31.1.11

[COVER] John Doe 6

Dove la trovate?
Sulla pagina di Facebook di John Doe.

Una roba quasi divertente.


C'è in giro un albo pirata di John Doe.
Qualcuno si è divertito a scaricarsi la storia apocrifa di JD, realizzata da Roberto Gennari e Andrea Gadaldi, a stamparla e a venderla al modico prezzo di 15 euronzoli.
Nulla di grave ma non fatevi fregare.

30.1.11

Pesi e misure.

Qualcuno sa spiegarmi perché il Napoli, secondo a quattro punti di distacco dal Milan, con un tridente d'attacco fuori dalla grazia di Dio e un gioco che macina vittorie dall'inizio del campionato è una squadra che "può seriamente aspirare ad un posto in Champions League" (addirittura? Ma non starete esagerando?) e l'Inter, a nove punti dalla capolista (ma con una partita in meno, ok), con una squadra che è una roulette russa tanto è incostante il suo rendimento, è invece "una delle più serie candidate ad insidiare il Milan nella corsa scudetto"? Sul serio... sono logiche della comunicazione dei commentatori sportivi che proprio non capisco.

28.1.11

Intervista a Fausto Brizzi... lo sceneggiatore Disney.



Oggi si è tenuta la conferenza stampa di Fausto Brizzi a proposito del suo nuovo film, Femmine contro Maschi. C'erano gli attori, gli sceneggiatori, produttori e distributori e quelli di Sony Music, accompagnati da Noemi e Gaetano Curreri, autori della canzone che accompagna il film. Insomma, tutto il blocco al completo, praticamente. Con l'occasione, ho avuto modo di fare un paio di domande a Brizzi a proposito del suo impegno di sceneggiatore di fumetti per la Disney, per cui ha realizzato vari adattamenti a fumetti dei suoi film, reinterpretati dai personaggi della multinazionale del topo.

Il settimanale Topolino, specie in tempi recenti, ha collaborato spesso con personaggi noti di altri media per la creazione di alcune storie speciali. Penso, per esempio, a Vasco Rossi, Francesco Totti, Ronaldo e via dicendo. Tu ti senti più un vip prestato alla rivista o un vero e proprio sceneggiatore di storie di Paperi e Topi?

La seconda, ovviamente. Per me è un grande onore poter scrivere storie per Topolino. Un vero e proprio traguardo raggiunto.

Quindi, ti sei confrontato davvero con il lavoro dello sceneggiatore fumettistico?

Sì. Anche se devo ricordare che, di fianco a me, c'è sempre stato Riccardo Secchi, sceneggiatore Disney di lunga esperienza che mi ha aiutato a capire i meccanismi della tavole e i segreti della sceneggiatura a fumetti.

Avendo avuto modo di leggere tutte le tue storie, ho avuto l'impressione che tu sia un "disneyano di ferro", molto legato al quella tradizione di storie adatte a tutti, bambini e adulti, che rappresentavano il segreto del successo del settimanale Topolino, in particolare negli anni '70 e '80.

Proprio così. Sono un grande amante dei personaggi Disney e ho un particolare amore per le storie di Topolino di quell'epoca e per il lavoro di quegli autori che le realizzavano.

In quegli anni, però, Topolino era un settimanale per tutta la famiglia, lo leggevano i bambini come gli adolescenti e i genitori. Per molti versi, era "uno di casa" nelle famiglie italiane, al pari di riviste come TV Sorrisi e Canzoni o Famiglia Cristiana. Oggi il settimanale sembra essersi riposizionato, rivolgendosi soprattutto, ai bambini. Non hai paura che le tue storie, basandosi sui tuoi film che hanno un target ben definito e di sicuro non infantile, trattino di argomenti troppo distanti dal pubblico che poi finirà per leggerle?

No. Penso che Topolino abbia ancora una valenza universale e che le sue storie possano essere apprezzate tanto dagli adulti, quanto dai bambini. E' questo il genere di storie che ho cercato di scrivere io.

