31.3.11

Cento di questi Hadouken.


Buon compleanno, Street Figther II.
In vent'anni, quanti cazzo di soldi ti avrò dato?

30.3.11

Avete qualche soldo da prestarmi?


Questa iconica splash page tratta dal Ritorno del Cavaliere Oscuro di Miller e Janson, andrà in vendita il 5 di maggio.
Base dell'asta, 100.000 dolllari.
Li vale tutti, uno sull'altro.

Quando hai talento e sai disegnare...


...hai talento e sai disegnare.
Poco conta lo stile con cui decidi di farlo.
E così, Tsunami, abbandonando per un momento le solite piste Disney e il tratto cartoonesco, realizza un disegnino facile, facile... che fa mangiare la polvere a un sacco di celebrati (e anemici) autori di graphic novel.
Un solo disegnino che basta a farmene volere tanti di più.


29.3.11

[RECE] Californication Stagione 4


Se non fossi così innamorato dei personaggi di questa serie, dei loro interpreti, e del modo in cui è scritta, direi semplicemente che la quarta stagione di Californication è stata brutta e chiuderei qui il discorso. Ma il fatto è che lo sono e quindi vi dico che sì, è stata brutta, ma che almeno un terzo delle puntate (quindi, quattro su dodici) mi sono piaciute tanto e che le intenzioni, nel loro complesso, erano buone.
Mettere Hank Moody davanti alle conseguenze delle sue azioni, sia in maniera diretta (il processo per stupro di minorenne), sia in maniera indiretta (le ripercussioni che il suo stile di vita genera su quelli che gli stanno attorno, in particolare l'influenza su sua figlia) era una buona idea. Peccato che sia stata esposta malamente, con troppe puntate vuote e inutili, troppe esasperazioni e un pelo troppa fighetteria.
Le ultime due puntate, invece, sono decisamente buone e, per come sono state scritte, potrebbero essere un degno finale per una serie che, forse, ha detto tutto quello che aveva da dire (tranquilli: la quinta stagione è stata già confermata).

p.s.
in questa stagione appare Tommy Lee e ci sono ancora più omaggi del solito ai Motley Crue e al libro The Dirt, quindi si attira comunque le mie simpatie.

Cronoviaggiatori appassionati del Blasco.


Ieri notte, tornando a casa a piedi insieme a Mary (grazie Atac), sono passato davanti alla Feltrinelli dell'Appia (ex TuttiLibri).
Fuori da negozio, un mucchio di gente in attesa di qualcosa.
Il tipo di folla che si fa davanti a questo tipo di negozi quando sta per uscire un nuovo Harry Potter o Starcraft 2.
Guardo le vetrine ma non riesco a capire di che tipo di evento si tratta. La composizione della folla, oltretutto, mi pare molto generica e non mi lascia indizi.
Sto per tirare dritto ma poi la curiosità ha la meglio: mi avvicino a una ragazza e le chiedo la ragione del suo essere in fila.

"Per il nuovo CD di Vasco"
Mi dice.
Io faccio finta di niente, incasso il colpo e tiro dritto.
Mary, accanto a me, non ha capito. E mi chiede cosa mi ha detto la ragazza.

"Sono in fila per il nuovo CD di Vasco."
Le dico.
"Vasco Rossi?"
Chiede lei, perplessa.
"Sì."
"Il nuovo CD?"
"Sì."
"Mah!"

E io penso che si stupisca per il fatto che c'è gente che ancora segue il Blasco. Cosa che, in effetti, stupisce anche me. E invece, Mary, che è molto più giovane di me e, lei sì, nativa digitale per davvero, mi chiede ancora:

"Sicuro che ha detto proprio CD?"
"Sì."
"La gente compra ancora i CD? Ma non ce l'hanno internet? Ma che è?!... Una specie di invasione di viaggiatori del tempo provenienti dal passato?"

E io mi sono sentito, al tempo stesso, troppo avanti rispetto alla gente in fila davanti alla Feltrinelli, e troppo indietro, rispetto a quella mocciosa che mi camminava al fianco.
Cazzo, tra poco sarò un quarantenne. Farò la fila davanti ai negozi per comprare Halo X!

Una domanda per i fumettari e gli addetti ai lavori...

Secondo voi, quanti sono i lettori di Anteprima e Mega, i due principali cataloghi dei due maggiori distributori di fumetti italiani (per il circuito delle fumetterie)?
Non dico le copie vendute, parlo di una stima di lettori reali (non i gestori delle librerie specializzate) che, effettivamente, sfogliano quei cataloghi e fanno i loro ordini.

