15.3.12

The Tony Scott Thunder Challenge: MIRIAM SI SVEGLIA A MEZZANOTTE

Se non sapete cos'è questa cosa, andate a leggere QUI.




E' il 1983.
L'anno della nascita ufficiale di Internet. L'anno in cui Borg si ritira dal tennis e L'HIV viene fotografato. E' l'anno in cui vado a piazza Venezia con mio padre a festeggiare il secondo scudetto della A.S. Roma e in cui Madonna lancia il suo primo album (che io comprerò in vinile mentre, sul mercato, arrivano i  primi CD). E' anche l'anno in cui gli USA invadono Granada (operazione militare che ha l'unica utilità di dare uno spunto a Clint Eastwood per la scena finale di Gunny), e in cui Michael Jackson balla per la prima volta il moonwalk mentre la Tatcher viene rieletta e Reagan annuncia il suo programma per lo scudo spaziale. I potenti del mondo hanno il dito sui bottoni delle testate nucleari mentre i giapponesi su quelli della prima console Nintendo. E' anche l'anno in cui nasce Word, il programma di scrittura della Microsoft e io ancora non lo so, ma questa cosa sarà importante per me.
Nel frattempo, David Bowie invecchia e muore e Susan Sarandon mostra il suo abbondante seno mentre si bacia con Catherine Deneuve.
Sì, quella della pubblicità della Lancia.




Come siamo potuti arrivare a questo punto?
La storia inizia lontano, in Inghilterra, nel Nord Shield, il 21 giugno del 1944 quando Elizabeth e il colonnello Francis Percy Scott, danno alla luce il loro terzo figlio, Anthony Scott.
L'infanzia del giovane Tony è vissuta all'ombra dell'esercito dove milita il padre.
La sua adolescenza, invece, all'ombra di suo fratello Ridley, più grande di lui di sette anni e regista prodigio della televisione inglese.
Tony ne segue le orme e insieme fondano una società per la realizzazione di spot televisivi.
Nel 1977, il fratello maggiore viene chiamato da Hollywood dove, nell'arco di cinque anni, sforna I Duellanti, Alien e Blade Runner. Cambiando per sempre l'immaginario collettivo.
E Tony? Che fa Tony?
Insegue anche lui il sogno cinematografico, cercando di mettere in cantiere un adattamento su pellicola di Intervista con il Vampiro, di Anne Rice.
Il progetto non decolla e Tony decide allora di sposare un altro film che gli era stato proposto dalla MGM, sempre a tema succhiasangue, The Hunger.



Miriam si sveglia a mezzanotte il titolo italiano. 
Che, per me, è un grande titolo.

Di cosa parla il film?
Di una vampira, Miriam, e del suo compagno, John.
John non è un vampiro come Miriam ma la sua vita è stata prolungata dalla sua compagna e dal sangue delle sue vittime. Se Miriam è una vampira pura, e quindi eterna, il discorso è diverso per John, che da Miriam è stato creato e che, dopo un paio di secoli, sta iniziando a invecchiare rapidamente.
I due, cercando un modo per bloccare questo processo, incapperanno in Sarah, una bella ricercatrice che rimarrà invischiata nella cose di Miriam, in più di un senso.


The Hunger è un film di vampiri dove nessuno ha i canini acuminati e in cui la parola "vampiro" non viene mai pronunciata (esattamente come succede nel successivo Near Dark di Katryn Bigelow).
E' un film in cui l'estetica di artisti come Patrick Nagel  (che prima di diventare il simbolo dei parrucchieri nostalgici della Tuscolana, era un'icona degli anni '80) domina incontrastata.
E' un film che riesce a far coesistere nella stessa inquadratura un simbolo della Nouvel Vague come Catherine Deneuve, un'attrice del cinema della controcultura anni '70 come Susan Sarandon e David Bowie (qualsiasi definizione sarebbe inutile, per lui).
E' un film in cui si esibiscono i Bauhaus, fotografati da Stephen Goldblatt.

In poche parole, è un film strano.
E, se non lo avete mai visto prima, non immaginate nemmeno quanto...

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Un tramonto.
Un locale buio, solcato da luci laser.
Musica martellante.
I Bauhaus, sul palco, che si esibiscono, suonando il pezzo che hanno dedicato a Bela Lugosi, lo straordinario interprete di Dracula nei film della Universal.
Nel locale, la Denevue e Bowie che flirtano con una coppia sul ritmo della musica ossessiva e lugubre.
Poi tutti a casa. Una casa arredata in maniera minimale. Se fosse pochi anni dopo, potrebbe essere l'abitazione di Patrick Bateman. Luci che filtrano attraverso delle persiane illuminando corpi. La Denevue, Bowie e la coppia di prima. Si seducono. E' tutto molto ambiguo.
E' tutto molto di moda. Un ankh egizia in argento (un simbolo di vita coniato nel materiale più inviso ai vampiri) con un'anima affilata.
Sangue.
Sulle piastrelle del bagno e in terra.
La Denevue e Bowie sporchi di quel sangue.
Scimmie.
Chiuse in una gabbia, che urlano.
I Bauhaus che continuano a suonare.
Il tutto, montato in maniera non lineare, alternando continui sbalzi avanti e indietro lungo la linea cronologica dei fatti.