Come ti sei trovato nel ruolo di sceneggiatore di fumetti rispetto al lavoro di sceneggiatura per il cinema?

Lavorare sui personaggi Disney è magnifico. Rispetto al cinema ci sono molti problemi in meno. Gli attori sono sempre disponibilissimi, sono tutte grandi star, non arrivano mai in ritardo sul set, non ti cambiano le battute e non hanno mai problemi. Tutto quello che devi fare è scrivere delle buone storie e loro ti daranno il meglio!

Specie se, a disegnarli, ti ritrovi con gente del calibro di Mastantuono o Cavazzano, due mostri sacri della scuola Disney italiana...

Assolutamente. Ma non solo. Quando hai modo di scrivere una storia per la Disney, è ovvio che vorresti che a disegnartela fosse Cavazzano... ma in realtà tutti i disegnatori con cui mi sono trovato a collaborare sono stati straordinari.

Hai avuto rapporti diretti con loro?

No. Di questo aspetto si è preso cura Riccardo (Secchi) e la redazione.

Scriverai ancora storie a fumetti, magari non legate ai tuoi film?

Forse. E' una bella esperienza.


Qui di seguito, le prime 5 tavole tratte dalla versione a fumetti Disney di Femmine contro Maschi.





Detto tra noi, io nutro ancora qualche perplessità nei confronti di operazioni del genere.
E questo aldilà della qualità del prodotto di Brizzi-Secchi (che mi pare buono) ma, parlando in generale. Per carità, è ovvio che in queste faccende ci guadagnano tutti: i personaggi coinvolti fanno un'esperienza divertente, ottengono un attestato di prestigio e popolarità e hanno pure della pubblicità gratis, il settimanale fa parlare di sé sui media generalisti (che, anche se per i nativi digitali è difficile da capire, fanno ancora la differenza) e alza le vendite...
Però la mia impressione è che si finisca per nutrire una logica del "mordi e fuggi" che premia, in termini di copie, quel singolo numero della rivista, ma che non aiuta a (ri)costruire quella continuità di rapporto tra il grande pubblico e Topolino che, con gli anni, è andata persa.
Ma magari mi sbaglio. Anche perché, di grandi storie nate da iniziative del genere, ce ne sono state (La vera storia di 900 di Baricco-Faraci e Cavazzano, per esempio)

Vallanzasca, Placido, l'onestà intellettuale e l'etica...

Dunque, cosa ne penso del film Vallanzasca: gli Angeli del Male, l'ho scritto QUI.
Ma mi tocca fare una postilla dopo aver sentito quello che Michele Placido (regista della pellicola) aveva da dire a proposito della sua ultima fatica a Parla con Me, il programma di Serena Dandini.
Sostanzialmente, Placido ha definito Vallanzasca (quello vero) come un uomo "etico" e poi ha detto che il suo film è un "esercizio di onestà intellettuale".
Per dimostrare la sua tesi, ha parlato di un particolare evento nella vita del bandito.
In sostanza, quando era in carcere a Novara, nel 1981, Vallanzasca e altri criminali diedero vita a una rivolta carceraria con lo scopo di creare confusione ed avere modo di regolare i conti con alcuni infami (gente che li aveva traditi in qualche maniera) incarcerati con loro.
Nel caso particolare. Renato Vallanzasca "appiana" le sue divergenze con Massimo Loi, un ventenne a lui molto legato (lo definiva un "fratellino"), uccidendolo con quattro coltellate.
Forse.
Perché Vallanzasca, questo omicidio, prima lo conferma, nel libro di memorie Il Fiore del Male. Banditi a Milano di Carlo Bonini, poi lo sconfessa, nell'intervista del 2006 all'Europeo, infine lo conferma di nuovo, nel libro l'Ultima Fuga, scritto insieme a Leonardo Coen.