28.3.11

[RECE] Kick Ass


Con un solo anno e mezzo di ritardo, sta per arrivare anche nelle sale italiane la versione cinematografica del progetto Kick Ass di Mark Millar.
Il fumetto com'era?
Il solito fumetto di Millar: una bella intuizione iniziale e uno sviluppo cazzone in grado di sprecarla malamente. Ma i disegni di Romita Jr. (e i bei colori) erano fantastici.
Il film di Matthew Vaughn è molto fedele al fumetto. Visivamente molto piacevole e raccontato con evidente mestiere e talento, parte dalla stessa bella intuizione iniziale e pur razionalizzando il soggetto originale, cercando di dargli corpo e una narrazione maggiormente strutturata, crolla completamente nello sviluppo, perdendo l'occasione di essere davvero un bel film significativo di supereroi.
In poche parole, Kick Ass è una barzelletta sconcia: divertente ma, a conti fatti, trascurabile.

Una nota margine: i riferimenti culturali di Millar già non erano freschissimi nel fumetto (Myspace e Lost sono due delle cose meno cool da dire oggi) e la situazione è peggiorata con i tempi necessari per la trasposizione cinematografica... aggiungiamoci l'anno e mezzo di ritardo maturato dal film al suo arrivo in Italia e l'effetto è quello di stare a vedere un film vecchio.
Kick Ass?
Old.

Prime immagini di Brave.



Brave - highland of the brave -
il nuovo film della Pixar e l'aspetto che avrà.
Mica male.

Birra e D20.


Michele riporta la cronaca dell'ultima giocata a Pathfinder.
La trovate QUI.
Come al solito un mucchio di disegni.

27.3.11

Bad Idea

"Sistemiamo i fumetti?"

Beata innocenza.
Sfidare l'orrore senza nemmeno rendersene conto.

C'era davvero bisogno di comprare tutta la produzione di Liefield dai tempi di Hawk & Dove fino al suo recente ritorno in Marvel?
Ok, facciamo finta che ce ne fosse il bisogno.
Anche i titoli non disegnati da lui ma dai suoi assistenti?
E gli albi di cui ha fatto solo la copertina?
E poi... perché ho qualsiasi produzione indipendente italiana mai stampata tra il 1990 e il 2006?
Ma c'è stato davvero un tempo in cui ero così appassionato degli X-Men?
E va bene avere tre versioni di Devilman che è il mio fumetto preferito di ogni tempo (insieme a Dark Knigth Returns di cui possiedo tutte le edizioni americane, dalla prima stampa in albetti fino all'absolute e tutte le edizioni italiane), ma quattro edizioni di Watchmnen? Quattro di Killing Joke? Quattro di Year One?
E davvero avevo bisogno della serie originale di Rom?
E poi: tutta la Marvel della Star! Tutta la Marvel della Play Press! Tutta la DC della Play Press!! Tonnelate di cartonati francesi! Centinaia e centinaia di manga! Gli argentini! I Bonelli! Gli italiani altri!

Dannato RRobe Passato, un giorno mi vendicherò di te!

25.3.11

di testamenti biologici e di altro.


Quella qui sopra è la vignetta che ho realizzato per la campagna NONTISCORDARDIME e che va ad affiancarsi agli interventi di gente davvero in gamba.
Più informazioni le trovate sullo spazio Noir Pink.

che Master Chief vi protegga. Tutti.


Vi ricordo l'appuntamento di oggi (trovate tutto QUI).
E me ne torno a lavorare.

24.3.11

in chat con Fek.


Io e Francesco Carucci ci conosciamo da un sacco di tempo. Da quando Manicomio era ancora Manicomio, e si passavano le giornate a massacrare i niubbi con flame devastanti.
Lui, all'epoca, per me era Fek e faceva l'erbetta per quelli della Lionhead.
Io scrivevo e disegnavo cazzatiole.
Adesso lui è il technical director di Crytek e io scrivo e disegno cazzatiole.
Con Fek siamo amici. Come si può essere amici su internet, che per me è "più che abbastanza".
Comunque sia, l'ultimo pezzo sul blog lo ha discretamente irritato. Ne è uscita fuori una discussione via chat, che vi riporto qui di seguito.

