23.2.12

Una storia lunga.

Dunque: che internet abbia cambiato il rapporto tra il pubblico e gli autori, tra il pubblico e chi produce, tra gli autori e chi produce, è storia non solo nota, ma pure vecchia. E non ci torneremo sopra.
Questa storia riguarda questo ma non solo.
Riguarda, soprattutto, cosa significa fare fumetti e le differenze che passano tra un autore unico, un disegnatore e uno sceneggiatore.

La storia comincia da lontano.
Alcuni anni fa, Carmine Di Giandomenico ha avuto la spregiudicatezza (e l'indubbio coraggio) di presentare alla Marvel americana non solo un mucchio di tavole ben disegnate ma pure un'idea.
E mica un'idea qualsiasi ma il soggetto per una storia che sarebbe andata a influire sulla continuity di uno dei personaggi storici della casa delle idee.
Contro ogni pronostico, alla Marvel l'idea di Carmine è piaciuta e gli ha dato l'incarico e lui l'ha fatto, realizzando una miniserie di quattro numeri.
Carmine l'ha scritta e disegnata e poi affidata alla Marvel. Che per qualche motivo non specificato, ha fatto intervenire lo sceneggiatore Zeb Wells in fase di revisione dei dialoghi.
Il perché di questa scelta non lo sappiamo, possiamo solo fare delle ipotesi.
Possiamo pensare, per esempio, che la Marvel abbia preferito che i testi della storia fossero rivisti da qualcuno di madre lingua inglese e con una professionalità forte in fatto di scrittura. Oppure che abbiano voluto mettere in copertina un nome americano che tranquillizzasse i lettori casalinghi.
Non lo sappiamo.
Come non possiamo nemmeno sapere quanto siano stati invasivi e rilevanti gli interventi di Wells stesso.
Questa è una cosa che possono sapere solo Carmine, quelli della Marvel e Zeb Wells.
Quello che sappiamo noi è che Carmine è stato il primo autore italiano a piazzare una sua storia su un personaggio Marvel, direttamente in USA. Che questa storia è stata soggetta a un intervento da parte di uno sceneggiatore aggiunto. E che il volume è uscito uscito con due nomi sopra e che in questa maniera è stato presentato al pubblico.
Il lavoro di Carmine è stata edito in Italia in un 100% Panini senza troppi clamori, forse proprio perché oscurato da quel nome appiccato sopra all'ultimo momento dalla casa madre.
Il che è un peccato perché Carmine ha raggiunto un risultato importante e ha ben donde di essere fiero.


Parliamo di un'altra storia, adesso.
Matteo Casali è uno scrittore italiano che, sin da quando lo conosco, ha sempre avuto il pallino di lavorare per il mercato americano. Nel corso degli anni, ha pubblicato con Image, DC e, in tempi recenti, Marvel. E' sbagliato dire che è stato il primo sceneggiatore italico a lavorare su personaggi della casa editrice del tessiragnatele, direttamente per il mercato americano? No, non è sbagliato. Perché è un dato di fatto: Matteo è il primo sceneggiatore ad averlo fatto.
Al pari di Carmine, che è stato il primo autore unico (per quanto poi coadiuvato da uno sceneggiatore che ha rimesso mano al suo lavoro).
Il lavoro fatto da Carmine e quello fatto da Matteo, sono diversi.
E la polemica nata tra i due su FB, e poi rimbalzata in giro su vari blog, un paio di settimane fa, ha -per me- poco senso di esistere.

E, a questo proposito, ho scambiato due parole proprio con Matteo recentemente.

 Ciao, Matteo... stavo leggendo su FB della querelle tra te e Carmine. Mi racconti come è andata?

La cosa è partita un po' a mia insaputa, dopo un post sul blog di Marvel Made In Italy che anticipava l'uscita della mia storia di Iron Man e che ho segnalato a mia volta sul mio blog Breakfast of Champions, dove ne avevo già parlato più di un anno fa, in occasione dell'uscita negli Stati Uniti a ottobre 2010.
Ma non mi sono accorto di nulla fino a due giorni dopo, quando l'intervista è uscita e mi sono ritrovato taggato in un video sulla mia pagina di Facebook. All'inizio non avevo colto il senso della dedica di Carmine, poi arrivato a casa, mi sono guardato il brano (tratto da Rocky Balboa) e sono rimasto sconcertato nel vedere la lunga fila di commenti in cui si dibatteva di qualcosa che non mi riguardava ma che aveva finito per coinvolgermi in modo molto diretto.

Tutta la questione mi pare che ruoti intorno al fatto che sei stato indicato come "il primo sceneggiatore italiano a lavorare per la Marvel". Definizione che non hai dato tu ma è stata usata da altri per lanciare le tue storie, esatto?


No, tale definizione l'ho usata fin dal Natale 2009, quando uscì il What If? Astonishing X-Men, rimasto per ora inedito in Italia. Mi ritenevo, allora come oggi, il primo sceneggiatore italiano ad aver collaborato con Marvel (dopo la DC) e lo dissi senza che nessuno sollevasse obiezioni in merito. Lo ribadii a ottobre 2011 a un anno dal'uscita di Iron Man Titanium, l'antologico contenente la mia storia "incriminata", annunciandone la traduzione italiana, senza avere anche qui alcuna contestazione.
E chi riprendeva la notizia riportava anche il "gagliardetto" che mi sono assegnato.