Adesso, Placido alla Dandini ha raccontato che lui non voleva inserire quell'omicidio ma che è stato Vallanzasca stesso a chiederglielo, ammettendolo per la prima volta.
E già qui, l'onesta intellettuale di Placido lascia a desiderare visto che Vallanzasca, quell'omicidio, lo ha ammesso in un libro, uscito nel 2010 e scritto proprio di suo pugno.
Comunque sia... come lo racconta questo omicidio Placido, nel suo film?
Alla stessa maniera in cui Vallanzasca lo racconta nel libro e che trovate QUI.
Identico in tutte le dinamiche tranne per il dettaglio che Massimo Loi, anni 20, un ragazzetto che i magistrati definivano come uno che, nella criminalità, c'era finito per caso, nel film, è interpretato da un Filippo Timi (anni 37) conciato come Carlito Brigante a fine carriera.
Esercizio di onestà intellettuale...

Comunque sia, tanto il resoconto di Vallanzasca quanto, la messa in scena di Placido, ci riportano quell'omicidio in una maniera che è degna di un melò criminale di Jean-Pierre Melville: Vallanzasca consegna un'arma all'uomo che deve uccidere e non lo uccide fino a quando questi non tenta di assalirlo a sua volta. E mentre lo uccide piange perché, per lui, è come uccidere suo fratello. Pura retorica poetica calibro 9.
Peccato che, anche qui, ci sia un'altra storia:
per esempio si racconta che il corpo di Loi venne ritrovato decapitato e in parecchi riportarono che la sua testa venne usata per giocare a pallone da Vallanzasca e dai suoi compagni (se volete saperne di più, QUI c'è lo speciale di Minoli dedicato alla faccenda).
Ovviamente, di tutto questo, nel film, non c'è traccia... il corpo di Loi viene trascinato via dai compagni mentre Vallanzasca lo osserva piangente.
Onestà intellettuale...

Adesso... a me se Placido vuol fare un film di Vallanzasca e raccontarlo come se fosse un bandito romantico, mi sta benissimo. Un film è un film, non è la cronaca e, tantomeno, la storia.
Raccontare la storia, quella vera, non è compito o dovere della fiction. Anzi, meno la fiction ha questa pretesa e meglio è.
Ma cazzo, se mi vieni a dire che Vallanzasca (quello vero, non il tuo personaggio fittizio) è un "uomo etico" e che tu hai fatto un "esercizio di onestà intellettuale", allora sei in malafede e sì stai davvero insultando tutte le famiglie di quelli che Vallanzasca ha ammazzato (che sono parecchi, anche se il film non ne mostra praticamente nessuno).

Clint Eastwood metteva in bocca le seguenti parole a William Munny, l'assassino da lui interpretato ne Gli Spietati:
"E' una cosa grossa uccidere un uomo: gli levi tutto quello che ha, e tutto quello che sperava di avere."
Magari a Placido farebbe bene farsi spiegare da Clint Eastwood il significato della parola ETICA.



p.s.
ma che è 'sta mania di andare a fare le interviste in televisione con il cappello in testa? Ma non si sentono dei cretini?

27.1.11

Che tu possa vivere in tempi interessanti...

- Il presidente del consiglio è in mezzo a una bufera fatta di ricatti, prostituzione minorile, collusione, concussione e via dicendo. Adesso spunta pure la cocaina.

- Si chiude la prima parte dell'inchiesta di Perugia sui lavori per il G8 dell'Aquila, (uno dei miracoli di Berlusconi). All'ex direttore della Protezione civile Bertolaso (uomo di punta indovinate di chi?) e la sua cricca, sono contestati i reati di associazione a delinquere, corruzione, abuso d'ufficio, favoreggiamento e rivelazione del segreto d'ufficio.

- Il presidente della camera Gianfranco Fini ha un problema con una casetta a Montecarlo che pare non proprio regolare, di cui si deve discutere in senato.

- Bersani del PD congela il risultato delle primarie di Napoli a causa di sospetti voti di scambio e brogli di matrice camorristica.

E questa è solo la prima pagina dei quotidiani di oggi.
Quanto amo il mio paese.
Mai un momento di noia.

Nel frattempo...




...quel dannato, non la smette di disegnare il suo capolavoro.

