14.3.12

Non siam degni di te.

Pare che la Satrapi (l'autrice di Persepoli e di Pollo alle Prugne), un paio di giorni fa, al WOW, lo spazio fumetto di Milano, abbia quasi abortito il suo incontro perché, nella sala dove l'incontro si teneva, erano esposte opere in cui lei non si riconosceva (nello specifico, dei pupazzoni dei Puffi e di Ken il Guerriero).
Qui trovate il link alla notizia.
Adesso, sarebbe facile fare una battuta sagace sul fatto che, in effetti, le creature di Peyo e di Tetsuo Hara e Buronson e i fumetti della Satrapi, non hanno nulla a che spartire visto che i Puffi e Kenshiro, sono opere fatte da persone che sanno tenere una matita in mano.
Ma non lo farò.
Sarebbe troppo facile insultare un autrice le cui capacità di disegno sono indubbiamente ridicole ma che, come fumettista, sa fare il suo lavoro.
E sarebbe altrettanto semplice stigmatizzare il comportamento della Satrapi come snob e poco educato (oltre che stupido visto che ha danneggiato solo gente che del suo lavoro era appassionata).
A me gli snob e i maleducati, di solito, divertono. E amo pure le bizze da rockstar.
Quello che farò, invece, è dare un consiglio a quelli del WOW di Milano.
E' verissimo che tutti i fumetti (quelli buoni, sia chiaro) hanno la stessa dignità e lo stesso diritto di esistere e venire valorizzati, specie in una struttura che li dovrebbe rappresentare nella loro interezza.
Ma il WOW è una spazio interamente colonizzato da pupazzi e cialtronate che, quando ci entro, fa sentire svilito pure me, che nel fumetto popolare mi ci ritrovo come un pisello nel suo baccello.
Di seguito, qualche foto per fare capire cosa intendo:

L'entrata della scuola per l'infanzia

la sua locandina


 la libreria dei bambini

l'angolo dei giochi 

i diari

i disegni appesi alla parete degli alunni degli anni precedenti

i bagni della scuola

Che sono robe che fanno il paio con l'inaugurazione del WOW stesso, quella con il sindaco e i cosplayer di Star Wars (che ho capito che era la Moratti... ma a tutto c'è un limite, diamine).
Questa robe sono stupide, punto.
Non hanno nulla a che spartire con i fumetti.
Sono pupazzi per i pupazzi.
Sono perpetrare l'idea più ridicola, nostalgica e pezzente del nostro medium.
Quella stessa idea che hanno le testate giornalistiche generaliste e contro cui ci si batte da sempre.

Adesso, io dico: non si pretende la Sorbona... ma qualcosa in grado di rappresentare meglio, e con più pluralità, il nostro medium, non si potrebbe avere?

49 commenti:

Locomotiva ha detto...

acydreDel dinosauro in cortile, non vogliamo parlarne?
É strano non ci sia lo scivolo lungo la schiena...

AntoBlueberry ha detto...

Mi chiedo se la Satrapi pretenderà che il suo film non venga proiettato nelle stesse multisale in cui c'è Avengers, o un film di Luc Besson

Luigi Siviero ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
The Passenger ha detto...

vai Luigi.....ho scritto una delle mie sagaci battutone sulla bacheca di Fb del Wow ma me l'hanno cancellata,chissà perchè!...e dire che c'ero anche io all'inaugurazione DOPPIA del museo....o poveri noi!

The Passenger ha detto...

ah, Luigi come mai hai cancellato il tuo commento sagace che mi piaceva?

Tommaso ha detto...

Per me ha fatto benissimo.

A vedere le foto in un posto così mi vergognerei ad entrare, altro che invitarci un autore.

Luigi Siviero ha detto...

In un secondo momento mi era sembrato sbagliato.
Ora lo riscrivo perché mi accorgo che andava benone :-)

Luigi Siviero ha detto...

