3.5.12

The Tony Scott Thunder Challenge: Unstoppable


Si conclude la Tony Scott Thunder Challenge.
Se non sapete cosa sia, cliccate QUI.
Se vi siete persi le precedenti sfide, cliccate QUI e QUI.
QUI, invece, trovate la recensione del poco incisivo Pelham 123, a opera di Nanni Cobretti.
Andiamo a cominciare.



Chiariamo una cosa:
Tony Scott è nato in Inghilterra e ci ha vissuto fino all'età adulta.
La sua infanzia l'ha passata in mezzo alle basi militari dove era assegnato suo padre, poi ha frequentato rinomate scuole d'arte, si è immerso (introdotto dal fratello) nella moda e nella pubblicità e, infine, è approdato al cinema USA.
Il fatto che abbia un cappellino rosso da baseball in testa, non fa di lui un americano.
Il fatto che i suoi film siano tutti ambientati negli USA, nemmeno.
La differenza sostanziale che passa tra Tony Scott e il suo più vistoso epigono, Michael Bay, è che il secondo ibrida uno stile cinematografico da videoclip (derivativo proprio del cinema di Tony Scott) con il pittore delle torte di mele, Norman Rockwell, mentre il primo pensa ai Bauhaus.
Quindi, sgomberiamo il campo dai fraintendimenti: nonostante Unstoppable sia un film che mette al centro della scena una delle più grandi passioni americane, i treni, e nonostante i suoi protagonisti siano tutti dei rocciosi esponenti della working class hero celebrata da gente come Bruce Springsteen, a Tony Scott gliene sbatte abbastanza il cazzo di fare il grande film americano.
Quello che gli interessa è poter giocare con un giocattolone di cui si è innamorato riprendendolo per la scena finale di QUESTO (dal minuto 6 e 54 in poi) e perché nello script che gli è stato presentato c'è qualcosa che ha fatto vibrare in lui qualcosa di profondo.

La trama in breve:
un treno carico di componenti chimici esplosivi e letali, fuori controllo (cose che capitano quando a gestirli ci mettete il fratello di Earl). Il treno è lanciato a folle velocità verso la città Pittsburgh. Se il mostro d'acciaio non verrà fermato o rallentato prima della stretta curva sopraelevata, giusto in prossimità di una gigantesca raffineria, sarà il disastro. A tentate di salvare la giornata, quegli inetti delle ferrovie, un pugno di impiegati con le palle (tra cui una Rosario Dawson con un look al naturale da infarto), il Chris Pinei e Denzel Washington. 
In poche parole, quelli di Pittsburgh non si scompongono nemmeno perché sanno che a vegliare su di loro ci sono il Capitano Kirk e quello che ha sempre ragione lui ®.

Adesso: lo vedete il punto?
Il treno.
Una bestia d'acciaio fatta di pura potenza e vitalità.
Un leviatano tenuto sotto controllo dall'uomo.
Lo tieni alla giusta velocità, e hai dalla tua uno formidabile strumento, utile alla collettività.
Non lo fai, e lui esce dai binari e travolge tutto quello che gli si para davanti, fino a esplodere in una palla di fuoco e fiamme, facendo una strage.

Sostituite il treno con il talento cinematografico di Tony Scott e capirete da soli che Unstoppable non è altro che una riflessione di Tony Scott su sé stesso e sul suo cinema fino a questo punto.
Quasi un autodafé, se vogliamo.
Tony sa benissimo quali sono i suoi punti deboli e i quali i suoi punti di forza.
Sa di avere dalla sua un occhio, una sensibilità e un linguaggio che sono stati in grado di lasciare un segno profondo nel mondo di fare cinema in USA (e non solo).
Ma sa pure che ha la tendenza a rischiare troppo. A sperimentare fino al punto di non ritorno.
Lo ha fatto con The Hunger (ma era giovane), con Revenge (ma voleva dimostrare di essere un autore vero) e lo ha fatto, soprattutto, con Domino (film eccessivo ed estremo nel linguaggio come nessun altro, ma pure meravigliosamente sbagliato).
Se vuole fare un grande film, Scott deve riuscire a tenere a freno la potenza scatenata della sua visione, senza reprimerla fino al punto di soffocarla (come gli è capito in robine come The Fan).
E, in quest'ottica, non è per nulla un caso che l'uomo che Tony Scott chiama per domare la potenza del treno di Unstoppable, sia proprio Denzel Washington, suo attore feticcio e interprete del film in cui, meglio che in tutti gli altri, è riuscito a trovare un equilibrio tra forma e contenuto, narrazione e sperimentazione: Man on Fire.

