22.3.12

The Tony Scott Thunder Challenge: REVENGE


Continua la Tony Scott Thunder Challenge.
Se non sapete cosa sia, cliccate QUI.
Se vi siete persi la prima sfida, cliccate QUI e QUI.
QUI, invece, trovate la nuova recensione di Beverly Hills Cops 2, a opera di Nanni Cobretti, con una meravigliosa illustrazione di Massimo Carnevale, realizzata per l'occasione.


E adesso, parliamo di...



La scheda di questo film su Wikipedia è più breve di quella di Mega Shark Versus Giant Octopus.
E questo ci dovrebbe fare capire almeno due cose:

- che non è esattamente il film più fortunato del figlio proletario della famiglia Scott.

- che il mondo è troppo marcio per continuare.

Perché non importa quanto un film di Tony Scott possa essere sbagliato, è comunque più cinema di qualsiasi robaccia buona solo per acchiappare gli hipster annoiati che si guardano i film per ridere della loro bruttezza e non capiscono che quelle pellicole sono prodotte con il culo espressamente per loro che si credono così arguti (come pure tutte quelle robe assurde a base di ragazze robotiche che il Giappone vende a noi occidentali, ridendo alle nostre spalle per le cazzate che sono in grado di spacciarci).

Comunque sia...

E' il 1990.
Gli anni '80 sono alle nostre spalle e presto Bret Easton Ellis li seppellirà in maniera definitiva con il suo American Psycho, anticipando pure tutti i mostri che verranno nel decennio del politicamente corretto e dell'austerity clintoniana.
Tanti saluti ai giubbotti di pelle con le toppe, agli occhiali a goccia, al glam metal, a Ronnie Reagan, a Stallone e a un sacco di altra roba che a me piace ancora un casino.
In quell'anno, Kevin Costner è il nuovo pupillo di Hollywood, l'attore che più di ogni altro incarna lo spirito del tempo che verrà.
Nel suo curriculum vanta ottime prove in ruoli secondari (Fandango, Silverado), e grandi ruoli da protagonista (Gli Intoccabili, L'Uomo dei Sogni, tra tutti).
Kevin è  il cavallo su cui puntare.
Ma con moderazione.
Per esempio, quando Costner si presenta con il suo primo progetto sotto il braccio, un copione tratto da un romanzo di Jim Harrison conteso da molti (tra cui, John Houston), e si dice intenzionato non solo a interpretarlo ma anche a produrlo e a dirigerlo, quelli della Columbia Pictures ci pensano.
E poi decidono che non è il caso di mettere nelle mani di un esordiente un film da una decina di milioni di dollari di budget. Molto meglio affidarsi a uno come Tony Scott, che è un solido professionista con uno stile patinato, che sa portare i soldi a casa e che non ha tanti grilli per la testa.
A parte quella faccenda di essersi scopato la moglie di Sylvester Stallone sul set dell'ultimo film che ha girato.
Ma siamo sinceri... chi non lo avrebbe fatto?



Sulla base di questo ragionamento apparentemente sensato, gli studios però fanno un...


 ...GROSSO SBAGLIO.


Perché Scott ne ha le palle piene di girare film commerciali che incassano paccate di soldi ma vengono fatti a pezzi dalla critica. Lui si ritiene un autore e questa storia del film facile (Top Gun) e del film ancora più facile (Beverly Hills Cop 2) l'ha portata avanti solo per guadagnarsi la fiducia degli studios. Il suo scopo è farsi affidare un film vero, con attori veri e, magari, con una sceneggiatura che non venga scritta in sala di montaggio mentre tutti fumano erba e si guardano foto di artisti omosessuali.
Le velleità artistico-autoriali che mostrava al tempo di The Hunger ce le ha ancora tutte (nonostante abbia messo da parte i gusti da inglese modaiolo e intellettuale) e non vede l'ora di poter tornare a fare sul serio.


E poi, è matto scocciato.
Molto, ma molto più matto di quanto è mai stato o sarà mai suo fratello Ridley.


