17.4.12

Fatti le caste tue.

I politici sono tutti uguali.
I politici si coprono tutti tra loro, anche (e specie) quando qualcuno di loro ruba.
I politici sono una merda.

I dottori sono tutti uguali.
I dottori si coprono tutti tra loro, anche (e specie) quando qualcuno di loro sbaglia.
I dottori sono una merda.

I giornalisti sono tutti uguali.
I giornalisti si coprono tutti tra loro, anche (e specie) quando qualcuno diffama.
I giornalisti sono una merda.

E i fumettisti, invece?
Perché fa ridere vedere colleghi che dicono cose come queste qui sopra, aderendo pienamente al sentire popolare, che appena vengono toccati sul vivo, si scoprono di colpo corporativisti.
Quando tocca a noi, allora le forche pubbliche sono una brutta cosa.
Quando tocca a noi, allora le cose si risolvono in casa, lontani da sguardi indiscreti.
Quando tocca a noi, allora ti devi fare i cazzi tuoi e far finta di non vedere e non sentire.

E poco importa se il comportamento di pochi disonesti, getti fango e svilisca il lavoro dei molti onesti.
Poco importa che quegli onesti, si sentano dei cretini a lavorare sodo, stando dietro alle richieste di editori, sceneggiatori e curatori, riuscendo a consegnare otto pagine al mese e facendo la fame, mentre i disonesti se ne fregano, consegnano da una vita un mucchio di pagine contraffatte al mese e vivono sereni (e benestanti).
Quello che conta, è tutelare la categoria.
Che sennò la gente chissà cosa pensa.
Che sennò qualcuno si sveglia e, visto mai, va a controllare anche il lavoro di altri.
Magari proprio il tuo, di lavoro.
E allora, morte agli infami che si permettono di parlare e dire che certi comportamenti non sono ammissibili!

Che schifo, cazzo.
L'Italia. Quel paese di merda che denigrate quando fate i moralisti su Facebook, siete voi.

9 commenti:

GIANLUCA GAROFALO ha detto...

Credo che tu abbia colto esattamente la faccenda dal suo punto di vista meno gradevole ma più vero. Esiste chi vive in modo retto. Esiste chi fa il proprio mestiere con responsabilità e fatica. Attenzione, però: nel mestiere esistono le scorciatoie e sono anche lecite... se portano a qualcosa di utile non solo al "professionista" ma alla comunità. Lo dico velocemente: i grandi artisti del passato erano, costantemente, alla ricerca della scorciatoia (o del mezzo di riproduzione perfetto, ditela come volete). Questo non li rende meno grandi. Non è la scorciatoia in sé ad essere deprecabile ma il risultato che non crea valore, qualità. Ma quando la scorciatoia è disonesta? Nel nostro campo (allargando all'illustrazione, quindi, visto che non sono un fumettista e neppure uno sceneggiatore) quando, furbescamente, si utilizza un'immagine senza l'elaborazione necessaria perché avvenga la reazione metabolica che rende quella stessa immagine un prodotto nuovo e non più grezza materia prima. Che equivale a dire: ingannare il fruitore vendendogli un semilavorato al prezzo di un prodotto finito e pronto per il mercato (e se stessi, aggiungerei...).
Ma esiste anche un altro tipo di disonestà: vendere prodotti scadenti sfruttando il marchio. Anche questo è deprecabile. Una cover o un'illustrazione di bassa qualità tecnica (compositiva, narrativa...) che però reca una buona firma. Anche questo è parte del malcostume che denunci, secondo me.
Rientrando nei ranghi, concordo con te: non è bello tacere sempre. Non è "civico". Ma esiste un modo "civico" per far conoscere l'azione disonesta? Esiste un modo politicamente corretto per "educare" il "fruitore" a discernere? O, comunque, un'azione condivisibile deve assumere l'aspetto poco edificante di uno starnazzo continuo, dove ognuno afferma tutto e il contrario di tutto? Perché questo mio commento? Perché seppure interessato all'argomento, mi trovo disorientato dalla poca coerenza generale e dai toni troppo spesso eccessivi, roboanti e, permettimi, presuntuosamente saccenti, di molti dei protagonisti. Caratteristiche che mi sembrano abbastanza diffuse in questo ambito professionale (e semi-professionale). O sbaglio?

Gianluca

NB- Come dire... metto le mani avanti: quanto scritto sopra è frutto di sincera curiosità, non di fregole polemiche.

