5.12.11

Levatemi un dubbio, va...

...a me fa piacere che un sacco di gente sta partecipando alla discussione su Davvero nel post precedente e su Facebook ma, sinceramente, mi sorge una domanda:

sembra proprio che molti di voi avevano un sacco di robe da dire sul fumetto di Paola (e anche molto critiche) ma, come mai avete aspettato proprio fino a questo momento per dire la vostra?

A me sembra che son cinque settimane che Davvero viene pubblicato sul web e, fino a oggi, quasi nessuno stava proferendo fiato (ho detto quasi, non cominciate a dire "io l'ho detto, io l'ho detto!").
Poi arriva il solito stronzo ci mette la faccia (io, nello specifico), permettendosi qualche riflessione e sfidando l'ira della Paola nazionale (per la cronaca: abbiamo continuato la conversazione in privato, con i consueti toni amichevoli) ed ecco manifestarsi un esercito di critici che decide che è arrivato il momento di dire la loro.
Che avevate da fare, fino a ieri?

22 commenti:

Francesco_Imp ha detto...

Mi sembra che più che su davvero si parli su un aspetto molto specifico (quello economico) di davvero, che evidentemente ha creato più scalpore che non il fumetto in sè

Alessandro Di Nocera ha detto...

Mio tweet dell'11 novembre:

"The first chapter of #Davvero, web-comic by Paola #Barbato e Matteo #Bussola, is absolutely disappointing."

Poi ho preferito non tornare sull'argomento per carità di patria.

RRobe ha detto...

(ho detto quasi, non cominciate a dire "io l'ho detto, io l'ho detto!")

Alessandro Di Nocera ha detto...

Ipotesi più generale sulla tua domanda?

Affogavano nell'indifferenza di fronte a una storia che né dal punto di vista del linguaggio utilizzato, né da quello della trama, né da quello produttivo ha qualcosa d'interessante o di serio da dire.

RRobe ha detto...

Sì ma io non capisco perché ti sei sentito chiamato in causa, visto che non mi pare che tu abbia commentato, qui o su FB, dopo il mio intervento.-

Alessandro Di Nocera ha detto...

Perché sei riuscito a stuzzicarmi, a differenza di "Davvero".

Ogni tanto il genietto che è in te riemerge.

Ombra ha detto...

Non ne sapevo nulla, ho appreso della cosa leggendo il tuo blog (sono fuori da un bel po', ammetto che ti "uso" per tenermi informata su cosa bolle in pentola ^^), e l'aspetto che hai sottolineato mi vedeva concorde. A prescindere dal fumetto in oggetto e dagli autori coinvolti.

faureiana ha detto...

ho messo pure la data della pubblicazione della mia nota.
l'ho messa anche qui perchè io non mi chiamo Roberto Recchioni e non mi cagano di striscio. Levala pure. :)

ps: e uno dei miei amici di FB mi ha risposto (su fb) in proprosito dopo aver letto il tuo blog. Magico, direi. :D

Massimo Giacon ha detto...

io avevo espresso il mio primo parere già alla prima puntata, poi non ho più voluto entrare nel merito sulle qualità del fumetto, so che le critiche sul web bruciano più che dette a quattrocchi, ma dato che conosco Paola abbastanza marginalmente, e ho apprezzato molte sue sceneggiature e anche un paio di libri, mi è sembrato giusto rilevare che da lei mi aspettavo ben altro. Poi potrei anche dimenticare che è stato scritto da lei e analizzarlo freddamente, e allora dovrei essere meno diplomatico, d'altra parte può essere anche di utilità ad un autore. Se a me dicessero che la Quarta Necessità è una merda ed è pure disegnato male,senza insultare tanto per dare aria ai denti ma entrando nel dettaglio a me interesserebbe. Non ne sarei certo felice, ma almeno un paio di domande sul mio lavoro me le porrei, e cercherei di aggiustare il tiro.

Giorgio Salati ha detto...

Sinceramente? Quello che hai sollevato è un problema che - per leggerezza, probabilmente - non mi ero posto. Sicuramente era un argomento su cui riflettere, comunque, anche se in fin dei conti non mi sono trovato del tutto d'accordo con la tua analisi. Però era una discussione che era ugualmente utile innescare.

el ha detto...