E quindi... REVENGE!


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Di cosa parla Revenge?
In brevissimo, è la storia di un ex-aviatore (Kevin Costner) che va a trovare un suo vecchio amico in Messico. Essendo l'amico un boss mafioso, è interpretato da Anthony Quinn.
Quinn ha intorno a lui decine di guardie del corpo e una moglie bellissima e giovanissima (Madeleine Stowe) che si bagna appena qualcuno le legge poesie di Federico Garcia Lorca.

Guardacaso, il personaggio di Kevin Costner legge proprio poesie di Federico Garcia Lorca e tra i due scoppia una passione irrefrenabile. Quindi scopano parecchio fino a quando il boss mafioso (e, a questo punto, ex-amico), scopre tutto e si vendica.
Lei viene sfregiata e messa in un bordello dove dovrà concedersi a chiunque.
Lui viene torturato e abbandonato a morire nel deserto.
Ovviamente non muore ma si riprende e cerca vendetta.
Le cose però si complicano perché il senso di colpa divora tutti i personaggi e, quando si arriva a stringere, nessuno ha davvero voglia di dissetarsi all'amaro calice della vendetta.
Il finale è quasi da tarallucci e vino in salsa crepuscolare se non fosse che qualcuno muore comunque:
ma di HIV.
Vi state chiedendo se, nel riassumere il film, ho fatto il simpatico con lo scopo di catturare la vostra benevolenza?
No.
La storia è proprio questa, fatevene una ragione.



Ora... come decide di affrontare materiale di tale levatura, il buon Tony?

Prima di tutto, visto che la storia è ambientata in Messico e c'è un sacco di sesso e violenza, si rivede tutti i film di Sam Peckinpah, andando totalmente in fissa per Voglio la Testa di Garcia (questo è un film da vedere, altro Mega Shark versus Giant Octopus, hipster del cazzo!!).
Poi chiama il suo fido braccio destro alla fotografia, Jeffrey L. Kimball, e gli dice di togliere tutti quegli azzurri che ha sempre accostato agli arancioni, nei suoi film precedenti, e sostituirli con altri arancioni più intensi. A quel punto, recupera qualche scena tagliata di quelle che gli erano avanzate dopo il montaggio di Top Gun, le mette in valigia e parte per il Messico a girare.
E gira.
Gira tanto. Un mucchio di roba.
Quasi tutta di sesso esplicito o violenza estrema.
Quelli della Columbia (e Costner) capiscono che il film è sul binario sbagliato. Provano ad aggiustare il tiro ma Scott non vuole sentire ragioni e va avanti per la sua strada.
Alla fine però, la produzione lo estromette dal montaggio, che viene affidato a proprio a Costner (e a un altro tizio che non essendo un attore famoso non vale la pena nominare).
Il risultato del loro lavoro è un film infinitamente lungo, noioso e poco incisivo.
Notevole solo per la bella fotografia e il tono mortuario e crepuscolare.


Revenge esce nelle sale, incassa solo cinque milioni di dollari più di quanto è costato (un disastro rispetto a quanto fatto prima sia da Scott che da Costner) e viene presto dimenticato da tutti tranne che da quelli che programma la prima serata di Italia 1, che lo mettono in heavy rotation per anni.
La situazione rimane invariata fino a quandoTarantino inizia a dire in giro che Revenge è il capolavoro di Tony Scott.


