28.4.11

[Napoli Comicon 2011] Digitale


Ultimo appuntamento dedicato all'approfondimento degli incontri PRO che si terranno, da domani, al Napoli Comicon. Oggi parliamo di quello che si terrà sabato 30, alle ore 15:00, nell'Area PRO del Castel Sant'Elmo e dal tema
Fumetto digitale: tra esperimenti, tentativi e previsioni, qual è la situazione, oggi?

Questi i partecipanti:
Sandra Furlan
- Responsabile Digital Development Libri Trade di Mondadori
Che, presumibilmente, verrà a parlarci del coinvolgimento Mondadori con la piattaforma Biblet e con le altre realtà dell'editoria digitale. Se leggete questo blog da tempo, dovreste sapere la mia simpatia per la politica adottata dagli editori italiani nei confronti degli ebook, quindi non mi dilungherò oltre.

Régis Habert - Direttore di Izneo.com
Questo è interessante, invece. Izneo è la piattaforma per il fumetto digitale voluta, sostenuta e sviluppata dalla maggior parte degli editori francesi di fumetti. Una realtà unica al mondo e che potrebbe insegnarci molto. Se solo avessimo voglia di stare a sentire.

Marco Lupoi - Direttore Editoriale di Panini Comics
Pare certo (almeno stando al Twitter di Lupoi) che, durante il Comicon, la Panini annuncerà la sua nuova piattaforma per il fumetto digitale. L'ennesima piattaforma in Italia (sia chiaro: non è che in USA stiano meglio, da questo punto di vista). Molti gli interrogativi: si occuperà di fumetti Marvel? Pubblicherà i manga? Ci sarà Rat-Man?

Piero Muscarà -Amministratore Delegato di NEXTA
Nexta è una media company di spicco per il settore italiano e un editore storico per internet. Per quello che so io, non si occupa di fumetto digitale per come è oggi. La sua presenza in questa conferenza mi fa supporre che le cose siano cambiate.

Roberto Recchioni
Vabbè, lo sapete.

Anche qui, le solite perplessità su alcune assenze importanti ma, di fatto, la presenza della Mondadori e le novità della Panini, dovrebbero rendere il dialogo quantomeno animato.
Dal canto mio (che, tutto sommato, sono stato uno dei primi a portare avanti un'analisi speranzosa e strutturata sul fumetto digitale, qui in Italia) andrò a dire che il fumetto digitale, al momento, è morto. E che se le cose non cambiano (sia lato editori, sia lato piattaforme) resterà morto.
Per me finisce che mi cacciano.

[Napoli Comicon 2011] Claudio Curcio sui Premi Micheluzzi


Dei Premi Micheluzzi abbiamo già parlato QUI. Ma visto che, come al solito, è nata qualche polemica, mi sono preso la briga di fare qualche domanda a Claudio Curcio, il direttore del Napoli Comicon.
Il premio Micheluzzi quest'anno acquista un valore nuovo, grazie alla collaborazione con il gruppo Feltrinelli Express. Ci racconti come è nata questa cosa?

Questa cosa nasce semplicemente perché avevamo voglia di dare più peso al nostro premio, si parla tanto del fatto che finite le cerimonie di premiazione ben poco resta di concreto ai vincitori ed ai loro libri, e questa ci sembrava una buona opportunità per cambiare. L'accordo in realtà è stato chiuso con il Gruppo Feltrinelli, ma abbiamo deciso insieme di limitarlo al solo circuito delle Librerie Express, vuoi perché sono quelle che già garantiscono da sole un enorme passaggio di persone (basti pensare solo a quella su tre piani della stazione di Milano) e poi perché non è cosa semplice coordinare ed organizzare una cosa del genere ed abbiamo pensato di fare una prima prova con pochi punti vendita, nelle città maggiori.

Credi che questa sia la strada per avere in Italia, finalmente, un premio fumettistico con un qualche valore effettivo? Come gli Strega, per intenderci?

Premesso che il premio Strega ha alle spalle più di 60(!) anni di storia (oltre ad un budget apposito messo a disposizione dall'azienda che gli da il nome), io credo che un premio diventi di prestigio quando una serie di fattori differenti concorrano, e non solo legati all'organizzazione del premio stesso: una precisa e riconoscibile linea editoriale, un meccanismo di selezione e assegnazione trasparente, semplice ma rigoroso al tempo stesso, una ottima campagna di comunicazione verso l'interno del settore e verso l'esterno e infine, forse il fattore più importante serve la collaborazione di tutto il settore coinvolto; perché è inutile organizzare tutto al meglio se poi l'editore nominato non manda i libri ai giurati perché si dimentica o perché non vuole spendere i soldi di 5 spedizioni (capita... e spesso anche).

Come funzionano le candidature al Premio Micheluzzi e come la selezione dei vincitori?

I membri del comitato di selezione hanno il compito di monitorare durante l'anno le uscite, considera che parliamo di persone che non solo leggono per passione, ma che lavorano con i fumetti, ne scrivono e ne parlano in maniera professionale praticamente tutto l'anno. Ognuno di loro poi, oltre ad essere abbastanza onnivoro, è in qualche modo "specializzato" in un particolare settore in maniera da essere sicuri che la produzione sia presente a tutti. Ogni selezionatore fa una prima selezione di una decina di titoli per categoria, e ci si confronta via mail sui titoli, che siano effettivamente usciti nell'anno precedente etc... parallelamente (siamo ad inizio anno) chiediamo agli editori di inviare, se vogliono, dei libri ai selezionatori per eventuali proposte specifiche. Il comitato si riunisce, in genere ad inizio marzo a Bologna, in occasione di BilBolBul, in maniera da discutere di persona per arrivare alla scrematura finale e ai libri nominati. I libri scelti vengono controllati di nuovo (c'è sempre un problema di data di uscita) e viene chiesto agli editori di spedirli ai 5 giurati, che dopo averli valutati singolarmente, si riuniscono a Comicon (il venerdì sera o il sabato mattina) per la discussione comune in cui scelgono i vincitori. Per noi è molto importante che sia il comitato, che la giuria, si riunisca di persona, in maniera da non limitare ad un semplice calcolo matematico la scelta finale.

