30.3.12

John Carter: di amori e fallimenti

Ormai è un fatto: John Carter è entrato in un club piuttosto ristretto di pelliccole quali I Cancelli del Cielo, Cleopatra, Ishtar, Waterworld, Corsari, Hudson Hawk, Waterworld, Gigli, Last Action Hero, Speed Racer, L'Uomo del Giorno Dopo e via dicendo.
Il club dei super flop, quei film di alto profilo, costati un casino, che hanno fallito al botteghino oltre ogni più pessimistica previsione.



In questo caso, le ragione del fallimento sono difficili da capire.
Quelli a cui il film non è piaciuto, tagliano la testa al toro in fretta: era un brutto film, non ha fatto i soldi.
Ma se i brutti film non facessero soldi, allora roba come Transformers 2 dovrebbe apparire nella lista di cui sopra, giusto?
No, non funziona.
La qualità di una pellicola (specie di un blockbuster) influenza solo in parte il suo successo commerciale.
Fermo restando che poi, per me come per molti altri, John Carter è tutt'altro che un brutto film.
E allora cosa?
I cospirazionisti dicono che sia stata una parte della Disney stessa a voler affondare il film, con lo scopo di indebolire l'autorità degli uomini Pixar che oggi sono al controllo della multinazionale del topo e che  sono i primi responsabili dell'intero progetto.
Come tutte le teorie del complotto, anche questa è affascinante, e spiegherebbe il perché un film da 250 milioni di dollari sia stato lanciato così male... ma, siamo sinceri, va bene il masochismo, ma qui si esagera.
E allora cosa?
Io credo che questo spettacolare fallimento sia dovuto (oltre che a tutta una serie di plateali errori di comunicazione) a una cosa molto semplice: il materiale originale è stato superato dai tempi.
La sua importanza seminale è indubbia, sia chiaro, come anche la sua qualità letteraria, ma la visone di Burroughs, portata sullo schermo senza un forte lavoro di rinnovamento, è apparsa poco originale e involuta.
Ed è inutile continuare a strillare "sono tutti gli altri che hanno copiato da John Carter e non il contrario!!". Il pubblico che non sa, giustamente se ne frega.
E questo è quanto.
Comunque sia, di gente che ha voluto bene alla pellicola ce n'è stata parecchia (alcuni hanno persino dato il via a un movimento per ribaltarne le sorti), e io ringrazio Lasseter e Stanton per il tanto amore nei confronti del lavoro di Burroughs.

E a proposito d'amore...
Io e quelli del MKS abbiamo messo le mani sul meraviglioso volume qui sotto:



Ispirati dalle meraviglie in esso contenute, abbiamo gridato: PURE NOI!
E così, ci siamo cimentati nella realizzazione di una serie di illustrazioni dedicate a John Carter.

Gabriele Dell'Otto l'ha messa sul piano della più pura spettacolarità:


Werther Dell'Edera su quello dell'eleganza:




Antonio Fuso sullo stile:


E io, come tutte le ragazze bruttine della cumpa, sulla simpatia:


E insomma, l'amore non si fa spaventare dai flop, anzi, in certi casi, ne viene esaltato.
Prevalga Barsoom!


Nota a margine per i collezionisti: le quattro illustrazioni qui sopra sono in vendita, sia come pezzi singoli, sia in comodo pacchetto "all inclusive". Se siete interessati, scriveteci su FB.