Quentin è uno che ogni tanto dice cazzate per giusto per vedere l'effetto che fa, ma quando parla di Tony Scott è sempre molto serio perché, con lui, ha un debito grosso (è stato il primo a portare sullo schermo una sua sceneggiatura), quindi, la sua affermazione crea curiosità e interesse.
E dove c'è interesse, c'è un possibile guadagno.
Ecco quindi che viene data a Tony Scott la possibilità di entrare in sala di montaggio e  realizzare la sua versione del film, la unrated director's cut.
Caso più unico che raro in operazioni del genere, il nuovo taglio del  film è più corto di quello arrivato nelle sale.
Più corto di venti minuti. Tantissimo, in termini cinematografici.
Il film, in questa edizione, è migliore per molti aspetti, peggiori per altri.
La psicologia e le motivazioni del personaggio di Madeleine Stowe, per esempio, sono azzerate (adesso è solo una che la da via facile) e, in generale, c'è un minore approfondimento psicologico di tutti personaggi, ma la storia ha un ritmo migliore, le scene di sesso sono ancora più esplicite e quelle di violenza sono devastanti.
La pellicola ricorda da vicino il molto successivo Man on Fire, altro film di Scott ugualmente mortuario, dolente, impietoso e bellissimo (e, guarda caso, anche quello ambientato in Messico).

Quindi, concludendo, sarà che io la carne la voglio grondante sangue, ma la versione nuda e cruda di Revenge mi è piaciuta parecchio e ve la consiglio.
L'altra a cottura media, no.


E, su queste note, vi lascio a...

Il Parere di WIM
REVENGE
La prima volta che ho visto Madeleine Stowe è stata in una stanzetta con dei cappotti. Kevin Costner chiude la porta, gira la chiave e la sbatte contro uno specchio. Lei comincia a gemere e mi sconvolge. La seconda volta che ho visto Madeleine Stowe sta dentro a un fortino e chiede a Daniel Day Lewis che cosa sta guardando. Lui risponde “guardo voi, signorina”, e questo più o meno è tutto quello che posso dire di Revenge che per me è stato sempre e solo un film pensato e realizzato per sbattere quella che (allora e magari solo per me) era la donna più bella del mondo su uno schermo largo dieci metri. Il secondo tempo di Revenge l’ho visto una volta.

24 commenti:

Tommaso ha detto...

Questo film lo vedi all'epoca, durante una gita delle superiori. Un film in teoria pieno di sesso e violenza che riuscì ad annoiare mortalmente una scolaresca di adolescenti. Detto tutto.

Sarebbe quindi il suo film "maledetto", non lo sapevo. Come non sapevo questa cosa di Costner. Peccato. Al netto del suo narcisismo Costner avrebbe diretto un film sicuramente migliore.
E va beh, per trovare chi avrebbe girato meglio un film così di Tony "in-confronto-a-me-Martin-Brest-sembra-Robert-Aldrich" Scott bastava gettare un sasso dalla finestra a Hollywood. Almeno a quei tempi.

Sulla sfida... beh, finora Rrobe si è beccato i due film "da spiegare", mentre Cobretti si è accaparrato il cult entrato nell'immaginario collettivo e la trashatona anni 80 facile da sbertucciare...

LRNZ ha detto...

Propongo la nascita del nuovo tag: NANNNI IN FIAMME. (drumroll)

RRobe ha detto...

HAhahahahah!

Dan ha detto...

Voto per RRobe, recensione competente ma anche molto frizzante.

Tommy La Trebbia ha detto...

Per me è pari. Però RRobe ha un film più "difficile" rispetto a Cobretti. BHC II è uno di quei film per cui le mamme ci lasciavano stare davanti alla Tv fino a tardi. Entrambi svelano un retroscena, ed entrambi affermano che Scott si sia zoncata la cara Brigitte. (l'avrà fatto il video?)
Io non sapevo ne della Zoncata, ne che Sly dovesse essere protagonista di BHC II. Ma non sapevo nemmeno che esistesse una versione "director's cut" di Revenge. Detto ciò, (di poco)per me il punto va a Rrobe. Per quale motivo? Va bene che se non hai briscola in mano devi giocare comunque, ma sto film a mio modesto avviso non ha segnato l'immaginario collettivo come BHC II ne tantomeno come Top Gun. Quindi mi sembra più difficile fare colpo e creare interesse parlando di Revenge piuttosto che di BHC II.