Il sistema, elaborato da Matteo Stefanelli, si basa sull'idea che, in Italia, ci sia un numero sufficiente di esperti di fumetto, atto a garantirvi, anno dopo anno, una giuria di qualità. Siamo sicuri che sia davvero così?

Attenzione, la giuria di qualità non vuole trovare ogni anno esperti di fumetto, ma vuole 5 personalità artistiche, provenienti anche da altri campi, che siano lettori di fumetto (questo perché vorremo essere i primi ad evitare di restare nel nostro piccolo circolo di fan dei fumetti). Nello specifico, cerchiamo sempre di avere 2 giurati che vengano dal mondo del fumetto (autori, giornalisti, editori) e altri 3 che noi chiamiamo "in quota", e che vengano dalla Musica, dal Cinema, dalla Letteratura, etc... questo perché con Matteo, si era ragionato sul fatto che sarebbe stato bene avere uno sguardo "altro", artisticamente valido, rispetto ad tecnici o esperti fumettari. Ovviamente, ci sinceriamo che questi giurati di altri campi, siano lettori di fumetto, e che non siano solo vecchi abbonati di Topolino...

Come rispondi alle polemiche nate intorno alle candidature?

Semplicemente non rispondo, sono polemiche che accompagnano ogni tipo di premio, e se proprio vogliamo le prendo come certificanti solo la crescita di importanza del premio Micheluzzi. Se non si capisce che qualsiasi selezione di 5 titoli su CENTINAIA disponibili, non può essere né completa, né esaustiva, né perfetta, purtroppo continueranno ad esserci polemiche sterili e fini a se stesse. Voglio dire, noi cerchiamo di fotografare il meglio della produzione a fumetti in Italia, tutta, e già questo è un lavoro improbo e di per sé non perfettibile, quello che per noi è chiaro è che non possiamo aspirare a selezionare il meglio in assoluto, perché questo è un concetto che non si può applicare nel momento in cui si deve fare una scelta qualitativa e quindi legata alla sensibilità personale dei selezionatori. Faccio un esempio pratico: miglior fumetto (o serie), sicuramente ce ne saranno 10 validi su cui io e te siamo d'accordo, ma poi dobbiamo sceglierne solo 5, facciamo la scelta, tu ne prendi 5, io gli altri 5. Alla fine siamo tutti e due scontenti, anche se i 10 di partenza ci sembravano validi!

E a quelle legate all'iniziativa con la Feltrinelli Express (in particolare mi riferisco agli autori web che si sono lamentati per il fatto che per loro non è stato previsto alcun tipo di premio reale)?

Anche queste mi sembrano da non commentare... tutti a lamentarsi che i premi non servono a niente, che non danno visibilità, che restano nel piccolo mondo del fumetto, noi ci sforziamo di pensare a qualcosa che aiuti a superare questi problemi, mettiamo su una promozione con un'azienda nazionale, che proprio per questo ha le sue regole, i suoi problemi (parla col marketing, parla col commerciale e fatti autorizzare da Milano, ma la competenza è di Napoli, e il layout chi lo fa...) e tutti, ancora prima che si faccia un PRIMO ESPERIMENTO, giù a lamentarsi che le librerie sono poche, che i fumetti da edicola non ci possono andare, che i web-fumetti non hanno visibilità?

Non pensi che l'iniziativa legata alla Feltrinelli Express finirà per influenzare la giuria? Nel senso, non credi che tenderanno a premiare opere che poi quel premio lo possono sfruttare davvero, piuttosto di prodotti che non potranno farlo (penso ai fumetti seriali da edicola, per esempio)?

Non penso, innanzitutto perché i giurati non si renderanno proprio conto di quale fumetto possa o meno avere la distribuzione in libreria al momento della scelta, dopodiché perché anche se questa possibilità venisse fuori, saremmo subito chiari nell'esplicitare che questo criterio non deve essere preso in considerazione per la scelta.

Napoli Comicon garantisce una totale indipendenza al comitato dei premi Micheluzzi o esercita una qualche forma di pressione per spingere questo o quel candidato? Te lo chiedo perché, quest'anno, sono girate voci insistenti sul fatto che almeno uno dei candidati sia stato fortemente caldeggiato da elementi esterni al comitato e appartenenti all'organizzazione del Comicon.

Queste sono voci senza fondamento, il comitato lavora e sceglie in totale autonomia, e noi non abbiamo nessun interesse né convenienza a spingere un libro piuttosto che un altro. Siamo presenti alla riunione per fare da coordinamento e da collante, diamo i nostri pareri e facciamo le considerazioni tecniche del caso, ma i membri del comitato hanno i loro nomi e fanno le scelte finali in completa autonomia. Una prova concreta è che per esempio, non spingiamo mai perché il libro di tale autore, ospite a Comicon due mesi dopo, sia selezionato in nomination (come a volte accade in altri contesti), e infatti ci troviamo spesso, senza il vincitore in sala! A volte, invece, invitiamo l'autore dopo che sia stato nominato, come abbiamo fatto nel caso di quest'anno con RM Guéra.


Ringrazio Claudio per la disponibilità.

27.4.11

Così muore la PS3.