Unstoppable è un film apparentemente asciutto.
Scott toglie il piede dall'acceleratore in fase di post produzione, contiene il suo lavoro sul montaggio e si concentra sulle riprese e gli attori, realizzando quello che, a prima vista, appare quasi come il film più classico della sua intera filmografia.
La verità è che, andando a esaminarlo meglio, tutti gli elementi del suo cinema sono presenti: il montaggio che sconfina nel campo del subliminale, la color correction che definisce da capo l'aspetto delle cose, le immagini digitali che si sovrappongono e si stratificano sul volto (o alle spalle) degli attori, i rallenty, le accellerazione e quelle inquadrature sempre in aperta rottura con la tradizione.
C'è tutto.
Ma, a differenza che in altri casi, questi elementi sono tenuti sotto controllo e costretti a lavorare insieme in maniera armonica, (dove in Domino erano volutamente discordanti), per fare in modo che nulla possa distogliere la nostra attenzione da quel bestione di ferro e bulloni (il cinema secondo Scott) lanciato a bomba contro Pittsburgh (gli spettatori), facendoci restare con il fiato sospeso fino alla fine.
Ce la farà Tony Scott a uscirne da vincitore o deraglierà sull'ultima curva e ci crollerà addosso?
Tranquilli: alla leva del freno c'è Denzel.
L'affidabile Denzel.
Il rigoroso Denzel.
L'equilibrato Denzel. 
Il giusto Denzel.
Andremo a casa tutti felici e contenti.

Applausi.
Tony Scott è il regista più seminale degli ultimi trent'anni.


Ah, sì.
Il parere di WIM:

le mappe, il treno, i cavalli, i bambini, il pick-up, la tavola calda, la redenzione, padri di famiglia poveri in canna, cose che esplodono, ciccioni idioti, eroi WASP dal volto umano, un ferroviere zen con la coda di cavallo, un ferroviere ancora più zen senza capelli e a un passo dalla pensione. Unstoppable è il grande film americano di Tony Scott. Forse ad oggi il suo miglior film in assoluto. Me la spendo così, se poi volete un parere più compiuto lo trovate su http://www.i400calci.com/2010/11/unstoppable-spoiler-ma-anche-no/


47 commenti:

skalda ha detto...

Secondo me questo è il capolavoro di Scott.
Ma io ho una predilezione per i treni, e per i film incentrati sui treni (da A 30 secondi dalla fine a La signora scompare).

Bellissimo questo "challenge", potreste rifarlo per qualche altro regista. :)

Tommaso ha detto...

Mi mancherà sinceramente questo appuntamento settimanale. Gran lavoro.

Cosa avete insegnato ad un convinto anti-tonyscottiano come me?
Che sì, "L'ultimo Boy Scout" è un gran film.
E che già, c'è del metodo nella sua follia.
E probabilmente è pure un tipo simpatico.

Di cosa resto convinto nonostante i vostri benemeriti sforzi?
Che Tony Scott non capisce un cazzo di niente delle storie che racconta.

E quindi quando non c'è quasi storia da raccontare ma solo situazioni (Miriam, Domino) gli può scappare scappare il film interessante, quando lavora su sceneggiature di ferro (Boy Scout, Romance) nonostante si sforzi di rovinarle gli scappa comunque d'istinto il bel film, quando invece deve metterci del suo per rendere efficace una storia... beh resto della mia idea.

Mario ha detto...

No Tommaso non è una tua idea ! E' un esercizio dialettico per dimostrare l'indimostrabile,cioè che se ci sforziamo di trovare un ottica particolare il fratello scemo diventa quello bravo e viceversa.

Mario ha detto...

... un film sugli aerei l'ho fatto, uno sulle auto l'ho fatto, uno sui sottomarini si, uno sulla metropolitana cavolo sto finendo le idee ... a no i treni ! Genio !!!

Fabrizio Spinelli ha detto...

Che hai ritirato fuori!

Il progetto BMW "The Hire" era fantastico...

Nebo ha detto...

Sì ma voi dovete smetterla di parlar male di Domino o qui a breve volano ceffoni.

Tommaso ha detto...

Mario, il problema è che il fratello bravo sono più di vent'anni che bravo non lo è per niente.

Di come abbia iniziato la carriera Ridley lo sappiamo tutti e per me fino a Thelma & Luoise ha sempre fatto grande cinema, anche quando le ambizione erano ridotte (Chi protegge il testimone?).
Il fatto è che dal film su Colombo in poi per me è diventato peggio di Tony.