Avevo scritto una cosa a riguardo sul mio blog proprio all'inizio della pubblicazione di davvero, ma dato che non sono nessuno la cosa è rimasta li fra me e i miei amici.
Un pò come dice Faureiana.

A chi interessasse
http://naturabimba.blogspot.com/2011/11/no-per-scherzo.html

Buonanotte

werther Dell'Edera ha detto...

ma hai fatto il post per le giustificazioni?
Fortuna che ormai me le posso firmare da solo.

Marco Pellitteri ha detto...

Caro Roberto,

la questione che sollevi nella tua riflessione precedente a questa, cioè quella relativa al lavoro non retribuito sulla base del quale è in corso di realizzazione il fumetto “Davvero”, è molto importante. L'idea che una dinamica di questo tipo possa far peggiorare ancora di più il concetto di “lavoro” come un'attività che non è detto debba essere pagata con il denaro, è estremamente stringente e si fonda secondo me su solide basi. Anche io ritengo che l'intera operazione alimenti sottilmente – ma attenzione, involontariamente – una mentalità del tutto sbagliata rispetto a ciò che il lavoro è e dovrebbe essere. Tengo però presente anch'io, come te, la buona fede di Paola Barbato, sebbene sostenuta, purtroppo, da un'ampia dose di inconsapevolezza circa le conseguenze dell'iniziativa in tema di rapporti fra autori esordienti e potere contrattuale.

Vengo ora al tema di questo tuo ultimo spunto di discussione. Credo che la tua critica muova da un presupposto fallace, cioè quello secondo il quale per critici, studiosi, giornalisti del fumetto, e financo autori, sarebbe stato normale e auspicabile esprimere pareri e giudizi su “Davvero” già alla pubblicazione della prima o seconda puntata (una manciata di tavole). Ritengo, al contrario, che molti operatori del settore abbiano preferito arrivare a leggere almeno quattro puntate di questa storia, per poter giudicare con maggiore cognizione di causa su un gruppo di tavole più nutrito. L'assenza di pareri precedenti a pochi giorni fa è dovuta, ne sono convinto, a questa ragione: la tendenza a una maggiore cautela, il desiderio di dare a questo fumetto maggiore spazio per capirne meglio la storia, gli intenti, il linguaggio, i messaggi.
Così è stato, mi pare di vedere. I giudizi non sono stati molto generosi, o comunque non entusiasti, con riguardo sia agli aspetti grafici sia a quelli narrativi e linguistici. Le sintesi tranchant, nel contesto di chiacchierate informali fra amici, di persone come Giuseppe Pollicelli (sembra un fumetto di “Cioè”) e me (“mi ricorda i fumetti della rivista ‹Il Paninaro› ma fuori tempo massimo”) ti fanno capire il tenore generale delle opinioni in merito.
Naturalmente, arriveranno anche recensioni più argomentate (non so se da parte mia, comunque, visto che in genere mi occupo di altri settori del fumetto). Ma il colore medio delle palette alzatesi finora è arancione, se non proprio rosso.

Forse il motivo della scarsa qualità di questo fumetto è proprio il fatto che, essendo stato realizzato gratuitamente sia dall'autrice dei testi sia dai disegnatori, e senza un filtro editoriale professionale (almeno così mi è parso, basta vedere i vari errori linguistici e le numerose sgrammaticature grafiche nella resa dei disegni e nei colori, per non parlare della rigidità delle pose dei personaggi), sembra aver voluto pretendere e promettere molto di più di quanto non sia riuscito a dare. Shôjo manga italiano? Non credo proprio. L'ufficio stampa ha creato aspettative fuori dalla portata della storia poi proposta e basate su definizioni sbilenche.

Ma tutto quello che ho scritto sopra, ho potuto scriverlo solo dopo aver letto con attenzione cinque puntate di questo fumetto. Non avrei mai potuto farlo prima di averne lette come minimo quattro (e infatti è proprio nel quarto segmento della storia che avviene la prima vera svolta narrativa) e dunque non capisco bene come mai tu sia così deluso di non aver trovato altri tempestivi giudizi su quest'opera insieme ai tuoi.

