31.7.12

Dylan Dog 311, "Il Giudizio del Corvo" - Contenuti Speciali-



Ho un mucchio di cose da dire riguardo a questa storia.
Partiamo dall'inizio.

Di solito, quando inizio un lavoro, mi faccio un piano e mi pongo degli obiettivi.
Certe volte sono obiettivi piccoli ("scriverò un albo di Diabolik non usando mai i balloon di pensiero perché nessuno deve entrare nella mente del Re del Terrore!"), certe volte sono obiettivi grandi ("John Doe sarà una maxi-serie da 99 albi in cui cercheremo di scombinare tutte le convenzioni del fumetto popolare italiano da edicola!!").
Nel caso di Dylan, quando ho iniziato a scriverlo, lo scopo era ambizioso e molteplice.

Da una parte, volevo esplorare il personaggio, analizzando da dentro il lavoro di Sclavi, per capire come e perché avesse funzionato così bene, in modo da poter replicare quanto fatto, magari rinnovandolo.
Poi volevo dire la mia non solo sul personaggio in quanto tale, ma pure su quello che il personaggio era diventato.
Infine, volevo fare il mio, riuscendo a mettere un poco di me, delle mie esperienze e del mio modo di vedere il mondo, all'interno delle storie dell'Old Boy.
Il manifesto delle mie intenzioni era abbastanza esplicito sin dalla prima storia, Fuori Tempo Massimo, apparsa sul primo Dylan Dog Color Fest.

La prima fase del mio "piano" quindi, si sarebbe composta di una serie di storie che avrebbero ripercorso i classici filoni sclaviani, interpretati secondo la mia sensibilità.
Le storie surreali, le storie in cui la gente normale mostra il suo vero lato mostruoso (appena celato da un velo di civiltà), la stigmatizzazione dei lati più deformi e mostruosi della nostra società e via discorrendo.
Ovviamente, non potevo tralasciare tutta una corrente di albi che avevo trovato sempre divertente (e un poco folle): quegli albi in cui gli autori di divertivano a riscrivere da capo un film horror esistente, inserendoci dentro la variabile Dylan Dog.

E non parlo del solito gioco delle citazioni, sia chiaro.
Quello è sempre stato presente in tutti i Dylan.
Parlo proprio di quando Sclavi e i suoi (su tutti, Chiaverotti), non si limitavano a fare uno o più rimandi a un film, ma calavano proprio Dylan all'interno di esso.
Mi riferisco a storie come Killer, o Il Buio, o il recente L'Assassino è tra noi.

Dylan contro Terminator! Dylan contro Freddy Kruger! Dylan contro gli zombie di Romero! Dylan contro Jason Voorhees!
Erano un tipo di storie che, da ragazzino, mi divertivano tantissimo e che, con Il Giudizio del Corvo, ho cercato di riproporre.

E visto che una delle più importanti saghe cinematografiche horror recenti è Saw, ho pensato che non sarebbe stato male vedere Dylan alle prese con una versione alternativa di Jigsaw, l'enigmista.
Nell'originale cinematografico, Jigsaw è un serial killer morale. Geniale, crudele, ma con uno specifico codice, una sua etica e un suo personale intento: mette alla prova le sue vittime sbattendogli davanti le loro debolezze e le loro colpe.
E lo fa con delle prove che richiedono dei sacrifici estremi per essere superate.
Se le superi, sei "redento" e diventerai una persona migliore. Altrimenti sei morto.

Per me, che volevo conoscere e mettere sotto stress il "credo" dylaniato... cosa c'era di meglio che sbatterlo tra le grinfie di una mia interpretazione di Jigsaw?

Oltretutto, questa cosa, mi avrebbe permesso di portare avanti un'idea che mi frullava in testa sin dal principio e che riguardava un problema che riguardava il livello di tensione e minaccia.

In termini semplici, tra i molti elementi che vanno a comporre la tensione di una storia horror, c'è  il rischio (molto più frequente che in altri generi) che il protagonista della storia possa morire (o impazzisca), cosa che in un prodotto seriale come Dylan non può accadere.
Dylan non può morire (o se muore, la storia è onirica) e il lettore lo sa bene. Quindi non è in tensione per la sua sorte.