Perché su questo do ragione a Rrobe e Cobretti: Tony almeno rischia, si sbatte, sperimenta, cambia.
O almeno ci prova.

Ridley invece è diventato uno dei più insopportabili tromboni della storia del cinema. Davvero. Uno che da anni si spaccia per il grande artigiano eclettico, ma che in realtà dirige qualsiasi film con lo stesso stile anonimo, innocuo, gelido e patinato.
E pure lui ha rovinato qualche bella storia.

Non a caso l'unico film di Ridley degli ultimi 22 anni che salvo è "American Gangster", proprio perché è l'unico in cui ha fatto un passo indietro e si è messo davvero al servizio della storia. Cioè per me è un buon film perché per una volta Ridley Scott non ha fatto il Ridley Scott. Che è il massimo della tristezza.

A Tony concedo invece che ad esempio con Domino mi ha divertito e intrigato proprio perché ha rifatto se stesso all'ennesima potenza.

forst ha detto...

Gran film, gran recensione.

Mario ha detto...

Tommaso

Daccordo sulla china calante di Ridley diciamo dagli anni'90. Daccordo che Tony rischia, si sbatte e sperimenta.

Detto questo il primo ha fatto alcuni dei capolavori assoluti della storia del cinema il secondo no (e dubito che ci riuscirà mai). Non c'è storia, non c'è lotta ne un confronto possibile.

RRobe ha detto...

Per Mario: per diciotto pezzi abbiamo cercato di spiegare perché hai torto.Non lo faremo ulteriormente :asd:

Matteo Aversano ha detto...

Non l'ho ancora visto, ma una porzione della trama mi ricorda "A Trenta Secondi dalla Fine" http://en.wikipedia.org/wiki/Runaway_Train_(film)

dove c'era pure un "imberbe" Danny Trejo a menare le mani :-)

Nanni Cobretti ha detto...

Il prossimo che non mi mette almeno L'ultimo Boyscout nella stessa categoria di Alien e Blade Runner giuro che gli rompo il cinema in testa. Smettetela di farvi suggerire i gusti da Vincenzo Mollica! Siete maggiorenni!

RRobe ha detto...

Ti amo, Nanni.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Nanni, non è questione di Mollica... ma quando parlate di Tony VS Ridley, mi ricordate molto questo:

http://youtu.be/QhLP8EIwA7k
:D

Mario ha detto...

Per Roberto
Non voglio sbrigare un lavoro in diciotto pezzi con facili sentenze, resta il fatto che al di là dello sforzo dialettico qualcuno puoi anche non averlo convinto. Poi anche a me piacciono i B movies che ho visto da bambino ma non ci provo neanche a dimostrare che "Mircalla l'amante immortale" sia un pilastro della storia del cinema.
Per Nanni
L'ultimo Boyscout nella stessa categoria di Alien e Blade Runner ? Dove ? Quando ? Ridley con i suoi primi film aspirava a Kubrick, non ci ha preso ma nella categoria ci rientra. Tony aspirava ad un blockbaster stile Arma letale o Die Hard ed è in quella categoria che rientra. Uno ha girato (forse per caso) due capolavori che gli hanno regalato gloria sempiterna l'altro quando va bene imbrocca simpatici film fracassoni. Ognuno ha i suoi gusti ma Arma letale e Arancia meccanica NON sono la stessa cosa.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Mi spiace, ma quoto Mario alla grande.

E questo nonostante abbia apprezzato, e molto, gli articoli di Nanni e Rrobe.

Citazione del giorno:
"Poi, anche a me piacciono i B movies che ho visto da bambino ma non ci provo neanche a dimostrare che "Mircalla l'amante immortale" sia un pilastro della storia del cinema."

Nanni Cobretti ha detto...

"Poi, anche a me piacciono i B movies che ho visto da bambino ma non ci provo neanche a dimostrare che "Mircalla l'amante immortale" sia un pilastro della storia del cinema."

Non c'entra talmente un cazzo che mi viene voglia di litigare di fumetti.

RRobe ha detto...

Ti amo, Nanni.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Robè, Nanni.
L'unione fa la forza solo nei fumetti dei Vendicatori, eh?

Beh, no, forse anche nelle risse al pub.

:D

PS:
parafrasando Mario, per me il miglior film di supereroi è Unbreakable, ma non ci penso nemmeno a convincere qualcuno di questo :)

Mario ha detto...