"le creature di Peyo e di Tetsuo Hara e Buronson e i fumetti della Satrapi, non hanno nulla a che spartire visto che i Puffi e Kenshiro, sono opere fatte da persone che sanno tenere una matita in mano."

Nella sala erano esposte le statue dei Puffi e di Kenshiro, non le tavole originali di Peyo e Tetsuo Hara. Immagino che siano delle porcherie come la statua dell'Uomo Tigre nella biblioteca per bambini. Le statue non c'entrano niente con i fumetti di Peyo, Buronson e Hara.
La Satrapi ha fatto bene ad andarsene. Pensava di essere stata invitata da un museo del fumetto e invece si è ritrovata in un posto squallido dove dei fan che non hanno l'alibi di avere 12 anni buttano via finanziamenti pubblici per arruolare i soldati di Guerre Stellari.

The Passenger ha detto...

noi trentini siamo tutti così ^__^

Joel ha detto...

Però è un male comune in italia, se pensiamo alle varie fiere in giro per il paese con locandine orrende e al modo in cui viene percepito il fumetto in molte di queste fiere, cioè come antiquariato per bambini troppo cresciuti. è un approccio al fumetto che secondo me sarebbe da combattere. Come consumatori non andando a certe fiere e come autori evitando di venire fagocitati da questo tipo di mentalità.
Mi viene in mente però che anche la poca cura con cui viene prodotto il fumetto popolare non aiuta ad elevare il medium alla posizione di rispetto che dovrebbe ricoprire. È ovvio che ci si ritrova poi con un "museo" che pare uno di quei negozietti dove vendono le cartoline di auguri e gli scherzi simpatici.

Lui ha detto...

Ritengo che abbiate ragione, viaggiando mi è capitato (non troppo frequentemente va detto) di imbattermi in musei dedicati al fumetto. Questi spazi espositivi non avevano nulla in meno rispetto ad un museo di arte moderna più blasonato, vi allego il link del museo di Basilea che è giusto dietro l'angolo, scrivo da Milano, ma lontanissimo da quella che è l'impostazione del WOW.
http://www.cartoonmuseum.ch/

Il fumetto è un arte, tutto il fumetto, relegarlo ad una roba per bambini è ..... frustrante.
Avere uno spazio dedicato a Milano e non sfruttarlo bene è un peccato.

Andrea Mazzotta ILGLIFO ha detto...

Però io tanto, tanto, tanto d'accordo non sono.

Cioè, sono d'accordo sul fatto che la satrapi poteva mostrare un po' più di stile e ok (eddai....c'hai un baffo di merda sotto il naso se ti comporti così...)

E sono d'accordo, soprattutto con me stesso, sul fatto che ci vorrebbe un'idea un po' più seria di "fumetto" da parte di vari enti...
Non dico i miracoli che ho visto nel Museo del fumetto e dell'immagine di Angoulême, ma a qualche via di mezzo ci si potrebbe avvicinare...

Ma questo non toglie che una componente destinata ai bambini, con statue del genere (maddò, forse quella dell'uomo tigre o di ken non sono l'ideale) e immagini che colpiscono l'immaginario dei bambini dai 4 agli 11 anni, non farebbe male.

E' un fascia di età che non legge e se la si può stimolare un minimo con raffigurazioni tridimensionale male non fa.

Poi, deve essere una parte certo e non la totalità.

Salut!

The Passenger ha detto...

quoto Andrea

RRobe ha detto...

Per Joel: "...la poco cura cui viene confezionato il fumetto popolare". Mi fai degli esempi?

RRobe ha detto...

Per Andre: infatti, leggi l'ultimo periodo del mio pezzo.

Joachim ha detto...

Cazzo!sembra una ludoteca
doveva fermarsi e sparare un casino come jesuscrist ai mercanti

Alessandro ha detto...

