5.7.12

The Amazing Spider-Man - la recensione -


Pensavo di iniziare questa recensione elencando una piccola porzione di tutte quelle cose che rendono questa nuova incarnazione cinematografica dell'Uomo Ragno uno dei film di supereroi peggio scritti di sempre.
Ma ho deciso che non lo farò, perché perderei io il mio tempo a scrivere e voi il vostro, a leggere.
Ho capito che se un film è scritto bene o male, non interessa a nessuno.
Nemmeno a me, a dire la verità, visto che sono il primo a dire che, quando tutto il resto funziona, della storia te ne puoi anche fregare altamente (basti pensare che ho amato Miami Vice, Transformers 3, e credo di aver detto tutto).
E poi, il botteghino lo dimostra ampiamente no?
The Avengers, un film davvero spassoso ma con seri problemi di scrittura, ha fatto impazzire il mondo, Batman The Dark Knight, una pellicola sabotata in tutte le maniere dalla sua sceneggiatura, è ritenuto da tutti un film riuscitissimo grazie a una regia (e, più in generale, a una visione), straordinaria.
Insomma, la buona scrittura è elemento del tutto marginale per la riuscita economica di un film.
Specie di un film di supereroi.
Quello che conta di un film di supereroi è che sappia coinvolgere, emozionare e, se il tono del personaggio è quello giusto, divertire.
Tutte cose in cui The Amazing Spider-Man fallisce miseramente.

La pellicola dura centotrenta minuti e spiccioli.
Due ore e dieci minuti della vostra vita.
Che sembra poco rispetto alla vastità di un'esistenza umana ma, metti un Amazing Spider-Man oggi, metti un qualsiasi altro film di merda domani... ed è un attimo che vi ritrovate nel vostro letto di morte chiedendovi perché avete passato tanto tempo a guardare certe cazzate invece che a scopare.

Comunque sia... centotrenta minuti dicevamo.
Di cui, i primi settanta, passati a seguire le vidende di un hipster sedicenne interpretato da un trentenne (e si vede), che fa il filo a una gnocca sedicenne interpretata da una ventiquattrenne (e pure qui, a parte il fatto che è figa, si vede tantissimo) sulla base di musichine indie che sono tanto carine ma che ti scordi di averle ascoltate mentre le stai ascoltando.
E questa E' LA PARTE MIGLIORE DEL FILM.

Poi ci sono gli altri sessanta minuti della pellicola.
In cui vediamo un Uomo-Ragno con un costume orrendo che se la batte con un Lizard-Bowser imbarazzante tanto è brutto, in una New York desertificata, di notte.
Poi l'Uomo Ragno che si mena sempre con il lucertolone nel rifugio delle Tartarughe Ninja (non scherzo: nel film si vede chiaramente anche Splinter).
Poi altre botte nel corridoio di un liceo.
Poi la conclusione sulla solita torre in cima a un grattacielo.
E poi il film finisce, lasciandoti quello stesso senso di imbarazzo di quando sei in ascensore e qualcuno molla un peto e tu non sai se farlo notare o, signorilmente, trattenere il fiato e scendere rapidamente.

Sul serio: forse Marc Webb (QUI una sua foto dove potete vedere tutta l'intelligenza del suo sguardo) può darsi che sia un dignitoso regista di commedie romantiche (e io ho i miei dubbi anche su questo), ma nel confrontarsi con l'arrampicamuri, è evidente che non sa quali pesci pigliare.
E infatti sbaglia tutto.
Prima di tutto, non serve in alcuna maniera genere superoistico, depotenziandone tutti i momenti topici (le origini, la presa di coscienza della proprie capacità, la prima entrata in scena...), poi fraintende completamente il personaggio,, trasformando quello che è (e deve rimanere) uno sfigato che, a causa di un incidente, entra in possesso di straordinarie capacità, in una specie di predestinato, con un passato pieno di misteri e trame oscure (sì, lo so: tutta la roba dei genitori è presente anche in una discutibile serie di albi del fumetto... ma è roba recente di cui in Marvel si sono pentiti da un pezzo).
Ma a Webb questo sfacelo non basta. Decide quindi di non trattare il concetto alla base del personaggio (da grandi poteri derivano grandi responsabilità), e di togliere di mezzo l'elemento chiave che fa di Spider-Man il personaggio che è: il suo perenne senso di colpa (per la morte di Zio Ben, in primo... ma pure per tutto il resto).
Ma del resto, che Webb e i suoi sceneggiatori non abbiano saputo capire nulla di quelli che erano i punti di forza della creatura di Stan Lee e Steve Ditko è evidente anche da come è strutturato nel film il rapporto tra il Capitano Stacy, sua figlia Gwen, Peter Parker e l'Uomo-Ragno.

