26.5.12

Cosmopolis - la recensione -


Non amo molto le opere che si prefiggono di dire qualcosa (di solito, qualcosa di importante), a discapito della narrazione.
In questo condivido appieno il parere di Matheson che riteneva che Duel fosse il suo racconto più debole, perché prestava il fianco, sin troppo facilmente, ad un'interpretazione allegorica.
Ecco, diciamo pure che allegorie e simbolismi, per me, sono mezzucci.
Roba da gente piena di velleità e povera di sostanza.
Poi, sia chiaro, ci sono un mucchio di nobili eccezioni... ma l'ultimo film di Cronenberg non appartiene a questa categoria.
Sostanzialmente, Cosmopolis, è il corrispettivo di un lungo editoriale sul mondo attuale e sulle forze che lo animano. Tutti i suoi personaggi sono il simbolo di qualcosa e ognuno ha la sua bella frase da dire, per esplicitare la sua natura. Nessuna caratterizzazione è concessa: i personaggi non sono altro che strumenti. E la situazione narrativa, pretesto.
Didascalico?
Non immaginate quanto.
Vi basti sapere che, quando Cronenberg ha paura che il messaggio non sia arrivato bello chiaro allo spettatore, non esita a scriverlo a grandi lettere sullo schermo.
E per quanto alcune riflessioni siano degne d'interesse, è tutta roba che avrete sentito e pensato mille volte se siete gente con una minima  nei confronti del mondo (basta avere l'abitudine di leggere un numero de l'Internazionale al mese per essere già ad un livello più alto di quello proposto dal film)..
In poche parole, Cronenberg avrebbe fatto meno danni ad aprirsi un blog e a dire la sua, piuttosto che a prendere un romanzo di De Lillo per asservirlo al suo bisogno di fare quello impegnato.

Ma a parte questo, il resto del film com'è?
Visivamente raffinato.
Tutto il resto è noia.
Bocciato.
Su tutta la linea.




13 commenti:

Michael Jail Black ha detto...

Concordo. Il trailer permetteva ben piu. Preferisco a dengerus method a questo punto. Poi la Gadon c'è anche li...

werther dell'edera ha detto...

Secondo me però il decalogo da editoriale non è il punto del film. Il film gira tutto sulla contrapposizione tra ordine e caos, nel senso di ordine matematico e quindi teoria del caos. E mi sembra metterlo in chiaro nella scelta di utilizzare il caos di Pollock nei titoli di testa e l'ordine di Rotko in quelli di coda, mentre lo svolgimento del film si muove in maniera diametralmente opposta passando dall'ordine al caos. Io il libro di De Lillo non l'ho letto quindi non posso paragonare i due, però a me non è sembrato un tentativo goffo di fare l'impegnato.

rae ha detto...

aspetta: meglio o peggio di Dangerous method?

zorba ha detto...

a me interessa soprattutto sapere se pattinson si conferma statuta di cera o si rivela attore.
ma tanto il film lo vedrò comunque, il trailer è molto intrigante.

zorba ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Tyler ha detto...

Portare un messaggio, dire la propria, non credo sia sbagliato.
Sbagliato è farlo in modo didascalico, piegando la storia al proprio messaggio ed asservendo i personaggi alla dimostrazione di una qualche tesi morale...

Michael Jail Black ha detto...

rae

A me è piaciuto piu a Dangerous method, ma credo che il livello di cosmopolis almeno per quanto riguarda la regia sia superiore.

Giorgio Anselmi ha detto...

Il film gira tutto sulla contrapposizione tra ordine e caos, nel senso di ordine matematico e quindi teoria del caos. E mi sembra metterlo in chiaro nella scelta di utilizzare il caos di Pollock nei titoli di testa e l'ordine di Rotko in quelli di coda, mentre lo svolgimento del film si muove in maniera diametralmente opposta passando dall'ordine al caos.

Ammazza...

memoriediunavagina ha detto...

ma non è possibile che ogni volta decido di vedere un film, leggo la tua recensione e desisto.
andrò. comunque andrò.
e poi si vedrà.

fabio abbreccia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RRobe ha detto...

Al film.
Ma non basta leggere?

Irina ha detto...

Questa tua rece è uno scherzo vero?
Ok che hai già dimostrato di capire poco di cine, ma a tutto c'è un limite! Non esitono solo Bay e Whedon, sai?

zorba ha detto...

@ Irina
in realtà Rrobe ha ragione. Purtroppo. E questo modo di criticare chi la pensa in modo diverso citando autori che non c'entrano niente è francamente idiota.

Ho visto il film, e mi trovo d'accordo con Rrobe. Anche se certe cose non mi hanno lasciato indifferente, come la sapiente regia soprattutto nei momenti (pochi, pochissimi) di tensione.