10.1.12

[RECE] Shame



Sono le seghe a renderci delle brutte persone o siamo delle brutte persone perché ci facciamo le seghe?

Questa, a stringere, è la trama del film Shame, secondo lungometraggio dello Steve McQueen che non si diverte a saltare recinzioni naziste in sella a una Triumph modificata.

Una bella regia, elegante e austera.
Uno script raffinato.
Delle interpretazioni eccezionali con un Michael Fassbender sempre più in stato di grazia.
Ottimi dialoghi.
Bella fotografia.
Un reparto audio straordinario e un grande commento sonoro.

Un film che sembra abbia da dire qualcosa di importante ma che, invece e purtroppo, non ce l'ha.
Perché il soggetto è, allo stesso tempo, pretenzioso e vuoto e, sopratutto, puzza di moralismo da quattro soldi e psicologia spicciola.
La pellicola ci dice che i protagonisti sono brutte persone che fanno cose brutte perché vengono da un posto brutto (il New Jersey).
Ce lo dice e basta, non facendocelo mai vedere visto che le loro azioni, grossomodo, sono quelle di  persone normalissime che vivono come noi, hanno dei lievi problemi a relazionarsi con gli altri (come noi), qualche volta scopano in giro (come noi) e, ogni tanto, si fanno qualche sega guardando la pornografia sul web (come noi). E per questo si si vergognano tremendamente e si sentono in colpa da morire.
E, a morire, ci provano davvero. A differenza della maggior parte di noi.

Un bacchettone è meno bacchettone se è vestito a festa?
No, non direi.
E allora, nonostante il sontuoso vestito con cui Shame è abbigliato, non posso fare altro che etichettare il film come una di quelle robette pieni di ipocriti sensi di colpa che gli intellettuali americani stanno sfornando un tanto al chilo, di questi tempi.
Vale la pena vederlo?
Sì, se per voi le immagini contano più del soggetto (come nel mio caso).
No, se state cercando un film che abbia qualcosa di intelligente e onesto da dire.

Peccato.
Ci speravo un sacco.

23 commenti:

memoriediunavagina ha detto...

No, dai, ci spero un sacco anche io!
Anche se, sono d'accordo, trovare film che abbiano qualcosa di onesto da dire - persino in modo non del tutto scontato - è rarità.

Però, son fiduciosa, Fassbender legittimerà comunque l'impresa.
Ciao,
V.

Il FaS ha detto...

Non me ne fotte un cazzo, guardati J.Edgar e recensisci quello, ho amato troppo il Clint di Mystic River e di Gran Torino e devo sapere se vederlo o no

RRobe ha detto...

Visto J. Edgar.
E' un buon compromesso.

Il FaS ha detto...

Quella ti pare una recensione? Vuoi essere scassato il culo©?

RRobe ha detto...

Eh, ma non ho tanto da dire.
Eastwood ha trovato un equilibrio giusto nel dire quello che c'era da dire sul personaggio. Senza celare nulla ma senza nemmeno calcare troppo la mano. Non è uno dei suoi film con tanta anima dentro.
E' una buona biografia, equilibrata.
Pessimi tutti i make-up di invecchiamento e l'uso del digitale in certe scene.

Paolo Sonego ha detto...

Sul senso di colpa dopo Bad Lieutenant di Ferrara mi sembra difficile produrre una rappresentazione più efficace, per non parlare dell'interpretazione di Keitel una spanna sopra pure al De Niro di Taxi Driver! Comunque mi hai incuriosito e visionerò Shame.

Paolo Sonego ha detto...

Sul film di Eastwood concordo in pieno. Parte tecnica: costumi, make-up, etc. decisamente inferiori ad opere quali Boardwalk Empire ad esempio. Storia ben scritta e ricca di spunti (devo dire che sono entrato in sala con bassa aspettative) anche se non c'è l'anima del miglior Eastwood, i.e., Unforgiven e Gran Torino.