Nel fumetto, il capitano Stacy è un sostenitore di Peter Parker come fidanzato della figlia e di Spider-Man, come eroe di New York. Nel corso delle vicende, scopre che i due sono uno e li aiuta in tutte le maniere.
Poi muore, ucciso da uno degli avversari del ragno. Le sue ultime parole sono "Sii buono con lei, Peter... lei ti ama così tanto".
Gwen, invece, non sa che Peter è l'Uomo Ragno. E quando suo padre muore, lei addossa tutta la colpa sull'arrampicamuri, odiandolo ferocemente.
Lui ama Lei. Lei ama Lui. Ma lo odia.
Un classico dramma alla Stan Lee. Quel tipo di drammi che hanno sempre reso la sua roba tanto speciale.


Nel film, invece, il capitano Stacy odia Spider-Man e ha poca simpatia per Peter. E non sa che sono la stessa persona.
Gwen, invece, sa che Peter è Spidey.

Poi anche il capitano lo scopre ma muore ucciso da un nemico di Spidey e, le sue ultime parole sono "Non coinvolgere Gwen, Peter...".
Per la serie: cambiare tanto per cambiare, semplificando e rovinando quello che era già perfetto.


Ma vabbè, diciamo che queste sono pippe da nerd (non è vero: stiamo parlando di struttura drammatica... ma non ho voglia di stare a discutere), resta il fatto che il film ha un ritmo soporifero nella prima parte e un encefalogramma piatto in termini di emozioni nella seconda.
Le cose sono raccontate tutte male: Peter come ottiene il cavo della Oscorp con cui crea la sua ragnatela? Perché una sedicenne bona in minigonna non solo è l'assistente di un'eminenza scientifica ma ha pure tutti i codici d'accesso ai suoi super laboratori? Come fa Lizard a trasportare il suo laboratorio nelle fogne? Che fine fa il cinese cattivo? Che fine fa l'uomo che uccide Zio Ben? Perché, a New York, ci sono una serie di gru, tutte in fila e tutte sulla stessa strada? Perché Peter sembra indifferente a tagli grossi come il suo petto e poi si fa fermare da una pallottola di striscio nella gamba?
La messa in scena è miserrima con l'Uomo Ragno, personaggio solare per eccellenza, che si muove sempre di notte (perché al buio si nota di meno che gli effetti speciali sono di merda).
Lizard è imbarazzante.
Le battute scarseggiano, non c'è umorismo, non c'è ironia, non c'è dramma, non c'è epica.
E gli effetti speciali fanno davvero, davvero pena.
Per finirla (e ho già speso troppo tempo), questo The Amazing Spider-Man è un prodotto povero di idee, privo di talento, senza alcuna visione, scritto male e girato peggio.
Le uniche cose buone sono Andrew Garfield e Emma Stone, chiamati però a interpretare dei personaggi sedicenni, in barba a qualsiasi Ptotocollo Dawson Creek.

Vi direi di risparmiare i soldi ma già so che non lo farete.
Come non lo farei io.
E' l'Uomo Ragno, dopotutto, e gli vogliamo tutti bene.

p.s.
Il film è già campione d'incassi negli USA, nonostante le recensioni a dir poco fredde che ha ricevuto.
Molti dicono che sia per l'effetto The Avengers e che presto si sgonfierà, ma io sono abbastanza pessimista da credere che, invece, sarà un successo fino alla fine.