Per Nanni
Te la spiego. Il senso era ci si può affezionare anche alle peggio cose per motivi totalmente personali senza per questo metterle su un altare che non meritano. Diciamo che " non c'entra talmente un cazzo " come "L'ultimo Boyscout nella stessa categoria di Alien e Blade Runner".

Nanni Cobretti ha detto...

Mario, ma avevo capito benissimo. Mircalla e' un filmetto a cui ti ci puoi affezionare, come io con - che so - I Dominatori dell'Universo. L'Ultimo Boyscout invece e' un capolavoro che puo' stare con molta tranquillita' su tutti gli altari che vuole, per motivi concreti e solidi che non mi disturbo a ripetere perché RRobe li ha gia' spiegati per filo e per segno in una recensione apposita appena un mese fa. Ma scusa, credevi che scherzasse??

Mario ha detto...

Nanni
Non voglio disprezzare una lunga e approfondita analisi delle opere di un regista che evidentemente per voi è molto importante. Quello che sostengo è che per quanto possiate argomentare la vostra passione per questo autore rimane quel che è, uno che al massimo produce "L'Ultimo Boyscout" un film "simpatico" come i vari "Arma letale" e "Die hard". Mi sembra impossibile che senza motivazioni assolutamente personali slegate dalla sostanza del film, si possa affiancare "L'Ultimo Boyscout" ad "Alien" "Blade runner" ho i "Duellanti". Tra l'altro non mi sembra neanche nell'intenzioni Tony che al di là del suo esordio con "Miriam si sveglia a mezzanotte" ha sempre puntato, con più o meno successo al buon intrattenimento senza pretese.

RRobe ha detto...

Solo in Europa si possono ancora sentire discorsi del genere.
Brividi.
E non per Tony Scott, in genere.

Mario ha detto...

...è questa la differenza tra i due. Ridley ha creduto, almeno per la prima parte della sua carriera, di poter "fare la storia del cinema". Tony ci ha creduto per lo spazio di un film e poi vai di pellicole con gli aerei, le macchine, Beverly Hills ect. Che poi non c'è niente di male ...però a ciascuno il suo.

Nanni Cobretti ha detto...

Mario, se definisci semplicemente "simpatico" anche un film come Die Hard a questo punto onestamente mi sembrano tutti limiti tuoi. Non ho la minima idea di che razza di parametri tu abbia per fare queste distinzioni ma la questione inizia a farsi un po' lunghina per i commenti di un blog.

"Mi sembra impossibile che"

Eh, Mario, vedi, ad ascoltare solo le recensioni di Mollica... ;)

Nanni Cobretti ha detto...

Mario, dai, stai giudicando cose che palesemente non conosci, potevi dirlo subito. Finiamola qua per rispetto.

Mario ha detto...

Che c'entra l'Europa? Sono i critici europei ad aver rivalutato registi considerati di "serie B" e disprezzati in patria come Carpenter, Hooper e persino Don Siegel.

Poi Roberto mi dispiace per i tuoi brividi ma era da mettere in conto che anche dopo "18 pezzi" a qualcuno potessero continuare a non piacere i film di Tony Scott. Ma senza rancore, non è mica il caso di prenderla così sul personale. Tu tieniti il tuo Tony i mi tengo il mio Ridley (del tempo che fu) e pace.

RRobe ha detto...

Non ho problemi con il fatto che non ti piaccia Tony Scott. Ho problemi con la tua visione che emerge da quello che scrivi.
E non è che ce l'ho con te: ho sentito le stesse parole mille volte (spesso anche applicate allo Scott "serio" che tu incensi).

Mario ha detto...

Non ce l'ho col "Genere", non ce l'ho con i Blockbuster, non ce l'ho con i film di serie "B" (veri o presunti), non ce l'ho con l'intrattenimento puro, non ce l'ho con i film d'azione, non divido l'arte in bassa e alta.

Semplicemente penso che i migliori film di Tony Scott non abbiano inciso sulla storia del cinema quanto i migliori del fratello.

P.s.L'accusa di essere un "epigono" di Kubrick è pesata su Ridley il tempo di un film. Lo stesso vale per i primi giudizi sui film di Landis che "arditamente" accostavi qualche tempo fa ad "American pie"
Non tutto un giorno verra rivalutato.

Viviana Boccionero ha detto...

