3.4.12

Di Zerocalcare e di altri tre casi straordinari.


"Vecchio".
Dicevamo così su Manicomio (il forum dove sono nato e cresciuto in termini web), ogni volta che qualcuno postava un'immagine, o metteva un link, più vecchio di mezz'ora.
Perché Internet è così.
Se è successo ADESSO, allora esiste.
Se è successo un attimo fa e tu lo posti ADESSO, allora sei un cazzo di sfigato che vive nel passato.

Un esempio?
Da poco è andato in onda (in USA) il primo episodio della nuova stagione di Game of Thrones.
Se te lo sei scaricato, te lo sei visto in inglese e ci fai un pezzo sul tuo blog, o ne scrivi su Facebook, o se lo twitteri, ADESSO, allora, sei un figo che vive nel pieno nel suo tempo internet.
Se lo fai domani mattina, sei un mezzo sfigato con una vita a cui badare.
Se aspetti che Italian Subs ne metta online i sottotitoli, sei pubblico di massa.
Se te lo vedi su Sky e ne scrivi dopo averlo visto doppiato, sei un feticista delle granny.
Tutte le cose hanno un loro tempo si dice.
Ed è vero.
Il tempo delle cose, sul web, è nello stesso momento in cui quelle cose si manifestano.
Subito dopo è già Istituto Luce.

E questo vale per tutto.
Prendiamo il caso dei fumettisti su Internet.
No, dico sul serio.
Prendiamo proprio il caso dei fumettisti su internet.

CASO N.1

Eriadan
Paolo Aldighieri è stato tra i primi a diventare popolare sul web, raggiungendo un pubblico fatto non solo di gente appassionata ma anche, e soprattutto, di persone che magari i fumetti non li leggevano proprio (e questo è sempre come fare il cinque più uno nel nostre settore).
Eriadan è diventato un fumetto molto popolare in un'era pre-Facebook (sì, esisteva un mondo pre-Facebook e non era nemmeno tanto tempo fa... assurdo vero?) rendendo il suo risultato ancora più straordinario.
E' andato avanti per sei anni a ritmo serrato, sfornando materiale sempre di altissima qualità, poi ha comunicato a tutti di volersi prendere una pausa.
Il suo messaggio di momentaneo commiato, ha generato 500 commenti nell'arco di pochissime ore.
Una roba mai vista, fino a quel momento.
In seguito, Paolo ha continuato a realizzare strisce in maniera abbastanza irregolare, per poi tornare a una produzione più stabile solo in tempi recenti. Nel frattempo, ha pubblicato una versione cartacea del suo fumetto che credo sia andata abbastanza bene anche se ho il dubbio che non abbia incontrato lo stesso successo della sua controparte sul web, sia perché la sua casa editrice non ha questo peso nel mercato della libreria di varia, sia perché, come dire, forse ha perso l'attimo giusto.
La pausa e il nuovo ritmo di produzione gli hanno sicuramente giovato in termini di qualità, ma credo che lui stesso non potrebbe negare che fermarsi è significato scendere da un razzo che lo stava portando molto in alto e molto in fretta.


CASO N. 2


A Panda Piace.
Credo che, sul web, io sia stato il primo a lanciarlo.
Ma il mio merito finisce qui perché, per il resto, Giacomo Bevilacqua ha fatto tutto da solo.
Il suo Panda ha saputo intercettare, anche lui, il pubblico di massa del web, rivolgendosi a persone che magari non avevano mai letto un fumetto prima in vita loro. Il Panda è un bel personaggio, facile da capire e da amare e facile da declinare in mille modi diversi. E così è stato.
Il Panda è stato ristampato in due volumi. Il Panda è diventato la mascotte de La 7. Il Panda appare ogni settimana su Wired. Il Panda sta sui quaderni, gli astucci, i raccoglitori, i mouse, le lampade da tavola, i righelli e via dicendo. E' un prodotto nato su Internet che, da Internet, è saputo uscire. E le sue strisce sul web continuano.
Allo stesso livello delle prime? Di meno.
La freschezza si è un poco persa e, per quanto Giacomo abbia comunque rallentato la produzione, il ritmo continuativo non premia la sua vena creativa.
E' un brutto prodotto? No. Nel per nulla. Rimane un fumetto godibilissimo, perfetto per il suo pubblico.
Ma era meglio prima.