Gentilissimi, lavoro al Museo del fumetto e sono molto contento di leggere i vostri commenti sul nostro spazio, ma mi sento in dovere anche io di dire due parole al riguardo, a prescindere dall'episodio con Marjane Satrapi, che non ha certo brillato per educazione e disponibilità, ma tant'è.

Le foto che avete postato risalgono a Luglio dell'anno scorso, cioè con il museo aperto da soli 3 mesi. Museo che è stato aperto con un lavoro immane e impossibile da raccontare, nell'arco temporale che va da dicembre 2010 ad aprile 2011. Quattro mesi. Ora, la mia risposta non è per darci attenuanti ma per fare alcune precisazioni a voi e all'esimio Recchioni. Il nostro spazio può piacere o non piacere (e incredibilmente nonostante a voi sembri una ludoteca o un asilo, piace a tantissima gente, grande e piccola), ma le cose stan così:

Il nostro è uno spazio che è nato in 4 mesi, che non ha ancora compiuto un anno, che, a differenza di quello che i ben informati dicono NON PERCEPISCE 1EURO da finanziamento pubblico ma che viene gestito da una Fondazione che tira fuori i soldi di tasca propria. Museo che ha aperto un bar a carico proprio, che paga un affitto al comune, che si autosostiene con iniziative, attività didattica, mostre ed eventi.Il "dinosauro" in cortile c'era già, scusateci se non l'abbiamo abbattuto.
Poi per quanto riguarda tutto il sagace articolo con tanto di foto e didascalie a tema, beh, molto simpatico, peccato che sia molto parziale. Come dicevo le foto sono di 3 mesi dopo l'apertura e vi siete dimenticati di citare che insieme alla mostra di Smemoranda (visto che non teniamo i "Diari" così, per gusto nostro, e Altan non è un "alunno degli anni passati")abbiamo realizzato un'opera di street art in terrazza non certo per bambini.

Più in generale, tutta la polemica sul fatto che l'allestimento sia infantile può essere discutibile, ma tutto il lavoro relativo alle esposizioni e all'attività culturale di cui ci facciamo vanto non è minimamente contemplato dall'articolo.
Perchè non parlare della mostra sui 150°anni di unità d'Italia? La mostra su Gaber? Dylan Dog? Maus? Perlasca? O parlare di questo non era funzionale al taglio dell'intervento?

In ogni caso l'occhio di riguardo verso i bimbi, soprattutto al piano terra, che è ad ingresso gratuito è voluto, sono loro infatti che devono essere avvicinati al fumetto, soprattutto oggi, dove nelle fasce dei più piccoli è percepibile una disaffezione netta nei confronti del nostro medium. E allora è anche su di loro che abbiamo deciso di investire, perchè è scopo del museo e scopo statutario della fondazione, quello di diffondere la cultura del fumetto, la nona arte, a chi non la conosce ancora, a partire dai più piccoli, che un giorno potrebbero ricordarsi di aver iniziato ad amare i fumetti, riprendendo le vostre parole, proprio tra "quell'orrenda statua di Kenshiro e il villaggio dei Puffi".

Invito quindi tutti quanti a partecipare attivamente al nostro museo, perchè è proprio da voi appassionati che traiamo la nostra forza, con consigli e sostegno.
Il primo Aprile compiamo un anno, veniteci a trovare. Siamo ancora in fase di costruzione, ma abbiamo un sacco di voglia e di energia per crescere. Ci stiamo provando, portare avanti un progetto come un museo non è una sciocchezza, volete darci una mano? Noi siamo qui.
E se Marjane Satrapi non sarà dei nostri ce ne faremo una ragione.

A presto,
Alessandro Castrati.

Joel ha detto...