Massimo Giacon ha detto...

visto J. Edgar.
Muh. Sicuramene gli estimatori di Clint lo troveranno comuque un capolavoro, trovandovi dei significati anche nella regia sciatta e un pò soporifera, e anche il make up ridicolo (soprattutto nell'invecchiamento del braccio destro/compagno di Hoover), suonerà come un omaggio ai make up degli anni '70. Ma di fatto è un film di cui non si sentiva la mancanza, un personaggio roccioso come Hoover è stato gia abondantemente strapazzato in letteratura da quell'altro destrone di Ellroy (e molto meglio di Eastwood, con molta più cattiveria). Shame è la versione edulcorata e fighetta di capolavori letterari come Money e Il Treno della Notte di Martin Amis, andateveli a leggere, e lasciate perdere il film, a meno che non vi delizi vedere le chiappe di Fassbender.

alessiapelonzi.com ha detto...

Personalmente, a me "Shame" è piaciuto molto. E non solo perché sono una paladina della superiorità dell'immagine rispetto al contenuto, ma perché, a mio parere, il film non è assolutamente quel bel contenitore vuoto che farebbe supporre questa recensione. Il sesso è una componente fondamentale della vita di (quasi) ogni essere umano, ma ciò che la pellicola vuole suggerire è che una vita intera non può ridursi solo a questo: il protagonista non ha solo a che fare con la vergogna dell'atto sessuale in sé, ma anche e soprattutto con il deserto interiore che è diretta conseguenza della sua patologia. L'ipersessualità è un disturbo psicologico, e come tale crea disagio e dolore in chi ne è affetto. Questo, secondo me, il film riesce a renderlo a meraviglia, e trovo riduttivo schematizzare tutto in base al "ma le seghe ce le facciamo tutti". Certo, ce le facciamo tutti, ma la nostra vita non ruota tutta attorno a questa ginnastica. Quella di Brandon sì, e non c'è niente di bigotto nell'analizzare l'angoscia di un disagiato.

CREPASCOLO ha detto...

Se lo si chiede al signor 'Zilla - forse il massimo teorico delle cospirazioni - ci dirà che iol McQueen di Shame è lo stesso che scappava con la moto giusto in tempo per darci una dignitosa versione di un romanzo di Jim Thompson insieme alla tizia che ha spiegato ai ns papà e mammà che amore significa non dire mai sei come la mia moto/sei proprio come lei/andiamo a farci un giro/ fossi in te io ci starei.
Non credo che Shame possa piacere a gente - non solo il ns anfitrione - che legge Ortolani perchè VOI centomila e passa devoti avete in mente la sua prossima rece che inizia con una panoramica del New Jersey e tanti omini con gli occhiali neri, il bastone bianco ed il cane. E già ridete. Bastardi senza cuore e con il neurone pepato.

RRobe ha detto...

Sì, appunto.
Per me tutta 'sta pippa che tirano avanti da anni a proposito dei sex addicted è una cazzata.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Mi sa un po' di American Psycho, senza psycho :D

RRobe ha detto...

Eh,pure a me, prima di vederlo.
Poi no, per niente.

Lui è una persona normalissima.
Il fatto che ci venga presentato come malato è tutto frutto del problema degli americani con il sesso.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Intendo il libro, non il film ovviamente: 400 pagine di nulla, imho.

Ma immagino di essere bastian contrario quando si parla di B.E. Ellis :)

Fabrizio Spinelli ha detto...

Allora è anche peggio :D

CREPASCOLO ha detto...

Ellis è, secondo Tiziano Sclavi (si legga Ucronia - matite di Saudelli ) un maestro nei dialoghi. Non so. Secondo me, per quel che può valere, è riuscito a fotografate gli anni ottanta durante gli anni ottanta. Puoi vivere lo spirito del tempo ( come il Sorridente quando sceneggiava il Ragno nei sixties ), ma è difficile raccontarlo con il piglio dell'entomologo se non hai la giusta distanza critica.
Una cosa che mi ha colpito: io preferisco il romanzo al film, ma la tavolata degli yuppies che si sfidano a colpi di biglietti da visita è molto meglio al cinema. Bale è proprio matto. Spero che viva nel Bates Motel. Scende in cantina e parla con lo scheletro della mamma. Vestita da pipistrello.

