18.7.12

[AREZZO WAVE] Le sette del mattino non sono orario per il rock...



Sono le sei del mattino.
Ripeto: le sei del mattino.
La sveglia del suona.
La ignoro fino a quando non desiste, capendo che i suoi sforzi sono vani.
Non c'è ragione al mondo per cui mi debba svegliare a quest'ora.

Poi squilla anche il telefono.
Lo ignoro secondo la stessa logica: sono le sei del mattino. Chiunque mi chiami a quest'ora, deve bruciare tra le fiamme dell'inferno.

Poi mi chiama Mauro.
Nel senso che mi scuote, costringendomi ad aprire gli occhi.
Che cazzo ci fa Mauro a casa mia?


Ah, non è casa mia.
E' una stanza d'albergo.
Fuori dalla finestra, la Toscana.


Sono ad Arezzo Wave.
E' il secondo giorno di permanenza.
E questo spiega cosa ci faccia Mauro nella mia camera d'albergo, che è pure la sua.
Resta il mistero dell'orario.

Perché le sei del mattino?
Dal mio cervello annebbiato, spunta un'informazione poco attendibile:
perché devo andare a sentire un concerto alle sette.

Ma non può essere.
Perché non c'è cantante o gruppo che ami al punto da giustificare uno sbattito tale.
E, di sicuro, nessun cantante o gruppo che amo, sarebbe mai abbastanza lucido per suonare a un'orario del genere.

Le sette del mattino non è orario per il rock.
Al massimo, va bene per una messa.
Una messa...



E di colpo capisco.
Sto andando a un concerto di Giovanni Lindo Ferretti.


BREVI CENNI STORICI SUL MIO RAPPORTO CON L'ARTISTA GIOVANNI LINDO FERRETTI

Ho trentotto anni.
Questo significa che, per me, i C.S.I. (e prima, i CCCP), sono un gruppo importante.
Li ho sentiti spesso dal vivo.
Li ho sentiti in momenti importanti della mia vita.
Li ho sentiti in un'età formativa in cui essere antagonisti è più un dovere che un diritto.
Ma questa è tutta roba emotiva che riguarda solo me.
Cercando di essere più obiettivo, ritengo che la collaborazione tra Ferretti e Zamboni, abbia dato vita alle due migliori (e più significative e rilevanti) band che l'Italia abbia mai saputo esprimere in tutta la sua intera storia, le uniche degne di stare al pari (e, in certi casi, sopra) ai grandi gruppi stranieri.
.
CCCP e C.S.I. facevano roba viscerale e disperata come i Nirvana, brutale, diretta e onesta come sarebbe dovuto essere il punk inglese (e purtroppo, è stato raramente), politica come certa roba delle violentissime band della scena hardcore losangelina e, nello stesso tempo, spirituale e profonda, come il miglior cantautorato italiano.


Tanto nero e rosso.
In fondo, una luce.


L'unica cosa che ho sempre digerito male di questi due gruppi (e che, ancora oggi, mi spiego poco) era la loro avversione per i batteristi.  Ma questo, come si suol dire, è un problema mio perché il suono non è che ne risentisse in nessuna maniera.

L'abbandono di Zamboni (e quindi la perdita di tutta la corrente più prettamente rock nelle composizioni, in favore dell'elettronica), mi ha fatto disinteressare ai PGR, la nuova band di Ferretti, sciolta comunque rapidamente.

Le sue esternazioni religiose, artistiche e politiche, successive al cancro alla pleura, hanno fatto il resto.
In poche parole: è da parecchio che non lo seguivo più e, se non ci fosse stata l'occasione di questo Arezzo Wave, non avrei ricominciato a farlo.
E, ve lo dico subito, mi sarei perso qualcosa.


Continua...

4 commenti:

Unknown ha detto...

Si direi che qualcosa ti saresti perso. :)
I PGR, primo a parte che è un accozzaglia di discrete idee mal realizzate, hanno sfornato due bei disconi.

e per me con Ferretti non c'è niente da fare, nonostante se ne sia scappato lontanissmo dalle mie idee, rimango ancora catturato da qualsiasi cosa scriva.

ilmarinajo ha detto...

al concerto t'ho visto ma, in ossequio alla sobrietà e discrezione ferrettiana, non t'ho voluto rompere le scatole. è stato bello: nonostante la svolta ratzingeriana, Ferretti è rimasto Ferretti

omo os caras do slimpikinot ha detto...

Due bei gruppi sicuramente. Ma il discorso sulle due band migliori della storia d'Italia vale solo se ci si dimentica il crogiolo progressive italiano degli anni '70.

Claudio ha detto...

Ai tempi dei C.C.C.P. ascoltavo cose troppo diverse ma nei C.S.I. ci sono caduto completamente ed è una dell'esperienze più viscerali della mia vita ... ma i PGR. Io ho provato ad ascoltarli senza pensare a Ferretti che andava con Ferrara a rompere i coglioni sotto l'ospedale, ai genitori di Luana Englaro. Ma i testi parlano proprio di quello, senti l'eco di aborto e eutanasia dappertutto. Va bene trovarsi davanti alla morte, ma non si può reagire come una Claudia Koll qualsiasi. Da lui non riesco ad accettarlo.

Non sono un "mangia-preti" e sono pure credente. Ma quando è troppo è troppo.