È venuta fuori più categorica di quello che intendevo, non intendo tutto il fumetto popolare e soprattutto non pensavo alla parte artistico-creativa che nella maggior parte dei casi è buona o molto buona. Per quanto riguarda invece la cura editoriale e la promozione si potrebbe parlare di Loghi, impaginazioni, qualità di stampa e carta che spesso non mostrano il rispetto per le opere e le storie che ospitano
. In alcuni, pochi casi, ho avuto poi l'impressione che anche la scelta di un disegnatore in particolare, non fosse proprio sinonimo di cura e attenzione. Ma di tempistiche corte, poca esperienza e costi molto contenuti. Anche con un JD recentemente mi è capitato di avere difficoltà nel leggere la storia per via dei disegni e mi ricordo di aver pensato che la sceneggiatura e l'esperienza di lettura fossero rovinate dalla poca esperienza del disegnatore, una situazione come questa non è sinonimo di cura, rispetto o di un'adeguata rappresentazione del medium fumetto.

Joel ha detto...

...Tanto quanto non lo è un museo come quello che ho immaginato vedendo le immagini e leggendo il tuo pezzo.
E a proposito:
Alessandro, ho espresso un giudizio troppo categorico e basato sulle immagini qui postate, me ne scuso e rimando un mio modesto giudizio a quando visiterò il Museo, non virgolettato.

RRobe ha detto...

Tutto chiaro, grazie!

Joel ha detto...

Batman R.I.P. Di Morrison e l'altro tizio è un altro esempio di come il disegno inadeguato a volte rovini la storia. li secondo me è stato un disastro.

Joel ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Morena ha detto...

Sono d'accordo sul punto di vista secondo il quale il Wow contribuisce a creare quella visione di fumetto ancora molto legata all'infanzia (io ho fatto un fumetto e subito tutti a dire "uoaaaaa ma tipo Topolino?" nulla di male, sono stata abbonata per secoli, ma non esiste solo quello per fortuna), resta il fatto che la Satrapi nella mia personalissima visione delle cose, ci ha fatto una figura davvero magra.

fuzz-tone ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
dedalus ha detto...

mi sembra che il post del collaboratore del museo mostri una confusione tutta italiana.

1) da un _museo_ del fumetto, non mi aspetto i balocchi, o un contenuto in generale rivolto all'infanzia, visto che il fumetto si è evoluto proprio separandosi dalla letteratura per l'infanzia.

Non è questione di popolare/d'autore. La vostra fumetteria di fudicia tiene i puffi, tintin e asterix al completo? e perché dovrebbe occuparsene un museo?


2) non si capisce perché una iniziativa pubblica rivolta ai bambini dovrebbe essere centrata sul fumetto.

Mirata sulla espressione artistica, creativa, certo, che include anche il fumetto, sicuro, ma perché solo il fumetto?

La cosa non ha senso nè dal punto di vista del fumetto (quelli che hanno fatto crescere il fumetto sono gli appassionati adulti), nè dal punto di vista pedagogico (i bambini hanno bisogno di un museo per avvicinarsi ai puffi?). Se i bambini non leggono più topolino, ci penserà la disney a cercare di cambiare le cose, cosa c'entra un museo?

3) se avete una sola coi pupazzi di kenshiro, non ci fate parlare la satrapi, punto e basta.

E qui non ci sono scuse, questo è il classico privincialismo italiano, che colpisce spietato in molte occasioni di questo tipo, anche nel caso di conferenze di uno stephen hawking (che ricordo ancora con orrore costretto a posare con un cappello da goliardo)

laura scarpa ha detto...

Credo che se si ospita Satrapi o chiunque, occorra un pochetto creare il clima nella sla... ma Marjane ha fatto la figura della stronza, il museo certo è più provinciale e povero di quelli francesi, enon è stato abbastanza attento a non confondere i Puffi (W i Puffi!) con "graphic novel", ma l'educazione dell'ospite è altra cosa, in Italia, Francia e Persia.

lfb ha detto...