CASO N.3

Makkox.
Marco Dambrosio è un fenomeno così complesso che è difficile riassumerlo.
Diciamo che è venuto da fuori il mondo del fumetto, si è imposto sul web (portato al successo anche lui da persone che lettori di fumetto non erano) entrando subito nel cosiddetto "salotto buono della blogosfera", poi ha fatto quattro passi nella trincea del nostro settore (che è l'edicola), passando dai blog alla carta. In questo periodo, oltre alle durissime esperienza fatte, ha trascurato parecchio il web, perdendo per qualche tempo la presa sul mondo in cui era più forte. Si è saputo ritrovare, diventando un collaboratore fisso de Il Post, e rilanciandosi alla grandissima attraverso Facebook con le sue vignette.
Il momento magico è continuato con una vincente autoproduzione dal basso e una serie di volumi di largo successo per Bao. Il merito di Marco in questa fase (comune a Giacomo Bevilacqua) è quello non solo di essere riuscito a far leggere i suoi fumetti gratuitamente a chi i fumetti non li leggeva per niente... ma pure a farglieli comprare, quando editi in volume.
Oggi sembra essersi leggermente arenato di nuovo. Come vignettista pare che sta forse attraversando un momento di stanca creativa. Magari dipende dal vuoto post-berlusconiano che sembra aver colpito tutta la satira, o forse perché è incappato in qualche polemica rognosetta a causa di alcune questioni spinose. Resta il fatto che, vedendolo da fuori, si ha l'impressione che il pubblico che lo amava incondizionatamente, abbia (in parte) preso le distanze.
A stringere: se ieri (il remoto passato del web) su Facebook lo condividevano tantissime persone, oggi molto meno.
Perché adesso c'è Zerocalcare. O è meglio dire... c'era?


CASO N.4


Zerocalcare
Per capire quanto è nuovo Zerocalcare, vi basti sapere che non ha ancora la sua pagina su Wikipedia.
Comunque sia, è romano, viene dall'indipendenza dura e pura. Il suo destino si è incontrato con quello di Makkox che prima lo ha voluto sul Canemucco e poi gli ha prodotto anche il suo primo libro.
E' diventato un fenomeno del web in tempo zero.
Lui, oggi, è l'ADESSO.
Quando dico "fenomeno" intendo che, grazie alla qualità e alla universalità dei suoi fumetti, al fatto che parli esattamente alla generazione che è più presente sul web in questo momento storico, a un pizzico di culo, e al non trascurabile fatto che quello che scrive e disegna fa ridere forte, le sue storie sono arrivate a essere condivise su Facebook da dodicimila lettori.
Ripeto e lo metto in cifre che è più impressionante: 12000 persone che si sono prese la briga di schiacciare il tasto "condividi". E chissà quanti che non lo hanno fatto, limitandosi a leggerle e approvarle nell'intimo.
Di sicuro, è il record italiano.
Ma ho il concreto sospetto che sia anche un record mondiale per un fumetto.
Ovviamente, un fenomeno del genere sta anche trascinando il suo primo libro cartaceo, che è alla quarta edizione. Meno ovviamente, si parla di lui ovunque, dai blog dell'internet che conta ai siti dei quotidiani.
E ADESSO, proprio quando si trovava sulla cresta della più grande onda che un fumettista italiano (e forse mondiale, lo ripeto) ha mai cavalcato sul web, Zerocalcare ha deciso di prendersi una pausa.
Come ha fatto Paolo Aldighieri prima di lui, certo, ma scendendo da un razzo dieci volte più grosso del suo (senza offesa, Paolo).
Adesso, sia chiaro:
Il mio lato autoriale stima Michele (così si chiama all'anagrafe) in maniera incondizionata.
E' stato abbastanza lucido da vedere da solo che le sue cose più recenti non erano della stessa qualità di quelle precedenti, ne ha capito le cause e, prima che qualcuno potesse dire "Oh, ma lo avete visto Pinco Pallo?! E' il nuovo Zerocalcare!!" si è fermato per riprendere fiato, non perdersi e tornare a fare le cose per bene.
Ma per quello che conosco il web, ho il terrore che abbia gettato al vento un'occasione unica.
Vorrei gridargli contro "RIPENSACI! FREGATENE DELLA QUALITA' E VAI A SCOPARTI IL MONDO!"
Io farei così.
E molti altri farebbero così.
Anzi, molti HANNO fatto così.
Ma sapete che c'è?
E' una fortuna che io e questi molti altri non siamo al posto suo.
Perché Zerocalcare è un fenomeno (e un autore) così speciale anche perché ha il coraggio, la purezza (e la follia), di fare una roba simile e forse, per una volta, il web mi sorprenderà, sapendolo aspettare e non bollandolo come "vecchio", quando deciderà di tornare.

Nel frattempo... "oh, ma lo avete visto Pinco Pallo? E' il nuovo Zero Calcare!!"

24 commenti:

Vaz ha detto...

Dimentichi (?) Daw.

Officina Infernale ha detto...

"RIPENSACI! FREGATENE DELLA QUALITA' E VAI A SCOPARTI IL MONDO!" questo è il nodo fondamentale di questo secolo....un ottimo consiglio...

