27.1.12

Cognac!

Una delle molte storie che si sentono a proposito della cittadina di Cognac è che, senza l'intervento di un nazista, oggi sarebbe del tutto dimenticata.
Questo perché, durante l'occupazione tedesca, le scorte del liquore che ha preso il nome nella città stavano venendo largamente saccheggiate, al punto che un piano dei nazisti fosse quello di trasferirle del tutto in Germania, per destinarle all'elité dell'esercito.
Pare però che che un tenente dell'esercito tedesco, Gustav Klaeibish, un profondo amante del liquore francese assegnato alla gestione delle scorte, ne limitò la distribuzione, celandone una gran quantità agli occhi dei suo stessi superiori. Così, quando la città di Cognac vide i tedeschi ritirarsi a causa dell'operazione Market Garden, c'era ancora del liquore da vendere e un'industria da mandare avanti.
Non a caso, Klaibisch è ritenuto un piccolo eroe del luogo.

Arrivando a Cognac, la prima impressione che ho avuto è stata quella di trovarmi in un livello di un Call of Duty di qualche anno fa o in un episodio di Band of Brothers.
Nel caso, in quella torre ci sarebbe stato un dannato cecchino, sicuro come l'oro.

E, in questa, dei pastori tedeschi pronti a sbranarmi.

Grigia, umida, quasi deserta, con i muri delle case coperte da una patina nera causata da un fungo sprigionato nel processo di distillazione del cognac, uscita dritta dritta da un videogioco sulla Seconda Guerra Mondiale, Cognac mi è piaciuta da subito.
E la mia buona impressione non è potuta che migliorare quando siamo arrivati alla Otard, una delle più importanti case di cognac del mondo, adesso proprietà del gruppo Martini.


la fabbrica di Willy Wonka ma con il cognac al posto del cioccolato.

La sede, tra le altre cose, ospita anche le stanze di Francesco I di Francia che, insieme a un mucchio di altre cose, era anche un mecenate delle arti che portò nel suo paese un gran numero di artisti italiani (tra di loro, quel Leonardo Da Vinci che qui si ostinano a chiamare Leonard De Vinc).

Secondo alcuni, le sala qui sopra è proprio opera sua. Ma il nostro cicerone ci ha detto è una balla che dicono i francesi con gli italiani, per farli rosicare. Ma noi non siamo caduti nel tranello dei mangiarane.

Il vero tesoro del palazzo, però, non è tanto quello che si trova in superficie ma quello che si cela sotto di essa.

 La cantina dove è nascosta l'Arca dell'Alleanza.

Adesso, io questa mattina tutto quello che sapevo di botti lo dovevo a Donkey Kong. 
Adesso ho una conoscenza decisamente più ampia.
Per esempio, so che ci vogliono tre anni per far invecchiare il legno prima di poterlo usare per costruirne una e che poi, una volta costruita, una botte è in rodaggio per altri otto anni e solo dopo questo periodo verrà usata per ospitare l'acqua vite destinata alla produzione del cognac.
E pensare che quello stupido gorilla le getta contro Mario con indifferenza.
Un'altra cosa che ho scoperto delle botti è che sono parte integrante del sapore del liquore che contengono e, per questa motivo, vengono esposte a un processo che comprende l'affumicatura, l'acqua di mare e un sacco di altre robe che non sto qui a spiegarvi perché p roba per esperti del cognac come me, e voi non la capireste.
Ma la faccenda sulle botti che che mi è piaciuta di più, è quella del loro ragno.
Per farvela brevissima: le tarme sono una minaccia per le botti ma non si possono scacciare con prodotti chimici che verrebbero assorbiti da legno. Quindi, intorno alle botti, si mettono degli anelli di legno dolce che hanno il preciso scopo di farsi mangiare dalla tarme di cui sopra. Tutte queste tarme, attirano un particolare tipo di ragni che se le mangiano a loro volta.
La leggenda dice che questi ragni, sazi di tarme pregne di acqua vite, sia talmente ubriachi da non saper fare ragnatele dritte.
E forse non è una storia vera, ma io voglio crederci lo stesso. 

Queste botti sono proprietà privata di Dominic Toretto. Si riconoscono per i neon sotto la carrozzeria e per il fatto che sono piene di NOS. Toretto non le aprirà mai perché, come è risaputo, lui beve solo Corona.

Dunque, prima vi accennavo dell'acquavite.
E' una roba lunga e complicata. Mettiamola così: tu metti l'acquavite nelle botti e la fai invecchiare. Più invecchia, meglio è per il cognac che poi andrai a distillare con quell'acquavite. Ma c'è il trucco.
Perché, fino a un certo punto, l'acquavite nelle botti migliora. Da un certo punto in poi comincia a perdere le sue qualità.
In sostanza, l'acquavite non puoi tenerla nelle botti per più di una settantina d'anni, poi devi toglierla e usarlo o metterla nel vetro, che la conserverà inalterata.
Non ci vuole molto a capire che alcune vecchie acque viti, sono conservate in damigiane di vetro da un bel pezzo. E dove le conservano? In un posto che viene chiamato il Paradiso.
Siete curiosi di vederlo?
Dovreste.
Comunque, interessati o meno, ve lo posto domani che è tardissimo e ho la sveglia presto per andare in fiera.
Ovviamente, se trovo una rete wi-fi a cui attaccarmi.

11 commenti:

Paolo Andolfi ha detto...

Nella mia ignoranza posso solo dire che adoro questi tuoi continui e deliziosi riferimenti ad una navigata cultura videogiochistica! :)

MicGin ha detto...

ma che bel post e che voglia di gustare il cognac che hai fatto venire!

Puck ha detto...

Sicuro che siano tarme e non tarli?

Skull ha detto...

Sui ragni ubriachi che non riescono a filare una tela diritta bisognerebbe farci una storia. :)

Tyler ha detto...

Piuttosto direi che la storia dell'ufficiale nazista atipico, sedotto dal fascino del cognac (inteso sia come liquore che cittadina), è praticamente un film commedia francese già confezionato...

Tyler ha detto...

Certifico band of brothers per la colorazione smorta. Se fosse a colori vivaci direi Ratatouille
:)
Mi sa che ti stai a divertire un sacco!
:)

mude ha detto...

senza gli orrendi filtri di instagram sarebbe tutto molto più bello

ciro ha detto...

ma mandare te in una fabbrica di cognac non è come mandare un astemio in una fabbrica di liquori?

no aspetta mi è venuta male.

COWABUNGA, Dude! ha detto...

Resoconto divertentissimo, continua a tenerci aggiornati mi raccomando!!

Planetary ha detto...

La storia dei funghi che scuriscono le case è meravigliosa nella sua incredibilezza.

Viviana Boccionero ha detto...

RRoby!