Io adoro L'ultimo Boyscout (versione Norbert Bleisch). Vita vera, RRoby. Culi veri, RRoby. Perché di giocolieri mi sono sfranta le palle.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Nanni/Roberto, a me pare ASSURDO che l'Ultimo Boy scout (e più un generale l'intera filmografia di Tony Scott) debba essere considerato un CAPOLAVORO ASSOLUTO solo perché tu e/o Rrobe vi siete sbattuti a scrivere recensioni appassionate (peraltro molto interessanti).

In base a che cosa?
Roberto (o tu) è più "bravo" a giudicare un film/regista perché ne ha visti tanti?

Anche io ne ho visti tanti (parecchi anche "per forza") e sono praticamente ONNIVORO in tal senso.
Ho fatto l'unico Istituto di Stato per la Cinematografia in Italia.
Ho studiato montaggio, così come tecniche di ripresa e Storia del Cinema.
Ho passato la Maturità con una tesi sul cinema fantastico.
E allora?

MAI E POI MAI mi permetterei di dire che una mia recensione vale più di una vostra perché "io 'ste cose le ho studiate", cicca-cicca.

Ma che significa?

Tanto di cappello a Roberto se e quando mi parla di produzione di albi a fumetti portando dati reali alla mano. Posso non essere d'accordo, ma finché non gli contrappongo dati altrettanto REALI, la mia resterà una replica sterile (ed è accaduto, sia ben chiaro) e fottutamente personale.

Scrivere "Mario, dai, stai giudicando cose che palesemente non conosci, potevi dirlo subito. Finiamola qua per rispetto." non ti mette automaticamente al di sopra di ogni critica. Per inciso, poi, in base a cosa?

A me non pare che qui qualcuno, né io, né Mario o gli altri "detrattori" di Tony Scott (che poi nemmeno troppo detrattori) abbia sindacato le vostre LEGITTIME recensioni.

Ma con 'sta storia del "vabbè, ma te che ne pòi sapè" avete, uhm, come dire, un po' rotto il cazzo, per dirla all'Accademia della Crusca. E non mi pare nemmeno vi faccia "onore" (e sì, lo so che non ve ne frega una beneamata mazza, così vi risparmio la fatica di dirlo).

Nello specifico, il pezzo di Rrobe su l'UBS dedica meno di 1/5 agli aspetti squisitamente tecnici, che direi si possano riassumere in:
- Sceneggiatura ottima di Shane Black (cosa su cui concordo pienamente)
- Regia di "mestiere" di Scott (e concordo, ma di ottimi mestieranti è fatta Hollywood)
- Bruce Willis in grande spolvero.
Punto.

Basta questo a considerarlo un CAPOLAVORO della storia del cinema? No.
Basta per rivalutare un film che molti non conoscono? Sì e no.
Quantomeno può incuriosire chi se lo è perso.

Il resto è un piacevolissimo affresco che ci racconta i "dolori del giovane Rrobe", scritti in maniera asciutta e accattivante come ci ha abituato.

Concludo con una piccola provocazione.
Se prima di stirare le zampe il buon Jean Giraud (god bless him) si fosse sperticato nel cercare di convincerci che le storie di Dylan Dog prodotte dal dinamico duo Montanari/Grassani sono CAPOLAVORI ASSOLUTI del fumetto internazionale, voi l'avreste accettato solo perché detto da un mostro sacro (vabbè, il paragone è ingiusto, ma serve a rendere l'idea)?

E sì (lo dico senza problemi),il tutto secondo me. :)

PS
Se poi invece lo scopo ultimo dei 18 pezzi era aprire accesi dibattiti per spisciarvi dalle risate alle spalle di chi non è d'accordo con voi, sciapò e 1 a 0 per voi.

RRobe ha detto...

- Sceneggiatura ottima di Chandler (cosa su cui concordo pienamente)
- Regia di "mestiere" di Hawks
- Bogart in grande spolvero.

Il Grande Sonno.
E fammi il piacere, Spino.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Non l'ho capita... davvero.

Fammi il piacere di spiegarti meglio :)

RRobe ha detto...

Che l'analisi che fai a l'Ultimo Boyscout è assurda.
Posso dire le stesse cose de Il Grande Sonno (che è un capolavoro e punto).

Ma, detto questo: non la pensate come me su Tony Scott? Pace.
Per me NCCUCDC.
Ma per me.

Quello che invece non accetto, è che ci si venga a dire che stiamo dicendo "Tony Scott è un regista seminale per il cinema moderno perché lo diciamo noi e basta".
Non è così: abbiamo speso 18 pezzi per spiegare il perché è seminale.

Non concordate?
Pace.
Ma non veniteci a dire che non l'abbiamo fatto.

Kairos ha detto...