Perdonate se intervengo. Non lo faccio quasi mai, ma questa volta credo che sia necessario. Per chi non mi conosce, sono il direttore di WOW e presidente della FFF. Ho scoperto questo blog per caso (avevo taggato Recchioni a una foto della caffetteria che abbiamo appena aperto al museo: un modo per comunicare la notizia e pensavo di fargli cosa gradita, ma ho ricevuto in cambio un insulto). Così ho seguito la sua traccia e ho trovato quest'altra fantasiosa presentazione del museo. Non cerco di capire quali frustrazioni spingano a deformare le cose in questo modo, ma devo precisare qualcosa riguardo al museo del fumetto (e ringrazio Alessandro per aver già detto qualcosa in proposito). Io mi limito ad aggiungere che Marianne Satrapi si è fatta fotografare accanto all'Uomo Tigre e mi ha espresso apprezzamento per la struttura e il museo. Le ho presentato Bruno Bozzetto, e ne è stata felicissima. Ha risposto alle domande del pubblico con molta disponibilità e ha salutato simpaticamente l'assessore alla Cultura Boeri... Credo che non avesse apprezzato la scelta di presentare un film nel Museo del fumetto (un'irritazione che si è ripercossa sulle televisioni che avrebbero voluto intervistarla, e mi spiace immensamente), ma con me è stata gentile e ha fatto una dedica di ringraziamento al Museo su una copia di Persepolis, prima di raggiungere la sala cinematografica dove avrebbero proiettato l'anteprima del film.
Satrapi a parte, che ammiro per le sue opere, vorrei aggiungere che la mostra per i 25 anni di Smemoranda (nelle foto) esibiva le migliori firme dell'umorismo e della satira, da Staino ad Altan, da Ellekappa a Lunari. Capisco che a qualcuno possano aver detto poco, e me ne faccio una ragione. In meno di un anno di esistenza abbiamo presentato, all'interno di percorsi espositivi che hanno convinto pubblico e stampa, centinaia di autori (da Toppi a Milazzo, da Stano a Cavazzano, da maestri del fumetto realistico a quelli dell'umoristico). Migliaia di pubblicazioni rare e introvabili. In questo momento sono esposte tavole di Tabet, Molino, Uggeri, G.B. Carpi, Buzzelli, Crepax, Jacovitti, Gustavino e altri; rodovetri di Romano Scarpa, Carlo Peroni, Secondo Bignardi e altri; i numeri 1 di Topolino giornale, Tex striscia, Linus e altri. Al piano superiore, per la prima volta, una mostra sul passaggio dal manga all'anime (con rodovetri originali, storyboard, edizioni pregiate giapponesi, eccetera).
Capisco che i nomi che ho fatto possano non dire nulla al signor Recchioni e ad altri, e me ne spiace. Per loro. Soltanto non vorrei che qualcuno, leggendo questo blog, lo credesse obiettivo. Grazie per l'attenzione.

RRobe ha detto...

Non hai ricevuto un insulto.
Sei stato informato che taggare qualcuno solo pubblicizzare un'attività commerciale (e questa è il tuo bar) è spam.
E lo spam è una forma di scortesia, anche abbastanza grave, su internet.
Quindi, visto che sei su internet, al massimo, se tu che devi chiedere scusa a me per il comportamento e non il contrario.

Detto questo: sul museo.
Ho letto entrambi gli interventi di persone coinvolte e, che dire? Certe volte basta far parlare la gente per chiarire il proprio punto.
Voi non sapete cosa state facendo.

Faccio fumetto popolare, ergo, non sono un autore snob, e dal vostro museo del fumetto non mi sento rappresentato, in nessuna maniera.
Anzi, a vederlo mi sento svilito perché il fumetto, grazie a Dio, non è quello che comunicate voi.
E bada, non mi sto lamentando dei Puffi.
I Puffi sono un capolavoro.
Mi lamento della maniera in cui comunicate ANCHE i puffi. E tutto il resto.
E sì, la Satrapi è stata una snob.
Ma aveva tute le sue ragioni.

RRobe ha detto...

Quanto alla tua versione che dai del comportamento della Satrapi: varie fonti giornalistiche riportano che le cose sono andate in maniera ben diversa. Basta che clicchi sui link. Li hai letti?