PS: st'idea della sfida è una figata!
PPS: leggevo la filmografia di tony scott su wikipedia. Cazzo, li ho visti tutti e non lo sapevo.

Tyler ha detto...

Cobretti.
Stavolta ha più verve e ritmo.

Slum King ha detto...

RRobe a 'sto giro vinci te.
Ti sei beccato per la seconda volta il film difficile ma ciò ha fatto abbassare la guardia a Nanni che ha fatto una recensione poco estrosa mentre te hai reso interessante il peggior film di Tony(ma ora scatta il recupero del director's cut).
Pure Wim sottotono.

Giulia ha detto...

voto la squadra Recchioni-Uzzeo, mi piace molto l'approccio ai film di Scott! :)

CREPASCOLO ha detto...

Revenge atterra nelle sale italiane a fine estate propiziando il rientro di chi ha fatto un intero mese di vacanze - cosa possibile alle masse negli anni ottanta, oh yeah.
Ricordo una rece del Corsera in cui sostanzialmente si lamentava che il passaggio della pellicola non avrebbe fatto scattare una cellula fotoelettrica.
Io l'ho sempre rubricato tra i film digestivi - che i canali mainstream mandano in onda per favorire le ns frattaglie at work - insieme a cose come I Cannoni di Navarone e quel film Disney con due sorelle gemelle che riappacificano i genitori lontani da anni.
Una curiosità sul Costner: secondo alcuni commentatori, nel film In bed With Madonna sono rintracciabili le avvisaglie della sua prossima caduta.
Nel documentario, Kevin in versione truzza paninara visita il backstage della signora Ciccone e le dice che '' il suo show era giusto ''.
Quando esce, la popstar comincia a prenderlo in giro per la scelta dei termini : di solito i fans di Madonna usano solo superlativi e sono entusiasti come Ronnie Reagan di fronte al budget per lo scudo spaziale. Lo tratta in un modo che nemmeno Kasdan quando taglia tutta la sua parte nel Grande Freddo.
Sarà un caso, ma il regista che , al tempo del suo blockbuster alla Magico Vento, era accusato di ''Dances with camera '' per le sue inquadrature, ma era La Star, è poi finito a interpretare uno zilione di ex giocatori di baseball imbolsiti. Persino quando precipita in pellicole interessanti e sottilmente eversive come Un Mondo Perfetto, il film è un flop al botteghino. No more fratellino di Indiana Jones. E oggi è tardi perchè sarebbe un remake di Amici Miei Atto III, con i nazisti sulla carrozzella ( come in un vecchio fumetto di Catwoman di Dixon/Balent ).
Ricordo che il suo agente diceva nelle interviste che '' Kevin sta restituendo a Hollywood la star vecchia maniera come Paul Newman, dopo tanti street guys come Gene Hackman ''. Il nuovo Gary Cooper. Lo hanno portato tanto in alto che è poi caduto. Nella Valleverde.
E chi ha piantato l'ultimo chiodino? I cartoonists italiani. Tutti, nessuno escluso. I personaggi mainstream italiani, SBEllici e bonellidi , assomigliano sempre a divi stranieri. James Franciscus, Rupert Everett, Dan Day Lewis, Ed Norton, Bob Mitchum, Bob Taylor
( due volte addirittura: Zagor e Diabolik ). E Tom Cruise. Nel cast di Nick Raider troviamo persino un agente del Mossad che è il clone di Hackman. Povero Kevin...

Deckard ha detto...

però la battuta di Jack Slater mi pare fosse "MADORNALE ERRORE"...

RRobe ha detto...

Nel doppiaggio italiano, sì.

Alessandro Manzella ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessandro Manzella ha detto...

Ieri sera ho visto Domino, incuriosito da quello che lessi quando uscì nelle sale, mi ricordo che criticamente venne demolito e non ne ho capito il perchè.
Non mi è dispiaciuto affatto nonostante non sopporti Keira Knightley (aspetto la recensione).
A volte mi sembra che esista una cospirazione anti-Tonyscott di cui non comprendo il motivo (vedi questa odiosa rece: http://www.cinemagay.it/dosart.asp?ID=4009)

joeclay ha detto...