Forse sarebbe il caso di soffermarsi sulla differenza tra sceneggiatore e autore unico... a conti fatti, Carmine è stato autore unico della sua miniserie anche se poi, la Marvel, ha pensato di affiancargli uno sceneggiatore che gli rivedesse i testi. Si è confrontato solamente con sé stesso nella creazione del suo fumetto. La tua esperienza, invece, è profondamente diversa. Come sceneggiatore, per te fare i fumetti è confrontarsi con un disegnatore che li disegnerà. Anche in termini artistici, si tratta di attività profondamente e intimamente differenti.

Sì, sono d'accordo. Sono due esperienze diverse. Tu, di tanto in tanto, sei autore completo, ma per la maggior parte sei sceneggiatore "puro", come me. Dei miei esordi da autore completo (con tanto di pseudonimo, 20 anni fa) meglio non parlare, va.
Scrivere per qualcun altro è in effetti... scrivere. Scrivere per se stessi è una "fase" di una lavorazione diversa, meno totale (credo) come esperienza di scrittura, o meglio, molto diversa. Si tratta, a mio avviso, di due professionalità molto specifiche ma anche parecchio diverse. Tu cosa ne pensi?


Credo che ci sia un approccio di fondo molto, molto differente. E non solo nella messa in essere ma anche in fase di concepimento. Quando scrivo qualcosa per qualche altro disegnatore la mia mente funziona diversamente rispetto a quando concepisco una storia che andrò io stesso a disegnare. Dal mio punto di vista, hai ragione quando dici che in termini di scrittura, il lavorare su una sceneggiature per altri è scrittura "pura". Credo pure, però, che fumetto "puro" sia scrivere e disegnare le propre cose. Del resto, come riconosco il massimo valore al lavoro di un Jack Kirby sul concepimento e la realizzazione delle storie che ha fatto per la Marvel, alla stessa maniera non minimizzerei mai l'importanza di quello che Stan Lee ci metteva, in quelle storie.
Insomma, è una storia lunga che varia da caso a caso, da approccio a approccio.

E con questo si chiude la mia chiacchierata con Matteo e si apre quella con voi.
Che ne pensate?

63 commenti:

Locomotiva ha detto...

Che ne pensate?
Che il mio Sforzo è più lungo del tuo...

(Sottofondo)

oudeis ha detto...

Ciao Rrobe! condivido la tua intervista, e mi è piaciuto il tuo intervento pacato. Anche se effettivamente un rientro sulla facenda oramai chiusa, mi lascia perplesso, ma è anche giusto che sia così. Avrei preferito che facessi anche a me delle domande dirette in merito per poter sentire anche la mia di campana, e poterti fare anche tu un' idea più chiara... :) in amicizia, perchè alla fine tutto questo lascia il temp oche trova. MA, vorrei fare una specifica in merito alle dichiarazioni rilasciate, in tranquillità e in amicizia. Ridicendo qui pubblicamente che: non ho mai messo in discussione il ruolo e professione di sceneggiatore di Matteo Casali, ma volersi prendere la sua pecetta di primo autore italiano a scrivere una storia per la Mavel. Ho criticato solo ed esclusivamente quella definizione. Se poi lui è convinto di ciò faccia pure, ma il suo resta il suo esordio alla Marvel ( di cui ne sono felice per quanto possa sembrare strano..) e basta. Un abbraccio Carmine Di Giandomenico

Francesco_Imp ha detto...

Non ho capito bene l'argomento del contendere: chi sia il primo autore italiano per la marvel?

Bera ha detto...

Mi sembrano le baruffe chiozzote. Capisco che per loro essere il "primo" possa essere motivo di orgoglio ma la polemica mi sembra comunque eccessiva.

Tyler ha detto...

E io non ti presto più i colori.
Gnah, gnah, gnah.

Molto rumore per nulla.

Siete due grandi autori ed avete entrambi realizzato qualcosa di impressionante.
Roba che molti manco osano sognare.
Ora godetevene i risultati, anzichè offuscare le vostre imprese con bisticci da scolaretti...

Giorgio Salati ha detto...

Penso che non sia importante chi sia stato il primo, conta la qualità.

Andrea Cavaletto ha detto...

Boh, non ho mai capito 'sta cosa del "sono stato il primo a fare questo o quello". Cioè, conosco Matteo e credo sia indiscutibilmente un buon sceneggiatore. Il fatto poi che sia stato il primo, il secondo o anche il terzo a scrivere per gli USA non migliora (o peggiora) la qualità del suo lavoro.

Skull ha detto...

Fa un pò "conquista della verginità" con conseguente abbandono della ragazza una volta ottenuta l'ambìta meta... com'era quel detto in romanesco? "Arientra chi vole entrà che io sò uscito"

Gio' ha detto...

Dite quello che volete ma io mi bullerei eccome...

Non entrando nello specifico di questo caso, se fossi stato io il "primo di qualcosa Marvel" lo urlerei ai 4 venti e lo difenderei a spada tratta.

Ma ripeto non è un attacco a nessuno dei due protagonisti, condivido la differenza sottolineata da Roberto...

kingsimon ha detto...

beh visto che sono due italici nelle americhe, possono finalmente rispondere all'annosa questione .....e' piu' forte hulk o la cosa????

Unknown ha detto...