Questa la mail appena arrivata a tutti gli utenti registrati al Playstation Network (la Sony parla di settanta milioni di persone anche se io, personalmente, credo che siano qualche decina in meno):

Stimato Cliente PlayStation Network/Qriocity:

Abbiamo scoperto che tra il 17 e il 19 Aprile 2011, alcune informazioni relative agli account di utenti di servizi PlayStation Network e Qriocity sono state compromesse in relazione a intrusioni illegali e non autorizzate nel nostro sistema. Di conseguenza a quanto riscontrato finora, abbiamo:

1) Temporaneamente disattivato i servizi PlayStation Network e Qriocity;

2) Ingaggiato una competente agenzia esterna per la sicurezza, per condurre una completa ed estesa indagine su quanto accaduto;

3) Tempestivamente preso misure per migliorare la sicurezza e rafforzare l'infrastruttura del nostro network, ricostruendo l'intero sistema per fornire una maggiore protezione dei vostri dati personali.

Apprezziamo la vostra pazienza e buona volontà mentre lavoriamo intensivamente per risolvere questi problemi.

Mentre indaghiamo sui dettagli di questo incidente, riteniamo che un soggetto non autorizzato abbia ottenuto le seguenti informazioni da voi fornite in precedenza: nome, indirizzo (città, stato/provincia, codice postale), nazione, indirizzo email, data di nascita, password, login e online ID di PSN/portatile. Inoltre è possibile che i dati del vostro profilo siano stati rilevati, inclusi la cronologia degli acquisti e l'indirizzo di addebito (città, stato/provincia, codice postale). Se avete autorizzato un sub-account per un vostro familiare, vi informiamo che gli stessi dati relativi possono essere stati rilevati. Nonostante non ci sia prova che i dati della vostra carta di credito siano stati presi in questa circostanza, non possiamo escludere tale possibilita'. Se avete fornito i dati della vostra carta di credito tramite PlayStation Network o Qriocity, per sicurezza vi informiamo che il numero della vostra carta di credito (escluso il codice di sicurezza) e la data di scadenza possono essere stati rilevati.

Per la vostra sicurezza, vi invitiamo a essere particolarmente vigili nei confronti di truffe via email, telefono, e posta cartacea che chiedano informazioni personali o dati sensibili. Sony non vi contatterà in nessun modo, incluso via email, chiedendovi il numero di carta di credito, numero di previdenza sociale, o altri simili dati o informazioni che siano personalmente identificabili con voi. Se vi vengono richieste tali informazioni, potete avere la certezza che non si tratta di Sony. Inoltre, se usate gli stessi nome utente e password per il vostro account dei servizi PlayStation Network o Qriocity e per altri servizi o account a essi non collegati, vi invitiamo fortemente a modificarli. Quando i servizi PlayStation Network e Qriocity saranno nuovamente operativi del tutto, vi raccomandiamo inoltre ad accedervi per modificare le vostre password.

Per proteggervi contro possibili furti di dati personali o danni finanziari, vi incoraggiamo a rimanere vigili per controllare lo stato dei vostri account e monitorare i movimenti del vostro credito.

Vi ringraziamo della vostra pazienza mentre completiamo le indagini su questo incidente, e ci dispiace per ogni inconveniente causato. I nostri team stanno lavorando senza sosta a questo proposito, e ogni servizio tornerà disponibile il più presto possibile. Sony tratta la protezione delle informazioni molto seriamente e continuerà a lavorare per garantire che ulteriori misure vengano prese al fine di proteggere informazioni relative all'identificazione personale. Fornire servizi di intrattenimento di qualità e nella sicurezza dei nostri clienti è la nostra massima priorità. Siete pregati di contattarci presso it.playstation.com/psnoutage in caso abbiate ulteriori domande.

Cordialmente,
Sony Network Entertainment and Sony Computer Entertainment Teams

Sony Network Entertainment Europe Ltd (precedentemente conosciuta come PlayStation Network Europe Ltd) è una subsidiaria di Sony Computer Entertainment Ltd, controller dati per le informazioni personali di PlayStation Network/Qriocity

La class action planetaria che ne seguirà è prevedibile e sarà probabilmente una mazzata sonora per la Sony. Nel frattempo, il PSN resta chiuso a tempo indefinito e comunque, molti utenti non ci torneranno mai più sopra.
La più grossa debacle mai avvenuta nel settore dei videogiochi e di internet in generale.

Thor è piaciuto pure a loro!

Quello che ne penso io lo avete potuto leggere QUI.
Mi è piaciuto e tanto.
Quello che ne pensano loro, lo leggete QUI.
Gli è piaciuto e tanto.

Uno dei rari casi in cui io e i 400 Calci siamo del tutto d'accordo.

[Napoli Comicon 2011] professionisti della distribuzione


Nel nostro percorso di avvicinamento al Napoli Comicon, oggi andiamo a conoscere le personalità che animeranno l'incontro PRO, dedicato alla distribuzione dal tema distribuzione da fumetteria: un'inutile eccezione o una necessaria differenziazione?

Alex Bertani - marketing manager Panini Comics
Nel suo duplice ruolo di editore e distributore (con la Pan Distribuzione e il suo catalogo, Anteprima) la Panini Comics affronta ogni mese tutti i segmenti commerciali del fumetto in Italia (edicole, internet, fumetterie, librerie di varia e, di recente, anche attraverso le rivendite di videogiochi). I tamburi di radio fumetto, nell'ultimo anno, non hanno fatto altro che parlare di nuove politiche commerciali, guerre intestine e futuri progetti editoriali, ma l'unica cosa certa, per ora, è che la Panini sembra andare avanti con la sua strategia accorta e prudente (immobile, direbbero alcuni, meno generosi di me), continuando a fare quello che sa fare meglio: pubblicare e vendere, principalmente, fumetti esteri, attraverso i soliti canali e con le solite metodologie. E il futuro? Il suo nuovo assetto per la distribuzione in libreria di varia ha sollevato non poche incognite ma voci di corridoio (come la messa in cantiere di un certo numero di graphic novel) fanno pensare che la Panini voglia rinnovare e aumentare il suo impegno in quel mercato, nel tentativo di conquistarsi una posizione più forte e di maggior rilievo, in special modo dopo la sua separazione da Messaggerie Libri. E' presumibile che, all'indomani del Napoli Comicon, ne sapremo di più.