Mario ha detto...

Roberto non sono quasi mai d'accordo con te ma su stà cosa hai ragione... ma non prendertela... dovresti aver capito che la rete è piena di frustrati che da giovani volevano fare quello che fai tu e siccome non ci sono riuscito aspettano che apri bocca per potersi sfogare. Mi aveva fatto molto ridere quello su un'altro blog su cui sei intervenuto che metteva in discussione ogni tua parola perchè...ti piaciuto John Carter di Marte !!! Meraviglioso !!!
Cambiando argomento ...
http://www.cineblog.it/post/36865/the-tomb-aggiornamento-sul-casting
...che aspetti a parlarne.

saldaPress ha detto...

Il tuo ragionamento lo seguo, però anche un'obiezione che faceva tra le righe Bottero mi ha fatto riflettere: ok dare addosso al disegnatore "scorretto" (ma sono d'accordo con Bilotta: accanirsi è sempre andare oltre) ma se queste fonti da cui "ispirarsi" fossero state suggerite a monte?

Cioè, voglio dire, non può essere che ci sia qualcosa di storto anche in questo meccanismo iperproduttivo che, per esistere, va alimentato a ogni costo.

Boh? È solo un dubbio che mi sono posto.

:-) AGC

ps: però sul ristorante indiano hai ragione tu (e il pezzo, oltre a farmi ridere un sacco – il personaggio di Uzzeo funziona sempre –, credo di averlo anche citato in un incontro di lavoro come esempio di "imprevedibilità del risultato nella comunicazione 2.0")

Claudio ha detto...

E' vero, non è solo colpa di chi copia ma anche di chi ti porta a copiare La famiglia, la scuola, certi programmi televisi e soprattutto i fumetti corrompono anche i migliori professionisti.

Claudio ha detto...

...aldilà del sarcasmo, non c'è un meccanismo iperproduttivo se tu non sei iperproduttivo, a meno che non intendi che chi ti costringe è la società capitalistica e allora torniamo a bomba col sarcasmo ed è colpa della società.

RRobe ha detto...

Per Andrea: discorso molto debole.
Perché se nel tuo lavoro il ricalco è sistema (e no, non entrerò di più nel merito ma fidati che è così) e lo pratichi da molti, molti anni, lavorando con molti sceneggiatori diversi, mi sembra difficile che tutti gli sceneggiatori ti abbiano detto "ricalca questa vignetta da questo albo e questa da questo". Anche perché, ricordati sempre che la maggior parte dei fumettisti, sceneggiatori inclusi, di fumetti ne legge pochissimi (purtroppo).

Quanto alla iperproduttività: sei iperproduttivo se vuoi esserlo, almeno in Bonelli. Nessuno ti punta una pistola alla tempia per fare 30 tavole (o più) al mese.

DF ha detto...

Il problema serio E che quanto detto da robe "sembra" essere la sacrosanta veritá....dico sembra perchè non ti aspetti una risposta così piccata dall'altra parte....quasi a chiederti perchè mai e con quale veemenza si risponda in questo modo...si sta forse sbagliando? e invece no...perchè ad analizzare bene E solo una riasposta personale piccata e salvagurdia della categoria...con una sprizzata di ipocrisia e falso buonismo( avevano appena finito di scrivere un articolo che invitava bonelli a svegliarsi).

Viviana Boccionero ha detto...

Je t'adore, RRoby.

d0m0pak ha detto...

Ciauzz, guarda faccio un piccolo esempio: faccio il cameriere e posso dire I camerieri sono tutti uguali.
I camerieri si coprono tutti tra loro (vero)
I camerieri sono una merda.
Ti dico che è vero e sono contento quando faccio la cazzata che qualcuno mi copre. Però è il livello di focus che cambia, se faccio una cazzata io (rovescio vino per terra etc etc) al massimo ne risente il pavimento o la persona a cui sono andato contro, se sbaglia un politico o un medico si parla o di un destino di un paese o addirittura della vita di una persona. Certo le gogne popolari se ti toccano personalmente fanno male, ma i politici sono "gente pubblica" dovremmo essere noi a giudicare l'operato! Il problema è che spesso il giudizio è accompagnato da precisi scopi personali o politici distorcendo la realtà.
Cmq i calciatori sono una merda!! :)
Domenico Pacifici