Filippo ha detto...

Se si vuole rispondere con professionalità a una critica occorrerebbe almeno scrivere giusto il nome dell'ospite, però

Luigi Siviero ha detto...

"Il nostro è uno spazio che è nato in 4 mesi, che non ha ancora compiuto un anno, che, a differenza di quello che i ben informati dicono NON PERCEPISCE 1EURO da finanziamento pubblico ma che viene gestito da una Fondazione che tira fuori i soldi di tasca propria."

C'è errore e errore. Se fossi il direttore di un museo autofinanziato (e come me penso tanti altri) non vorrei mai e poi mai Letizia Moratti o altri politici tra i piedi all'inaugurazione. Li inviterei solo se fossi costretto, cioè se il museo avesse ricevuto finanziamenti pubblici.

Ho visto la Moratti scortata dai soldati di Guerre Stellari e ho pensato che quelli del museo sono stati costretti a invitarla perché il comune ha finanziato il museo...

Jenny ha detto...

RRobe, per cortesia, potresti spiegarmi perché la locandina di Perogatt e le vignette di Altan (per dirne solo due presenti tra le foto da te mostrate) rientrebbero nella categoria "cialtronate"?
Fa pure conto che io abbia sette anni, va'.

Melgatto ha detto...

Sono Melina Gatto, responsabile dell'area internazionale della Fondazione Franco Fossati, vorrei al di là di ogni polemica sul museo, precisare che WOW Spazio Fumetto non ha espressamente invitato Marjane Satrapi ma si è unicamente limitato a mettere a disposizione gratuitamente i propri spazi per ospitare il lancio del film.

RRobe ha detto...

Per Jenny: niente, Jenny.
E' il contesto. E' sempre il contesto.
Ma sono abbastanza certo che il discorso sia chiaro, nel pezzo.

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

Perché è saltato il mio "mi piace" fb ?
Bisogna per forza avere l'amicizia ?
comunque... questo post mi piace e mi piacciono le ultime battute nei commenti

Viviana Boccionero ha detto...

Ve lo meritate 'sto museo del cavolo.

Jenny ha detto...

Rob, il discorso è anche chiaro, però il tentativo che fai di descrivere quel contesto per mezzo di quelle foto non è granché riuscito.
Certamente le tue didascalie sono divertenti e pungenti, ma mi sembra che ci sia ben poca corrispondenza con l'oggetto rappresentato o comunque risulti parecchio forzata.
Non mi convince, soprattutto perché introduci quella sequenza con il termine "cialtronate".

RRobe ha detto...

Sembra una ludoteca e ha l'atteggiamento di una ludoteca.
Invece vorrebbe essere un museo.

Ecco, forse, se la chiamavano ludoteca del fumetto, non avrei avuto nulla da ridire.

The Passenger ha detto...

Ho appurato sul blog di Boschi che la notizia è stata riportata "falsatamente"

RRobe ha detto...

Non è proprio così:
un paio di articoli l'hanno riportata come quella che ho messo io nel link.
Poi è arrivato il direttore a dire che le cose non sono andate così.
E allora Boschi ha detto che le cose non sono andate così. Senza appurare nulla. SI è solo fidato.

Tra un osservatore disinteressato (ma che gli frega a un redattore di un portale di videogiochi di fare la polemica con la Satrapi?) e uno interessatissimo, a naso mi fido più del primo.

Luigi Siviero ha detto...

Qua c'è un'altra versione (nb: è un messaggio che scomparirà dalla rete fra 5 giorni):
http://groups.google.com/group/it.arti.fumetti/browse_thread/thread/aca9151843cd3c64#
Il vero nocciolo della questione, è che, una *ATTIVISTA* li presente, mi
ha riferito una versione leggermente differente. Ossia, che la Satrapi
si è accomodata, non ha battuto ciglio dinanzi alle statuine di Ken il
Guerriero, dei Puffi, delle bancarelle di cianfrusaglie
"Smemoranda/Diario Comix" fuori dalla sala, e nemmeno ha battuto ciglio
dinanzi alle sedie da asilo nido, s'è seduta, ha salutato, etc.etc.