Forse il rapporto Lee/kirby non è l'esempio migliore di verità acclarata e fuori da ogni controversia.

Comunque anche per me il contributo di Lee alle storie di Kirby era un pò come quello di Zeb Wells alla miniserie di Carmine.

Mario

Ape ha detto...

Ma chi se ne fotte di ste cagate. Noi italiani crogioliamo sempre in queste stronzate, è deprimente. Pensiamo a fare meglio il fumetto italiano anzichè quello estero dove mi sembra che ora come ora ci siano meno problemi che non come il nostro dove le idee scarseggiano non poco.

RRobe ha detto...

Per Carmine.
Ti dico, la conversazione tra me e Matteo è nata in maniera abbastanza spontanea, quindi non m'è venuto in mente di strutturarla come una doppia intervista dove ognuno portava il suo. Prima di tutto perché, per me, la questione non sussiste nemmeno.
Quando ci ho pensato (perché ci ho pensato), mi sono detto che tu, comunque, avevi espresso con chiarezza il tuo parere sul web e ho pensato che sarebbe stato inutile stare a ripeterlo ulteriormente.
E poi, ero convinto che comunque saresti intervenuto :)
Se ti offeso, scusami, non era mia intenzione.

oudeis ha detto...

Rrobè nessuna offesa ma che scherzi, solo è che urka paletta...EHEHEHEHE.
Una cosa sola vorrei chiarire.Solo una: che per me il discorso era chiuso da tempo, e che a me Matteo Casali nulla mi dà e nulla mi toglie. E non è solo una questione di primeggiare come la prima donna di una sfilata a cui non partecipo. Credimi Rrobè e te lo dico con il cuore, ho solo voluto difendere il mio storico professionale. E mi ritrovo nella posizione dle lupo cattivo...incredibile...
Ma voglio porti una domanda che questa storia mi ha fatto riflettere su una curiosità tranquilla: ma un autore unico non racchiude in sè la figura professioanle dello sceneggiatore? Quindi che cosa cambia, che differenza c'è tra l'uno e l' altro ai fini della realizzazione di un fumetto? Non parlo della differenza di stesura una con i testi e una con storytelling. lo sto chiedendo anche su facebook, con il risultato che ci sono idee allucinanti in merito.
Io penso nessuna. U nabbraccio Carmine
:)

Matteo Casali ha detto...

Scusate se intervengo così tardi, ma sono stato tutto il giorno in viaggio tra Firenze e Mantova (lezione più allestimento stand per la fiera...) e anche se un po' cotto ci tengo anch'io a precisare una cosa qui, poi magari avrò tempo di dire di più sul blog, che qui siamo "a casa d'altri" e non mi va di essere invadente.
La questione per me era chiusa il giorno in cui io e Carmine abbiamo parlato al telefono e ci siamo detti praticamente ciò che viene fuori dalla mia chiacchierata con Rrobe (che risale a qualche settimana fa, ma giustamente la precedenza va ad articoli programmati e agli interessi suoi prima di tutto, correggimi se sbaglio, Rrobe) che mi ha fatto piacere fare.
Anche con Carmine mi aveva fatto piacere parlare direttamente dopo l'esplosione polemica in cui mi ero trovato coinvolto per aver detto una cosa con un candore quasi da deficiente. :)
Non c'è mai stata nessuna intenzione di togliere storici professionali a nessuno e lo ridico qui per chiarezza. Credo, e posso anche sbagliarmi, che le due esperienze lavorative siano diverse, e al di là del "gagliardetto" :) di cui anche a me interessa poco, specie se deve causare tanto nervosismo, sono convinto che Carmine abbia fatto una cosa unica e io un'altra cosa, pure (ma solo per il momento, per entrambi) abbastanza unica. Credo si deba essere entrambi felici di aver avuto questa occasione (e non importa cosa tu creda, Carmine Di Giandomenico, sono contento che tu abbia fatto quel lavoro!) e basta. E credimi, ci sono amici del settore che me l'hanno sentito dire, parlando dei postumi di questa vicenda nelle settimane scorse (mentre trovavo riferimenti a una "polemica" alla quale mai avevo voluto contribuire su altri siti e forum), sono felice che tu abbia proposto lo stesso "dibattito" sulla figura di autore/sceneggiatore/disegnatore perché credo sia interessante e potrebbe essere la cosa buona che nasce da questa strana cosa che ci è successa e per la quale, pur infastidito a suo tempo da certi modi e certe cose, non serbo ALCUN rancore.

RRobe ha detto...

Per Carmine: affrontavo la cosa nel pezzo, se noti.
Nella mia esperienza, io sono stato un disegnatore che disegnava su testi di altri, uno sceneggiatore che scrive per disegni di altri e un autore unico.
E nessuna delle tre esperienze è per me simile.
Come disegnatore, pur tenendo sempre d'occhio la narrazione, la mia mente viene assorbita anche da un mucchio di domande diverse, ugualmente importanti.
La qualità del disegno, il tipo di segno che voglio impiegare e via discorrendo.
Come sceneggiatore, come dice Matteo, è la scrittura, il ritmo e la necessità di passare in maniera corretta le informazioni in entrambe le direzioni (al disegnatore, che dovrà disegnare le tavole, e al lettore, che dovrà leggerle), come autore unico, invece, è tutto diverso.
Certe volte mi capita di affrontare le tavole anche solo per una gestione di colore o atmosfera, Altre per una necessità narrativa. Ma mente e mano sono sempre unite.

oudeis ha detto...