Aggiungiamoci poi che Dylan, nel corso degli anni, è sempre più circondato da figure amichevoli che lo aiutano e lo assistono in tutte le maniere.
Da Bloch all'insopportabile Madame Trelkovski, passando per Lord Wells e Groucho, tutti fanno in modo che l'indagatore dell'incubo abbia una vita comoda, a riparo di ogni rischio.
Persino i quotidiani hanno smesso di essergli nemici (lo ignorano e basta, generalmente).
Con l'uscita di scena di Xabaras, poi, non c'è più nemmeno un arcinemico a gettare la sua inquietante ombra.
In sostanza, corro più rischi io quando vado in posta che Dylan quando affronta i mostri.

E' per questo che con Paola Barbato e Michele Medda, avevamo pensato di dare vita a un piccolo arco di storie che avrebbe alterato alcuni di questi equilibri (era nostra intenzione mandare a riposo Bloch per qualche tempo e sostituirlo con un ispettore di polizia decisamente ostile e, nel frattempo, cominciare a delineare la figura di un nuovo arcinemico).
Dal canto mio, avevo pure deciso di creare una mia personale gallery di malvagi da far tornare all'occorrenza e che, presto o tardi, avrebbero unito le loro forze contro Dylan.
Axel Neil sarebbe stato il maniaco con l'ascia, Mater Morbi la femme fatale, poi ci sarebbe dovuto essere un personaggio davvero squilibrato (la Matta) e Mr. Giggle, il genio del male.

Con il Giudizio del Corvo avrei introdotto Mr. Giggle e iniziato a unire i fili, facendo apparire anche Axel.
Di questa cosa non se ne è fatto più nulla perché poi, per vari motivi, io, Paola e Michele ci siamo dedicati ad altro, però mi dispiace perché sono sicuro che sarebbero uscite delle storie divertenti.

Per concludere il discorso, il resto è presto detto:

- le prove, tutte, sono pensate per mettere in evidenza una debolezza o una possibile criticità del carattere di Dylan. Anche i carboni ardenti (che qualcuno ha trovato discutibili) sono pensati con questa logica. Dylan è costretto a camminarci sopra perché, altrimenti, il Corvo riterrebbe fallita la prova (e per questo non c'è bisogno che occupino tutta la stanza) e Dylan decide di attraversarli di suo sponte, per dimostrare a Giggle che lui davvero ama ogni sua "donna del mese".

- La svolta finale dell'albo me l'ha data Federico Memola (da non crederci), con una critica che aveva fatto sul web a Fuori Tempo Massimo, a proposito della leggerezza con cui Dylan aveva trattato le vittime di Axel.

- Mr. Fantastic è un supereroe a tutti gli effetti, scemotto, ingenuo e superforte. Quando ho saputo che sarebbe stato Caluri a disegnare la storia, gli ho chiesto di modellarlo come una versione realistica e buona di Maicol, il ragazzino tremendo a cui Luna fa da babysitter, sulle pagine del Vernacoliere. Il risultato mi fa sogghignare ogni volta che lo guardo.

- Ogni volta che mi è possibile, mi piace ricordare che Dylan è un appassionato di heavy metal e hard rock. Tenendo conto che a Londra c'è un tempio di questo genere di musica, l'Hammersmith Odean, mi sembrava scandaloso che il nostro non ci fosse mai andato.

- Lo stile di scrittura di questa storia riflette il mio precetto guida per gli albi Bonelli: se il lettore non lo legge tutto in una tirata, ho fallito. E quindi, giù il piede sul pedale del gas.

- Citazioni vere e proprie (Saw a parte) ce ne sono poche (o ne ricordo poche). Gli Uccelli, nel sogno iniziale e mi pare null'altro.

- Il titolo di lavorazione dell'albo era I Veri Mostri, a sottolineare il discorso che Alex fa a Dylan (e che, per me, è il fulcro di tutta la storia: ma siamo davvero sicuri che i veri mostri siamo noi?).

E credo che, con questo, sia tutto.
L'albo lo trovate in edicola.

50 commenti:

Massy ha detto...

per quel che mi riguarda obbiettivo centrato letto tutto d'un fiato!

non leggo DD ma i tuoi li accatto sempre e non me ne pento mai!

