28.4.12

Napoli Comicon: giorno zero



Sono uscito di casa, questa mattina, con un misto di emozioni:

- Una certa inquietudine per il destino del festival del fumetto di Napoli che, proprio con questa edizione, subisce una rivoluzione importante, abbandonando del tutto la sua sede storica del castello.

- Un umore tetro per cazzi miei, tra cui svariati dolori per i miei acciacchi e l'ansia per i troppo lavori arretrati che mi stavo lasciando alle spalle.

- La felicità di una nuova avventura con i cinque blogger.

- Il solito entusiasmo che mi piglia quando vado a Napoli, specie in occasione del Comicon.

Il viaggio comincia male visto che quasi perdo il treno a causa di un sabotaggio da parte dell'orologio del mio cellulare e ce la faccio a salire a bordo solo grazie a Uzzeo che mi chiama al telefono mentre sto sorseggiando, in tutta tranquillità, un succo alla pera.
Sul treno trovo Paolo e Daniele ad aspettarmi, già comodamente seduti e riposati.
Io, invece, faccio schifo: ho il fiato grosso, pallini luminosi mi ballano davanti agli occhi e mi sto chiedendo a che età sia lecito farsi venire un infarto.
Ci mettiamo, più o meno, venticinque secondi prima di ricominciare a dire cazzate e a fare progetti strampalati legati a i 5 Blogger e continuiamo a farlo fino a quando il Frecciarossa non ci scarica nella stazione di Napoli, dove una macchina della manifestazione ci attende.
Il tempo di un caffè al Mexico e poi andiamo tutti nella casa in centro che ci hanno riservato, distaccata dall'albergo degli altri ospiti e un poco più distante dalla fiera, ma che ha un mucchio di altri pregi.
Tipo l'affittuario, che per riuscire a convincerlo ad andarsene, dopo che ci ha dato le chiavi, quasi dobbiamo chiamare Padre Karras.
Una pizza al volo dalla Pizzeria Pasqualino (nel frattempo ci ha raggiunto pure Andrea) e poi di corsa tutti al PAN, per l'incontro e l'inaugurazione della mostra su Diabolik.
Quando dico di corsa, intendo sul serio, visto che costringo la mia compagine a una marcia forzata per non fare tardi.
Adesso, a Roma gli appuntamenti hanno quel margine variabile racchiuso dalle parole "dammi dieci minuti e sono lì", dove dieci minuti rappresentano una valore variabile compreso tra il quarto d'ora, (dove non si batte ciglio) e i quarantacinque minuti (dove si celebra lo spirito ancestrale degli avi della persona attesa).
A Napoli, invece, gli appuntamenti sono più una specie di vago suggerimento che puoi seguire o meno, senza che nessuno se la prenda a male.
Per farla breve, arriviamo puntualissimi in un sala deserta.
Poco male, visto che questo mi da il tempo di sfogliare il magnifico catalogo della mostra realizzato da quelli del Comicon, in cui c'è pure un mio pezzo (su Ginko e Altea, se vi interessa).


La prima parte dell'incontro è interessante.
A tratti.
L'impressione è che, certe volte, a chi capita di partecipare a questo genere di cose, non sembri vero di poter dire tutto quello che per anni si sono tenuti dentro e che, messi davanti a un microfono, mollino qualsiasi argine e si scatenino in maniera impietosa contro un pubblico indifeso.
Per carità, molte delle cose che si sono dette nella prima pare della conferenza erano davvero degne di nota.
Se però ci fosse stato un moderatore a arginarle, il ritmo ne avrebbe giovato.
Più snella la seconda parte (a cui partecipo con un intervento stringatissimo, giusto per compensare) con un Gomboli e un Castelli in forma assoluta.


Per il resto, una visita della mostra dedicata al Re del Terrore (ricca di tavole originali e di memorabilia rarissima) con Gomboli che mi fa da cicerone, l'aperitivo con l'arrivo dei tanti altri ospiti della manifestazione (tra cui le curiose Tokio Dolores, di cui vi parlerò meglio domenica, dopo la loro performance dal vivo).

Poi la consueta cena da Umberto per inaugurare il festival e tutti in albergo (a casa, nel nostro caso).


Ho ancora le mie paturnie e i miei acciacchi?
Sì.
Ma a Napoli sembra estate.
Il cielo è bellissimo e le donne sembrano avere tutte la quarta e gonne di due misure più corte.
E poi, sono circondato da fumetti.
E Dio quanto li amo io, i fumetti.



p.s.
se volete seguirci su Twitter, gli hashtag sono #5blogger e #napolicomicon

1 commento:

cristina a. ha detto...

salve mi sono permessa di segnalare questo articolo nel mio sito http://napolielacampania.wordpress.com/
un caro saluto.