18.1.12

Ready Player One di Ernest Cline

Sto cominciando a diventare vecchio e sono costretto ad accettare alcune verità.
Per esempio, ho capito che sempre più raramente mi capiterà di leggere libri che mi colpiscano nel profondo, in termini emotivi.
Non sto dicendo che è più difficile che mi capiti di leggere ottimi libri. Anzi, avendo alzato i miei standard di selezione, in realtà oggi leggo cose migliori di quando ero un ragazzo. Ma poche di queste letture sanno esaltarmi, prendermi allo stomaco e diventare una parte importante della mia esperienza emotiva come hanno fatto alcuni libri letti nella mia giovinezza.
In pratica, ho iniziato ad accettare l'idea che i libri che leggo oggi non saranno mai "importanti" per me come l'Isola del Tesoro, Lo Hobbit, Il Signore degli Anelli, Il Conte di Montecristo, La Guida Galattica per gli Autostoppisti, Neuromante, Il Grande Sonno, It, l'Ombra dello Scorpione, Fanteria dello Spazio, Snow Crash, American Psycho, la saga di Conan, Cacciatore di Androidi e una manciata di altri.
In realtà, non è una cosa brutta e credo che faccia parte del normale processo di maturazione, ma resta il fatto che mi rende un poco triste perché a me piace esaltarmi e lasciarmi coinvolgere.
E forse è per questo che ho amato tanto Ready Player One di Ernest Cline (edito in Italia dai tipi di ISBN con il titolo Player One).


Partiamo dal principio.
Chi è Ernest Cline?
E' un geek che lavorava in un negozio di assistenza hardware.
E' un talentuoso sceneggiatore cinematografico che ha scritto quel piccolo gioiello di Fan Boys
E' un nerd vero (non un hipster fasullo) che, con i primi soldi che ha fatto, si è comprato un DeLorean e l'ha fatta modificare come quella di Doc. E come targa ha preteso la sigla "Ecto88".
E, adesso, è pure uno scrittore di successo i cui diritti cinematografici del suo primo romanzo sono stati venduti alla Warner Bros il giorno stesso in cui il romanzo è arrivato in libreria.
Il titolo di questo romanzo è Ready Player One.


Di cosa parla il libro?
Siamo in un prossimo fututo. Gli USA (e il mondo intero), stanno attraversando la peggiore crisi economica dell'umanità e la gente passa gran parte del suo tempo su Oasis, un gioco di massa online e un universo virtuale dove sono ricreati tutti gli universi di fantasia conosciuti (da quello di Guerre Stellari ad Azeroth, dal mondo di Zork e quello di Firefly, passando per qualsiasi altra cosa vi venga in mente). Oasis è anche di più. Si va a scuola su Oasis e ci si lavora. Oasis, in sostanza, è una versione all'ennesima potenza di Internet e, infatti, di Internet ha preso il posto.
Il creatore di Oasis, James Hallyday, è morto senza eredi. Il lascito del suo testamento (comprensivo non solo di una immane ricchezza monetaria ma anche del controllo di Oasis stessa) andrà a chi vincerà una gara che lui stesso ha organizzato all'interno del suo mondo virtuale.
Sostanzialmente, si tratta di una caccia al tesoro i cui indizi sono tutti legati all'amore di Hallyday per la cultura pop degli anni '80. Nel tentativo di risolvere i difficili indovinelli che Hallyday ha lasciato, una larga fetta della popolazione mondiale ha iniziato a studiare le passioni del creatore di Oasis, dando vita a una sottocultura nerd, ossessionata dalle sue ossessioni. Gli anni '80 sono tornati, insomma.
Il protagonista del romanzo è Wade, un giovane cercatore di tesori che incappa, fortunosamente, nella soluzione del primo enigma lasciato da Hallyday e finisce coinvolto in un casino immane.
Perché la posta in ballo è enorme e oltre alla gente normale, alla caccia del tesoro di Hallyday c'è anche una spietata multinazionale che non esiterà a schierare un esercito (e a uccidere) pur di entrarne in possesso.