Massimo Giacon ha detto...

l'ho letto, e devo dir , a tuo onore, che l'ho letto fino alla fine, perché la scrittura funzionava, e pur sapendo come si sarebbe sviluppata la trama, la scrittura mi spingeva a voler vedere cosa succedeva. Se devo fare una critica, la citazione di SAW era fin troppo smaccata, mi sarebbe piaciuto che partisse da lì e prendesse un strada molto diversa, e comunque non so, ma i dialoghi non erano irritanti come negli ultimi Dylan. Insomma il solito Dylan, ma almeno leggibile, e detto da me che ormai odio il personaggio penso sia il massimo complimento che potevo tirar fuori.

guy ha detto...

l'immagine del Corvo mi mi ha fatto pensare a http://www.youtube.com/watch?v=_HM_hN6uDvk

straordinario film di franju in omaggio al serial cinematografico di Louis Feuillade, tratto (credo) dal romanzo (o dai feuilleton) di Arthur Bernède

ivothor ha detto...

visto che ho preso tutti i DD scritti da te, oggi vado in edicola a comprare anche questo. Speriamo di rivedere un giorno quello Slash palestrato di Axel.. era davvero un personaggio..

Luigi Siviero ha detto...

"Dal canto mio, avevo pure deciso di creare una mia personale gallery di malvagi da far tornare all'occorrenza e che, presto o tardi, avrebbero unito le loro forze contro Dylan.
Axel Neil sarebbe stato il maniaco con l'ascia, Mater Morbi la femme fatale, poi ci sarebbe dovuto essere un personaggio davvero squilibrato (la Matta) e Mr. Giggle, il genio del male."

E' per questo che non hai detto nulla sull'identità di Mr. Giggle? Volevi usarlo in altri episodi e approfondire un po' alla volta?

Luigi Siviero ha detto...

Ahaha, io credevo che non avessi detto nulla su Mr. Giggle di proposito per fare un fumetto palesemente senza spiegone.
Pensavo che fosse una critica a un certo modo di scrivere, così come il resto del fumetto mi sembrava una critica a certe caratteristiche del personaggio Dylan Dog (il moralismo, la bontà quasi da santo).
Dove si può arrivare con le seghe mentali...

RRobe ha detto...

Ma guarda che sono vere entrambe le cose.
L'albo è quello che, a solo.
Senza alcuno spiegone, per aumentare il fascino e il mistero del personaggio.

Poi, in altre storie, avrei potuto dire qualcosa di più.
Ma non è che avrebbe influito sullo specifico di questa storia.

Luigi Siviero ha detto...

"L'albo è quello che, a solo.
Senza alcuno spiegone, per aumentare il fascino e il mistero del personaggio."

Bene, allora è buona l'idea che mi ero fatto all'inizio (e che mi piaceva).

Mirco ha detto...

Ottima storia. Peccato per i personaggi ricorrenti che non ricorreranno. Non è difficile immaginare perché.

Simone Longarini ha detto...

E' un peccato che tu abbia rinunciato a scriver Dylan. E' un vuoto che difficilmente verrà colmato da altri scrittori. Ti invito seriamente a ripensarci.

Icniv ha detto...

Si egge tutto d'un fiato, e poi la copertina è una delle più belle d Dylan. Ma da quanto leggo tra i commenti, non ne scriverai più?

marco ha detto...

se dylan torna ad essere scritto cosi, io incomincio a ricomprarlo,

ivothor ha detto...

quand'e' che ci tieni aggiornati con qualche notizia nuova sul tuo tex?

FoC ha detto...

[SPOILER]


Nella scena del whisky mi aspettavo un Dylan che ci pensava un attimo, prendeva la bottiglia e ne rovesciava il contenuto per terra, pretendendo poi il superamento della prova : p

Slum King ha detto...

La Matta?

FoC ha detto...

Riguardo il finale cmq,

[SPOILER MOLTO GROSSO]



devo dire che mi ha lasciato perplesso, non ho capito il senso del "sacrificio" di Dylan.

Io ci ho visto solo 2 possibili significati:

a)tentativo di suicidio per via del senso di colpa
b)tentativo di superare la prova, avendo intuito che era quello il "trucco"

Nel caso b) vorrei capire in base a che logica pensava che il "tentare di uccidersi" (con la sua ragazza ancora nelle mani di un pazzo) gli avrebbe garantito la "vittoria", nel caso a) Dylan avrebbe avuto un "semplice" crollo nervoso, cercando davvero di uccidersi (sperando che così Giggle avrebbe rilasciato la ragazza? e perché, in teoria non era minimamente nei patti...)

In generale, da qualunque parte la veda, non mi suona bene che per Giggle la scelta di Dylan (devo decidere se fare fuori o meno un killer a sangue freddo per salvare la mia ragazza tenuta in ostaggio? e allora mi ammazzo) sia da premiare, non ci ho visto nulla di "meritevole" come invece nelle altre prove.
(Conseguentemente troverei stonato anche un Dylan che dia per scontato che la sua morte significhi l'automatica salvezza della donna)

RRobe ha detto...