Pasquale Saviano - direttore generale Alastor
La Alastor è il secondo distributore di fumetti per le librerie specializzate. Legato a doppio filo con il più contestato editore del nostro settore (la Planeta) e con tutti quegli editori non esclusivisti Pan, la sua posizione appare forse la più delicata, al momento, a causa della mancanza (per ora) di prospettive di sviluppo legate al settore delle librerie di varia e dall'affacciarsi di nuovi competitor che sembrano intenzionati ad andare a invadere il loro settore (sempre Messaggerie Libri). Alla Alastor viene chiesta una maggiore chiarezza sia sul presente, sia sull'immediato futuro. Si spera che a Napoli, alcune di queste domande trovino risposta.

François Le Bescond - Editor della Casa Editrice Dargaud
La Dargaud è uno dei colossi dell'editoria a fumetti francese. In Francia, i fumetti, vengono venduti principalmente nelle librerie di varia. Inutile stare a sottolineare come l'esperienza di questo gruppo potrebbe essere una testimonianza preziosa per capire le differenze e le similitudini tra due mercati così vicini e così lontani. Sarà anche interessante stare a sentire quali sono le loro prospettive per il futuro.

Francesco Settembre - Vice Presidente dell'AFUI
La AFUI, Associazione FUmetterie Italiane, è una realtà che dovrebbe rappresentare, appunto, le fumetterie d'Italia. Uso il condizionale perché mi è semplicemente impossibile non badare alle molte polemiche nate intorno alla capacità rappresentativa del gruppo di cui, in effetti, i responsabili non hanno mai fatto conoscere l'esatta estensione. In poche parole, sulle trecento e rotte fumetterie presenti sul suolo italiano, non è ben chiaro quante di esse siano in effetti aderenti all'Afui e rappresentate da essa e quante, per dirla in parole povere, se ne freghino. Comunque sia, l'Afui è per certo l'unico organismo che dia una voce ai rivenditori specializzati di fumetti e ritengo che sia importante stare a sentire cosa ne pensano loro di argomenti come il futuro del fumetto nelle librerie di varia, il reso, e via dicendo. Inoltre, Francesco non è un tipo che te le manda a dire, immagino quindi che dal suo apporto nasceranno degli spunti interessanti.

Luigi Morra - Responsabile Nazionale delle Feltrinelli Express
Le Feltrinelli Express sono i nuovi punti vendita multiprodotto del gruppo Feltrinelli, nati in collaborazione con le Ferrovie dello Stato. Due tipi di mediastore, uno chiamato Grandi Stazioni (13 stazione principali, coperte da 13 megastore da migliaia di metri quadrati) e uno denominato Centostazioni (103 stazioni secondarie, coperte da altrettanti punti vendita di dimensioni più ridotte). Un progetto ambizioso che dovrebbe rinnovare in maniera profonda la presenza e l'impatto delle librerie Feltrinelli sul suolo italiano. Il Napoli Comicon ha dato il via a una collaborazione con il gruppo, legata ai premi Micheluzzi, che potrebbe essere un primo passo importante per qualcosa che verrà. Del resto, per una vita i fumetti si sono venduti ai viaggiatori dei treni, giusto?


E questi erano i protagonisti.
E adesso, permettetemi un paio di riflessioni.
E' ovvio che ad un evento come questo non possano partecipare tutti e immagino che, dietro la mancata partecipazione di qualcuno, ci siano sicuramente delle ragioni importanti e comprensibili. Però, da osservatore esterno, non posso fare a meno di notare che la lista degli ospiti potrà darci una visione discreta di quello che c'è oggi, ma fatico a credere che queste siano le persone che potranno anche indicarci cosa ci sarà domani.
Perché? Prima di tutto, perché manca il distributore leader dei fumetti in librerie di varia, Messaggerie Libri, da poco entrato anche nel settore delle librerie specializzate e vero e proprio reagente chimico per tutti gli sconvolgimenti recenti nel nostro settore.
Poi perché manca qualche rappresentante forte della vendita su internet (e penso a IBS come ad Amazon) che, nei prossimi anni potrebbero diventare voci importanti.
Infine, perché non è rappresentata la figura di quelli che i fumetti li fanno davvero: quella degli autori. Adesso, secondo alcuni, gli autori non dovrebbero interessarsi ad altro che ai processi creativi. Per me, invece, un autore ha il diritto e, soprattutto, il dovere, di prendere parte attiva ai processi produttivi e commerciali legati al suo lavoro (e stando al successo enorme che hanno avuto alcune opere recenti, nate in maniera autoctona, dal basso, direttamente dagli autori e da internet, dovrebbe essere chiaro che il futuro passa anche da questa strada).
Insomma, la mia grossa paura è che a questo incontro si diranno le solite cose, si scoprirà l'acqua calda ("le librerie di varia sono quasi 2000, le librerie specializzate 300, vendiamo i fumetti nelle librerie di varia che sono di più!!") e si continueranno a perpetrare idee vecchie e che mostrano la corda da anni.
Spero di essere smentito.
Ma vi dirò di più quando sarò lì.

26.4.11

Magari l'avessimo venduta davvero la fontana di Trevi...