Detto così sembra una robetta banalotta, non è vero?
E infatti è per questo che, nonostante le ottime recensioni che ne avevo letto, il romanzo è rimasto per un mesetto sul comodino a prendere la polvere.
Poi, una sera, mi sono deciso e ho iniziato a leggerlo. Restandone fulminato.
Perché anche se il plot è elementare e non troppo originale, l'universo immaginato da Cline ha la stessa potenza e la stessa limpida visionarietà dei futuri cyberpunk di William Gibson e Neal Stephenson e, non a caso, Neuromante e Snow Crash sono gli unici due romanzi a cui mi sento di accostare questo Ready Player One. 
In più, è un romanzo talmente pregno di riferimenti alla cultura popolare degli anni '80 (quella dei videogiochi in particolare, ma pure del cinema, dei telefilm e della musica) da essere quasi una bibbia segreta per un ristretto novero di adepti, gli unici che se lo potranno godere davvero in pieno e in tutte le sue sfumature.
E questo è il lato migliore (ma pure il maggior limite) di questo libro fantastico che amerò per sempre.

Non so bene se è una lettura che consiglierei a tutti ma, se siete lettori abituali di questo blog, è molto probabile che per Ready Player One impazzirete come sono impazzito io.

QUESTO è il sito ufficiale italiano (stranamente beb fatto per l'Italia... sembra che i tipi della ISBN facciano le cose per bene) e QUI trovate un breve estratto.
L'edizione italiana è piuttosto buona sia nelle veste editoriale, sia nella traduzione (anche se ci sono un paio di svarioni inevitabili, data la natura oscura di certi riferimenti culturale presenti nel romanzo).
Insomma, dategli una possibilità.





36 commenti:

ivanhawk ha detto...

A leggere la trama ho pensato a "Tutti gli uomini del deficiente"...

Però mi hai incuriosito. Se non avessi una tonnellata di cose sul comodino in attesa, sarei già in libreria. Intanto me lo segno.

Officina Infernale ha detto...

Comprato domenica scorsa...

Tyler ha detto...

Mi sa che sei riuscito a tentarmi.
:)

Trama banale, non è - necessariamente - male (mentre scrivo penso a "real steel", anche se l'ambito narrativo è un altro).
p.s.
Curiosità: Sono anche io tra i cultisti del 42 e di vari altri libri citati, ma mi spieghi l'ombra dello scorpione?

RRobe ha detto...

In che senso?
E' un capolavoro.

Tyler ha detto...

In questo senso:
Parlando di resa dei personaggi è un capolavoro assoluto. E'uno di quei libri che mi ha tenuto incollato fino cinque sesti del libro e di cui ancora oggi, a distanza di una quindicina d'anni, ricordo - credo - ogni personaggio e situazione.
Ma... (lo sapevi che c'era il ma )
Ma l'impressione è che in omaggio al suo principio "metto i personaggi in una situazione e risolvo la trama strada facendo" (on writing) il finale gli sia scappato di mano. Che poi mi pare lo dica pure in on writing.
Di tutto quello che ho letto di King è il libro che mi ha fatto incaxxare di più.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Su UltimaBooks c'è anche in epub

http://www.ultimabooks.it/player-one

...che mi pare quasi doveroso, visto il genere :P

E per la prima volta, un libro - recente - che costa tipo 18 euro in libreria, costa la metà in formato digitale :)

Raiden - The Count ha detto...

Letto a dicembre... e sebbene sono di una decade più avanti (negli anni 80 ci sono nato), ho apprezzato lo stesso un sacco.
Stessa tua reazione. Bellissimo. Divorato in un paio di serate.
E a breve voglio rileggerlo.

Marco Rizzo ha detto...

ecco, volevo chiederti il tuo parere visto che lo tengo in wishlist da un po' e pensavo che proprio tu potevi parlarmene molto bene o molto male...