RRobe ha detto...

Officina, t'è caduta l'ironia nella doccia.

RedHead ha detto...

Anch'io pensavo di trovarci Daw... uhm....

Officina Infernale ha detto...

....c'est la vie...

Officina Infernale ha detto...

...ho letto troppo in fretta...troppo grind...troppo read fast die young...

Isid0 ha detto...

enio gli ho mandato 24€ per due albi e non mi sono ancora arrivati, maledetto zerocalcare voglio i miei libri!

Matteo Aversano ha detto...

Penso l'analisi sia giusta così, con questi personaggi presi come esempio molto calzante (e aderente col mio personalissimo punto di vista, che tra l'altro è quello di un ometto piccino picciò che era nel pieno del pre-Facebook bloggaro e ha notato gli stessi "movimenti" sul toro meccanico della fama online-offline)

Altrettanto giustamente, Daw è rimasto fuori.

'spé che vado a premere "condividi" su Facebook :-)

CometaRossa ha detto...

cazzo la prima puntata della seconda serie?? cazzo sono OLD...

Manu Di Nazareth ha detto...

Sono una sognatrice, mi piace pensare che gli utenti della rete abbiano sviluppato una coscienza tale da saper apprezzare la scelta della qualità piuttosto che della quantità... che sappiano aspettare per un prodotto di qualità e che non vogliano il tutto e subito.
A parte la bravura e la vena creativa, vedo in Calcare una predisposizione a vedere il mondo e la sua vita in chiave ironica che non penso si esaurirà, penso che lo accompagnerà per il resto della sua vita e allo stesso modo per il resto della sua carriera artistica.
Ripeto, sono una sognatrice. Ma spero, in questo caso, di essere anche un po' veggente :)

micro ha detto...

nella montagna crescente di commenti al post d'arrivederci di ZC ci sono quasi solo pacche sulle spalle e comprensione. Sarà interessante vedere, come si chiede Roberto, se più che l'incazzatura per un vuoto sarà l'oblio a fagocitare un po' l'armadillo. Cmq Zero è riuscito a sfondare probabilmente anche per un tratto del disegno molto accattivante, pulito e immediato ( e c'è stato un passaggio di editing notevole se si vanno a vedere le storie della profezia nella prima versione rispetto a quelle pubblicate).

Engelium ha detto...

Uhmm... però manca una considerazione importante IMHO ... eriadan, Makkox si differenziano in una cosa fondamentale: quando son scesi dal loro razzo avevano già compiuto una fidelizzazione dei loro utenti piuttosto importante... prendersi una pausa comunque non implicava nessuna conseguenza se non il semplice perdere l'occasione... per Zerocalcare possiamo dire lo stesso? Io credo di no, anzi, penso che stesse cominciando solo ora la sua strada...

boh pensiero personale eh, ma riassumendo direi che se fra qualche anno si potrebbe dire "ah eriadan, si era molto carino il suo webcomics", forse ci troveremo anche a sentire "zercochi?! ma di che parli?"

paolo passalacqua ha detto...

Ciao Roberto. Mi trovo a condividere la scelta di Zero Calcare.
Il discorso poi mi incuriosisce perchè credo si iscriva anche in certi meccanismi legati a certa serialità, sia cartacea che non.
Quando si parla di creatività mi chiedo quanto e come la fantasia e il lavoro di fino possano scendere a compromessi con scadenze date dalla tipologia del prodotto che si crea. Se da una parte la capisco e la vedo anche come un'ottima palestra credo che il rischio di "sovraffaticamento" sia spessissimo dietro l'angolo, con la conseguenza che sul campo spesso troviamo il cadavere della qualità o un figlio non uscito granché bene...

dedalus ha detto...

le polemiche rognosette sarebbero quelle con coniglio sulla chiusura di canemucco? o mi sono perso qualcosa?

RRobe ha detto...

Ti sei perso qualcosa.
Roba di TAV.

sraule ha detto...

Pur con la massima stima per gli autori di cui hai parlato, io spero di vedere ancora Masi e Rossi Endrighi (Harpun).
Ma non tra tre minuti.
Tra cinque o sei anni e oltre.

sherlock ha detto...

Ma, a parte che quelli che se non si è "in" mi stan sui bal a prescindere, nei 4 casi (tutti che seguo con fervore) che citi io preferirei vedere il bicchiere mezzo pieno: 4 casi che dimostrano che, quando c'è qualità, ESISTE davvero il metodo "mi propongo gratis sul web e poi alla lunga potrò essere premiato se valgo". Il fatto che stress o scazzi vari possano aver tarpato in qualche modo questi 4 voli nulla toglie a questa bella novità. A cui potremmo aggiungere il quindo caso di Davvero della Barbato che, ok tra alcune polemiche sul "metodo", approderà in edicola facendo comunque vincere all'autrice dei testi una scommessa visto che il "genere" era stato giudicato non adatto quando lo aveva proposto ed invece ha avuto buon successo ed ha attirato neofiti al fumetto. Auguro eguale fortuna al "rewind" che Memola sta pubblicando delle storie di Agenzia Incantesimi, dagli ottimi testi e disegni.

eriadan ha detto...