Pretenzioso?
Come poche cose al mondo.
Ma anche affascinante.
Il resto della pellicola si mantiene, grossomodo, sullo stesso livello.
Tutta l'estetica del film è uno strano coacervo di elementi diversi, derivati dalle fonti più disparate.

C'è l'illuminazione delle scene con tagli di luce netti per illuminare le particelle di polvere nell'aria, tipica del modo di riprendere di Ridley (ma che diventerà in fretta un marchio di fabbrica anche del fratello Tony). C'è l'influenza della vivace scena artistica del periodo e la passione di Tony Scott per essa. C'è l'estetica dei video musicali di quegli anni (elemento questo che, sempre in quel periodo, caratterizzerà anche il lavoro di Michael Mann). C'è la chiara intenzione di Tony Scott di farne un film al passo con i tempi, di moda, degno di stare in una rivista patinata o sulla passerella di una sfilata, più che in un cinema.


Il risultato di tutte queste robe messe insieme è discontinuo.
A tratti il film è bellissimo e seducente.
A tratti noioso.
A tratti, francamente ridicolo.
Tony non ha ancora un suo stile preciso e sembra lasciarsi influenzare ancora troppo da quello del fratello. L'estetica domina la narrazione e il ritmo del film appare rarefatto, diluito, vuoto per gran parte del tempo. Un montaggio sin troppo ricercato poi, peggiora ulteriormente le cose.
I segni dello stile dello stile dello Scott minore, sono quasi tutti sotto traccia e l'unico elemento che accomuna The Hunger con la produzione seguente del regista, è una precisa volontà di essere un prodotto artistico del suo tempo. E solo per questa ragione ritengo il film degno di essere tenuto considerazione in un'analisi completa della sua opera.

Restano però alcuni elementi da ricordare:

- La messa in scena del progressivo invecchiamento di uno straordinario David Bowie (che, strano a dirsi, per una volta non cerca di divorare il film con la sua sola presenza carismatica ma che, piuttosto, si mette al servizio di esso, donando una profonda umanità al suo fragile personaggio).

- La scena di sesso tra la Deneuve e la Sarandon.

- Tutte le scene di violenza. Impietose e durissime, perfetto contraltare visivo all'eleganza complessiva del girato.

Per il resto, il vero Tony Scott arriverà a tre anni dall'uscita di questo film nelle sale e dal suo conseguente insuccesso. E arriverà con un prodotto che è quasi l'antitesi di questo. Ovviamente, sto parlando di Top Gun. Di cui vi parlerà Nanni Cobretti, QUI.

Prima di concludere, di seguito vi riporto l'opinione dell'ostaggio dell'ospite Wim Diesel, spalla del prode Cobretti in questa nostra disfida.

Il Parere di WIM
THE HUNGER
Nel mio universo la più grande importanza di Miriam si sveglia a mezzanotte è che qualsiasi altro film della storia di Hollywood ha avuto una traduzione più indulgente e di gusto (anche i vari Tre uomini e una pirofila e persino i film tradotti con un altro titolo in inglese che non c’entra tipo Sex Crimes). Detto questo, mi sono concesse poche centinaia di battute per parlare di un film che vorrei stroncare a coltellate in quanto bruttissima michaelmannata antelitteram, specie dopo averlo dovuto rivedere, ma NON lo farò perché alla scena in cui Catherine Deneuve scopa Susan Sarandon abbiamo offerto anni di devozione ed onanismo e ricevuto in cambio l'illuminazione. I vecchi sogni erano bei sogni. Non si sono avverati, comunque li ho avuti. (Tacito)


si ringrazia Massimo Carnevale per la splendida illustrazione.

27 commenti:

Greylines ha detto...

Mi sa che Nanni si aggiudica il primo round. Il suo pezzo è più sentito e meno "mo' vi mostro quante ne so". C'è anche da dire che con Top Gun forse era un pelo più facile.
Conto sulla voglia di rivincita di Rrobe, che non mi pare uno poco competitivo.
Bella sfida e, soprattutto, gran bella idea.

Cosologo ha detto...

Truffaut parlava di "grandi film imperfetti", quei film che non hanno le qualità per diventare classici, ma che amiamo di più per la loro imperfezione. The Hunger è uno dei miei film preferiti, nonostante tutto. Ho la colonna sonora in vinile.

Slum King ha detto...

Il tuo pezzo RRobe è più tecnico, una roba da critica professionale, ma il pezzo di Nanni ha la magia, neppure Uzzeo è riuscito a scalfirlo :asd:
Va anche detto che te ti sei pigliato il filmaccio difficile, però la sfiga, nelle competizioni, non guarda in faccia nessuno

Nanni 1 - RRobe 0

RRobe ha detto...

Il pezzo di Nanni è una bomba.
Ma devi giocare con le carte che hai in mano.

Nanni Cobretti ha detto...