Alessio Fortunato ha detto...

Mi sa che corro a comprarlo!! Mi hai incuriosito moltissimo!

MicGin ha detto...

aspetta dire che difficilmente troverai ancora... etc etc... te ne capiteranno ancora di libri importanti. vedrai.

Panificio Automatico Continuo ha detto...

PIù che altro, se i libri che indichi ne danno un indice, hai letto entro un ambito molto limitato. Poi sei cresciuto e non ti accontenti più. Rileggi, o leggi, i Promessi sposi.

RRobe ha detto...

Per il Panificio: ho avuto la fortuna di crescere in una casa con tanti libri. Quelli di genere, di mio padre, e i classici, di mia madre.
Quelli che ho segnalato sono quelli che mi sono rimasti dentro a livello personale e non indicano A) tutti i libri che ho letto da ragazzino e B) nemmeno l'interezza dei generi che m'è capitato di leggere.
Ma se vuoi, continua pure a pontificare.

E per la cronaca, i Promessi Sposi li sto effettivamente rileggendo per una roba di lavoro.
Baci.

isametal88 ha detto...

i Promessi Sposi sono una delle cose peggiori mai fatte nella storia della letteratura...

Tyler ha detto...

Credo sia l'imposizione alla lettura messa in atto dalla scuola italiana a farti parlare così.
A me successe con i malavoglia, riscoperti anni più tardi.

niki starnino ha detto...

interessante, in wishlist... Oasis mi ha ricordato Oz di Summer Wars..

Cavuccio ha detto...

ok ho letto le prime 20 pagine.
l'incipit mi piace.
potrebbe essere divertente anche il resto.

Grazie per la segnalazione

Gianluca Maconi ha detto...

A parte che i promessi sposi, tolti gli elementi storici interessantissimi, è un polpettone.
(ometto il "secondo me" perché siamo adulti, dai)

Ma dire limitato il campo in cui uno mette L'sola del tesoro (Grazie Dio per averci donato Stevenson), il Grande sonno e La Guida, non mi pare limitato.

Comunque ci sono romanzi che ti restano dentro e che scioccamente vengono relegati all'ambito "per ragazzi".

Certi racconti, certi libri, che abbiamo conosciuto da ragazzi rimangono dentro per forza di cose, anche per il tema e come viene affrontato. La ricerca, la crescita, le relazioni con gli altri e col mondo.

Se leggi il Giovane Holden dopo i 16 anni molto probabilmente rimarrà il libro più brutto di Salinger.

Il limite dei libri che si rivolgono ai più giovani di oggi è che sono smaccatamente commerciali, nella maggior parte dei casi, quindi le sensazioni che se ne ricava sono più pilotate di, appunto, un Isola del tesoro.

Poi uno ha diritto alla formazione che più gli pare e piace, come dice Holmes la mente è come una soffitta in cui lo sciocco accumula ciò che capita e il ragionatore ciò che può essere utile.

E nella mia testa preferisco avere "Il robot che sembrava me" piuttosto che "Radici".
Ma si sa, c'è sempre da contestare, se no come si arriva a fine giornata.

Mi hai incuriosito con questo libro Rrobe, Ci farò un giro.

Panificio Automatico Continuo ha detto...

Ma se vuoi, continua pure a pontificare.

Posso? OK, thnx.

Forse ora che sei cresciuto non ti soddisfa più l'approccio «di stomaco», puramente emotivo, che è un approccio all'arte possibile, certo, ma un po' rudimentale, soprattutto quando si parli di letteratura. Sarai forse pronto per un approccio più sfaccettato, più intellettuale se vuoi, insomma più sfumato e dunque più vario: e a questo patto è chiaro che non troverai più tanta soddisfazione in Stephen King, che è un bravo scrittore ma non certo uno scrittore sfaccettato o sottile – secondo me, dico.