Un grande film, una grande scena.
Però, diciamocelo: è una scena che è figlia della classica convinzione nazionale dell'italiano che si ritiene il più furbo di tutti, specie degli stranieri (gli americani, in particolare) che sono dei grulli e si fanno fregare facilmente da delle vecchie volpi come noi.

Già... eppure io sono convinto che se la fontana di Trevi l'avessimo venduta davvero a qualche sempliciotto americano, quello l'avrebbero fatta fruttare molto meglio di noi.
Del resto, gli americani sono quelli hanno pigliato il classico gioco da pub a base di bicchieri di plastica e palline da ping-pong (fai rimbalzare la pallina dentro al bicchiere e bevi uno shortino), buono giusto per rimorchiare ragazze ubriache, e l'hanno trasformato in un fenomeno commerciale da milioni di dollari noto come Cuponk, con tanto di comunità dedite a creare i trick più spettacolari.
Ora chiariamo: sembra divertente e certi trick sono davvero spettacolari... ma si tratta pur sempre di un bicchiere e una pallina da ping-pong, eh?
E noi non siamo nemmeno riusciti a capitalizzare nemmeno la pizza o l'espresso...

Post-It War

E' da una vita che ho in mente un regolamento per un gioco di guerra tridimensionale (stile Warhammer 40.000) da giocare con i Post-It. Prima o poi lo sviluppo. Vinco qualche concorso di giochi indipendenti. Vengo comprato dalla Wizard of the Coast e divento ricco e potente. MUHAHAHAHAHAHA.
Ma non c'entra nulla con QUESTA storia qui.
Nell'attesa dei post di Flaviano, ecco i miei fogliettini gialli.


EDIT:
sono arrivati anche i fogliettini di Flaviano. Li trovate QUI.

Sony senza vergogna.

Un mucchio di cose da fare ma mi prendo un momento per una roba che mi sta decisamente irritando:
sono cinque giorni che il servizio online di Sony è down a causa di un attacco informatico.
Che se Mortal Kombat lo avessi preso per PS3 invece che per 360, non ci avrei mai potuto giocare online (purtroppo non ho fatto lo stesso per Portal 2 di cui, infatti, non ho ancora potuto provare il multiplayer).
Cinque giorni. E ancora non si vede una soluzione. Una roba mai vista.
Il servizio online di Sony sarà pure gratis rispetto a quello di Microsoft ma, a parte che fa schifo in genere, adesso manco funziona.
GG Sony.


24.4.11

Oggi si smazzano via i lavoretti extra...


Articoli, piccole introduzioni, correzioni di alcune robe e disegni.
Tutta roba promessa e mai smaltita.
Domani si cazzareggia ma la sera bisogna ricominciare a lavorare sul serio ed è meglio farlo con la coscienza a posto. Questo qua sopra è un disegno per una fanzine. Con l'occasione, continuo la ricerca di programmi per disegnare in digitale che non siano Photoshop.

22.4.11

Il colore dei soldi.


Sono alcuni giorni che mi trovo a parlare con delle persone di vari ambienti, che stanno cercando di dare il via a un processo creativo che porterà alla realizzazione di alcuni prodotti.
Ci sono in ballo istanze diverse da far coniugare e ,tra le altre, la necessità di avere una storia.
E si parla anche, e inevitabilmente, di soldi. Quanto si è investito in un reparto, quanto si vuole investire in un altro e via discorrendo.
E io, divagando, mi sono messo a riflettere sui soldi che sono stati investiti sulle mie idee, nel corso degli anni, da parte di diversi editori. Parlo proprio di idee nate e sviluppate da me, senza ingerenze esterne e senza dovermi adeguare al lavoro di altri. Roba mia, insomma, come Dark Side, Battaglia, John Doe, Garrett, David Murphy, Detective Dante e, naturalmente, la miniserie a colori per la Bonelli che sto realizzando adesso.
E allora mi sono messo a far di conto e visto che non ci arrivavo, ho coinvolto un amico che la sa lunga.
Adesso, se non ci siamo entrambi drammaticamente sbagliati, tenendo conto dei costi vivi (sceneggiature, disegni, copertine, colori, lettering e costi redazionali vari) e dei costi di stampa, l'investimento necessario alla Bonelli per un'operazione del genere si aggira, complessivamente, intorno ai 700.000 euro. Che, ovviamente, non vengono pagati tutti e subito ma che si spalmano lungo il corso della realizzazione e della commercializzazione, ma che sono, comunque, una cifretta discreta. A fronte di questa cifra, tenendo a mente la percentuale del distributore per le edicole e il costo di copertina, per andarci in paro e coprire i costi, bisogna vendere, sempre complessivamente, poco meno di mezzo milione di copie in totale.
In poche parole, sulla mia idea, pesano quasi un un milione di euro di investimento e l'obiettivo è, come minimo, mezzo milione di copie vendute.
Ora, sia chiaro: non è che non avessi mai riflettuto su questa cosa, ma non l'avevo mai razionalizzata pienamente nella sua totalità.
Guardando a questi numeri, la prima cosa mi viene in mente sono tutti i piccoli e grandi rischi che mi sto prendendo nel concepire questa serie. Rischi concordati (e certe volte combattuti) con la redazione, ovviamente, ma pur sempre rischi. Strade diverse rispetto al sentiero solido e sicuro che è già stato tracciato da persone probabilmente molto più responsabili di me.
Poi penso alla figura dell'armiere del Titanic, quello che Cameron porta in scena nel film omonimo come metafora (non particolarmente sottile, ammettiamolo) delle sue ansie rispetto a quello che, all'epoca, era il film più costoso e rischioso di sempre.
Poi mi viene in mente Fonzie, che mi sorride e alza il pollice nella mia direzione. E' bello sapere che qualcuno è pronto ad investire tanto sulla base di una tua idea.
Poi, al posto del Fonzie, mi appaiono davanti agli occhi una manica di commentatori di internet che urlano che "Bonelli dovrebbe rischiare di più!!" e capisco che sono tutti Eddie Felson, quando si tratta del portafogli degli altri.
E poi penso a Tito Faraci, a Pasquale Ruju, a Gianfranco Manfredi, a Michele Medda, ad Antonio Serra, a Carlo Ambrosini, a Luca Enoch, a Mauro Boselli e ai tanti altri che li hanno preceduti, e mi chiedo se pure loro abbiano fatto gli stessi conti. E se loro si siano lasciati influenzare da quei conti oppure se ne siano fregati, facendosi solo guidare dalla storia, dalla loro ispirazione e da quello che sentivano che fosse giusto fare. A naso, direi che la cosa è andata diversamente da caso a caso, ma mi piacerebbe chiederglielo per davvero.
Comunque sia, se un ventina d'anni fa m'avessero detto che un giorno, sulle immagini che mi passavano per la testa, qualcuno avrebbe investito considerevoli cifre di denaro (nella speranza di averne in ritorno delle cifre ancora più considerevoli, ovviamente), gli avrei riso in faccia. E invece pare che succeda. E succede da parecchio ormai.
Di colpo, le mie cazzate, si sentono molto più responsabilizzate.
E si bullano un casino, ovviamente.