RRobe:
ecchime
  • ti stavo rispondendo sul blog
  • io ti contesto la goffagine comunicativa di Crytek.

    Fek:
    • letto
    • ma io sono un programmatore, non un esperto di marketing. Quello che dicono Cevat, Peter o chi per loro non mi interessa.
      E' marketing, diranno tutto e il contrario di tutto per cercare di far vendere il gioco.

      RRobe
      sì ma il punto era quello... se tu mi dici che (testuali parole) "il gioco vero è quello su PC", io che ho solo le console, il gioco non te lo compro, indipendentemente da quanto possa essere fatto bene.

      Fek
      e tu stai facendo un discorso irrazionale.
      Se il gioco ti piace sulla tua piattaforma te lo compri, altrimenti no, quello che dice Cevat DEVE essere irrilevante.
      Se tu avessi detto "Oh guarda che minchiata ha detto Cevat, vabbe', ho provato il gioco e non mi piace, quindi non lo compro", tutto ok. Ma se mi dici "Non lo compro perche' Cevat ha detto X", allora stai dicendo una puttanata del tutto irrazionale

      RRobe
      E io ti dico che, razionalmente, quando si tratta di vendere, la comunicazione che si fa di un prodotto è importante quanto la bontà del prodotto stesso.

      Fek
      • perche' la popolazione e' irrazionale
      • ma tu sei altrettanto irrazionale?

        RRobe
        Sono un consumatore, e un appassionato di comunicazione.

        Fek
        • e' un discorso irrazionale.
        • se fossi un consumatore razionale, guarderesti il prodotto e giudicheresti se acquistarlo o meno e io mi aspetto questo da chi fa opinione.

          RRobe
          l'oste mi deve dire che il suo vino è buono. Poi lo giudicherò da solo ma se partiamo che lui mi dice che il suo vino è "insomma", io non lo assaggio nemmeno.

          Fek
          Ma non dice che è "insomma". Dice che su console è il meglio che si può avere.

          RRobe
          E che le console sono scatolotti vecchi di sei anni, quindi non è che puoi pretendere più di tanto. Che è verissimo, ma non lo dici se mi vuoi vendere il tuo gioco. Dammi l'illusione, cazzo...

          Fek
          • ora stai dicendo il contrario
          • prima dici che se ti raccontano puttanate non lo compri
          • ora mi dici che per comprarlo devono dirti puttanate
          • e che se ti dicono la verita' non te lo compri, deciditi!

            RRobe
            dico che se mi fai cattiva comunicazione, non ti compro.

            Fek
            dire la verita' e' cattiva informazione?

            RRobe
            Cattiva informazione, no. Cattiva comunicazione, certe volte, sì.

            Fek
            • capisci che per come la poni non c'e' via d'uscita?
            • qualunque cosa ti dicono non lo compri.
            • via, ti ho trovato una contraddizione grossa come una casa qui...

              RRobe
              T'assicuro che, fino a oggi, ero intenzionato ad andare a comprarmelo il giorno dell'uscita, dando indietro DA II che ho finito. Adesso ci penso

              Fek
              ok, allora vedi com'e' il gioco per console, se ti piace o meno.
              e' ovvio che qualunque gioco programmato decentemente su PC e' meglio. Ti e' stata solo detta la verita' (per caso, per altro...)

              RRobe
              ok... ma a fronte della verità, la mia domanda resta lecita: io che ho una console, perché dovrei comprarmi il tuo gioco se tu stesso, sviluppatore, mi dici che è il meglio che potevate fare ma che non è certo il massimo visto che le macchine su cui deve girare sono dei vecchi scatolotti?

              Fek
              perche' è la verita': è o non è la cosa migliore che tu possa vedere oggi su console? Questa e' una domanda che ha senso.

              RRobe
              e se si stesse facendo un discorso sulla verità, per me avresti pienamente ragione. Ma si sta facendo un discorso sul tipo di comunicazione che quelli di Crytek hanno adottato per cercare di salvare capra e cavoli (fallendo, per me).

              Fek
              quindi eticamente tu approvi una comunicazione falsa basta che sia giusta e faccia vendere? Il fine giustifica i mezzi? Cevat dice la verita', ma sbaglia quindi non gli si compra il gioco? Domando.

              RRobe
              Cevat dice la verità. la verità non mi piace, non gli compro il gioco perché è frutto di quella verità.

              Fek
              • ok, il problema pero' e' tuo, non suo.
              • perche' non ti piace la verita'...