26.1.11

Crysis 2 vs. Bulletstorm

Ieri deve essere stata una giornataccia per i ragazzi della Crytek.
Dopo aver investito un mucchio di soldi e lavorato duramente alla realizzazione di Crysis 2, un gioco che, nelle intenzioni del team tedesco, avrebbe dovuto rappresentare il nuovo metro di paragone per gli fps in termini di realizzazione tecnica, ieri è uscita la demo multiplayer.
Purtroppo, l'elefante sembra aver partorito un topolino e Crysis 2, per il momento, ha saputo mostrare un paio di mappe non particolarmente impressionanti, delle meccaniche di gioco molto derivative e, soprattutto, un netcode talmente ballerino che è quasi impossibile farsi due partite di fila senza perdere la connessione al server. Insomma, non un esordio sconvolgente per un gioco che, allo stato attuale, sembra un clone non particolarmente riuscito di Killzone 2 (per la resa delle armi e la dinamica generale del combattimento), con elementi rapinati da Halo: Reach (i perk), Call of Duty: Modern Warfare (le killstreaks), Vanquish (le scivolate) e Mirror's Edge (il parkour di tetto in tetto). Poi sia chiaro, per un giudizio definitivo bisogna aspettare la versione completa del gioco e, soprattutto, il single player. Allo stato attuale però, quello che si è visto non ha impressionato come ci si aspettava.

In compenso, sempre nella giornata di ieri, quei cazzoni di Epic hanno distribuito la demo del loro Bulletstorm, un produzione di livello medio (per i loro standard) nell'attesa di Gears of War 3. Che dire? E' scemo, coatto, cafone e con un immaginario estetico fermo all'Image degli anni '90... ma il livello tecnico è fuori dalla grazia di Dio e il gioco è oscenamente divertente, con delle meccaniche più profonde e raffinate di quanto ci si potesse aspettare.

Insomma, epic fail per Crytek, flawless victory per Epic.
Ma, a conti fatti, c'era da aspettarselo.

[RECE] Qualunquemente

Io ho solo una domanda da farti, egregio signor Albanese:
Antonio ma tu, il film, te lo sei rivisto prima di mandarlo nelle sale?
Perché guarda che fa schifo, eh?
Oppure sono io che non ci arrivo e forse le tue intenzioni erano meta-cinematografiche: per stigmatizzare quest'Italia sciatta, squallida, incompetente, collusa, ignorante e cafona, hai deciso che il tuo film avrebbe dovuto essere tutte queste cose nella produzione e nella forma, prima ancora che nei contenuti, e hai mandato in distribuzione una pellicola che è un vero e proprio insulto a chi, in questa Italia, almeno ci prova a fare prodotti dignitosi.
Sul serio, il film è talmente mal scritto, mal diretto e mal interpretato che ti viene da pensare che l'unica possibilità è che tu lo abbia fatto apposta. Guardandolo mi sono vergognato per te, che ci hai messo la faccia e la firma (tua è pure la sceneggiatura), e per me, che sono andato in sala a vederlo.
Meglio i cine-panettoni. E ho detto tutto.


25.1.11

Si sa che la gente dà buoni consigli...


Dori Ghezzi dice NO alla partecipazione della nipote di De André all'Isola dei Famosi.
Del resto, la Ghezzi, a vent'anni, faceva solo scelte ponderate, di qualità e culturali.


Aiuto.

Qualcuno che ne capisce di queste robe:
- come funziona la gabbia di Faraday rispetto ad un'automobile?
- il sistema rimane sicuro anche se si toglie, per esempio, un pneumatico all'auto?
- se collego i cavetti di una batteria automobilistica a un generatore a benzina di quelli trasportabili e poi attacco i cavetti stessi a, chessò, una parte esterna della carrozzeria dell'automobile (non alla batteria o a una parte interna), posso elettrificare l'auto?


EDIT:
ok, caso risolto.
Grazie!

Giusto per chiarire...