p.s.
a guardare questi conti non è solo questo che mi è venuto in mente.
Mi è venuto in mente pure, per esempio, che il venduto di un paio di numeri di Tex basta, da solo, a coprire tutti i costi di produzione di un anno di un'altra testata sempre della Bonelli.
E poi mi sono venuti in mente gli altri albi formato quaderno non editi dalla Bonelli, che costano meno da produrre ma hanno un rapporto meno vantaggioso tra venduto e guadagno, e che è miracoloso ed eroico il fatto che resistano in edicola.
E poi ho pensato al mercato fuori dalla edicole, alle sue cifre, ai suoi conti... e a quel punto mi sono depresso e sono tornato a giocare a Mortal Kombat.
Di tutto questo "altro", magari, ne parliamo la prossima volta.

[RECE] Thor


Proprio un bel film.
E no, non sono ironico.
Mi è piaciuto tutto, di questo Thor, dall'inizio alla fine, in ogni suo aspetto.
Nell'ambito dei super eroi Marvel, dove sul podio, per me, ci sono i primi due Spider-Man, direi che è di molto superiore al primo Iron Man che, a parte un grandioso Robert Downey Jr, un paio di scene carine e bei dialoghi, poi si perdeva in un bicchier d'acqua.
Questo Thor non ha Robert Downey Jr, ma vince sotto tutti gli altri aspetti.
Una storia solida portata sullo schermo con estrema competenza e concretezza, dei personaggi ben costruiti e sviluppati discretamente, il giusto equilibrio tra serietà e ironia, degli effetti speciali discreti, sostenuti da una direzione artistica ispirata, e un bel ritmo, nonostante il film sia lungo.
Sul fronte degli attori, il migliore è Tom Hiddleston che porta sullo schermo uno straordinario Loki, ben più del solito villain monodimensionale a cui questo genere di pellicole ci ha abituato. Hiddleston ruba con facilità la scena al protagonista, Chris Hemsworth il quale, nonostante il fisico adatto e una faccia simpatica, è cronicamente privo di carisma rispetto al suo antagonista. Male pure Jaimie Alexandre, assolutamente ridicola e improbabile come Sif (ma sulla schermo appare poco, fortunatamente). Nella norma Natalie Portman che ormai si è capito che si spreca solo per un certo tipo di pellicole e che, per altre, lavora con il pilota automatico. Stesso discorso per Anthony Hopkins (avrei preferito di gran lunga che, a interpretare Odino, ci fosse stato Branagh stesso), che fa il suo compitino senza sbavature, ma pure senza guizzi.
Colonna sonora molto bella ed evocativa, giusto guastata da un pezzo dei Foo Fighters (gruppo che mi piace) totalmente fuori tema. Ma non si potevano avere i Kiss (con "God of Thunder", ovviamente) o i Manowar (con un pezzo qualsiasi)?

Insomma, questo Thor mi è piaciuto davvero tanto.
Ho però il sospetto che il film farà storcere il naso a parecchi, in special modo per la resa estetica di Asgard, molto influenzata da quella kirbiana nelle sue linee futuristiche e galattiche e forse, proprio per questo, troppo lontana dai gusti di un pubblico cresciuto con Il Signore degli Anelli di Peter Jackson.
A guardare l'Asgard di Kenneth Branagh le prime cose che mi sono venute in mente sono un certo tipo di produzioni fantastiche degli anni '70 e primi anni '80 e il Superman di Richard Donner (che ho l'impressione che sia stata una fonte d'ispirazione generale per questo Thor).
Io ho molto apprezzato questa scelta, ma non sono sicuro che tale ricercatezza pagherà con un pubblico sempre più abituato al "più vero del vero" e poco avvezzo alle stilizzazioni.
Vabbè. Andatevelo a vedere e poi fatemi sapere.

p.s.
il 3D è del tutto inutile e anche mal implementato. Vedetelo in 2D.

p.p.s.
sì, c'è la solita scenetta dopo i titoli di coda.

21.4.11

Una delle molte ragioni per cui stimo enormemente Daniel Clowes.

La trovate QUI.

Visto che pare che la vogliate...

QUI trovate tutto le informazioni per averla. E c'è pure un contest!