Grazie Rrobe,
Quindi dalla tua esperienza cosa cambia solo una fomulazione di "presentazione", e mi spiego meglio.
Attraverso la scrittura e la parola indichi dei ritmi e fai un lavoro di ricerca che parte prima dalla mente e poi ariva alla mano che possa scrivere o disegnare non importa.
A me non interessa la differenza tecnica e stilistica, il punto che voglio far capire ( secondo me ovviamente) è che entrambe le figura sia da sceneggiatore e sia da autore unico, in formule diverse realizzano entrambi una sceneggiatura. Lo scenegiatore utilizza una tastiera, per dettagliare dettagli che poi verranno realizzati a disegno da un disegnatore, e so che sia un lavoro complesso, ma nella finalità finale, nel senso per raccontare una trama, l'autore unico fa lo stesso procedimento creativo utilizzando un mezzo differente dalla scrittura che è il disegno. Quindi cambia il mezzo. ma la creazione della trama e della strutura narativa con i suoi ritmi e le sue espressività pisicologiche del personaggio, vengono incorporate da entrambe le arti,, che realizzano entrambe una sceneggiatura. il primo con file word, il secondo con jpeg. Ripeto non parlo della strutura fisica dell'oggetto, del documento, ma del procesos creativo che è identico, e dove credo che entrambe le figure realizzano una sceneggiatura con strutture materiali differenti. E poi il disegno non appartiene al linguagio pari alla parola e alla scrittura? Quindi se io racconto una storia a parole, con mille pagine scritte, e l'altro lo fa attraverso bozze di immagini, sia la stessa cosa. Entrambi realizzano una scenegiatura, ed in entrambi i casi può essere seguita anche da un terzo elemento che possa disegnarle. :) Non credi riflettiamo su questo, e non sulla struttura della composizione descrittiva che poi anche entrambe le formule hanno. Non credi? :)

Matteo Casali ha detto...

Sono d'accordo, Rrobe.
Si tratta di esperienze diverse.
Che è poi la sola cosa che ho sempre detto.
E per chiarezza nei confronti di tutti: questa non è una questione di "sforzi più lunghi" :) ma solo di chiarezza dopo una polemica che sono più che felice si sia trasformata in una discussione seria (e magari pure interessante).
Rrobe sa che la penso così, perché quando parlammo al telefono gli dissi proprio "magari se ne potrebbe pure tirare fuori un argomento di discussione".
E per rispondere a @Kingsimon: è più forte Huilk.
Ma la coaa è di Brooklyn, quindi vince...

Skull ha detto...

Domanda: ma Carmine ha sottoposto o no una sceneggiatura alla Marvel per proporre il suo progetto sulla mini Battling Murdock?
Perchè se inizialmente ha sottoposto una sceneggiatura e questa è stata approvata e la data è antecedente alla proposta di lavoro di Matteo allora il problema proprio non si pone, al di la della questione sceneggiatore puro/autore completo.

oudeis ha detto...

@ Skull si ho sottoposto una sceneggiatura completa e tradotta ovviamente, con allegato anche lo storytelling di tutta la mini. MA questo è altro discorso.
@Rrobe e matteo ti inseriscoil link dell'esempio pratico per far capire a tutti cosa voglio dire io:

http://oudeis-ulisse.blogspot.com/2012/02/autore-unoco-e-sceneggiatore-realizzano.html

Dr.Manhattan ha detto...

Dall'esterno può sembrare una questione banale, occhei. Ma non lo è affatto.
Non che i due autori ne abbiano bisogno, ma "primo sceneggiatore italiano a lavorare per la Marvel" meenchia se fa curriculum.

:)

Joel ha detto...

CArmine sinceramente non capisco perchè dovremmo stare qui a definire se una sceneggiatura scritta e una disegnata siano la stessa cosa. Ci sono informazioni che attraverso un semplice storyboard non si evincono, mentre con una sceneggiatura scritta si possono aggiungere ed essere più precisi. Io nel tuo esempio sul sito posso decifrare diverse cose nel disegno dato che è una bozza, e magari mi bastava leggere un particolare che così mi è sfuggito. Sono esperienze diverse e in una certa dimensione altrettanto valide, ma non completamente.
A quanto ne capisco io che bene o male ho sempre scritto per me stesso.

Skull ha detto...

Provo ad essere più chiaro, forse non mi sono spiegato... vediamo se la timeline qua sotto è giusta:

1) in data X Carmine invia un soggetto alla Marvel per una mini dedicata al padre di Matt Murdock;

2) in data XX la Marvel risponde, accetta la proposta e commissiona a Carmine sceneggiatura e storyboard;

3) in data XXX Carmine invia il materiale richiesto che viene approvato dalla Marvel: si passa quindi dalla sceneggiatura + storyboard alla realizzazione vera e propria dell'albo;

4) in data XXXX la Marvel fa revisionare i dialoghi della storia a Zeb Wells, per motivi suoi;

5) in data Y la Marvel commissiona a Matteo Casali una storia per un What If degli X-Men;

6) in data YY la Marvel riceve la sceneggiatura, la approva e si procede alla realizzazione dell'albo;

tutto ok fino a qui? più o meno ho capito bene?