Team Mario, ma ho apprezzato lo sforzo, mi sono divertito e ringrazio.

Fra Il Grande Sonno e L'ultimo Boy Scout però c'è una differenza enorme: il primo è l'originale, l'altro una sua rivisitazione postmoderna. E anche molto paracula, visto il finale a tarallucci e vino.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Robè, l'analisi che ho riportato de l'UBS che ho riportato è la sintesi della tua. Il Grande Sonno manco l'ho citato perché è palese.(E, per inciso, giacché il debito è grande come una casa, direi che già basterebbe a togliere qualche stellina).

Ora, me la sono riletta apposta (la tua recensione, Nds) e può darsi che dal tuo punto di vista sia imbecille io, ma ora mi elenchi quali altri giudizi squisitamente "tecnici" dai sulla pellicola oltre a quei tre, perché io proprio non ne ho trovati.

Per tecnici, intendo quelli scevri da ogni "dopo averlo visto ho deciso di..." o "dovete vederlo".
Tipo: disamina di qualche scena, dissezione di qualche brano della sceneggiatura, analisi della colonna sonora, etc.

Non sto dicendo che le tue impressione o i tuoi giudizi non abbiano valore. Sto dicendo che non possono gioco forza essere VALORI ASSOLUTI.

quando scrivi:
"Quello che invece non accetto, è che ci si venga a dire che stiamo dicendo "Tony Scott è un regista seminale per il cinema moderno perché lo diciamo noi e basta".
Non è così: abbiamo speso 18 pezzi per spiegare il perché è seminale."
pigli una cantonata grossa come una casa.

Perché almeno in questi commenti è proprio quello che avete fatto, non accettando critiche.

NESSUNO sostiene che non abbiate spiegato. Lo avete fatto fino alla noia. E che lo abbiate fatto discretamente lo dimostra il fatto che ne stiamo qui a parlarne.

Però.

Quello che hai dimenticato di sottolineare è un semplice "per me/noi".

E non mi tirar fuori la solita frasetta per i bimbiminkia "ok, per noi, va bene così?" perché
NON
LO
AVETE
FATTO.

A tale proposito, riporto:
- "per diciotto pezzi abbiamo cercato di spiegare perché hai torto.Non lo faremo ulteriormente"

- "Il prossimo che non mi mette almeno L'ultimo Boyscout nella stessa categoria di Alien e Blade Runner giuro che gli rompo il cinema in testa. [...] Siete maggiorenni!"

- "Non c'entra talmente un cazzo che mi viene voglia di litigare di fumetti."

- "Ti amo, Nanni."

- "L'Ultimo Boyscout invece e' un capolavoro che puo' stare con molta tranquillita' su tutti gli altari che vuole, per motivi concreti e solidi che non mi disturbo a ripetere..."

- "Solo in Europa si possono ancora sentire discorsi del genere.
Brividi."

- "Non ho la minima idea di che razza di parametri tu abbia per fare queste distinzioni [...]
Eh, Mario, vedi, ad ascoltare solo le recensioni di Mollica... ;)"

- "dai, stai giudicando cose che palesemente non conosci, potevi dirlo subito. Finiamola qua per rispetto."

- "Non ho problemi con il fatto che non ti piaccia Tony Scott. Ho problemi con la tua visione che emerge da quello che scrivi."

- "E fammi il piacere, Spino."

Ora.
Forse sarò vecchio stampo, ma per me quando si danno giudizi squisitamente personali su qualcosa, quel "per me" è fondamentale.

Libero di non metterlo, eh?
Però poi diventa un cicinino difficile difendere posizioni e affermazioni che suonano con un "Non avete capito un cazzo perché non siete in grado e noi sì"

Se uno scrive "stai giudicando cose che palesemente non conosci, potevi dirlo subito.", non sta affermando una verità universale: sta facendo lo spocchioso. E non importa quante pezze cerchi di metterci dopo.

Punto.

Ora, se volete, potete anche continuare a darvi le pacche sulle spalle.

PS:
Ora però sono curioso: chi e dove ha scritto che non vi siate sperticati (a torto o a ragione non ha importanza) a spiegare perché SECONDO VOI Tony Scott sia un regista (in)seminale? perché io mi sto ripassando tutti i commenti e non lo trovo.

RRobe ha detto...

Primo: io rispondo di quello che ho detto io, non Nanni (che poi possa concordare, è discorso altro).