[RECE] World Invasion: battle Los Angeles

Il ragionamento alla base di questo film deve essere stato:
oh, hai visto che furbo quel Neil Blomkamp? Ha fatto un film tutto con After Effect, gli è costato due lire ma sembra una roba da centinaia di milioni di dollari!
PURE NOI!
Ma facciamolo meglio, eh?
Che District 9 aveva tutta quella roba che non interessa a nessuno, tipo un'idea e una storia.
Questi son prodotti per il pubblico di ragazzini attuali, quelli che giocano ai videogiochi e, come sanno tutti, la storia non conta nei videogiochi.
Ci mettiamo un gruppo di soldati che devono andare dal punto A al punto B come su Black Hawk Down ma senza quella fotografia ricercata che tanto non la capisce nessuno, li riprendiamo con la camera a mano, che da Paul Greengrass in poi, se ci stanno i soldati, DEVI riprenderli con la camera a mano, poi ci mettiamo gli alieni fatti alla "capisco e non capisco" che così non ci dobbiamo sprecare a inventarcene di fichi e tanti botti, che con After Effect non costano un cazzo anche se si vede che sono finti. E il film è fatto.
Come? E' troppo corto?
Vabbè, aggiungiamoci quaranta minuti di finti approfondimenti psicologici, un paio di secchiate piene di retorica e tutti i cliché tipici dei film di guerra, quelli che già su Hot Shots! venivano presi per il culo a morte.
C'è tutto adesso?
Ah, giusto, Michelle Rodriguez. Che se fai un film di guerra la Rodriguez non può non esserci. Però mettiamoci il colpo di scena: questa volta non muore.
Come? Dici che stiamo rischiando troppo? Bisogna osare, ogni tanto, amico mio... se ho detto che non muore, non muore!
Diamoci da fare, ora... impacchettiamo il tutto e mandiamolo in sala. Quei coglioni di videogiocatori ne andranno pazzi!


Scherzi a parte: piuttosto che vedervi questo film, andate a farvi una partita a Portal 2, a Half Life, a Halo. Persino a un Call of Duty qualsiasi. Vi divertirete di più e fruirete storie migliori.
Il vostro tempo merita di più di questa porcheria.

20.4.11

Ne volete una uguale?



Tra poco, io e Massimo Dall'Oglio (cliccate che è il suo nuovo blog), vi diremo come fare a procurarvela!

Iniziamo a ragionare.

QUI trovate una lunga intervista a Makkox a proposito del suo volume, Ladolescenza.
Leggete con attenzione. Nella parole di un autarchico, ci sono i semi del sistema che verrà.

19.4.11

[Napoli Comicon 2011] Incontri Professionali


Continua la nostra esplorazione dell'offerta della prossima Napoli Comicon.
Oggi parliamo degli Incontri PRO nuova occasione di dialogo tra addetti ai lavori, per gli addetti ai lavori.
Questo il comunicato stampa.

Gli Incontri PRO vogliono essere un momento di approfondimento per gli addetti ai lavori durante Napoli COMICON, si svolgeranno nell'Area PRO di Castel Sant'Elmo e cercheranno di analizzare i temi più importanti per il settore del Fumetto, in un momento storico in cui si assiste, in Italia e non solo, a cambiamenti anche importanti degli scenari, con le realtà editoriali del mondo della varia che si interessano al fenomeno dei graphic novel, con il sistema delle edicole che comincia a segnare il passo, con la distribuzione in fermento e con l'arrivo dei tablet che promettono altri scossoni nel mercato del nostro medium.

Ragionando su questi fattori, per questa prima edizione 2011, si sono scelti due dei temi forse più “caldi” per il settore: quello della Distribuzione e quello del Fumetto Digitale.
Protagonisti dei due panel cui abbiamo invitato a partecipare come relatori, insieme ad operatori del mondo del fumetto italiano, anche alcuni rappresentanti del settore delle librerie di varia e dell'editoria a fumetti francese (senza timore di smentita quella più matura nel panorama europeo del mondo dei fumetti).

- Venerdì 29 aprile, ore 16:00 (Area PRO di Castel Sant'Elmo):
Distribuzione da Fumetteria: un'inutile eccezione o una necessaria differenziazione?
Il sistema distributivo del settore delle fumetterie si basa su regole che lo differenziano da quello tradizionale delle librerie di varia: reso, scontistica, diffusione, promozione, sono tutti aspetti di un processo che riguarda in maniera assai diversa librerie specializzate e generaliste. Tra malumori più o meno malcelati le fumetterie sono (quasi) tutte d'accordo che il sistema migliore sia quello della varia... ma sarebbe davvero la panacea per il mondo del fumetto?
Ne discutono con Claudio Curcio e Stefano Perullo: Alex Bertani - Marketing Manager di Panini Comics, François Le Bescond - Editor della Casa Editrice Dargaud (FRANCIA), Luigi Morra - Responsabile Nazionale delle Feltrinelli Express, Francesco Settembre - Vice Presidente dell'AFUI, Pasquale Saviano - Direttore Generale di Alastor

- Sabato 30 aprile, ore 15:00 (Area PRO di Castel Sant'Elmo):
Fumetto digitale: tra esperimenti, tentativi e previsioni, qual è la situazione, oggi?
Ad un anno dall'uscita della prima versione dell'iPad tutti i produttori hanno lanciato sul mercato il proprio tablet, così come tutti gli editori hanno sviluppato, più o meno, la presenza dei propri ebook ed ecomics sui vari store o su sistemi proprietari. All'uscita dell'iPad2 tutti sono concordi sulle potenzialità future del digitale, anche se le vendite attuali rimangono marginali. Tra Italia e Francia, poi, ancora una grande differenza: mentre il mercato degli ebook (non solo a fumetti) nel bel paese resta sotto la media europea, i cugini d'oltralpe si consorziano in una sola società che riunisce tutti i grandi editori di fumetti per creare la propria piattaforma di vendita digitale. Ne discutono con Claudio Curcio e Stefano Perullo: Sandra Furlan - Responsabile Digital Development Libri Trade di Mondadori, Régis Habert - Direttore di izneo.com (FRANCIA), Marco Lupoi - Direttore Editoriale di Panini Comics, Piero Muscarà -Amministratore Delegato di NEXTA, Roberto Recchioni - Autore di Fumetti, Scrittore, Blogger.