RRobe ha detto...

Non ti capisco, Spino.
E' tipo il mio libro preferito di ogni tempo.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Te l'ho detto che sarei risultato bastian contrario: per me è uno dei bluff editoriali più grossi di sempre (sia il libro che lo scrittore)... Ma, intendiamoci, è una mia opinione personalissima.

Lo lessi -volutamente- parecchio dopo l'uscita clamorosa e lo finii con enorme fatica

Magari a me piace, che so, Ray Bradbury e a te fa cagare :)

D'altronde, c'è gente cui piace il Silmarillion solo perché è di Tolkien :D

Io, ad esempio, ho amato Il pendolo di Foucault di Eco... ma forse è solo perché sono uno dei pochi che lo ha letto davvero senza aspettarsi il sequel delle avventure di Guglielmo da Baskerville e Adso da Melk :D

@ Crepascolo:
Boh. Secondo me ha fotografato e ampiamente romanzato gli anni '80 di UNA certa Wall Street, così come noi potremmo fotografare e romanzare i paninari degli anni '80 (al netto ovviamente di saper scrivere in maniera decente).

Ripeto. E' una mia considerazione personalissima sull'autore, e non pretendo di convincere nessun Ellis-evangelist ;)

Asdrubale ha detto...

Sono d'accordo con Giacon su Eastwood, per Shame attendo di farmi la mia opinione, ma il primo film di McQueen, Hunger, è stata una di quelle esperienze che ti fanno innamorare di un regista. Venerdì distribuiscono finalmente anche La Talpa, roba che uno fa la coda, prende posto, e assiste a una rara lezione di cinema.

Panificio Automatico Continuo ha detto...

Un bacchettone è meno bacchettone se è vestito a festa?

Non credo. Ma uno che prova dei sensi di colpa (che sono inutili e stupidi in nove casi su dieci), se ne parla è un bacchettone e un ipocrita? O non lo sarebbe piuttosto se ne tacesse?

[i] problema degli americani con il sesso.

Il problema? È uno solo? Secondo te qual è questo problema? E parli del problema «degli americani» per sottolineare che noi europei non ce l'abbiamo?

Ciao

alessiapelonzi.com ha detto...

"Lui è una persona normalissima.
Il fatto che ci venga presentato come malato è tutto frutto del problema degli americani con il sesso."

Posso aprire una parentesi? Il film, anche se si svolge a New York, è di produzione inglese. Inglese è il regista, inglese l'attore, inglese tutto. Così, giusto per precisare...

N.I.C. ha detto...

anche gli europei avranno il loro problema col sesso, ma quello degli americani è IL problema. bisogna essere ciechi per non vedere la strabordante sessuofobia di ogni produzione ""generalista""; anche un film come "zac e miri fanno un porno"ne è in parecchio modo intriso (pensate la stessa trama - due amici eterosessuali che si piacciono ma decidono di non scopare per non rovinare l'amicizia - ambientato in francia o in spagna...sarebbe minimamente pensabile?), o a "settimo cielo", famiglia con 8 figli tutti bellissimi e con fidanzamenti dalle elementari ma quando il sesso sembra palesarsi nella vita del figlio maggiore a 20anni pare che abbia un tumore.. e mille altri esempi ma insomma..questo dovrebbe essere l'abc, almeno tra gli utenti di questo blog, no?

Panificio Automatico Continuo ha detto...

questo dovrebbe essere l'abc, almeno tra gli utenti di questo blog, no?

Uhm, non ho capito: gli utenti di questo blog (complimenti, bel linguaggio da burocrazia parastatale) hanno come prerequisito determinati concetti sui costumi sessuali degli americani?