Ora, se le cose stanno così basta sapere se la data XXX (punto) 3 è effettivamente alla data YY (punto 6), perchè a quel livello si sta parlando in entrambi i casi di sceneggiature e di loro approvazione, e automaticamente si sa chi è il primo sceneggiatore italiano a lavorare per la Marvel.

Skull ha detto...

effettivamente antecedente, intendo.

oudeis ha detto...

@ Joel
La mia puntualizzazione nasce proprio dalla differenza che è stata posta, e che fa nascere il mio interrogativo.
Capisco quello che vuoi dire, ma se un autore unico quindi colui che dovrà disegnare la sotria se la sceneggia attraverso uno storyboars, fa un lavoro di sceneggiatura, ma con strumnto differente, non che sia migliore, non sto dicendo ciò, assolutamente, ma realizza una scenegiatura disegnata che ha gli stessi codici di una sceneggiatura.
Poi ovviamente le specifiche che dici tu, è ovvio che potrebbero essere inserite con delle note, come fa lo scenegiatore per farsi capire meglio. quindi non è un problema rilevante. perchè ripeto entrabe le figure adotano gli stessi codici che un disegnatore dovrebbe decifrare per poter realizzare una pagina disegnata. :) tutto quà. MA questo ripeto non vuol dire che un autore unico sia migliore di uno sceneggiatore e vice versa, hanno due modi di comunicare differenti, ma che alla fine sceneggiano entrambi appunto perchè utilizano gli stessi codici. :)

oudeis ha detto...

ps: scusa la fretta ma ho il soffritto sul fuoco... :P

Slum King ha detto...

Io trovo molto più brutti quel "Writer: Zeb Wells" oppure quel "Author: Zeb Wells" su Amazon, che tutta sta storia, quelli si che squalificano l'autore, anche perché lasciano ad intendere che in America pensano che Di Giandomenico lo abbia solo disegnato.

Matteo Casali ha detto...

@Skull: a parte che non si sta parlando di questo e anche se fosse, ci sono persone "molto informate" che la pensano diversamente, ma non dirò chi, perché magari qui c'è qualche stalker (o "lurker", come si dice sul web) che non aspetta altro che l'occasione per trasformare una discussione in una bomba di merda da rilanciare su siti stranieri --succede, lo sappiamo tutti.
Però ti garantisco che è così.

Qui arriveremo al punto in cui qualcuno potrebbe mettere in discussione la sceneggiatura in quanto tale, come forma di esecuzione di un lavoro. Che come ho detto/postato altrove è una cosa ben DIVERSA dal passare uno stroyboard a un altro disegnatore. Ieri sera facevo l'esempio di Citta di Vetro, dove Karasik ha dato a Mazzucchelli uno storyboard e NON una sceneggiatura, compiendo così un lavoro DIVERSO nel RACCONTARE una storia --e nel caso specifico al disegnatore.
Sono d'accordo con la lettura di Joel e ribasdisco, come ho fatto più volte, che il solo tratto in comune tra il raccontare una storia con uno storyboard e raccontare una storia con una sceneggiatura (posto che in entrambi i casi ne vengano tratte delle tavole definitive) è il RACCONTARE una storia.
Ma sono due cose diverse, per dio.
Entrambi realizzano STORIE, non sceneggiature.
Quello lo fanno gli sceneggiatori. Che poi se le fanno disegnare.

Matteo Casali ha detto...

@Dr. Manhattan: vero, fa curriculum.
Anche se qui la questione è diversa e meno male si è aperta una discussione sui ruoli che penso possa essere interessante.
Però, come ho detto a Carmine a suo tempo, non credo di aver detto niente di falso quando dicevo (ma da mo', mica da un mese fa) di essere il "primo sceneggiatore a lavorare per Marvel". Quello sono, in fondo.
Carmine è e fa altre cose, e spacca il coolo ;) nel farlo, a mio giudizio. Ma non credo il mio lavoro e il suo siano la stessa cosa.
Poi magari dico meenchiate.
(oh, il tuo slang è contagioso...!)

Skull ha detto...

@Matteo: sono d'accordo che una sceneggiatura e uno storyboard siano due cose molto diverse, anche e soprattutto tecnicamente.
Dal punto di vista strettamente pragmatico mi chiedevo se la Marvel avesse commissionato anche la sceneggiatura di Battlin' a Carmine o solo lo storyboard: se c'è in giro (si fa per dire) una sceneggiatura di Battlin' firmata da Carmine e non da Zeb Wells e la data di quella sceneggiatura è antecedente a quella del tuo What If degli X-Men il primato è di Carmine; viceversa se Carmine ha sottoposto al vaglio della Marvel solo il soggetto e lo storyboard allora la tua è la prima sceneggiatura vera e propria.
Secondo me, ovvio: non voglio certo pontificare.

oudeis ha detto...

Skull: guada che a me del primato non interessa, mi interessa ilvalore della storia che ho scritto e dell'importanza che ha avuto nel suo piccolo. il primato lo lascio a chi lo vuole. Curriculum e meno non mi interessa. Comunque sia per me è una storia chiusa da tempo riaccesasi qui in questo spazio da Rrobè, che giustamente ha voluto parlarne dopo la chiacchierata con Matteo. Io ho preso solo lo spunto per fare un ragionamento aperto a tutti sul valore del sapere narrare e dare indicazioni per una storia anche se una persona fosse analfabeta. E il che è possibile. E qualsiasi semiologo mi darebbe ragione in merito. MA questo punto siccome vedo e leggo che Matteo si sta innervosendo un pò e mi dispiace, per me la discusione in questo spazio termina qui.Lascio continuare gli altri.