                RRobe
                insomma, se vuole vendere il gioco, è pure suo

                Fek
                • la realta' e' quella
                • eticamente il problema e' tuo, economicamente suo

                  RRobe
                  • il suo era un tentivo di ingraziarsi il pubblico di giocatori PC che erano rimasti indispettiti da alcune scelte di design operate da Crytek su Crysis 2. L'accusa era che gioco troppo consolificato, la stessa accusa che sta massacrando Dragon Age II.
                    • Per mettere una pezza, ha detto quello che gli utenti PC si volevano sentir dire (e nemmeno quella è proprio la verità, perché, di fatto, il gioco è molto consolificato). Nel dire quello che gli utenti PC si volevano sentir dire, ha detto pure il contrario di quello che si volevano sentir dire gli utenti console. Si poteva esprimere con maggiore accortezza e salvare capra e cavoli.

                      Fek
                      Processo alle intenzioni.

                      RRobe
                      Può essere. Posso postare la chat? E' interessante.

                      Fek
                      Vai.

                      A conti fatti, il buon Fek, pur con qualche distinguo da fare, non ha propriamente torto.
                      Se stessimo su Manicomio mi toccherebbe ammettere l'ownage.
  • Crysis 2? No, grazie.

    Le recenti dichiarazioni di Crytek a proposito del loro Crysis 2, sono l'ennesimo sale sparso sulle ferite aperte nella polemica tra giocatori PC e giocatori console.
    Sostanzialmente, quelli di Crytek, che hanno fatto la loro fama in ambito PC e che in quell'ambito hanno i più forti sostenitori, affermano che il loro nuovo gioco è stato pensato e sviluppato per dare il meglio su quella piattaforma e che su quella piattaforma è straordinario. Su console, invece, è ugualmente fantastico... ma solo tenendo conto che gira su pezzi di hardware vecchi di sei anni (parole loro).
    Che, per carità, è verissimo... ma se le cose stanno così, io, che non ho un computer casalingo in grado di far girare Crysis 2 al massimo dettaglio ma che invece possiedo tutte le console sulla piazza, il tuo gioco non te lo compro. Punto.
    Perché mi sentirei un coglione a comprare un prodotto per console che, per ammissione degli stessi sviluppatori, non è stato creato per quella piattaforma e su quella piattaforma è solo una versione povera del gioco "vero".
    Alla stessa maniera per cui è giusto e normale che un giocatore di Dragon Age II su PC si senta fregato quando si ritrova davanti a un gioco che è stato pensato e realizzato per dare il suo massimo su console.
    Ci sono un mucchio di fantastici FPS pensati e realizzati per console, così come ci sono parecchi giochi di ruolo pensati per PC, che bisogno c'è di comprare versioni monche o sottopotenziate dei giochi?

    Che poi, a me, il primo Crysis manco mi era piaciuto...

    Questo rischia di essere un grande film...

    23.3.11

    [RECE] The Ward



    Esistono due categorie di persone quando si parla di John Carpenter.
    Ci sono i fan, che sono completamente incapaci di qualsiasi giudizio anche solo vagamente equilibrato e oggettivo.
    Per loro qualsiasi film di John Carpenter è bello, anche quelli che deve ancora girare.
    E poi ci sono le persone normali, che invece mantengono un certo distacco per giudicare con equilibrio un film a prescindere da chi l'ha girato.
    Per loro qualsiasi film di John Carpenter è bello, anche quelli che deve ancora girare.
    In realtà, ci sarebbe anche una terza categoria, ma non è bello stare a dileggiare delle persone che hanno dei problemi.

    Alla luce di questo, non posso fare altro che affermare che The Ward è un bel film di John Carpenter.
    Anzi, i suoi primi dieci minuti e i suoi ultimi dieci minuti, sono un grande film di John Carpenter.
    In mezzo c'è tanto mestiere ma, come se ci fosse ancora bisogno di sottolinearlo, è mestiere di John Carpenter e quindi meglio del meglio che sanno offrire tante fighette che oggi si definiscono registi.
    Certo, lo script è un poco trito e negli ultimi anni sono usciti un paio di film praticamente identici (QUESTO e QUESTO, non cliccate se non volete spoiler), ma la storia è raccontata bene, con sobrietà ed efficenza, e gioca in maniera divertita con i cliché delle vicende di fantasmi con i capelli lunghi che appaiono alle spalle dei protagonisti, riuscendo a smarcarsi dal logoro immaginario di un certo tipo di horror giapponesi.
    La colonna sonora è ottima come sempre, la fotografia è ispirata, il cast è valido e totalizza un ottimo punteggio sulla scala Sucker Punch (strafighe con costumi diversi, chiuse in un manicomio).