Ha ragione Slum, e fa ridere perché tra i due quello che ha un sito di cinema sono io. Un mio pezzo su The Hunger sarebbe stato indubbiamente meno interessante. Gran sfida.

Tommaso ha detto...

Pari dai.

Questo è un gran bel pezzo, che contestualizza e fa capire parecchia roba, quello di là quasi mi fa pentire di essere arrivato a 37 anni senza aver mai visto Top Gun. Quasi.

Unico appunto sul pezzo di là: "Top Gun" è ormai al massimo un cult movie generazionale, ancora molto conosciuto per sentito dire, ma in realtà poco citato e ancor meno visto, soprattutto soto una certa soglia d'età. Quindi niente "classico", almeno secondo me.

RRobe ha detto...

Devo dire una cosa scontata ma necessaria: smettiamola di farci i pompini a vicenda.

il decu ha detto...

Applausi alla TST Challenge.

Rocco ha detto...

Per me vince Nanni. Top Gun poteva essere insidioso, come tutte le sfide all'apparenza "facili", ma il suo pezzo ha quasi la stessa epica del film in questione. Ti sei difeso, RRobe, ma per vincerla doveva sbagliare lui o tirare fuori il colpo di genio tu.

PS: il link di Nagel punta alla pagina di Stephen Goldblatt

Rocco ha detto...

PPS: il colpo di genio potrebbe essere l'illustrazione di Carnevale, ma tecnicamente la sfida è tra te e Nanni, quindi...

Giulia ha detto...

Io voto per te, ma sappi che il commento di Mauro Uzzeo dall'altra parte per un momento mi ha messa in crisi.

RRobe ha detto...

Grazie per la segnalazione. Link sistemato.
Comunque, pure io voto per Nanni.

RRobe ha detto...

Ma il commento di Uzzeo è una roba che deve sostenere me! E' quello lo scambio e la ragione per cui abbiamo la spalla-ostaggio-ospite!!

Dan ha detto...

IO voto pari. Da un lato la recensione di RRobe mi ha fatto venir voglia di vedere The Hunger, dall'altro Nanni ha scritto la sua recensione cosi' bene da farmi scordare che odio Top Gun.

Tyler ha detto...

Stavolta Rrobe ha cannato.
Nel senso che per me, sul filo di lana, è meglio la sua.
Sarà che amo King, ma mi piace come contestualizza usando elementi del quotidiano anni 80.
Poi scivola un pò troppo sul tecnico, ma ha più contenuto di quella di Nanni.
Arricchisce.
Tipo le "ten rules" di Shane Black.
La recensione di Nanni è "tosta" e adatta al film.
Il film prende allo stomaco lo spettatore, la recensione altrettanto.
Ma a tratti pare "scritta per questo scopo", quindi (per la mia emotività) perde di mordente e di effetto.
Due gran belle recensioni.
Avercene...
p.s.
Mai fatto un pompino in vita mia, non comincio ora.

federico ha detto...

Con la competizione c'entra poco, ma locandina di The Hunger è beeellissima.

Ant ha detto...

Rrobe/Nanni: 1-1
Recensioni l'una l'opposto dell'altra ma ugualmente ben scritte e analizzate!

Andrea Peduzzi ha detto...

@RRobe: ciao, scusa, ma precisamente come si vota?

Joachim ha detto...

É piú forte Hulk o la Cosa?

Alessio Fortunato ha detto...

Voto Roberto.

The Hunger è uno dei miei preferiti in assoluto per la sua estetica cinematografica, fotografica e musicale...

Babol ha detto...

Voto questo post, anche perché The Hunger è un'affascinante trashata difficilissima da recensire.

In quanto amante dei vampiri e di David Bowie, però, non posso fare a meno di riguardarlo, di tanto in tanto.

Una domanda: chi di voi due recensirà per la sfida i miei due Tony Scott preferiti, ovvero True Romance e Nemico pubblico?

Cinedipendente ha detto...

Difficile... Perché recensire Top Gun ed essere brillanti è più facile di fare la stessa cosa con The Hunger. Forse è comunque un pelo avanti Nanni,tuttavia l'intervento di Uzzeo è tosto e quello dell'altro aiutante moscio. Quindi pari, per valorizzare la figura del gregario.

VOTO PARI!

el mauro ha detto...

Grazie Cine!
Sono parole come le tue che spronano il mio minus-ego gregario! :D
Dai che vinciamo, dai!!!

Slum King ha detto...

Nanni a +10, RRobe.
Ma è solo il primo giorno!

Viviana Boccionero ha detto...

Grande, RRoby! Subliminal! Stupendo.

Kathryn Brigadoon

QuandoEravamoRe ha detto...

Voto Nanni, a questo giro la sua rece mi è parsa più piacevole e interessante..

Nanni 1 - Rrobe 0

skalda ha detto...

Mi sembra che si debba votare la recensione, e non il film.
Quindi io voto questa. :)

TopGun l'ho visto al cinema, e The Hunger su rete4 nemmeno tutto.
Questa recensione mi ha fatto venire voglia di guardarlo per bene.