Torno un secondo sul post precedente per chiarire un punto.
Il cuore del discorso non era "diamoci tutti all'autoproduzione".
Le autoproduzioni nel fumetto ci sono sempre state. Certe volte si sono rilevate esperienze valide, altre volte no. Io stesso, con la Factory, ho fatto una lunga esperienza di autoproduzione.
Ma alla fine, anche i prodotti autoprodotti, finiscono sempre per cercare un terminale di vendita nei soliti canali distributivi.
E quello che sto dicendo io è: evitiamo quei canali.
Perché se la distribuzione classica tra librerie specializzate e libreria di varia (quella rappresentata da Pan, Alastor, Star Shop e, adesso, Messagerie), riesce a muovere un volume di vendite che, per un certo tipo di prodotti, oscilla tra le 300 e le 1000 copie, allora per me, chi fa questo genere di prodotti, può tranquillamente fare anche a meno della distribuzione tradizionale e vendere direttamente, ottenendo lo stesso risultato, e non dovendo dividere i guadagni con nessuno.
A Lucca, impegnandosi un poco e facendo le cose per benino, si vendono 300 copie di qualsiasi stronzata a quasi qualsiasi prezzo. Certo, lo stand deve essere posizionato dignitosamente, l'autore deve stare dietro al tavolo a disegnare per tutto il tempo, il prodotto deve essere ben confezionato (e non è nemmeno detto) ma è ovvio che se fai la merda o non ti va di sbatterti, poi non puoi pretendere di vendere, no?
E allora, se con una fiera mi posso garantire già un risultato di vendite adeguate, io moltiplico quell'esperienza, organizzo incontri in varie librerie, faccio promozione e vendita diretta su internet e scommettiamo che, a fine anno, ho venduto più di tanti volumi regolarmente distribuiti e mandati in distribuzione come agnelli al macello?

E badate che questo discorso non vale solo per i giovani autori che si vogliono produrre ma pure per le case editrici che, infatti, l'antifona l'hanno capita in anticipo e, in parte, stanno già mettendo in atto delle logiche di venduto nuove.

Quanti volumi sono stati presentati all'ultima Lucca?
Una marea.
Quanti di questi volumi sono stati distribuiti sui canali tradizionali, subito dopo la manifestazione lucchense?
Molti, molti meno.
Tanti editori hanno deciso di rimandare la distribuzione dei loro volumi perché il mercato, subito dopo Lucca, è ingolfato e i loro prodotti non avrebbero avuto la necessaria visibilità.
Alcuni editori hanno prodotto volumi che, di fatto, hanno venduto solo a Lucca e nelle fiere seguenti e che proprio non hanno mandato in distribuzione.
Perché? Perché non gli conviene.
Tirature troppo basse, scontistica ai distributori troppo alta, scarsi risultati di vendite nel mercato tradizionale.
Se punti a vendere tra le 300 e le 1000 copie di un volume, in un anno, il distributore non ti serve. Non stargli a regalare soldi ma saltalo direttamente.

Insomma, quello che sto dicendo io è che forse, più di un altro distributore, al mercato di un certo tipo di fumetto servono idee diverse.

24.1.11

Una distribuzione diversa è possibile.


Ma mica nei fumetti.
Nel nostro settore, per ora, le rivoluzioni si annunciano ma non si mettono mai in pratica.
E così, mentre tutto l'italico webmondo dedicato al fumetto non fa altro che parlare dell'arrivo di un nuovo distributore con (pare) vecchi idee, io ho deciso di disinteressarmene e guardare altrove. Al cinema, per esempio, e a QUESTA idea di Kevin Smith, nello specifico.

In fondo, ormai sappiamo bene che un piccolo editore di fumetti (uno di quelli che distribuisce i suoi prodotti solo nelle librerie specializzate e in quelle di varia) più di tanto non può pagare perché, se pagasse di più, non potrebbe rientrare dei costi.
Ed è decisamente assodato che, con quello che pagano i piccoli editori di fumetti (sempre quelli che distribuiscono i loro prodotti solo nelle librerie specializzate e in quelle di varia) non ci si campa... ma allora, perché affidarsi a questo sistema in cui non vince nessuno?
Perché non saltare tutta la filiera e non mettersi a produrre e a venderseli da soli i propri fumetti?
Tanto, non guadagnarci per non guadagnarci, almeno ci seguiamo il progetto a modino, come diciamo noi. Se perdiamo, perdiamo per colpa nostra, se vinciamo, ci prendiamo tutta la gloria e gli onori (sui soldi, continuo a dubitare).