Lo "sbotto" "Io non parlo davanti ai puffi" dopo l'introduzione (nella
quale si citavano altri autori iraniani, autori non solo fumettistici)
ed una domanda un po' insidiosa di un astante, che ha rimarchiato come
Pollo alle Prugne descrivesse una società iraniana un po' troppo
ammorbidita ed auto-indulgente rispetto alla realtà (dove i dissidenti,
davvero sono 1/10 rispetto ai cittadini, e l'ultima svolta
filo-teocratica ne è una triste ed indiretta conferma).

Allorchè la Satrapi, già innervosita dal parallelo con i Versi Satanici,
e le opere della Nafisi, ha dato d'aceto, forse accampando come facile
(oh, l'avrei fatto anch'io) la pacchianeria della struttura, ma non come
via di fuga per una piccola domanda. Fosse stata una critica cattiva e
gratuita ok, ma una risposta, anche piccata, ci stava.

Che poi, Moreno, per inteso, la Satrapi prima di improvvisarsi
sceneggiatrice cinematografica, era una disegnatrice per bambini, quindi
i puffi potevano restar a fare i puffi.

Per concludere, in entrambe le visioni (quella di un'autrice ferita
nella sua dignità, e quella di un personaggio "pompato"), è al solito la
scena fumettistica italiana che ne viene fuori con le ossa rotte: il WOW
e' stato il peggior palco possibile, ma la Satrapi non è stata nemmeno
la miglior ospite possibile.

Facendolo notare civilmente (Mi piacerebbe parlarvi di una storia di
morte, silenzio e disillusione, ma l'ambiente non m'aiuta), forse
l'effetto sarebbe stato ancor più dirompente che con una scenata da
divetta alla Justine Bieber o Britney Spears.

Sergio Tulipanp ha detto...

Io ero lì con i due operatori di Booksweb-TV: eravamo la prima delle quattro troupe con cui aveva concordato interviste, quindi so bene che cosa è successo tra le 17,30 e le 18,30 perché l'ho visto... anzi, l'ho vissuto. Però chiedo: davvero vogliamo parlarne ancora? Intendo dire: tutto i presenti erano concordi sul fatto che la Satrapi avesse rimediato una gran brutta figura e hanno espresso solidarietà a me e alle altre troupe rimaste a bocca asciutta, così come allo staff del WOW che aveva organizzato l'incontro con grandissima professionalità. E la regola non scritta del "purché se ne parli, nel bene o nel male" ha già generato fin troppi mostri, soprattutto nel nostro Paese... Ditemi voi. Un caro a saluto a tutti.

RRobe ha detto...

Sei un giornalista, Sergio!
Abbiamo due versioni molto differenti, da una parte ci sono i resoconti di vari siti d'informazione e le parole di alcune persone del pubblico, dall'altra parte, la versione del direttore del WOW.... e tu, Sergio, che sei un giornalista, mi vieni a dire: vogliamo davvero parlarne ancora?

Luigi Siviero ha detto...

"davvero vogliamo parlarne ancora?"

Ma nooo, tanto è chiarissimo quello che è successo...

The Passenger ha detto...

aggiungo solo una nota di colore.....oggi a Scartoomics a Milano mi sono trovato di fronte una collaboratrice del Wow - chiedo venia non mi ricordo il nome - con la mia consueta diplomazia ( ^__^) ho espresso la mia idea sul museo naturalmente usando un paio di volte "cazzata" e "tristissimo"...ebbene mi sono sentito dare del Recchione! uh uh uh...

RRobe ha detto...

Simpatici.
Ma peggio della figura che hanno fatto con gli interventi sul web, è difficile che riescano a fare.