Matteo Casali ha detto...

No, Carmine, nessun nervosismo e mi spiace se il mio ultimo post ti è sembrato tale.
Questa discussione mi avvince... (ma come parlo?!) come non mi capitava da tempo, parlando di fumetto.
:) Lo si capisce anche da come continuo a postare anche sulla tua discussione su facebook. Mi piace e voglio dare un contributo a una riflessione che sento mi riguarda.
Alè!

oudeis ha detto...

A Matteo Casali:
Io non ho fatto un'altra cosa:
Ho scritto una sceneggiatura uno script.
comunque per chiudere definitivamente sta cazzata: andate sul mio blog:
http://oudeis-ulisse.blogspot.com/2012/02/chiudiamo-la-storia-lunga-rilanciata.html

E buona lettura soprattutto la prima risposta rilasciata nell'intervista.

Daniela Mela ha detto...

Penso che il vero peccato sia stato forzare la mano sul nome dello sceneggiatore americano, avrebbero dovuto ben specificare che il merito spettava a Carmine Di Giandomenico. Ma qui entrano in ballo gli interessi economici della Marvel e si sa: la moneta ha sempre l'ultima parola. Per la differenza di ruoli tra sceneggiatore ed autore unico: si, sono due ruoli diversi. Come in cinematografia: un conto è realizzare una sceneggiatura per un regista e le varie versioni che potranno evolversi durante il processo di realizzazione, mentre è differente scrivere qualcosa che si ha chiaro in mente e che si realizzerà come appare nella propria visione. Ciò non toglie che a mio parere l'uno non esclude l'altro, anzi sono esperienze che permettono di meglio collaborare con gli altri addetti ai lavori e comprenderne le difficoltà. ;)

RRobe ha detto...

A conti fatti, sei un cretino Carmine e non capisci manco quando uno ti sta riconoscendo dei meriti grossi.
Detto questo, no, non sei uno sceneggiatore.
Sei un autore unico (che, come ho scritto qui, per me è meglio).
Del resto, non potresti mai essere uno sceneggiatore (ed è per questo che la Marvel te ne ha associato uno) a causa della tua conoscenza della lingua.

RRobe ha detto...

Io sono allibito.
ALLIBITO.

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

@ Rrobe
Accidenti come sei aggressivo

@ Oudeis
Però nel post del tuo blog "Autore unico e sceneggiatore realizzano entrambi una sceneggiatura." non è proprio così... non realizzano entrambi una SCENEGGIATURA.

Unknown ha detto...

Altro che aggressivo, sembri di nuovo il Rrobe dei primi tempi, quando avevi meno amici nei fumetti e i tuoi giudizi era molto meno "diplomatici". Poi secondo me ha ragione Digiandomenico, la prima sceneggiatura approvata e la sua (anche se rimaneggiata) però Carmine...che carattere e maniera di essere polemici. Addiritura lasciare i fumetti per questa storia, Ma è possibile !?! Ma che t'importa, stiamo ancora a discutere delle ragioni di Lee e Kirby o di Bob Kane e Bill Fingher figurati se riesci a venire a capo di una cosa come questa. Hai detto la tua e pace!!!

Skull ha detto...

Lo script è la sceneggiatura, no?
E allora che discutiamo a fare?

Sul discorso rimaneggiata-non rimaneggiata possiamo starci dei mesi: primo perchè non sappiamo quanto sia stata rimaneggiata e secondo perchè non sappiamo quanto vengono rimaneggiate le sceneggiature alla Marvel già di default.

Il punto nodale è che la sua sceneggiatura è stata accettata prima di quella di Matteo: discorso chiuso per me.

RRobe ha detto...

Usare i termini a caso.
Siamo oltre la soglia del ridicolo.

Skull ha detto...

Boh.

Intanto il risultato di tutto ciò è che Carmine ha chiuso il suo blog e cancellato il suo profilo facebook.

RRobe ha detto...

Vista l'uscita di questa mattina, non la ritengo questa gran perdita per il mondo della comunicazione, sinceramente.

dedalus ha detto...

ma cosa diceva carmine in questo fantomatico post?

saldaPress ha detto...

Mi sa che, modi o non modi, Carmine ha toccato un nervo scoperto:

1. Zeb wells ha dichiarato che ha lavorato su uno script di Carmine e quindi una sceneggiatura c'era come diceva lui;

2. Carmine scriverà male quando posta i suoi commenti ma, come nella canzone di Vasco Rossi, "si vede che si fa capire bene quando vuole". Tanto che la Marvel ha accettato un suo script (accompagnato da uno storyboard) la prima volta che gliene ha proposto uno e, come ciliegina sulla torta, gli ha anche permesso di ritoccare le origini di un personaggio chiave del suo Universe;

3. Non capisco come mai quando si dice che la definizione di autore completo (o quel che è) contiene quella di disegnatore nessuno dice niente mentre se uno dice che contiene quella di sceneggiatore è tutto un levarsi di "sì, ma, però, in realtà" e via dicendo;

4. Esiste una casistica ormai abbastanza ampia di autori completi premiati come sceneggiatori anche se, materialmente, una sceneggiatura vera e propria non l'avevano mai messa nero su bianco (e, come testimoniano le dichiarazioni di Zeb Wells, Carmine una sceneggiatura l'ha pure scritta).