@Gianluca Maconi:
E nella mia testa preferisco avere "Il robot che sembrava me" piuttosto che "Radici".

Fai bene, «Radici» è una porcheria (l'altro non lo conosco). Sta' comunque attento ad accumulare nella tua soffitta solo le cose che più o meno già conosci: rischi di perderti il meglio e di dare giudizi superficiali, come quello sui Promessi Sposi «polpettone» (è proprio l'unica cosa che non sono).

Slum King ha detto...

Quando gli altri avevano Poe, Dumas e Dickens noi avevamo Manzoni.
Ragazzi, non è colpa nostra, c'è toccato.


@RRobe:
I Bravi ai nastri di partenza?

Gianluca Maconi ha detto...

Il già conosciuto di solito non è la linea guida per la lettura. Comunque i promessi sposi m'hanno annoiato, capita. Il mondo è bello perché avariato.

COWABUNGA, Dude! ha detto...

Slum King, l'italianissima autocommiserazione culturale è legittima per i giorni nostri, ma riferita all'800 è un po' ridicola e fa ridere, sinceramente. Ma che poi si parlasse di D'Annunzio, tanto tanto..

Slum King ha detto...

@Cowabunga:
L'unica differenza tra Manzoni e D'Annunzio è che su Manzoni il cazzo te lo rompi di sicuro, D'Annunzio se la prof sta indietro col programma ci sta anche che te lo fa veloce :-P
Scherzi a parte, guarda che incensare il Manzoni ha fatto più male che bene alla nostra letteratura e al nostro fottuto sistema scolastico. E se vuoi imparare a scrivere non leggi davvero i Promessi Sposi, che al massimo ha i suoi bei meriti storici e italinistici, ma in quelli narrativi risulta sopravvalutato.
Naturalmente un bel IMHO grosso come le mie balle alla lettura di cotanto libro :-P

Slum King ha detto...

"italinistici" è italianistici prima che venga qualche rotto in culo a fare il maestrino.

COWABUNGA, Dude! ha detto...

Se vuoi imparare a scrivere come si scrive oggi, e ti ispiri al modello di scrittura di 200 anni fa, allora il problema è il tuo, non tanto della fonte di ispirazione. E comunque col cazzo che lo saltano, la mia prof, sadica, ci fece leggere il Piacere, che poi è l'unico libro che non ho finito ma che ho scaricato la trama da Internet

Slum King ha detto...

Cowabunga mi dispiace con tutto il cuore, ma ora capisco anche perché trovi gradevole Manzoni.
Io se fossi in te tornerei dalla prof e gli chiederei l'adolescenza indietro.

skalda ha detto...

Segnalo a chi, come me, oramai è ebook dipendente, che qui si può comprare l'epub:

http://www.ultimabooks.it/player-one

Registrandosi in questo periodo si ha diritto a 3 euro di sconto, quindi si paga 6.99 l'epub.

COWABUNGA, Dude! ha detto...

Perso lo scontrino =|

Jax ha detto...

RRobe ma ti trovo su anobii?

_____Gio'Pulp_____ ha detto...

Ciao ti faccio i complimenti per il tuo blog e grazie per la segnalazione! Sono d'accordo anche per Stephenson..snow crash ti sblocca il cervello.
a presto

niki starnino ha detto...

@slum king: premesso che non è coda di paglia: 1) non c'è bisogno di fare il cafone figo e di offendere; e 2) l'errore "di qui" era un errore grave e "convinto", mentre "italinistici" si capisce che può essere una mancanza di distrazione e, se manco fosse, è più accettabile visto essere un termine che si trova meno rispetto a "di cui"..

mah!

Slum King ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Slum King ha detto...