Secondo: chiaro che è soggettivo. Come tutta la critica. Cambia solo il livello di preparazione. Una buona critica, è una critica preparata. Ne so di cinema? Bho, ci ho speso la vita a studiarlo, quello alto e quello basso.
E lo stesso vale per il linguaggio in genere che non solo studio ma applico, nel mio lavoro.
Questo rende le mie opinioni migliori dello spettatore distratto? Non necessariamente. Ma le rende, di sicuro, basate sull'analisi, più che sulla pancia.

E ripeto: la pensate diversamente su Tony Scott?
Pace.
Ritenete che non abbia illustrato in maniera dettagliata il perché -per me- Tony Scott è un regista rilevante? Non ci sto.
Perché nell'arco dei 9 pezzi ho costruito una tesi articolata, sostenuta dall'analisi.
Puoi concordare o non concordare con la tesi, ma c'è.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Primo: io rispondo di quello che ho detto io, non Nanni (che poi possa concordare, è discorso altro).

Insomma.
Quando subito dopo scrivi (e per due volte, il che esclude la casualità) un "Ti amo, Nanni", l'effetto team di wrestling è palese. E pare che non l'abbia notato solo io.

Mi sbaglio? Può essere, ma per ora è la tua parola contro la mia:Tie (inteso come 1 a 0, palla al centro ^___^).

Secondo: chiaro che è soggettivo. Come tutta la critica. Cambia solo il livello di preparazione. Una buona critica, è una critica preparata. Ne so di cinema? Bho, ci ho speso la vita a studiarlo, quello alto e quello basso.

Nì.

Se parlo di Touch of Evil di Orson Welles, dicendo che la sequenza di apertura entra di diritto nella storia del cinema, non sto esprimendo un'opinione personale. Quel piano sequenza col dolly è TECNICAMENTE spettacolare, ancora oggi.

Punto.

E potrei fare lo stesso identico discorso con Rope o Rear Window di Hitchcock.

Se al contrario scrivessi che un film è epocale perché solo dopo averlo visto ho deciso di fare il regista (o di diventare grasso!) o perché adoro i film in bianco e nero, beh, è un giudizio puramente personale.

Infarcire una recensione di emozioni e ricordi personali può renderla più interessante da leggere, ma non necessariamente più obiettiva.

E lo stesso vale per il linguaggio in genere che non solo studio ma applico, nel mio lavoro.
Questo rende le mie opinioni migliori dello spettatore distratto? Non necessariamente. Ma le rende, di sicuro, basate sull'analisi, più che sulla pancia.


Il che è pacifico.
Se non fosse che (ancora!) metti le mani avanti scrivendo "spettatore distratto" e che, nonostante abbia appeso la matita al chiodo, non stai parlando con l'ultimo dei bimbiminkia :)

Ora, io non conosco Mario (almeno, non mi pare), ma conosco me e sono convinto che anche i miei siano giudizi "di testa", più che di pancia.

E, se lo fai con dei dati oggettivi, ti prego di smentirmi.

E ripeto: la pensate diversamente su Tony Scott? Pace.
Ritenete che non abbia illustrato in maniera dettagliata il perché - PER ME - Tony Scott è un regista rilevante? Non ci sto.


Non ci provare, Robè: rigiro le frittate da almeno quattro anni prima di te. :)

NESSUNO ha detto (e parlo per tutti, visto che ci sono tutti i commenti sopra a testimoniarlo) che tu non abbia spiegato perché lo Scott di riserva sia un regista rilevante.

Però, e scusate la volgarità, COL CAZZO che lo hai/avete presentato come un evidente "per me/noi".

Ma nemmeno un po'.

E non regge nemmeno al scusa che ogni critica è personale.

Se scrivo recensioni sui ristornati, il fatto che uno faccia la pasta scotta invece che al dente, è un dato oggettivo.

Se scrivo invece solo che il locale è accogliente, non è detto che si mangi bene.

Perché nell'arco dei 9 pezzi ho costruito una tesi articolata, sostenuta dall'analisi.
Puoi concordare o non concordare con la tesi, ma c'è.


Ma chi ve lo ha contestato, questo?
No, perché a me pare che stiate facendo tutto da soli solo perché qualcuno non è d'accordo con la vostra PERSONALE ed articolata tesi.

PER ME(!) Tony Scott resta un onesto mestierante come ce ne sono sempre stati ad Hollywood, al pari di (anatema su di me, lo so) un John Carpenter (che però almeno ha imbroccato qualche pietra miliare del cinema di genere sulla sua strada, imho).