Il discorso a me pare semplice.

Giggle lo ha messo davanti a una scelta: o spara ad Axel o Clelia muore.
La priva è per Dylan. Il corvo non ha nessun particolare interesse nell'uccidere Clelia.
Dylan riflette che tanto Clelia, quanto Axel, sono in quella situazione per colpa sua.
Ergo, se lui si sottrae dall'equazione, il problema decade.
Ergo, si punta la pistola alla testa e si sacrifica tanto per il bene della bestia, quando della bella.
E supera la prova, dimostrando di essere pronto persino a morire in nome delle sue convinzioni.

Se Dylan avesse ucciso Axel, il Corvo lo avrebbe giudicato immeritevole e lo avrebbe ucciso.

Meticcio ha detto...

Una delle storie più belle di Dylan Dog (che ormai da qualche anno seguo regolarmente)degli ultimi tempi, l'ho letto anch'io tutto d'un fiato e ho apprezzato molto che l'Indagatore dell'Incubo venisse messo così in discussione e in pericolo (mi trovi pienamente d'accordo sul discorso della sicurezza). Anch'io come i nerd che mi hanno preceduto nei commenti avrei una piccola critica ma sarebbe davvero cercare il pelo nell'uovo. Credo che lo svolgimento della storia così come l'hai sviluppata sia il migliore possibile. Complimenti

Giuseppe Pandolfo ha detto...

Non mi dire che e' vero che molli dyd :(

Animanera ha detto...

Anche io non leggevo un albo di DYD da tempo immemore e devo dire che grazie alla tua storia mi sono gustato una storia dell'Indagatore dell'incubo come non facevo da tempo (e si, l'ho letto tutto d'un fiato).

Un peccato che il progetto con gli altri scrittori non sia andato in porto perché DYD ha davvero bisogno di rigenerarsi, anche con situazioni un po' drastiche. Non dico qualcosa alla John Doe perché impossibile ma una evoluzione alla Nathan Never non credo dispiacerebbe ai più (o quanto meno non dispiacerebbe a me) e, ora che non c'è più JD in edicola magari si torna a leggere DYD.

Giuseppe Pandolfo ha detto...

E Cmq l'idea tua della barbato e di medda era geniale per recuperare le sorti di questo fumetto spremuto fino all'osso! Dirigessi io dyd un'idea così farei di tutto per non farla decadere

andrea voglino ha detto...

Spettacolare il lapsus freudiano su Jason Voorhees, che nel tuo universo diventa, alla lettera, "Jason Mignotte".
Crepascolo ci andrebbe a nozze!
Complimenti comunque (anche se personalmente non ho mai apprezzato gli, ehm, "omaggi" di Dylan al cinema de paura, quindi ho gradito ma con qualche riserva).

FoC ha detto...

"La priva è per Dylan. Il corvo non ha nessun particolare interesse nell'uccidere Clelia.
Dylan riflette che tanto Clelia, quanto Axel, sono in quella situazione per colpa sua."

Onestamente continuo ad avere delle perplessità.

Quello che Dylan sa di questo "Giggle" è che gli ha affidato una serie di prove da superare, pena la morte della ragazza.
Fallisci una prova e lei muore, e l'ultima, per quanto ne sapeva Dylan, consisteva precisamente nello sparare all'assassino (ergo non farlo equivaleva a fallire).
Certo: poi si scopre che in realtà c'era un "trucco" e via dicendo, ma o Dylan l'aveva già capito (e mi pare un pò forzato) o non lo si può tenere in considerazione.
Dici che quello messo alla prova era Dylan e siamo d'accordo: però rimane il fatto che il "prezzo del fallimento" era rappresentato comunque dalla morte della ragazza (e questo dovrebbe dire a Dylan che Giggle, pur mettendo alla prova lui, non esiterebbe a far del male ad un innocente).
E prendendo per buono quanto aveva detto Giggle (che, ribadisco, sappiamo a posteriori non era vero: ma bisogna mettersi nei panni di Dylan), sparandosi Dylan avrebbe assolutamente fallito l'ultimo cimento.

Tu dici "Se Dylan si uccide non ha più senso per Giggle continuare con le prove per mancanza del soggetto, ergo rilascia gli ostaggi per mancanza di interesse", ma secondo me "Giggle mi dice che per salvare la ragazza devo sottopormi a X prove o lei muore->io mi uccido prima di poter completare l'ultima prova->Giggle dichiara il mio fallimento e uccide la ragazza, esattamente come aveva promesso ("fallisci una sola prova e lei muore")" è un ragionamento altrettanto se non più plausibile dal punto di vista del protagonista,visto che non è che lo specchio fedele di quanto asserito da Giggle.