Ora, da quello che sembra a me, dare del cretino a qualcuno che ha cercato in tutti i modi di comunicare questa semplice realtá mi pare quanto meno fuori luogo.

Per cui chiedo: possiamo capire Carmine se, dopo avere detto esattamente quello che io qui sopra ho schematizzato in 4 punti (ma che, ripeto, aveva detto già Carmine ben oltre i limiti dell'umana pazienza negli interventi qui e altrove), gli girano un po' i coglioni se:

A. a polemica spenta e archiviata (quella del flame di qualche settimana fa su FB) arriva questa "chiacchierata pubblica" con una sola delle 2 campane coinvolta (ovvio, nessun obbligo di sentire le 2 campane, però, vista la situazione... Dai...)

B. Questa mattina, come ha scritto Carmine, apre la mail e ci sono una decina di semi-sconosciuti (come sono molti di quelli che FB definisce amici) che gli scrivono per dirgli che è una merda (per cosa poi, lo sapranno loro)

C. A coronamento arriva Roberto che chiosa una lunga discussione dicendogli che è un cretino che non può scrivere una sceneggiatura (ma l'ha già fatto) perché non sa scrivere in italiano

Gli potranno girare i coglioni?

Io direi che non è difficile capire perché a Carmine un po' gli girino i coglioni.

Aggiungo solo che, avendo lavorato in ben due occasioni con Carmine (come editor per La Dottrina e come editore per Oudeis) e avendo pure messo in piedi un nuovo progetto con lui (Manaya) non ho mai avuto nessuna difficoltà con il suo modo di comunicarmi le caratteristiche del suo lavoro in modo tale che ne potessimo discutere prima dell'esecuzione delle singole tavole.
E la qualitá dei vari lavori è sotto gli occhi di tutti.

Quindi, Escludendo che io sia un genio o uno che legge nella mente, direi che evidentemente Carmine non è così cretino come qualcuno vorrebbe farlo passare...

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

@ Carmine, che anche se non ti conosco, mi dispiace che tu abbia chiuso blog and company. Non dovresti curarti del mondo che critica attorno soprattutto in internet....
Nessuno voleva offendere la tua indubbia professionalità, così almeno mi sembra

RRobe ha detto...

Ricostruzione degna di Messina, Cicca.

E' ufficiale, vi hanno messo LSD nell'acqua.
Fortuna che quello che penso del lavoro di Carmine l'ho scritto chiaro nel pezzo di apertura e basta essere sani di mente per non fraintenderlo.

RRobe ha detto...

Dal pezzo:

"Alcuni anni fa, Carmine Di Giandomenico ha avuto la spregiudicatezza (e l'indubbio coraggio) di presentare alla Marvel americana non solo un mucchio di tavole ben disegnate ma pure un'idea.
E mica un'idea qualsiasi ma il soggetto per una storia che sarebbe andata a influire sulla continuity di uno dei personaggi storici della casa delle idee.
Contro ogni pronostico, alla Marvel l'idea di Carmine è piaciuta e gli ha dato l'incarico di realizzarla e lui l'ha fatto, realizzando una miniserie di quattro numeri.Carmine l'ha scritta e disegnata e poi affidata alla Marvel. Che per qualche motivo non specificato, ha fatto intervenire lo sceneggiatore Zeb Wells in fase di revisione dei dialoghi."

RRobe ha detto...

sempre dal pezzo:

"Quello che sappiamo noi è che Carmine è stato il primo autore italiano a piazzare una sua storia su un personaggio Marvel, direttamente in USA. Che questa storia è stata soggetta a un intervento da parte di uno sceneggiatore aggiunto. E che il volume è uscito uscito con due nomi sopra e che in questa maniera è stato presentato al pubblico.
Il lavoro di Carmine è stata edito in Italia in un 100% Panini senza troppi clamori, forse proprio perché oscurato da quel nome appiccato sopra all'ultimo momento dalla casa madre.
Il che è un peccato perché Carmine ha raggiunto un risultato importante e ha ben donde di essere fiero."

RRobe ha detto...

Ripeto: siete dei drogati se ci vedete malanimo nelle intenzioni.

mrmozo ha detto...

La chiusura del fb e del blog non puo avvenire a causa di queste discussioni, ma semmai avviene per l incapacipa di relazionarsi con il prossimo e di capire i meccanismi della comunicazione online. Bene che lo abbia fatto fin quando nonavra recuperato serenita , altriemnti è proprio inutile. a me pare che abbia completamente sdato di testa

mrmozo ha detto...

La ricostruzione che fai cicca è quantomeno ridicola

saldaPress ha detto...

"La ricostruzione che fai cicca è quantomeno ridicola".

Beh, un po' di buonumore fa sempre bene.
Anche perché pare che il mondo reale – quello dei dati inequivocabili alla mano – per molti risulti così noioooooso. ;-)

RRobe ha detto...

Bello vedere come butti l'onestà intellettuale nel secchio per difendere un amico.
Ti stimo.

Skull ha detto...

No no: l'onestà intellettuale impone la versione di Carmine, dato che è l'unica documentata.

RRobe ha detto...

