sto zitto e mi limito a pensare che forse è proprio vero: dimmi chi pubblichi o dimmi chi ti pubblica, e ti dirò chi sei.

Exilé ha detto...

Caro Roberto,

diamoci del tu, perché coetanei, e perchè proporre altre formule su un media "democratico" mi suonerebbe troppo ipocrita.
Non sono un addetto ai lavori, non sono un attivista da blog o forum, sono solo un "generazione trenta/quaranta" di buona cultura, con un lavoro che garantisce un accesso ad internet ed il tempo libero per fruirne anche a scopo di cazzeggio. I fumetti li leggo, e, avendo scelto (per obbligo, direi) di dovermi trasferire all'estero, le proposte on-line (un mondo che sino a qiualche tempo fa non conoscevo neppure) sono ora nei miei campi di interesse (nessuna voglia o interesse a divenitre cliente di fumetteria, quando rientro in patria).
Perchè tutto 'sto sproloquio di presentazione? Perchè, visto che sto per muoverti una critica, non vorrei che ti sembrasse cadere dall'alto di un anonimato completo. Non ho intenzione di entrare nel merito della qualità dei lavori (detesto la Barbato sia come scrittice che come sceneggiatrice, ed in particolare Davvero mi risulta un fumetto deludente, sia sul piano tecnico/stilistico che delle intenzioni. Di Memola non ho apprezzato una sola serie, tutte iniziate ed abbandonate dopo i primi due/tre numeri).
Soltanto, mi sono ricordato di un tuo post...

http://prontoallaresa.blogspot.com/2007/11/pornografia-portami-via-per-chiunque.html

... e non sono sicuro di aver capito come la tua richiesta di disegnatori esordienti sia differente da quella avanzata dagli altri autori.
Semplice curiosità.

RRobe ha detto...

Mi sembra abbastanza evidente la differenza, eh?
Prove per un progetto. Se il progetto fosse partito, ci sarebbe stato il pagamento.
Al pari se fai le prove per la Bonelli, o per l'Aurea e via dicendo.

Exilé ha detto...

Sarà
! Non metto in dubbio la tua buona fede, ma questo nel post non era esplicitato. Memola se non altro ha avuto il buobn gusto di esplicitare se e come risolvere il lato economico della faccenda 5se lo farà, vedremo).
Analogamente (ma vazdo a memoria) non mi sembra di ricordare che la Barbato abbia parlato di un eventuale riconoscimento economico in vista di una (altrettanto eventuale) pubblicazione.
Ma tanto, si parli di ricerca, web-design, editoria, fumetti o quant'altro, in Itaglia si è tutti gentiluomini, basta una stretta di mano (sbaglio o avevamo un super-ministro delleconomia che pagava lo stipendio in nero?).

RRobe ha detto...

Ti sbagli.
il fatto che io sono un professionista rende implicito che se cerco delle professionalità, le cerco sulla base di una retribuzione.
Il punto (e la gravità) della questione di memola, è tutto qui.
E' un professionista che chiede di lavorare gratis.
Ma continuate a fare pure tutte le vostre polemichine quanto volete.
Fino a quando non farò lavorare gente su progetti miei, a gratis, io sono tranquillo. Con la mia professionalità, con la mia etica e con la mia coscienza.

Exilé ha detto...

A Robe',

guarda che stai a parla' co' uno che se n'é annato a 1000 km da casa pe' lavora', mica pe' pettina' le bambole!
Ciodetto, e solo per esplicitare meglio, 'sta cosa del "tanto fa esperienza" è una cazzata megagalattica, e sono contento di sapere che tu ne sia estraneo.
La polemica non voleva essere con te, ma voglio (veramente) capire cosa pensa chi leggo.
Un saluto (che mo' torno a lavora')

carlpaz ha detto...

@exile'
ultime parole del post sulle prove porno

"Se il porno non vi spaventa e ritenete di avere le capacità di essere pubblicati accanto ad alcuni disegnatori professionisti davvero in gamba (e di venire pagati per farlo), allora fatevi sotto."