Insomma: Dylan che sceglie di uccidersi solo perché SPERA che, pur di fronte al fallimento della prova (che poi in realtà non sarebbe stata fallita ecc ecc ecc: ma lui non lo sa), Giggle poi risparmi la ragazza perché "tanto il soggetto del test è comunque morto", continua a suonarmi male, visto anche che Giggle IN APPARENZA aveva dimostrato scarsissima considerazione per il coinvolgimento di innocenti e la loro sorte.

PS In generale il numero mi è piaciuto, con particolare riguardo alla prova del whisky, quella di Capitan Fantastic e molti dei momenti con Axel (in particolare quando dice a Dylan che al posto suo avrebbe fatto lo stesso e quando parla dei "veri mostri"). Questo per precisare che non sono qui per piantare grane o trollare, che non si sa mai.

AikidoVivo-Fabio Branno ha detto...

Beh, "nessuna citazione" mi pare pochino...
Dylan che rompe la cassa dall'interno, con un pugno è l'incarnazione di The Bride in Kill Bill vol 2...Per esempio...
E quando si fascia i piedi dopo i carboni mi ha ricordato dapprima Bruce Willis, poi mi è parso proprio sputato sputato questo "http://www.youtube.com/watch?v=FnAF6Z8YIBY", che prosegue alla stessa maniera, fasciando i piedi con la camicia.
Come già detto: bellissimo albo!
Ma manca qualcuno che lavori un po' sui comprimari di sempre, dando loro un po' di spessore in più...
Saresti perfetto per questo lavoro!^_^

FlatField ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
FlatField ha detto...

Anche se è fallito il progetto di creare nuovi personaggi per la serie e di riportare Mater Morbi, sarebbe bello rivedere Mr. Giggle, anche da solo. E pazienza per il cattivone di Paola Barbato.

FlatField ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Jack Hatter ha detto...

ammazza che originalità!

pure sta ferla della spiega per fare come al solito il divo che non è che s'ispira o è a secco d'idee,

ma cala il personaggio in ambiente cinematografico. perché fare un fumetto con un idea genuina ?  ispiriamoci al quel capolavoro della Sega.

ho capito perché non leggevo DyD !

il Livornese ai disegni devo dire è risultato abb. deludente con disegni troppo sporchi e proporzioni sballate, peccato contavo su di lui.


Tex lo farai ispirandoti ad un film di Giuliano Gemma o un western di Franco e Ciccio ?

così magari evito di acquistarlo

un saluto  BerryBlu

 

AlmaCattleya ha detto...

Scusa per l'O.T., ma questo dovevo fartelo vedere. Sapevi che le giapponesi leccano anche i gatti?

http://www.youtube.com/watch?v=is2KnH-QMnc&feature=g-all-u

2:53

Roberto D'Andrea ha detto...

Ho poco da dire se non ringraziarti per la prima storia di Dylan Dog che mi sono GODUTO e con cui mi sono emozionato da 15 anni a questa parte (unica eccezione fu "mater morbi" e tutto torna, quindi).

Lord ha detto...

Non ero convinto della storia (come non sono mai convinto delle scopiazzature troppo palesi) però alla fine è riuscita a intrigarmi. Anche se mi piacerebbe rivedere Mr Giggle, dopo aver letto Darwin sono contento che abbia fatto solo una rapida e degna comparsata

Filoberto Alamari ha detto...

Mmm, nah, peccato per la storia, fa veramente schifo! :-)
e lo dico col sorriso perchè penso che si debba dire (anche) agli autori quello che si pensa, perchè in fondo si è scucito il soldo e si ha diritto a criticare e sputare sentenze, anche se poi la tua opinione vale quel che vale, l'opinione di uno qualsiasi.
Fatta questa premessa, questa storia mi è piaciuta per il ritmo e la leggibilità, sai scrivere e sei davvero bravo, però...
la storia è debole, il pretesto, le motivazioni, sono deboli, flebili e inconsistenti: non è solo questione di pippe mentali, se tu mi piazzi senza ragione un personaggio che non mi dice niente ma sembra l'incarnazione della settimana enigmistica o del conduttore dell'isola dei famosi a me non me ne frega niente.
É molto buona l'idea di mettere DD sotto stress, testare le sue reali motivazioni, ma il contesto è troppo brutalmente scarno, da videogioco, e se non ne esce fuori niente (una crescita del personaggio-eroe), cosa resta? Un altro mostro fatto fuori (lui, noi, qualcun altro, non importa, non sono in cerca di una sentenza ma di uno stimolo e uno spunto).
Giustissima la vostra (R-B-M) idea per sviluppare e rigenerare DD, peccato non sia stata portata avanti..
(Il cattivo sembra un tengu)
my 2 cents..

stefano.passeri ha detto...