Anche il mio voto va a Roberto.

ivothor ha detto...

bello scoprire di essere probabilmente l'unico a cui e' piaciuto Revenge anche nella versione normale! dovro procurarmi a questo punto anche la director's cut..

voto RRobe a sto giro!

Dévid Fincier ha detto...

"quando si arriva a stringere, nessuno ha davvero voglia di dissetarsi all'amaro calice della vendetta"
è qui che forse ha toppato perchè il Tony di arrovellamento ne poteva creare invece di finire tutto a tarallucci...poteva essere un filmone forse coi giusti tagli e un finale meno piagnone...

Dominic ha detto...

al secondo round,voto per te RRobe!

Cinedipendente ha detto...

Voto a Rrobe. Molto più ficcante. Recensione di Cobretti buona ma superficiale, un po' troppo canzonatoria. Su Giorni di Tuono ci sarà da ridere, secondo me. E in ogni caso mi sto accorgendo, ora che me li nominate tutti di seguito, di quali orrori "sublimi" si stato capace il buon Tony nei suoi "Early years".

Crumb ha detto...

A 'sto giro RRobe ha cercato di fare un po' più il cazzone e Nanni un po' più il cinefilo che ne capisce. Risultato: RRobe pareggia lo svantaggio iniziale.

"Lui si ritiene un autore e questa storia del film facile (Top Gun) e del film ancora più facile (Beverly Hills Cop 2) l'ha portata avanti solo per guadagnarsi la fiducia degli studios." questa era per il cobretti? :)

forst ha detto...

Direi che questo giro lo vinci tu. Domanda: ma i film ve li siete scelti o è un caso che a te capitino tutti i flop e a lui i blockbuster? Perché se continuate su questa strada mi sa che lui si spara il boyscout e tu Giorni di Tuono. Anche se non ti ci vedo a mollare facilmente la recensione del boyscout che hai in testa da una vita.

RRobe ha detto...

Ce li siamo divisi equamente.
Qualcosa ho mollato io (di tre mi dispiace particolarmente), qualcosa ha lasciato Nanni.

Dévid Fincier ha detto...

Ah vero, vinci tu.
è vero con tony le caratterizzazioni spariscono a favore dell'action più luminoso possibile.
Visto Ieri Domino per la cronaca; alla fine avevo gli occhi che manco a 16 anni dopo 3 lotti...
Invece non mi trovi d'accordo sul discorso Giant Octopus/fatti col culo apposta per compiacere gli hipster etc... Secondo me fa ancora più arguzia presunta dire che quei film sono fatti apposta così orridi per gli hipster (il cui odio condivido appieno, anzi loro stessi lo condividono)che si credono intelligenti nel ridere di cagate simili. Sei al livello successivo insomma...
Io quando vedo (in realtà proprio solo il sopracitato) scemate simili non irrido l'ipotetico bifolco che se lo guarda seriamente mentre io dall'alto della mia arguzia ci rido su, mi diverto invece per l'idiozia (voluta dici tu) di sceneggiatori/produtt/registi che si mettono a fare porcate simili per portare a casa 4 lire, consapevoli o no del gioiellino che stanno creando.
Poi certo Tony caga in testa a 9/10 dei registi mondiali...chevvordì.

Joachim ha detto...

non sapevo nulla del director's cut
io andai a vederlo per scott
per costner
per il titolo e i provini
...
mi piacque da morire
il classico racconto universale
la scena davanti allo specchio dove apre quello fino allo sterno
...
poi thomas miliam
ecco che fine aveva fatto
da lì in poi lo vidi dovunque(miliam è come travolta- un ritornante)

Salvatore Pappalardo ha detto...

Ragazzi il film che ho io dura 118 minuti,quello con le scene tagliate.Uscì questo alle sale?Perchè non ho capito bene