Gli Incontri PRO sono riservati ai giornalisti e agli operatori professionali accreditati a Napoli COMICON, e saranno integralmente trasmessi online (per info www.comicon.it).

Nei prossimi giorni, vedrò di fare qualche intervista ai vari partecipanti agli incontri per conoscere in anticipo la loro posizione e dargli modo di esprimere il loro punto di vista sugli argomenti su cui poi si confronteranno con gli altri.
Per il momento, mi viene solo da sottolineare come la figura dell'autore pare che non sia ritenuta necessaria quando si tratta discutere di vendere i fumetti. Eppure, l'esperienza di un Makkox, o dei SuperAmici, o l'esplodere del fenomeno KickStarter in America (e la sua importante ricaduta nel mondo dei comics USA, segnalata anche su Wired, di recente), dovrebbero far intuire che qualcosa sta cambiando e che cambierà anche rapidamente.
Sarò strano io ma per me è assurdo che, a interrogarsi sul senso della distribuzione, nel mondo di oggi, nella situazione attuale, e con i problemi che ci sono, ci siano solo distributori. Oste, com'è il vino? Bono.


18.4.11

Com'è che dicono su quel blog? Se mi volevi fare un omaggio... andava bene anche uno spumantino.


Vi segnalo QUESTO post di Mauro per due motivi.
Il primo è perché mi sorprende che il mio amico abbia cambiato opinione sul film di Moretti, passando da un forte entusiasmo a una forte perplessità. Fuori del cinema ci siamo accapigliati notevolmente a riguardo e io sono stato pure piuttosto sgradevole nella discussione.
La seconda cosa che mi sorprende è proprio il contenuto del post che, oltre al parere di Mauro, riporta pure una notizia che non sapevo e che non ho visto segnalata da nessuna altra parte: a quanto pare, Habemus Papam non solo è un cinepanettone per il PD, ma è pure un quasi remake non dichiarato (che, nelle aule di tribunale, definiscono plagio, ma vabbè).
Brutto e copiato insomma.
Mica male.

[RECE] Need for Speed: Shift Unleashed 2

Con un titolo che più lungo non si può, ecco arrivare sugli scaffali la proposta di Electronic Arts per controbattere lo strapotere di Gran Turismo 5 e Forza Motorsport 3. Per farlo, si è affidata di nuovo allo studio Slightly Mad, già autori di di simulatori come GT Legend, GTR2 e il primo capitolo di Unleasched.
Negli ultimi anni la EA sta cercando di rivitalizzare il marchio di Need for Speed, affidandolo a sviluppatori di pregio. Da una parte ha dato il via alla serie Need For Speed: Hot Pursuit, sviluppata da quei geni di Criterion Games (gli stessi di Burnout, per capirsi) e più improntata a un modello di guida arcade, dall'altra parte, c'è la serie Shift, che cerca di dire la sua nel mondo dei simulatori realistici.
E ci riesce?
Sì e no.
Diciamo subito che il modello di guida proposto è infinitamente meno simulativo ed esigente di quello offerto dai concorrenti. Il motore fisico, le reazioni delle automobili, le sensazioni generate dalla guida, posizionano questo secondo capitolo della serie Shift a mezza via tra il gioco puro, offerto da prodotti come Hot Pursuit e Burnout, e la simulazione di un Forza Motorsport 3. E questo non è necessariamente un male perché non è detto che tutti vogliano passare ore e ore a cercare di capire come affrontare una serie di curve, ma non è neanche detto che a questi giocatori in cerca di un semplice svago, possa bastare spingere il gas a tavoletta e godersi gli incidenti più spettacolari senza badare nemmeno un poco al realismo.
In termini di giocabilità, quindi, Shift Unleashed 2 può essere definito come un gioco arcade per giocatori in cerca di una sfida più profonda del solito... o un gioco simulativo per un pubblico che ha voglia di rilassarsi.
A giudicare dai risultati di vendita delle ultime settimane, pare che questo approccio stia premiando.
Stabilito quindi di che gioco di guida stiamo parlando, buttiamo uno sguardo sugli altri aspetti.
La grafica è solamente discreta, trattandosi di quella del precedente capitolo, leggermente migliorata. In compenso, è stata introdotta una spettacolare visione dall'interno del casco che, sono sicuro, vedremo presto emulata anche da altri giochi di guida.
Il motore fisico è valido, ma solo alla luce dell'impostazione del gioco, restando ben lontano dal realismo offerto dai concorrenti.
Le opzioni di gioco sono poche, ma molto ben sviluppate e, attraverso la modalità Carriera, il gioco si rivelerà straordinariamente ricco di profondità e contenuti. Purtroppo una tale abbondanza viene servita malissimo da un sistema di menù e avvisi che andrebbe ripensato tutto da capo.
Il parco macchine è limitato, ma ci sono un sacco di tracciati.
Il multyplayer, fortemente integrato con le altre modalità di gioco, ed è ottimo e molto stabile.
In conclusione, Shift 2 è un gioco realizzato con competenza e intelligenza, che cerca, e trova, un difficile equilibrio tra le pretese di realismo e il divertimento puro.
Stategli alla lontana se siete aspiranti piloti in caccia di nuove sfide simulative ma provate a buttargli un occhio se siete alla ricerca di qualcosa di leggermente più complesso di Burnout.