12.4.12

The Tony Scott Thunder Challenge: Nemico Pubblico


Continua la Tony Scott Thunder Challenge.
Se non sapete cosa sia, cliccate QUI.
Se vi siete persi le precedenti sfide, cliccate QUI e QUI.
QUI, invece, trovate la recensione di The Fan, a opera di Nanni Cobretti.
E adesso, andiamo a cominciare.

sì... è sempre un disegno di Massimo Carnevale.


Quando sono andato a vedere Nemico Pubblico, ero ansioso.
Scott aveva sfornato, di fila, due capolavori come L'Ultimo Boy Scout e True Romance.
Poi era stata la volta di Allarme Rosso, un film di medio livello, che due attori protagonisti di altissimo livello avevano reso ottimo.
Infine, The Fan, un film brutto che nemmeno due attori protagonisti di altissimo livello erano riusciti a salvare.
La parabola discendente era evidente.
Gli anni buoni erano finiti e il fratello non amico di Giger e Moebius della famiglia Scott stava per tornare agli abissi narrativi di Beverly Hills Cop 2?
Fortunatamente, no.
Ma, come sempre, andiamo con ordine.


E' il 1998.
Il millennio è prossimo alla fine e la rivoluzione digitale è in atto.
La gente è in paranoia durissima perché il governo ci spia, entrando nelle nostre vite, ascoltando le nostre conversazioni, spulciando i nostri conti in banca e leggendo la nostra posta.
La CIA e le sue spie non vanno più di moda, adesso il ruolo del leone ce l'ha l'NSA, la potentissima agenzia per la sicurezza nazionale che è in grado, con una manciata di satelliti, un paio di webcam e qualche computer, di contare i peli del naso di chiunque.
Ma è giusto violare la privacy dell'onesto cittadino in nome di una maggiore sicurezza?
Come ho scritto in apertura: è il 1998.
Le Torri Gemelle non sono ancora crollate come tegole sopra al sorprendentemente inetto sistema di difesa USA e il Patriot Act non ha ancora tagliato la testa al toro dei diritti civili.
E' un mondo fatto da monitor a tubo catodico, cellulari con l'antenna, floppy da tre pollici e mezzo e tecnobubbole. Che nel 1998 potevi ancora spacciare al pubblico di massa (in larga parte ancora composto da analfabeti informatici) che i computer erano in grado di generare immagini dal nulla, vedere dietro gli angoli ciechi delle telecamere e ricostruire volti basandosi sul riflesso della cruna di un ago.
In questo scenario, la trama innesta un pezzo grosso del governo convinto che il fine giustifichi il mezzo, (quando pure fossero uno o più omicidi), una cospirazione (piuttosto banale), dei mafiosi incazzati (fuori contesto ma che ci stanno benissimo e che permettono di mettere in scena la svolta migliore di tutta la pellicola), Will Smith in versione ragazzo educato che sta simpatico alle mamme (non il tipo sboccato di Bad Boys, insomma), il sempre maestoso Gene Hackman (che per l'occasione rispolvera l'Harry Caul de La Conversazione di Coppola), John Voight (che nessuno come lui sa interpretare politici malvagi) e un finale, bellissimo, cannibalizzato a True Romance
E poi, il solito circo che popola i ruoli di contorno nelle produzioni di Bruckheimer (che, non scordiamocelo, è quel genio capace di far recitare gente come John Malkovich o Sean Connery insieme a Nicholas Cage... in pellicole dirette da Simon West e Michael Bay!).
Insomma, Nemico Pubblico è pieno di facce come queste:


Ma di Tony Scott e del suo cinema, quando vi parlo?
Subito dopo la pausa.