Mi spiace tremendamente la chiusura di Zerocalcare, webcomic a mio avviso, sia come disegni che come grammatica del fumetto, davvero straordinario. Devo pero' dire che un po' capisco la sua scelta in quanto alcuni passaggi del comitato li ho sentiti decisamente vicini al periodo in cui avevo deciso di smettere di fare strip.
Rispondo qui al tenutario prima di tutto ringraziandolo per l'opinione espressa sul mio blog; confermo io stesso che interrompere sia stato scendere da un razzo ben avviato ma mi sento di dire che son felice di averlo fatto perché la direzione verso cui puntava non faceva per me. Col tempo ho capito che non sono un fumettista ma un fumettaro, amo fare fumetti perché mi diverte ma dover imparare a viverci mi stava facendo smettere di divertirmi. Preferisco fare il prof di chimica, mi piace di più e mi da' il privilegio di poter decidere cosa si' e cosa no.

RRobe ha detto...

E io rispetto un sacco sia te che lui.
E' solo che per me è difficile da capire.
Non riuscirei mai a scendere dalla ruota.
Per quanto la ruota, ogni tanto, mi faccia schifo.

dedalus ha detto...

cioé: la sfida del fumettaro seriale è quella di riuscire a cavalcare la ruota, restando bravo, o anzi facendosì che la folla corsa lo aiuti a diventare più bravo. Ho capito bene?

@rrobe. Grazie. Quanto sono fuori dal loop? puoi aggiungere questo ai sintomi della sfiga: uscire fuori dal loop per un secondo.

Tyler ha detto...

Io ricordo un Ortolani a cadenza mensile che non mi divertiva più.
E smisi per un bel èò di leggere ratman.
Zerocalcare ha optato per maggiore qualità delle sue opere e maggiore qualità della sua vita.
E la qualità è il propellente del suo razzo.
Credo che il tempo bruci le mode, ma la qualità è ignifuga.
Personalmente aspetto con ansia il suo ritorno.
Magari nelle vesti di un cavaliere pallido che ritorna in città...

Marco ha detto...

Non ho mai capito per quale ragione aggiornare costantemente. Aggiorno quando ho qualcosa da dire, quando proprio mi scappa da dirlo, creare dovrebbe essere in primis un piacere.

Poi secondo me, se si parla di messaggi o creatività sul web, il rapporto col pubblico dovrebbe essere a sua volta "creativo", non solo passivo, del tipo: "Mi piaci, clicco e ti dò visibilità".
Non so se basta. Coi blog più seguiti spesso succedeva-succede che il commento diventava spunto creativo per altri post.

Macphisto ha detto...

Ma non è che zerocalcare c'ha fregato a tutti con un bel pesce d'aprile?

O va be' in fondo facesse lui, se non gli vengono fuori mica gli posso mette le mani addosso! Se le pubblica buone come ora meglio!

laura scarpa ha detto...

Forse le pause andrebbero prese quando possono diventare infinite e lasciare un mondo che ti piange da vivo, come quando ci mancano Calvin e Hobbes...
Forse bisognerebbe semolicemtnte continuare in modo minore. È dura produrre sempre.
Eppure la vecchia produzione pulp lo faceva, e faceva cagae e poi sfornava il capolavoro.
Quello che vedo è che (non solo nel web, ma certo soprattutto nel web) oggi la memoria va in pappa. Io mi lamento della mia, per i nomi, ma quando sarà alzheimer avrà un nome, questa è smemoratezza colelttiva. Lo è in politica, lo è nella cultura. Folel di lettori he leggono la zimboskkk... insomma la poetessa, folle che non sanno più chi sia Gipi.
Le librerie (di qualsiasi sostanza) servono a questo. a ridarci memoria. A far rileggere un libro. L'orizzontalità della lettura mi fa fare un sacco di riletture, pescando nella mia libreria o nei baracchini, per rileggermi le cose di Makkox che mi piacevano (delle vignette di satira mi frega poco e credo anche a lui) devo fare 300 clic e non trovo mai quella che mi faceva morire, perché è troppo in fondo.
Zero però è uomo anche da carta, e da muri di centro sociale, e credo che questo possa salvarlo: zoccolo duro!
Ma non dimenicate Gipi (grazie RRobe per questa osservazione sul "passato" in rete).