13.4.12

Battleship -la recensione-


Devo ammetterlo: quando sono entrato in sala a vedere l'anteprima, nella mia mente avevo già buttato giù metà di questa recensione.
La mia intenzione era scrivere una bella apertura in cui avrei fatto un sacco di battute sul fatto che questo è un film tratto da un gioco da tavolo.
Poi avrei ironizzato sui prossimi titoli che sarebbero arrivati nelle sale (MORRA CINESE! FILETTO! MERDA!), infine, mi sarei scagliato contro la tendenza di Hollywood a giocare sul sicuro sfruttando solo proprietà intellettuali note e su come, questo Battleship ne fosse l'esempio più lampante e parossistico.
Poi avrei demolito il film e tutti a casa.
Un pezzo facile.
Di quelli che ti fanno avere un sacco di "mi piace" su Facebook perché tutti si aspettano che questo film sia una cazzata stratosferica e questo è quello che vogliono sentirsi dire.

Il problema è che, a proiezione conclusa, il film m'è piaciuto.
E pure parecchio.
Ma prima di continuare, facciamo un piccolo test d'idoneità:

- Vi è piaciuto Indipendence Day? Sì/No
- Vi è piaciuto Transformers 1 & 3? Sì/No
- Vi è piaciuto Armageddon? Sì/No

Se avete totalizzato una maggioranza di "Sì", continuate a leggere tranquilli perché questo Battleship è un film che non sfigura affatto se accostato con i titoli elencati.
Se avete totalizzato una maggioranza di "No", allora smettetela pure di leggere. Il problema non è di Battleship, è che proprio non amate i film scemi, fracassoni, spettacolari, epici oltre la soglia del ridicolo, scritti con (cattivo) gusto e molto divertimento e diretti alla grandissima.

Ecco, Battleship è proprio questo.
Uno stupido, divertente, coatto, film che non ha nessun'altra pretesa se non quella di divertirvi e appassionarvi.
Il corrispettivo di una corsa sulle montagne russe?
Assolutamente sì.
Ma, giusto per dire, la critica più barbosa e spietata, aveva definito "una vuota corsa sulle montagne russe" anche il secondo Indiana Jones (non che ci sia paragone tra Battleship e Indy, sia chiaro).

Il film si apre benissimo e tutto il primo atto è divertente, ben girato e con un grande ritmo.
I personaggi sono definiti giusto con i tratti necessari per far capire quale archetipo narrativo rappresentano, ma il tutto è fatto con vero mestiere e sì, lo ripeto ancora, divertimento.
Per assurdo, il film si ferma un poco nella parte centrale, quella in cui gli alieni brutti e cattivi mostrano la loro faccia. Qui il ritmo cala e ci sono alcuni momenti dello script un poco confusi.
Ma tra una sequenza e l'altra, mentre Peter Berg fa di tutto per farsi scambiare per Michael Bay (e gli riesce meglio di quando cercava di spacciarsi per Michael Mann) e gli sceneggiatori fanno i numeri da circo per riportare sullo schermo i meccanismi del gioco da tavola (sul serio ragazzi, era un lavoro ingrato ma voi siete stati grandiosi!), si arriva spediti verso il terzo atto che è, semplicemente, uno spasso assoluto.
Basti dire che, in una sala piena di giornalisti pronti a stroncare il film, a un certo momento è scattato l'applauso.

Insomma, se volete divertirvi, io vi consiglio di spendere questi sette-otto euro da dare al vostro cinema, (perché questo è un film che va visto sullo schermo più grande che avete a disposizione, non sul monitorino del vostro computer).