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Il decimo film di Tony Scott rappresenta la sintesi di tutto il suo cinema, fino a quel momento, e l'anticipazione di tutto quello che verrà da quel momento in poi.
Nella pellicola ci sono tutti i tratti caratteristici della sua mano:
la grandissima attenzione per la fotografia ricercata e di moda, la paletta cromatica caratteristica, uno strafottere di tendine a persiana messe ovunque (che sennò come li fai quei sofisticati giochi di luce anche nella cucina del ristorante italiano?), il montaggio serrato, le inquadrature non più lunghe di tre secondi, la violenza insistita, i primi piani a dominare tutto lo schermo, le scritte in sovraimpressione con il rumorino da telescrivente che c'erano sin da Top Gun e via dicendo.
Ma non c'è solo quello perché, se ci fosse solo quello, Nemico Pubblico non sarebbe poi tanto meglio di The Fan.
Quello che fa la differenza e che rende questo film un momento importante nella filmografia di Scott, è che la rivoluzione digitale è arrivata davvero. E con essa, tutto un modo nuovo di giocare con l'immagine.
Si posso imputare un mucchio di difetti a Tony, ma non quello di essere uno che non sa stare al passo con le mode: ha intercettato gli stilemi della new wave dei primi anni '80 e definito quelli della generazione rampante di poco seguente. Ha codificato l'estetica degli action dei primi anni '90 e li ha scortati nel pulp di fine secolo. Nel '98, il mondo del cinema sta entrando nel regno della post-produzione, della color correction, dell'immagine reale filtrata, manomessa e scardinata, dal digitale... può, il pargolo più esteta, fighetto (e, a tratti, superficiale) della famiglia Scott, perdersi il treno del nuovo millennio?
Non può.
E non lo fa.
Ecco quindi che il suo cinema si riempie di inserti, mappe, scritte in sovraimpressione, filtri, luci.
I suoi colori si saturano e di desaturano a seconda della stato emotivo della materia narrata, l'immagine si spezzetta e si moltiplica, il rallenty viene sostituito da vertiginose accelerazioni, il montaggio, se possibile, si fa ancora più complesso e convulso.
Il risultato è una costruzione barocca, a tratti ridondante, ma di grandissimo impatto.
Un overload sensoriale come mai nessuno prima.
Scott troverà il giusto equilibrio di tutti questi nuovi elementi solo nel film successivo ma, per ora, si limita ad anticipare di un paio d'anni il cinema che verrà ma, all'epoca, non lo nota nessuno.
Tranne un pazzo che grida "NE DEVI MAGNA' ANCORA DE PAGNOTTE,  MICHAEL BAY!".
Sono io.
In sala.
Da solo.

Rivedere oggi Nemico Pubblico è necessario.
Capirlo, imperativo.
E non per quello che racconta, che ci apparirà ingenuo e superato dai tempi.
Ma per come lo racconta, che invece è materia attualissima e mattone su cui si è costruita non solo la cinematografia futura di Tony Scott, ma buona parte del cinema attuale (sia quello buono che quello cattivo, purtroppo).

E su questa nota, non è che avrei molto da aggiungere a riguardo.
A no, una cosa ancora da dire ce l'ho:

ma come cacchio gli è venuto in mente all'attrezzista di questo film di prendere un TurboGrafx Express e spacciarlo come lettore di dati? E con il logo della Nec in bella vista, oltretutto!

E adesso che è fatta anche questa, non mi resta che lasciarvi a...



Il Parere di WIM
L'ho odiato con tutte le mie forze. Ho passato anni a maledirlo e a farmi male e a non rivederlo. "il nuovo T.S." era un'accozzaglia di minchiate alla MTV maniera, sembrava. E poi lo rivedi dopo anni e anni di capolavori tonyscottiani e semplicemente è il primo film in cui c'è tutto quel che verrà poi. E Will Smith a rovinare tutto, ma in quegli anni anche Will Smith sembrava avere una sua perversa ragion d'essere.

14 commenti:

Jax ha detto...

Uno dei miei film preferiti di Tony, quando l'ho visto avevo 14 anni (mi pare) erauna videocassetta noleggiata e dopo essermelo visto da solo ne ho imposto la visione a tutta la famiglia la sera stessa.

Nella sua imperfezione rimane un piccolo capolavoro

Hai il mio voto!

Andrea Peduzzi ha detto...

Ottima, voto di qua.

Giant Baba ha detto...

1998, 12 anni, non sarei uscito dal cinema cosí esaltato per altri 2 anni (all'avvento di MI:2)

Slum King ha detto...