In fondo, ad ogni modo dovresti essere contento: non è bello essere pionieri e arrivare primi? :-)

Con stima, anche nella diversità di pareri...
Marco

HellDinko ha detto...

io ho da dire solo: grazie per avermi consigliato un bel fumetto! prima mica lo conoscevo! :)

el ha detto...

Ci sono alcune cose che non mi sono chiare.
Anche se uno ritenesse la visibilità come mezzo di scambio al posto del denaro una cosa plausibile, sarebbe giustificabile se il mercato del fumetto italiano fosse fiorente, ma dato che non mi pare sia così la visibilità a cosa serve? dove vai quando sei diventato visibile? me lo sono sempre chiesto...

Bonelli? ma allora perché non fare direttamente 6 tavole di prova per una testata bonelliana?
Se la signora Barbato vuole aiutare gli esordienti, perché non li raccomanda direttamente alla Bonelli?

Ribaltando la cosa, per un progetto come Davvero ha bisogno di tutte quelle persone? Eppure se uno si guarda in giro ( mi spiace signora Barbato, ma non ha inventato proprio niente di nuovo ) ne esistono tanti di esempi simili, uno a caso, Harpun.
I due autori portano avanti il progetto da soli, no?
Altri progetti sono gestiti da un autore solo, perché la signora Barbato non ha portato avanti il progetto con il solo creatore grafico della storia?

Mi pare che nessuno abbia avuto da ridire su Harpun, no?

Per finire un altro appunto, se lei intendeva tener fuori nomi famosi per dar spazio agli esordienti doveva tener fuori anche il suo, magari usando uno pseudonimo, ma la pubblicità le faceva comodo.

Questo ovviamente è il mio parere personale.

Slum King ha detto...

Diosanto. Io pensavo non fosse la mia tazza del thè(strano, anche perché sono il primo ad aver gli occhioni sbrillucicosi per i manga adolescenziali e pure per le serie tv americane su quel tema) ma poi quando ho visto la scena 19mila € ho capito tutto.
Ha senso leggere un fumetto come Davvero? No! Perché ci sono migliaia di fumetti sull'adolescenza fatti meglio e con più consapevolezza di quell'età, e va bene che è gratuito ma il nostro tempo è prezioso a prescindere!
Ci stiamo ad accapigliare sui diritti, sulla fruibilità, sull'autorialità ma su quanto faccia veramente cagare non ho sentito nessuno.

"DAVVERO"
FA
CAGARE.

Mi dispiace per i disegnatori che si faranno conoscere con un opera così brutta.

HellDinko ha detto...

@re dei bassifondi la tua è un'opinione. a me piace.
e non perdo il mio tempo prezioso "a prescindere" per scrivere più di 5 righe per dirlo

Slum King ha detto...

@Helldick:
Se pensi di essere il più bello perché ti piace lammerda fai pure noi non ti fermiamo.

fausto bagattini ha detto...

per quanto mi riguarda quello che poni tu roberto è un problema che va molto al di là del fumetto e del caso specifico. premesso che non conoscevo il lavoro di paola che ho avuto modo di apprezzare spesso e maledire a volte su DYD, mi sono ritrovato nelle tue parole perché, lavorando nel teatro, mi trovo a dover far tutti i giorni, mio malgrado, i conti con dinamiche in tutto e per tutto speculari.
per questo tanto di cappello.

Giorgio Salati ha detto...

@SlumKing: anch'io sono rimasto perplesso sul discorso 20mila euro ma ho sospeso il giudizio per capire cosa succederà.

A me la storia finora piace. Se a te fa cagare non è detto che lo faccia al mondo intero.

Marco ha detto...

Io prima di venire qui e su Comicus neppure sapevo dell'esistenza del fumetto :D

Marco ha detto...

E' che nel bene o nel male tu, Rrobe, sei un'ottima cassa di risonanza, e questo in ogni caso rappresenta un beneficio per la visibilità del progetto. Nonostante la fama della Barbato e il fatto che mi piacciano tantissimo i suoi lavori, forse i "canali" che guardo di solito, decisamente più esterofili, erano avari di info sulla cosa.