18.5.12

Capitan Italia Vs. Manga! -prendiamola larga-


Era l'inverno tra il 1997 e il 1998.
Io avevo ventiquattro anni.
Ero in fissa con la scena romana dell'hip-hop, avevo i capelli rasati, i vestiti oversize e i Colle Der Fomento erano il mio gruppo preferito.
Facevo fumetti (nel senso: che mi pagavano per farli) da ben quattro anni e in edicola, di mio, era arrivato Dark Side e Pugno.
Ma era stato con i due numeri di Battaglia, editi dallo Star Shop di Sergio Cavallerin, che avevo iniziato a stringere amicizia con la fauna di una parte del fumetto indipendente italiano, in particolare con quelli del Troglo Studio (Diego Cajelli, Luca Bertelè, Giovanni Bufalini, Mauro Muroni e Luca Rossi), di Liska Prod (Stefano Piccoli), con Ottokin e con Walter Venturi e il suo Down Studio.
In sostanza, si cominciava a sognare la Factory mentre iniziavo la mia collaborazione sulle pagine di Skorpio, dell'Eura Editoriale, insieme a Lorenzo Bartoli.
All'epoca, sfruttavo ancora l'automobile di mio padre, quando me la prestava.
Avevo un PC fisso (su cui giocavo ad Half-Life e basta) e non possedevo un portatile.
Al cinema, in quel periodo, davano Fanteria dello Spazio. 
E io ci portai una ragazza a vederlo, al nostro primo appuntamento ufficiale.
La ragazza era Elisabetta Melaranci.
Tsunami.
Non ridete.
Ah, sì, allora come oggi e come sempre, avevo qualche serio problemino di salute.

Adesso vi chiederete: ma perché ci stai raccontando tutte queste robe di mille anni fa?
Perché concorrono tutte alla creazione del fumetto che sto per segnalarvi.
Quindi, fate come con il vostro vecchio nonno quando si mette a blaterare della sua giovinezza: fingete di ascoltarmi e lasciatemi andare avanti.

Dunque, dicevamo?
Il primo appuntamento con la Melaranci.
Che poi non era il primo.
Perché eravamo stati già insieme per tipo, due settimane, un anno e mezzo prima.
Solo che lei mi aveva scaricato, io mi ero messo con un'altra, lei ci aveva ripensato e aveva preso a molestarmi, io avevo tentennato, lei si era messo con un altro, a quel punto l'avevo molestata io, lei aveva tentennato...
E insomma, quella era la nostra prima uscita ufficiale.
Quella in cui nessuno metteva corna a nessuno. Più o meno.
Per l'occasione, avevo deciso di sfoderare un mio classico: un film di fantascienza scacciafighe e un ristorante giappo economico (l'unico a Roma, in quel periodo).
Le cose si erano complicate sin dal mattino, quando mi ero reso conto di stare male e mi ero iniziato a bombardare di antidolorifi pesantissimi.
E così avevo fatto per tutto il pomeriggio, per riuscire ad andare al cinema a vedere un film che poi, a Betta, manco sarebbe piaciuto.
E avevo continuato a farlo anche dopo, quando l'avevo portata a casa mia.
Al ristorante giapponese economico non ci ero arrivato però, perché entro sera era riuscito a procurarmi una bella emorragia interna a causa dei medicinali.
Ah, l'amore!
Adesso non fatevi venire l'ansia: non era un roba gravissima come altre che mi erano capitate (e che mi sarebbero capitate ancora in futuro), ma era abbastanza grava da giustificare un ricovero d'urgenza in ospedale.
Dove mi portò mio padre, con la sua macchina.

In ospedale vennero a trovarmi un sacco di amici.
Tra cui Walter e Tiziana.
Non ricordo se furono loro a prestarmi un vecchio Apple portatile o se fu Lollo, ma mi ritrovai con quel computer tra le mani.
E visto che Walter mi aveva chiesto se avessi voglia di realizzare con lui un numero del suo Capitan Italia, così come aveva già fatto Diego, io mi misi a scrivere.
E scrissi per tutta la notte.
Il risultato, è la storia che trovate oggi su Verticalismi, a QUESTO indirizzo.
A rileggerla, nonostante l'uso disinvolto delle virgole che facevo in quel periodo, mi diverte ancora.
E lo stile di disegno di Walter (che io avevo fortemente voluto, inondandogli casa di albi di Jason Pearson e Joe Madureira, miei disegnatori preferiti dell'epoca) mi piace tutt'ora tantissimo.
Da questa collaborazione nacque poi Lost Kidz ma questa, come si suol dire, è un'altra storia.


p.s.
per la cronaca: poi io e Betta ci mettemmo insieme sul serio e ci restammo per tre anni.
Ancora oggi, quando ci ripensiamo, ci vengono i brividi e ci abbracciamo consolandoci a vicenda e promettendoci che mai, mai più, faremo sesso insieme.

11 commenti:

Massimo ha detto...

Bellissima.
Alla Factory avete fatto alcuni dei migliori fumetti italiani di sempre, dovrebbero ristamparveli tutti.

RRobe ha detto...

Non esageriamo :)
Comunque, se guardi, la maggior parte l'hanno ristampata.

Avion ha detto...

'Sta ceppa atomica is now a meme.

TSUNAMI ha detto...

XD
MUFASA!
BRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!

L'essere sopravvisuto a 3 anni con me fa di te un essere immortale e dotato di superpoteri.

Dr.Manhattan ha detto...

Una vita fa compro questo fumetto a una fiera. Mi chiedo: Ma chi è così malato da...

Hai visto alle volte? E' tutto un cerchio.

:D

Djo! ha detto...

se mai scriverai qualcosa di consistente (inteso come corposo, abbondante) su Madureira sarò felicissimo di leggerne e rileggerne. A me impressionò al punto da procurarmi tutto quello che aveva e che ha fatto, ma ad oggi non ho ancora letto niente di che su di lui che non sia "ipercinetico","esplosivo" o "american-manga".

RRobe ha detto...

Per il Doc: visto l'occhio che hai per gli albi weirdo, ero certo che questo lo avessi visto-letto :asd:

Per Djo!: prima Liefeld.

mario uno due ha detto...

a proposito di madureria, ma è mai stato raccolto in volume in italiano il suo battle chasers?

Viviana Boccionero ha detto...

Oops, ho avuto un'emorragia interna.


Rainman

Enrico ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Enrico ha detto...

@Mario uno due

Si, e` tutt'ora disponibile sul catalogo delle Edizioni BD

Enrico