    Erano dieci anni che Carpenter non tornava dietro la macchina da presa.
    Sedici da quando non si dedicava ad un horror puro, senza contaminazione di altri generi.
    Lo ha fatto girando un film piccolo e semplice, molto efficace e divertente e assolutamente coerente con il resto della sua filmografia. Forse non una delle sue opere imprescindibili, ma di sicuro un buon film. Del resto, quando mai ha girato film brutti, giusto?
    E la recensione si potrebbe chiudere qui. Ma non voglio fare la figura di quello che non vede i difetti del suo idolo e quindi parliamo anche di quegli aspetti che non mi hanno convinto fino in fondo:

    l'audio in sala era troppo basso.




    p.s.
    e ora una nota personale.
    Ho un rapporto particolare con Carpenter. In termini semplici, non credo che ci sia un regista che amo più di lui. Tornare a vedere un suo film in sala, dopo tanti anni, è stata una cosa sorprendentemente emozionante. Quindi vorrei dire grazie a quelli della Quattro Zero Quattro che mi hanno permesso di partecipare ad un'anteprima italiana piuttosto gremita.

    Il RRobe e Halo

    Tempo fa avevo dedicato un post su uno dei tanti libri legati ai videogiochi.
    All'epoca, mi ero ripromesso di ritornare sul fenomeno ma non ho ancora avuto il tempo di farlo (mi ci metterò a breve, promesso). In compenso, da quel post è nato un dialogo con quelli di Multiplayer.it e da quel dialogo, è nato questo incontro:

    Per Multiplayer.it Edizioni un aperitivo dedicato all'Universo di Halo con Roberto Recchioni.

    Un aperitivo fuori dal comune quello organizzato da Multiplayer.it Edizioni, presso il bar-libreria BOOKS AND BRUNCH in Via Saluzzo 53/55, ROMA per venerdí 25 marzo alle 18.30.

    Alla presenza di Andrea Pucci, Editore, e Roberto Recchioni, noto sceneggiatore di John Doe e Dylan Dog, nonché acuta ed irriverente anima del blog Dalla parte di Asso Merril, si parlerá di editoria videoludica con focus sulla produzione dedicata al noto brand di Halo, di crossmedialitá, di contaminazioni mediali tra videogiochi, fumetti e libri.
    Alcuni fumettisti presenti si diletteranno a disegnare i protagonisti della saga e per i giocatori fan di Halo ci sará un torneo dedicato.

    Halo: Cryptum - La saga dei precursori
    Multiplayer.it Edizioni annuncia l'uscita del primo romanzo di una nuova trilogia firmata da Greg Bear ed ispirata al famoso franchise di Halo.
    L'universo di Halo é tra i soggetti che meglio si prestano al cross media passando dal videogioco (che nel mondo fino ad ora ha venduto piú di 26 milioni di copie), al cartone animato al fumetto e non ultimo al romanzo, al pari di altri marchi famosi come Star Stek e Star Wars. Il suo favoloso mondo fa da sfondo a questa bella saga sci-fi, ricca di accurate e minuziose descrizioni di tutti gli aspetti tecnologici e scintifici che lo caratterizzano, appassionante per lo stile avventuroso nella narrazione tipico di Bear.Tra i pregi di Cryptum, e della saga che esso inaugura, vi é certamente la firma di uno scrittore di fantascienza affermato e maturo come Greag Bear, giá vincitore di premi importanti quali Nebula e Hugo.

    QUI un il book-trailer del romanzo.

    Insomma, noi ci siamo. Fateci un salto se vi gira di far due chiacchiere a proposito di Master Chief e magari darmi una bastonata a suon di battle rifle.

    Ricominciando da Pathfinder.

    Dunque.
    Abbiamo ricominciato a giocare a Pathfinder.
    Campagna tutta nuova.
    Master: Giovanni.
    Io, avvalendomi della prima grande espansione di Pathfinder, ho deciso di creare un cavaliere di (s)ventura. Personaggio nobile. Degno di rispetto. Tanto è vero che sono diventato subito vicesceriffo in un paesino di provincia infestato da goblin.