Ma di cosa stai parlando, Skull?
Di-cosa-stai-parlando?
MA ho mai messo in discussione il lavoro di Carmine?
Ma sapete leggere, cristo santo?

RRobe ha detto...

LEGGERE: è facile!

"Alcuni anni fa, Carmine Di Giandomenico ha avuto la spregiudicatezza (e l'indubbio coraggio) di presentare alla Marvel americana non solo un mucchio di tavole ben disegnate ma pure un'idea.
E mica un'idea qualsiasi ma il soggetto per una storia che sarebbe andata a influire sulla continuity di uno dei personaggi storici della casa delle idee.
Contro ogni pronostico, alla Marvel l'idea di Carmine è piaciuta e gli ha dato l'incarico di realizzarla e lui l'ha fatto, realizzando una miniserie di quattro numeri.
Carmine l'ha scritta e disegnata e poi affidata alla Marvel. Che per qualche motivo non specificato, ha fatto intervenire lo sceneggiatore Zeb Wells in fase di revisione dei dialoghi.
Il perché di questa scelta non lo sappiamo, possiamo solo fare delle ipotesi.
Possiamo pensare, per esempio, che la Marvel abbia preferito che i testi della storia fossero rivisti da qualcuno di madre lingua inglese e con una professionalità forte in fatto di scrittura. Oppure che abbiano voluto mettere in copertina un nome americano che tranquillizzasse i lettori casalinghi.
Non lo sappiamo.
Come non possiamo nemmeno sapere quanto siano stati invasivi e rilevanti gli interventi di Wells stesso.
Questa è una cosa che possono sapere solo Carmine, quelli della Marvel e Zeb Wells.
Quello che sappiamo noi è che Carmine è stato il primo autore italiano a piazzare una sua storia su un personaggio Marvel, direttamente in USA. Che questa storia è stata soggetta a un intervento da parte di uno sceneggiatore aggiunto. E che il volume è uscito uscito con due nomi sopra e che in questa maniera è stato presentato al pubblico.
Il lavoro di Carmine è stata edito in Italia in un 100% Panini senza troppi clamori, forse proprio perché oscurato da quel nome appiccato sopra all'ultimo momento dalla casa madre.
Il che è un peccato perché Carmine ha raggiunto un risultato importante e ha ben donde di essere fiero.



L'idiozia dilaga.
Un pezzo che era tutto un segno di stima per Carmine, scritto in maniera limpidissima.
L'idiozia.

saldaPress ha detto...

Allora prova a dire che Carmine ha firmato una sceneggiatura per Marvel e poi se l'è pure disegnata. Ormai l'ha detto pure Zeb Wells. Non capisco dove sia la difficoltà nel dire questa cosa.

Skull ha detto...

Scusa, cercherò di renderlo ancora più chiaro (anche se sono due giorni che spieghiamo e rispieghiamo): l'intervista riportata da Carmine spiega in maniera incontrovertibile che Carmine ha realizzato una sceneggiatura e uno storyboard che ha sottoposto alla Marvel e che dalla Marvel sono state accettate, e quiesto PRIMA della sceneggiatura di Matteo per il What If degli X-Men; ne consegue che Carmine è il primo sceneggiatore italiano a pubblicare per la Marvel: i FATTI sono questi. Che poi Carmine sia ANCHE autore unico (testi e disegni) o solo disegnatore al momento non ci interessa: il discorso è che avete attaccato (arrivando agli insulti) un autore che ha difeso semplicemente il suo piccolo ma sentito primato.
Punto.

Poi io sono d'accordo che tu, a modo tuo, hai difeso il suo lavoro in termini generali e che non hai certo inteso dire che lui non sarà mai uno sceneggiatore perchè non conosce l'italiano (sono ragionevolmente certo che ti riferivi alle sceneggiature in inglese e alla relativa conoscenza della lingua inglese): però è anche vero che la tua intervista a Matteo ha affrontato il problema da un punto di vista doppiamente DI PARTE (solo la campana di Matteo e qella che è sembrata una sorta di "solidarietà tra sceneggiatori").
Quindi c'è poco da citare una qualsiasi onestà intellettuale.

RRobe ha detto...

Ma sei instupidito, Cicca? L'ho scritto nel pezzo originale! Ma di che cazzo parlate, si può sapere?

RRobe ha detto...

Vabbè, basta.
State fuori con l'accuso. Curatevi figlioli che ne avete bisogno.

I matti.
I matti.

saldaPress ha detto...

(che poi, per essere precisi, si tratta di DUE miei amici e tuoi colleghi, uno dei quali non ti sei fatto problemi a definirlo di fronte al tuo pubblico un cretino e analfabeta che non scriverà mai una sceneggiatura... che peró ha già scritto)

RRobe ha detto...

Cicca, tu stai male.
Davvero.
Pensavo che fosse solo Carmine ad avere qualche problema di percezione. Ma tu non sei da meno.
Si è aperto il manicomio e i matti sono usciti fuori.
Respirate.
Rileggete.
Controllate al progressione degli eventi. Guardate chi ha detto solo belle cose e chi ha insultato senza motivo.
Poi tornate qui e chiedete scusa. Oppure, statevene nel vostro che i matti qui non ce li voglio.

RRobe ha detto...

E dopo la pena infinita che mi avete provocato, chiudo.
Che mi fa male al cuore vedervi ridotti così.