Ragioniamo:
il grosso delle vendite di questo genere di prodotti si fa alle fiere (per dirla tutta: si fa a Lucca) ed è rappresentato da un venduto compreso tra le 300 e le 600 copie. 1000 se hai culo o i nomi.
E allora, produciamocele da soli queste copie e, soprattutto, vendiamocele da soli.
Alle fiere, in primo luogo, magari sfruttando della associazioni momentanee con altri autori per dividere i costi dello stand.
Organizzando incontri nelle librerie con piccoli tour per l'Italia (si può fare se ti accordi con le librerie).
Facendo promozione sul web e seguendola in prima persona, senza affidarla a spesso distratti (se non peggio) addetti stampa.
Partecipando a iniziative culturali.
E via dicendo.

Vuoi vedere che, alla fine, vendiamo di più?
Come dite? Volete avere il presunto prestigio di poter sfoggiare sulla copertina il marchio di una qualche (apparentemente) professionale casa editrice?
Ok. Contenti voi. Ma poi non venite a lamentarvi, eh?

p.s.
c'è qualcuno che ha già provato questa strada in tempi recenti e, tra qualche giorno, ve lo intervisto pure.

Un post da uomo medio.


Stamane mi son dovuto svegliare presto perché dovevo fare dei giri.
Ora, dovete sapere che il quartiere dove abito è una delle zone di Roma con il più alto numero di parrucchieri. Al mondo.
Sul serio, solamente nell'isolato del mio palazzo se ne contano cinque. Che io mi stupisco ogni volta di quante siano le donne che, ogni giorno, hanno bisogno di una messa in piega. Comunque sia, una tale specializzazione territoriale ha fatto sì che oltre ai parrucchieri suddetti, sia anche nato tutto un indotto che li circonda, composto di negozi che vendono prodotti per parrucchieri e, soprattutto, scuole per parrucchieri.
Quindi capita che se scendi la mattina presto e ti fai una passeggiata, finisci per doverti aprire la strada in una selva di futuri coiffeur delle dive e aspiranti shampiste, tutti diretti ai loro corsi di studio.
E fin qui, lo capisco.
Ma una scuola di "Ricostruzione Unghie" e una folla di allieve in attesa di entrare, no. Non ce la faccio proprio. E' al di là delle mie capacità cognitive.
Ma c'è qualcosa di più inutile della ricostruzione delle unghie e dei specialisti in tale disciplina?
Dico, fumetti e fumettisti a parte, ovviamente.

21.1.11

La satira non basta.

Vignetta di Makkox tratta dal suo intervento sul Post di oggi.
Sarebbe satira, giusto?
Invece No.

Il TG3 parla di fumetti.


Il logo è atroce e continua a non essermi chiaro perché dobbiamo usare la parola "comics" invece che "fumetti", ma il segnale è positivo.
Oggi è uscito un pezzo su V for Vendetta (lo trovate QUI) che sarà pure un fumetto di cui si è parlato fino alla nausea ma che, in questo periodo, è sempre bello ricordare

è mai possibile o porco di un cane, che le avventure in codesto reame, debbano risolversi tutte con grandi...

20.1.11

Ma se...

...il nemico del mio nemico, è mio amico, l'amico del mio nemico, che cos'é?
Sembrerà strano ma 'sta domanda mi è capitato di farmela spesso, negli ultimi anni.
Perché non è che io pretenda che quelli che stanno sul cazzo a me, stiano sul cazzo pure ai miei amici (e del resto, io non accetterei dai miei amici una simile pretesa), però sì, mi fa strano vedere come gente che si professa mia amica, poi non abbia problemi a essere amica pure di persone che, in più occasioni e in diverse maniere, hanno cercato di danneggiarmi davvero (talvolta persino fisicamente).
E' una logica del compromesso sociale che proprio non riesco a capire.
Sarò strano io.