    Adesso, devo essere sincero: a me la differenza tra goblin e gnomi non è che mi sia chiarissima.
    Tanto è vero che, quando ho incontrato i personaggio di Federico, uno gnomo evocatore, l'ho subito guardato con un certo sospetto.
    Sarà pure perché se ne andava in giro sopra a un bruco gigante fatto di stoffa e bottoni.
    Successivamente, sempre nello svolgimento delle mie funzioni, ho trovato lungo la via il personaggio di Adriano.
    Un nano bagnato.
    Lui dice di essere vittima di un naufragio ma non siamo riusciti a scoprire dove fosse diretta la sua nave, da dove fosse salpata e se ci sono stati altri superstiti oltre a lui.
    Fortunatamente, non sono solo nel mio difficile compito di tutore dell'ordine avendo io presto reclutato uno scudiero. Un mezz'orco dai modi ruvidi ma di buon cuore, che mi segue fedele e rispettoso del mio rango. Chiedete a Riccardo se non ci credete.
    Infine, la nostra compagine si è arricchita di altri due goblin.
    Pardon, gnomi.
    L'alchimista di Giulio e il suo fedele servitore ladro, interpretato da Michele.
    C'è qualcosa di strano in questi due. Ma non sono ancora riuscito a capire cosa.
    C'è da dire che il personaggio di Michele ha subito ben legato con quello di Riccardo.
    Per il resto, non c'è molto altro da aggiungere.
    La vita da vicesceriffo è dura, specie se dei luridi gnomi infestano la tua città.
    Goblin. Luridi Goblin.
    Comunque sia, sono pronto alla pugna.


    I disegni sono miei (quello a colori e tutti quelli con il pennellone rozzo), di Federico (quelli con il tratto sottile) e di Riccardo (il mezz'orco a Matita e il primo dei goblin, pardon, gnomi, di Giulio e Michele).

    22.3.11

    [RECE] Sucker Punch



    A dodici anni dalla sua uscita, non si può più parlare di Matrix.
    Il fatto è che il film dei Wachowski ha generato un tale entusiasmo e un tale sfruttamento del suo immaginario, che oggi, a tirarlo di nuovo in ballo, si rompono tutti i coglioni. E' stato detto tutto il possibile di Matrix. L'unica cosa meno interessante di parlare di Matrix, oggi, è parlare di Lost.
    Il problema è che, nel recensire Sucker Punch, l'ultima fatica di Zack Snyder, non si può prescindere da Neo, Morpheus e compagnia. Non si può, punto e basta.

    Dodici anni fa, quando Matrix arrivò nelle sale, i meno svegli dissero: "FIGATA MAI VISTA PRIMA!".
    Quelli con un poco di pelo sullo stomaco in più, invece dissero anche loro "FIGATA!" ma poi aggiunsero, con disincato post-moderno: "Non c'è una singola trovata di questo film che non sia stata ripresa e/o rubata da qualche altra parte".
    Ed era verissimo.
    Il look di Neo e le scene di kung-fu venivano da Black Mask (o da Tetsuo II, come mi segnalano nei commenti), l'impalcatura della storia da Philip K. Dick e dall'ingiustamente poco celebrato Dark City, il bullett time (che di Matrix diventò il segno di stile più caratterizzante) dal sottovalutato primo capitolo di Blade (e sempre dal film dell'ammazzavampiri era stata plagiata una delle scene d'azione più famose del film), tutte le dinamiche avevano un debito grosso come una casa nei confronti dei videogiochi e del cinema di Hong Kong degli anni '90 e l'estetica dell'universo della matrice sembrava uscita direttamente fuori da un sogno acido dei fratelli Coen (del resto, i Wachowski venivano da Bound, pellicola che più Coen non si può). E altro ancora.
    Quello che però faceva di Matrix un film tanto rilevante, non era i suoi debiti, ma la sua capacità di andare oltre ai riferimenti iniziali, di prendere tutta quella mole di roba e di miscelarla in una forma coerente, inedita e elettrizzante. Quindi, sì... "FIGATA MAI VISTA PRIMA!".


    Ecco, Snyder cerca di fare la stessa roba, adeguandola ai tempi che corrono.
    Crea un setting iniziale dove tutto è possibile in quanto nulla è reale o non propriamente reale e poi, dentro, cerca di metterci tutte le figate che trova in giro.
    Solo che c'è una differenza tra gente come i Wachowski e uno come Zack Snyder.
    Una differenza di spessore, se vogliamo.