Due grandi belle recensioni, oneste e sfiziose, ma il voto va a Nanni perché secondo me è stato uno dei pochi ad essere intellettualmente onesto nei confronti di The Fan, che è un film mediocre ma girato con gran mestiere. E poi perché il commento di Uzzeo(che dovrebbe essere a tuo favore) è una roba da strapparsi gli occhi tipo Shu e vergognarsi di fronte ai propri avi.

el mauro ha detto...

Slum, tutte quelle voci che insistono sul fatto che io mi sia fatto la tua donna, sono tutte false.
Credimi!

Detto ciò, mi spiace che non ti piaccia proprio nulla di quello che scrivo, ma non m'arrendo. Prima o poi...

Tommaso ha detto...

A 'sto giro vinci tu, perché mi hai messo la curiosità di rivederlo, inquadrandolo se non altro come un opera di modernariato anni 90.

Che poi all'epoca mi era piaciucchiato, che almeno c'era appunto Gene Hackman che rifaceva il tizio de "La conversazione".

Però ho idea che, ad una seconda visione, tutta la parte delle sfighe che capitano a Willy Smith mi annoierà mortalmente.

Slum King ha detto...

@Uzzeo:
Quale delle mie donne?

Lo so che RRobe ti ha scelto per avere il commento di "uno al di fuori" ma leggerti mentre parli dei film di Tony Scott non è una cosa particolarmente piacevole, mi sembra di sentire la mia prof di drammaturgia che gli faceva schifo il cinema e per lei era tutta 'na merda in confronto al teatro. E noi ad ascoltarla eravamo i fottuti studenti di cinema.

Ah, non è vero che non mi piace nulla di quello che scrivi, ad esempio con l'ultimo JD o nell'ultimo DD hai fatto una bella accoppiata con il RRobe.
Naturalmente aspetto qualche prova solista per rimpolpare la colonnina della carta igienica. Non si sa mai.

el mauro ha detto...

Io avevo un tizio a drammaturgia che spaccava le palle allo stesso modo e me la vivevo come te.
Ma non è questo il caso.
Chiaramente Tony Scott non è la mia tazza di tè ma se prendi in esame soltanto i miei commenti ho parlato bene di Top Gun, benissimo di Una vita al massimo, malino di The Fan, malissimo di Giorni di Tuono e Bev Cop 2. Che è, a grandi linee, come ne ha parlato Nanni. Lui dall'alto della sua rece, io dal basso dei miei commenti.
Quindi t'assicuro che da parte mia non c'è nessuna puzza sotto il naso aprioristica per il tipo di cinema.
Ma se il film in sé, lo ritengo un filmaccio è perché lo inserisco nel percorso del regista in questione, non perché lo paragono al neorealismo italiano o a kim-ki-duk!

el mauro ha detto...

Ah, per le prove soliste, rileggiti John Doe n.13, quello con gli zombi. A me piace molto, e non sia mai che tra una cagata e l'altra qualche pagina possa salvarsi!

Tommaso ha detto...

Parlando di cose serie... ma Lisa Bonet che parte faceva? Mica me la ricordo. Era ancora bona o il cattivo voodoo gli aveva già prosciugato la pelle e la vita?

Viviana Boccionero ha detto...

La Bonet è Viviana spiccicata, RRoby.

RRobe ha detto...

Magara, Viviana.

Max Ciotola ha detto...

Punto a RRobe, senza se e senza ma.

BenSG ha detto...

Lo vidi al cinema a Lussemburgo (ero in visita da amici, mica potevo rinunciare ad una primissima visione!), in lingua originale, perciò perdendomi molto, troppo. Per fortuna poi riuscii a rivederlo in vhs. Beh, resta un ottimo film d'intrattenimento e per un pelo non ho rischiato di affermare che Tony Scott stava per superare il fratellone (dopotutto "True Romance" e "L'ultimo boyscout" erano film a loro modo perfetti, seppur dietro il primo ci stava la sceneggiatura di Tarantino e del secondo quella di Shane Black).