16.12.11

Prima pagare, poi pubblicare.


QUI trovate una lista di presunti editori che si fanno pagare per pubblicare i romanzi degli aspiranti.
E' una lista tremendamente lunga.
Non ci sono editori di fumetti (quell'Aurea segnalata non è l'Aurea di John Doe).
Non ci sono editori di fumetti, per ora.
Ma, con l'aria che tira, quanto ci vorrà?


EDIT:
mi fanno notare che Tespi è l'editore a cui fa capo la Nicola Pesce Editore, che di fumetti ne fa.
Ho chiesto a Andrea Mazzotta (direttore editoriale della NPE) che mi ha informato che sì, all'inizio dell'attività editoriale di Nicola Pesce, la sua casa editrice teneva anche una politica di pubblicazioni a pagamento (non riguardanti i fumetti) ma che, oggi, tale politica, è stata del tutto messa da parte e che la casa editrice non offre più quel tipo di servizio.
Meglio così.

14 commenti:

Simone ha detto...

Volevo fare un appunto al tuo post... parli di presunti editori: in realtà il gioco forza di quelli più grandi, perchè i più piccoli muovono poco mercato, è avere autori famosi da usare come specchietto per le allodole. richiedono anche 3000 euro per pubblicazione. i più piccoli sono - esosi e spesso si fermano a 1000 :-) in ogni caso sono soldi buttati nel cesso

Locomotiva ha detto...

Il mio dubbio è che 'writer's dream' che ha compilato la lista di proscrizione non abbia superato la barriera psicologica di considerare 'scrittura' anche il fumetto, e non ha esplorato quell'angolino.

Saso ha detto...

Forse a breve scompariranno pure gli editori di romanzi a pagamento inverso, visti servizi come Stampa il tuo libro, book on demand, e compagnia bella. Ho ricevuto una decina di graphic novel stampate da sé ultimamente. In un formato tristissimo, con i balloon quasi più illeggibili dell'Omnibus di Gipi...

Simone ha detto...

@locomotiva: no, è che il mercato del romanzo è più ampio, tutti quelli che hanno fatto le scuole dell 'obbligo sanno scrivere anche se magari sono tremendi. per i fumetti bisogna saper disegnare o convincere qualcuno a farlo gratis per te. si vede anche dai concorsi a lucca partecipano quanti un centinaio? al concorso io scrittore del gruppo gems vinto poi da susanna raul fra gli altri, hanno partecipato in 3000.

RRobe ha detto...

Ma i centri di servizio vanno pure bene, no?

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

Dove c'è richiesta c'è offerta.
Nel Bel (?) Paese ci sono più scrittori che lettori.
Convintissimi di essere dei geni, hanno inevitabilmente attratto una marea di Gatto e la Volpe editoriali.
Il lavoro va pagato. Sacrosanto. Ma in questo caso non si tratta di "lavoro". L'allocco ha un libro/fumetto nel cassetto e lo vuole dare alle stampe. Mica qualcuno gli ha detto di farlo.

Locomotiva ha detto...

così, semiserio...

@Giuseppe: Dove c'è richiesta c'è offerta.

Giovani!
Disegnatori!
Basta lavorare gratis!
Basta sfruttatori che 'per farti un nome'!
Aprite voi stessi entusiasmanti progetti.
Date agli sceneggiatori la possibilità di farsi loro un nome con autoproduzioni temerarie.
Con gli stessi accordi della Vanity press.
Loro pagano 'le spese' e voi disegnate - e lo spedite pure alla tipografia onlain.

Eh? Che vi pare, come idea?
Che il PIL s'impenna...

p. ha detto...

sono daccordo su tutta la linea di Rrobe U_U

Knup ha detto...

Stessa cosa pure nel campo musicale.
Ci siam caduti qualche anno fa pure io col gruppo che dopo aver speso non così poco per registrare ci siam detti "ma sì, proviamo", tentati dall'idea del liberarci del fattore promozione (era promessa nel contratto ma alla fine son venute fuori due recensioni su blog sconosciuti probabilmente di amici).
Stronzi.

Viviana Boccionero ha detto...

RRoby, malgrado tutto mi sono registrata dalla Paoletta B. (per darle un po' di lustro), eppure la Paoletta, nonostante il mio acuto commento ultravioletto, non mi ha cagata. Cioè, risponde agli zotici fissati con le tette di Marty e a me, che vedo quello che nessuno vede, manco mezza parola. Cioè, un cazzo di "Brava, Viviana, fortuna che ci sei tu che mi capisci..." poteva pur dirmelo. Chiamala (ora!) e dille che sono offesissima e rescindo il contratto.

Per il resto, niente, sei un maniaco ossessivo con la fissa degli editori.

Mirco ha detto...

Un autore di fumetti che paga per pubblicare è normale mi pare, si chiama autoproduzione. Diverso invece è il romanziere. La differenza è culturale: possiamo capire se un fumetto autoprodotto è buono o meno ma non siamo capaci di distinguere un romanzo che va editato da uno che non va editato. Eppure uno scrittore che si fa stampare il racconto e il fumettista autoprodotto dovrebbero stare sullo stesso livello. eppure (bis) la critica va a caccia di fumettisti autoprodotti per fare nuove scoperte mentre i critici letterari snobbano i romanzieri. Ovviamente il 99,9% di quei romanzi è monnezza, ma c'è quello 0,1% che forse andrebbe scoperto in qualche modo, o pubblicato. E non è vero che un buon romanzo viene sicuramente pubblicato.

RRobe ha detto...

Scusa Mirco, ma tra l'autoproduzione e il pagare un editore per farsi pubblicare, no c'è proprio correlazione.
Autoprodursi significa investire su tutti i livelli, curando la propria roba e vendendosela in prima persona.
Pagare per pubblicare significa che paghi qualcuno che ti pubblica un romanzo di cui lui è in parte, o totalmente, proprietario. E parlo proprio delle copie fisiche.
Sono cose drammaticamente diversa.

Obi-Fran Kenobi ha detto...

Tanto per accreditare gli autori originali della lista, linko il sito di Writer's Dream:
http://www.writersdream.org/blog/editori-di-genere-2/

el ha detto...

Aggiungo:
non è corretto dire

"Un autore di fumetti che paga per pubblicare è normale mi pare, si chiama autoproduzione"

chi si autoproduce non "paga per pubblicare" paga la stampa dell'albo ( a volte nemmeno quella ) che rientra nelle normali spese come quelle dell'acquisto della carta, la cancelleria, eccetera.
Ma, come ha detto Recchioni, il progetto è totalmente tuo.