Sergio Tulipanp ha detto...

Il mio unico ma sincero dubbio è che tutto questo parlare delle bizze della Satrapi finisca solo per fare pubblicità al suo film, attirando magari anche chi nemmeno sapeva della sua esistenza. Pubblicità che lei forse non merita, per come si è comportata... e che forse ha voluto farsi, con bizze studiate.
Perché i Puffi e altre cose che ho letto in rete non c'entrano, da quanto ho visto in diretta.
La Satrapi è arrivata al WOW (peraltro puntalissima), siamo stati presentati e le abbiamo mostrato il mini-studio approntato per l'intervista. A quel punto, improvvisamente, lei si è scusata in inglese ed è scappata via. L'ho vista parlare concitatamente con gli addetti stampa del film, i quali mi hanno riferito che lei era lì per parlare solo di quello e non dei suoi fumetti, "cose ormai vecchie di anni" (testuale).
Mi domando: quale giornalista non le avrebbe posto almeno una domanda sui suoi fumetti (anche considerando che il suo film è tratto da un suo fumetto)?
Comunque, le è stato detto che accettavamo di parlare solo del film... sperando che si calmasse.
Invece ha rincarato la dose, dicendo che non si sentiva rappresentata da quell'ambiente. Le è stato gentilmente ricordato che sapeva bene fin dal venerdì che sarebbe stata ospite del museo del fumetto... e le abbiamo mostrato che comunque lo sfondo per l'intervista era neutro, anzi dietro di lei si vedeva solo la locandina del film.
Niente da fare... anzi, ha aggiunto che era già alterata all'arrivo lì, perché fuori dal museo era annunciato un incontro con lei e non si faceva cenno al co-regista...
Le è stato ricordato (sempre con estremo tatto) che lo stesso annuncio compariva pure sul Corriere e che in Italia lei è conosciuta, lui no. E io le ho mostrato e dimostrato che avevo un microfono anche per Paronnaud perché sapevo che è un fumettista famoso in Francia prima di passare al cinema e che intendevo intervistare entrambi.
Tutto inutile: la signora è uscita dal museo e se n'è rimasta fuori più di mezz'ora a fumare, rientrando solo per l'incontro col pubblico (il cui presentatore, nel frattempo, aveva comprensibilmente fatto sparire i fumetti di Marjane e le relative domande che intendeva farle).
Questo è il resoconto dell'accaduto... ma, ribadisco, tra le 17,30 e le 18,30: poi me ne sono andato e non so se sia successo altro durante l'incontro col pubblico e/o all'anteprima serale del film.

RRobe ha detto...

Ecco: questo è un resoconto giornalistico.
Che non sconfessa affatto quello fatto dal redattore di Every Eye (che aveva un punto di vista meno da insider e la faccenda se l'è vissuta da fuori) ma, di sicuro, sconfessa la versione data dal direttore del WOW (che ci ha raccontato che è andato tutto benissimo).
E forse aiuta, meglio e in maniera completa, a inquadrare la cosa.
Grazie.

Sergio Tulipanp ha detto...

Grazie a te per l'apprezzamento (e anche per avermi definito giornalista... già mi sembra esagerato essere considerato un "intervistatore").

Comunque, credo che dobbiamo essere giusti fino in fondo: Luigi Bona (che nei miei confronti è sempre stato gentile e disponibile, come tutti gli altri del WOW) l'ha detto, che la Satrapi ha avuto problemi con le troupe televisive.
E personalmente non ho motivo di non credergli quando dice che Marjane poi si è calmata ed è stata gentile e simpatica con tutti gli altri.

Spero solo cha la Satrapi, che "è stata felicissima di conoscere Bruno Bozzetto", abbia anche avuto modo di imparare qualcosa da lui: perché Bruno, oltre ad essere un grande disegnatore, è anche persona straordinariamente dotata di garbo e rispetto per il prossimo.