    Di Snyder si è sempre detto che è un professionista.
    Uno che gli dai una sceneggiatura e lui la gira, senza fare troppe storie, poco importa di quanto sia sbrindellata. Tanto è vero che è a lui che è toccato lo script del prossimo Superman dopo che Aronofsky l'aveva rifiutato perché di discutibile qualità.

    Ma sia quello che sia, a me Snyder piace.
    Fino a Sucker Punch, si è sempre caricato compiti ingrati, riuscendo comunque a portarsi a casa film difficili e potenzialmente rischiosi.
    Ha realizzato un bel remake di Dawn of the Dead, è riuscito a tirare fuori due ore di storia da 300 (ok, quaranta minuti sono di rallenty, ma a chi interessa?), è riuscito a fare un film impossibile come Watchmen, ha fatto un film da una storia di Gufi Guerrieri... in poche parole, i lavori rognosi, non lo spaventano. E quello che fa lo fa con un certo stile.


    La prima volta che ho visto il trailer di Sucker Punch ho pensato che, finalmente, Snyder si sarebbe dedicato a un progetto personale, cucito su di lui e dove avrebbe potuto dare pieno sfogo alla sua visione. Non ho capito che questa cosa, in realtà, la stava facendo Verbinsky con il suo Rango, non Snyder con le sue ragazzine ammazzasette.


    Tornando ai Watchowski, si potrebbe dire che, ai tempi di Matrix, erano come quei ragazzi che tornano da Londra, importando robe fighe e non ancora pienamente sdoganate per il pubblico di massa. Snyder, invece, è uno che ha passato il pomeriggio a fare shopping nei negozi della Tuscolana: ha comprato di tutto, è vero, ma è tutta roba già vista, stravista e pienamente digerita.
    Le gothic lolita, le scene queen, gli emo e Alice nel paese delle Meraviglie? Ci sono. La noiosissima estetica di gente come Ray Caesar e compagnia? Pure. I samurai, le katane e il Giappone in generale? A strafottere. Il burlesque? Avoja. Il Signore degli Anelli? Check. Call of Duty, i nazisti zombie-robot, Mike Mignola, Killzone (e quindi Kerberos)? Presi. Kill Bill e Matrix? Ovvio. Una spruzzatina di spirito rivoluzionario in salsa teen stile V for Vendetta. C'è pure quella.
    Insomma, tutte cose usate e abusate che potete trovare in una qualsiasi fiera di fumetti, videogiochi e cosplay.
    Ma non è questa la cosa peggiore del film. Anzi, a conti fatti, questa è una roba su cui io in particolare, sarei anche disposto a passare sopra (del resto, sono il primo che ci sguazza in mash-up di questo tipo).
    La cosa peggiore del film è che nonostante questa mole di figate (per quanto un poco bollite), nonostante una bella regia, begli effetti, un numero altissimo di fighe seminude vestite da scolarette e armate di katana e nonostante una colonna sonora da urlo, Snyder è riuscito a confezionare un film noioso. Il più noioso della sua carriera.
    Colpa di uno script davvero sbagliato, meccanico e mal equilibrato e colpa pure di una inedita (per Snyder) incapacità di gestire il ritmo della vicenda e delle scene action.
    Poi, sì: la sequenza d'apertura è davvero bella, la rivelazione finale (per quanto telefonata) è ben servita, e tre scene d'azione su quattro sono da piuttosto divertenti (ma si sarebbe potuto fare di più in termini di varietà cromatica e nella rappresentazione degli ambienti), ma in mezzo ci si annoia troppo spesso, i personaggi sono caratterizzati così male che non ti frega nulla di loro e alcune robe dello script funzionano davvero poco, nonostante il contesto onirico in cui tutta la storia si svolge.
    In conclusione, Sucker Punch è un film molto furbo, non personale e visionario come vorrebbero farci credere ma quasi bello, se non fosse stranamente rovinato da una mancanza di mestiere, che è una cosa che non credevo che avrei mai imputato a Snyder.
    In poche parole, un film che sarebbe potuto essere una "FIGATA MAI VISTA PRIMA" ma che non lo è.
    E questa è forse la sua colpa più grossa.

    In compenso, mi servirà da spunto per parlare di una roba che mi sta parecchio a cuore e che potremmo definire come post-cinema. Ma lo facciamo la prossima volta.