Non ci sono più i fidanzamenti di copertura di una volta...


Dico come quello tra Noemi Letizia e Domenico Cozzolino, il finto fidanzato pagato fior di quattrini da non si sa Chi, che poi ha candidamente smentito tutto, dicendo di essere stato pagato e poi ha smentito di aver smentito.
Ecco, a uno come Cozzolino puoi dirgli un sacco di cose, ma almeno, come finto-fidanzato per coprire l'impiccio, era presentabile e, soprattutto, non era coinvolto nell'impiccio stesso.
Insomma, non era uno come Luca Risso, l'uomo indicato ieri, al programma di Signorini, come futuro sposo di Ruby.
Perché Luca Risso, nelle intercettazioni della procura di Milano, c'è. E, parla e si compromette, al pari tutti gli altri. E come fai a rifarti un'immagine sposandoti se, quello che ti sposi, è sputtanato quanto te?

Giusto per la cronaca, mi diverto a segnalarvi qualche stralcio (sì, lo ammetto, ho passato qualche oretta a leggermi il faldone delle vergogne).

Dice Ruby a Davidia:

"sanno tutti tutto... Luca mi sta semplicemente proteggendo perché... Lele gli ha chiesto di proteggermi... in cambio avrà un sacco di soldi... ma lui dice non mi interessa dei soldi, io ti voglio bene e ti copro..."


Dice Luca Risso a Serena, via Sms:

- Sono nel mezzo di un interrogatorio allucinante... Ti racconterò' ma e'pazzesco!


Dice Serena a Luca Risso, sempre via Sms:

- Stai attento...ricordati del grano.


Il resto lo trovate facilmente QUI e con la funzione "cerca" del vostro browser. Insomma, si ha l'impressione che i meccanismi di difesa del Grande Capo, messi in atto così bene da Signorini nel caso di Noemi, questa volta siano piuttosto raffazzonati, come se lui e la sua gang fossero stati presi tutti con le braghe calate.
Visto mai?

"mai fatto la prostituta..."

...dice Ruby da Signorini.
E allora sei una cosplayer fantastica, ragazza mia.

17.1.11

Se volevate un nome...

...è Daniele Moretti.
Dico il grafico che ha realizzato i poster italiani del film di Dylan Dog per conto di quelli della Moviemax (come si sospettava è tutta roba italiana).
Questo è il suo sito e Questo è il suo Flickr.
Alcune cose sono carine, altre... proprio no.
I manifesti di Dylan, sono " proprio no".
Peccato.
Non ci sarebbe voluto molto e c'erano fior di artisti che si sarebbero prestati volentieri.

ITALIA UNO!