Ricapitolando.
1) Sì, hai spiegato perché per te e Nanni Tony Scott è un grande regista.
2) No, le spiegazioni non sono soddisfacenti per tutti. Pazienza
3) Fino a prova contraria, non siamo tutti solo spettatori distratti.

Pace.
Se per te è ok, io la finirei qui e passerei ad altro. :D

Iordinio ha detto...

1)Grazie di queste recensioni
2)Anch'io continuo a preferire Ridley MA
3)Grazie a voi ho capito come e quanto Tony sia stato importante e incisivo nella storia del cinema
4)Fateci altre retrospettive, please

Nanni Cobretti ha detto...

Come sopra.

Amici, noi abbiamo speso 18 pezzi a fare del nostro meglio per spiegare una tesi, voi la liquidate con due frasi due nei commenti e poi siamo NOI gli spocchiosi perché rispondiamo secchi invece che spiegarci ulteriormente? Dai su, che lo so che nemmeno voi siete cosi' stronzi come vi dipingete.

Mario ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Mario ha detto...

Per Nanni
"Non voglio sbrigare un lavoro in diciotto pezzi con facili sentenze, resta il fatto che al di là dello sforzo dialettico qualcuno puoi anche non averlo convinto." Questo l'ho scritto subito con molto rispetto per il lavoro che avete fatto.

Ma sei tornato solo per il piacere di mettere l'ultima parola o hai ancora voglia di discutere ? Perchè con uno che si offende se gli tocchi "Die hard" (e 'sti cazzi avessi detto "Il settimo sigillo" o "Quarto potere") non smetterei mai di litigare

Fabrizio Spinelli ha detto...

Nanni, non so quanti anni tu abbia, ma fidati: sono un provocatore da sempre e con questo tuo ultimo disperato tentativo hai perso un bel po' di punti in classifica...

Impara da Roberto :-)

PS:
Dai, sono convinto che tu possa fare di meglio... o pensi davvero di essere il primo ad insultare per provocare?

Nanni Cobretti ha detto...

@Mario: visto che avevate continuato a tirarmi in ballo ero tornato per dire "ho letto tutto e sono d'accordo con RRobe". Con uno che afferma di non dividere l'arte in bassa e alta e poi non riconosce "Die Hard" come capolavoro normalmente non attacco neanche a discutere, ma niente di personale eh? E' solo perché sarebbe molto lunga, e piuttosto ci faccio un altro post a beneficio di tutti.

@Fabrizio: il mio "stronzi" era detto con sorriso e pacca amichevole appunto per riconoscere che ci si stava solo provocando un po' a vicenda, che pensavo fosse chiaro fino a che non hai fatto tu l'elenco di tutte le frasi che urtavano la tua sensibilita'. Perdonami, una volta usavo gli emoticons, ma sto cercando di smettere. E stai tranquillo che non mi offendo sull'internet dal '98.

A posto cosi'?

Mario ha detto...

...è vero, sarebbe molto lunga.
Per me a posto così. Buona domenica.

Michael Jail Black ha detto...

Comlimenti! Una sfida epocale. Bravo! Ed Anche se per me vince Nanni, sei statto comunque bravissimo! E se il tuo sogno è scrivere bene come Shane Black, ti dico che per me ci sei quasi riuscito. Continua cosi!

Fabrizio Spinelli ha detto...

Nanni,non ti offenderai dal '98 ma mi sa che hai anche smesso di leggere i reply da allora... :D

Tanto per chiarire:
1) Io non mi sono offeso. Non ti conosco, tu non conosci me, perché dovrei (o dovresti)? ;)
2) Ho riportato frasi NON PERCHÉ fossero offensive, ma perché contestavano quanto detto da Rrobe e cioè che aveste già in maniera evidente sottolineato la assoluta soggettività delle vostre dichiarazioni.
3) la "battutina" sugli emoticons, quella sì, la usavo io nel '98!!! :D
4) ha scritto "Amici, noi abbiamo speso 18 pezzi a fare del nostro meglio per spiegare una tesi, voi la liquidate con due frasi due nei commenti e poi siamo NOI gli spocchiosi perché rispondiamo secchi invece che spiegarci ulteriormente?". Ora, parlo per me ma...MINCHIA! Ho scritto post chilometrici, ma quali due frasi??? :D
5) Siete spocchiosi, ma questo non esclude che a volte possiate aver ragione. Solo che non è questo il caso! :D


PS:
Avrai notato che le faccine che anche io avevo "dismesso" nei post precedenti le ho ripristinate... se non mi sono spiegato nemmeno così, non mi resta che il disegno!