7.2.12

Hesher è stato qui -la recensione-


Due delle cose che scatenano con maggiore violenza la mia antipatia sono il genere di film che spopolano al Sundance Film Festival e la musica indie.
E, generalmente, le due cose vanno a braccetto.
Non è il caso di questo Hescher è stato qui.
Che è sì un fottuto film da Sundance... ma che, perlomeno, vanta nella colonna sonora i Metallica e i Motorhead.
E poi c'è un fantastico Joseph Gordon-Levitt, una sempre bella e brava (poco importa quanto cerchino di conciarla da squallida hipsterina) Natalie Portman, oltre a Piper Laurie, Rainn Wilson e al bravissimo Devin Brochu, che sembra una versione marcia del Macaulay Culkin degli anni d'oro.
Lo script è buono (pur non sottraendosi a tutta una serie di stereotipi del genere) e dice qualcosa di più rispetto alla solita supponente vuotezza dei film indipendenti e anche regia e fotografia sono accettabili, nonostante si appiattiscano nella solita estetica da Loma-Hipstamatic.
In sostanza, un film piccolo ma abbastanza sincero e, a tratti, piacevolmente rabbioso.