C'è una domanda che mi attanaglia da ieri, riguardo al messaggio di Berlusconi andato in onda a Studio Aperto, su Italia Uno e poi replicato su Rete 4 e no, non ha nulla a che fare con i vaneggiamenti, sempre più disperati, di quel Tony Montana alla corde che ci ritroviamo come presidente del consiglio.
La mia domanda è: perché Studio Aperto?
La strategia comunicativa operata da Berlusconi negli ultimi anni si è sempre attenuta ad un principio piuttosto chiaro: evitare, per quanto possibile, uno sfruttamento diretto delle sue reti televisive. Nel senso, Mediaset va bene per promuovere il "Berlusconi-Pensiero" e le "Berlusconi-Azioni" ma non va altrettanto bene come cassa di risonanza effettiva della sua voce. Per intervenire direttamente e in maniera pianificata (le telefonate a Ballarò in preda al furore non contano), Silvio ha sempre scelto dei contesti teoricamente super partes, atti a garantirgli credibilità e a tenerlo lontano dall'immagine di quello che se la canta e se la suona a casa sua. Contesti come la trasmissione di Bruno Vespa, per esempio.
Ok, ridete. Ho riso anche io scrivendo quest'ultima frase. Ma avete capito quello che intendo, giusto?
Le comparsate televisive sulle reti Mediaset, Silvio le quasi sempre fatte in maniera "informale" e in contesti rilassati e amichevoli (a parte qualche partecipazione a Matrix, che, comunque, dovrebbe essere il corrispettivo Mediaset di Porta a Porta, e quindi, una seria trasmissione giornalistica, ospitata sulla emittente ammiraglia del Cavaliere...).
In sostanza, l'idea che mi sembra si volesse comunicare era che quello che appariva al programma di Signorini a fare quattro chiacchiere tra amici, era Silvio Berlusconi, non il presidente del consiglio. L'uomo istituzionale, invece, appariva solo da Vespa o in programmi che gli garantissero il giusto risalto formale.
Ed è per questo che non capisco l'intervento su Italia 1, la rete "giovane" del gruppo Mediaset.
Specie per un intervento per lui così rilevante.
Che succede? Vespa, Minzolini, Vinci non erano disponibili? Non hanno trovato un buco in agenda per il premier?
Mi piacerebbe un sacco. Significherebbe che le cose sono ancora peggiori di quello che crediamo e che anche i fedeli vassalli stanno cominciando a disimpegnarsi dal re folle.
Ma non voglio illudermi.
C'è sicuramente qualcosa di diverso all'origine di questa decisione.
E mi piacerebbe tanto sapere cosa.
Perché in ambito di comunicazione, il Silvio nazionale non fa mai nulla per caso e se ha scelto Italia 1, una ragione deve esserci.

Nuovo poster per il film di Dylan Dog...


C'è qualcosa che mi sfugge in tutto questo progetto.
Io capisco che è una produzione piccola, oltretutto funestata da molti problemi... ma il grado di incompetenza e amatorialità che sta accompagnando tutto quello che è il "contorno", mi lascia davvero basito.
Non sembra una roba americana, manco di quelle di serie z tipo la roba della Asylum.
Piuttosto, sembra una roba fatta in Italia e non da gente di cinema ma da persone che questo mestiere se lo stanno inventando.
Vuoi vedere che questo poster, quello precedente e il terribile teaser, sono tutti frutto dell'ufficio stampa italiano?
Anche in quel caso, non ci sarebbero scuse.

16.1.11

Nerd Party!

La foto qui sopra è di Geppo ma non esiste una buona festa di compleanno nerdica senza le sue foto Polaroid. E chi sono io per andare contro a una simile tradizione?
Mi spiace solo di non aver fotografato tutti (troppa, troppa gente e pochi, pochi, rullini), ma quello che conta è che ci siamo divertiti. Un ringraziamento speciale a LRNZ che mi ha prestato proiettore, schermo e amplificazione per far fare a tutti pessime figure a Guitar Heroes. Certo, se poi non mi avesse pubblicamente umiliato a Super Street Fighters IV sarebbe stato meglio ma va bene anche così, vuol dire che dovrò ricominciare ad andare di gente in gente per sfidare avversari sempre più forti, fino a diventare un combattente invincibile.

Io e gli amici di una vita.
Io e MaryMary.

Master Chief e Werther.

Mary e il Panda.
Mary e Mauro.
Io e Giulio, i festeggiati. Giulio indossava una tuta da operaio della Dharma.

Io, Marina e un pezzettino di Leo.

Marxia e Geppo.

Io e un pezzetto di Riccardo.

Io e LRNZ. Mio salvatore e nuovo sensei.

Mary, Mauro, Federico, Valeria e il sottoscritto.

Amal, Betta, Flaviano e me.

Betta. Anche conosciuta come Tsunami. Miglior foto della festa.

Per il resto, grazie a tutti per essere venuti, per aver fatto casino, bevuto e cazzarato insieme con me e Giulio. E grazie al Books & Brunch (e in particolare a Stefano e Michele) per aver ospitato questo cerimoniale ritmico e ludico.