@Niki:
Premesso che il mio commento aveva un riferimento generale e non ti riguardava personalmente perché davvero non ti stavo pensando e letto il tuo commento c'ho messo un po' a ricollegare le cose, ti rispondo.
1)Perdonami se ti sei sentito offeso dal mio atteggiamento da cafone figo ma questa tua reazione stizzita implica che la coda di paglia non c'è l'hai perché è completamente consumata dalle fiamme
2)L'errore che tu mi imputi come "convinto", come se tu mangiassi la pasta con me e mi conoscessi a fondo, era dato dalla fretta. Dalla fretta. Ripeti con me: "Dalla Fretta". La fretta che mi può far cannare gli accenti, le subordinate, le h e pure i di cui. Perché quel commento l'avrò scritto alla velocità della luce prima di andare a lavorare, oppure mentre ero a mangiare la pasta, oppure dal cellulare mentre stavo dando il mio sulla tazza. E non capisco tutta questa malsana abitudine da reietto che la gente si ritrova a spulciare errori grammaticali tra i commenti di un blog solo per sentirsi meglio con se stessi verso non so quale dio o professore di grammatica che li picchiava.
Commentami il contenuto, dammi contro il contenuto se non sei d'accordo ma non ossessionarti dalla forma dei miei commenti, specie se ho fatto un misero errore del genere e non ho scritto tutto maiuscolo, con le k o in modo incomprensibili ad un normale essere umano. Contenuto sulla forma. Perché era solo un fottuto commento su un blog mica un articolo di giornale. Ora dato che tu non commenti mai e quindi non apporti nulla al contenuto, ma sei molto vigile alla forma e a sputar sentenze che non ti competono, sai cosa ti dico?
A Niki, ma perché non t'ammazzi?

niki starnino ha detto...

ah ah ah! confermi la mia opinione su di te..
1) chi ti dice che io non commento mai?
2) se la forma come dici tu non è importante (e in realtà non c'entra la forma dei contenuti in un errore grammaticale, perché come vedi si capiva cosa indicasse invece) allora le storie fattele raccontare con un riassunto, non leggerti libri, fumetti (con i disegnini belli) o foglietti delle istruzioni della tua tazza ikea.. e i commenti scrivili in dialetto, che è meglio, almeno son giustificati
3) non mi metto a spulciare gli errori della gente, ma sulla tastiera la "c" e la "q" non sono nemmeno vicine, non c'entra la fretta.. e poi non ti ho mica detto che sei deficiente, ti ho solo fatto notare un errore grave.. è come se uno facesse notare a un altro che ha disegnato il tricipite al posto del bicipite o che ha disegnato 4-5 falangi per dito.. capisci?
4) anche se non era riferito a me, non mi sembrano modi di parlare: dire rotto in culo per mettersi sulla difensiva non risolve nulla
5)un commento su un blog non implica la bassezza che debba avere rispetto ad un articolo di giornale, anzi.. nel commento c'è tutto un giudizio, quindi hai detto poco!
5) capisco perché hai chiamato il tuo blog "bassifondi" e il perché non ci sia nulla..
6) non mi ammazzo per contribuire alla salvaguardia della specie "umana"..
7) è il mio ultimo commento che dialoga con te, scusa se ti ho fatto trovare male perché preferivi l'indifferenza e l'ignoranza.. ciao
8) scusami RRobe se è successo sul tuo blog..

Slum King ha detto...

Jeez, sei pure andato a vedere a vedere un blog che ho chiuso nel 2008 cancellando tutti i post che avevo fatto...
Ma cosa sei uno stalker? Ti ho trombato la sorella?
Comunque grazie per l'aria fritta, quella degli hipster è sempre la migliore.

Cla ha detto...

L'ho comprato e letto in una giornata, grazie RRobe per la segnalazione mi è davvero davvero davvero piaciuto un sacco!

Angie ha detto...

Evvai, mi hai dato l'idea perfetta per un regalo di Natale!
E mi sa proprio che lo regalo pure a me...anche perché ho adorato Fanboys ed Ernest Cline ha già la mia fiducia!

Grazie della segnalazione!