Dyd non lo leggo più ogni mese...prima lo facevo adesso saltello a vedere se la copertina mi piace o meno. Questo numero ovviamente l'ho preso per la storia dato che la copertina l'ho trovata orrenda ma non voglio assolutamente iniziare una guerra con i fan di Stano, sia chiaro.

Tornando in tema storia, ovviamente il tema e la trama e il coinvolgimento hanno colpito nel segno e preferisco mille storie del genere che le "solite" storie di Dyd un personaggio che negli anni è sempre stato più amato e forse anche più odiato proprio per colpa della sua non evoluzione. Dyd credo che sia morto parecchio tempo fa e per questo l'ho perso di vista. La cosa certa è che difficilmente torno a comprarlo regolarmente e credo anzi che i curatori dovrebbero iniziare a stravolgere per davvero il personaggio con qualcosa di particolare un po come hanno fatto per Nathan Never. Insomma, portare il personaggio in qualche situazione dall'alto tasso esplosivo, fare una maxi saga o qualche altra trovata perchè ormai Dyd per me (sottoline) è il classico bamboccione di Indagatore dell'Incubo che vive principalmente di storie trite e ritrite scopiazzate da quello che ci circonda...per me servirebbe nuova linfa.

stefano.passeri ha detto...

PS: perdono, credo che alla fine non si sia capito che la storia di questo nuovo Dyd non è che mi abbia stupito tanto. Fa il suo lavoro sia chiaro ma ormai, ripeto, si tende a copiare davvero troppo da quello che ci circonda sopratutto nella cinematografia. SAW poi è affascinante proprio per quel concetto di "se sbagli muori" che in Dyd non si può fare quindi è come barare.

Filoberto Alamari ha detto...

aggiungo:
tu dici "Dylan, nel corso degli anni, è sempre più circondato da figure amichevoli che lo aiutano e lo assistono in tutte le maniere", ma alla fine gli fornisci Mr. Fantastic!!
e comunque grazie per Mater Moribis, IMO una delle storie di DD più belle!

Viviana Boccionero ha detto...

BINGO!

Dana Ruby ha detto...

Devo ancora leggerlo per dare un giudizio. Ma il look dell'assassino è un omaggio a Deliria?

Dana Ruby ha detto...

Dopo averlo letto in effetti la citazione di Deliria è data solo dall'interpretazione di Stano in copertina.
Comunque gran bella storia.
Capisco quando dici che comunque è difficile scrivere Dylan Dog.
[SPOILER]
Per due volte Dylan rischia di morire volutamente in nome dei suoi principi, la prima volta perchè non vuole uccidere un cane e la seconda quando rifiutandosi di uccidere Alex tenta il suicidio. Ambedue le situazioni le ho trovate molto forzate anche per un buonista come lui.
Per il resto ritmo serrato e lettura tutta d'un fiato.

Clod ha detto...

Non so se considerarlo una citazione, ma un pene eretto (pag. 7) su DYD non credo si fosse mai visto.

Fuz ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Fuz ha detto...

Mi hai fatto piacere Dylan Dog. Per la seconda volta.
Non era facile, GG.


Ah, l'albo contavo di leggerlo in più tirate (avevo poco tempo quando l'ho comprato) ma l'ho dovuto leggere tutto d'un fiato (facendo tardi ad un appuntamento con una fia). Quindi direi obiettivo raggiunto.

Paolo Andolfi ha detto...

Comprato ed apprezzato oggi. Ti dirò, ormai salvo il color fest ho smesso da anni di seguire Dylan, dato che ormai la mia passione si era trasferita sulle " furono" letture Eura, per poi svicolare sui fumetti Francesi ed Autoriali causa studio.
Fatto é che leggo qua che c' é 'st' accoppiata Recchioni- Caluri ( che seguo dai suoi esordi sul Vernacoliere, da quando ero ragazzino. Ti parlo di Eccòmini e Le telefonate, inseme alle sue illustrazioni di copertina) che tra l' altro tornano a fare quel giochino su cui Dylan Dog, siamo onesti, é nato: rivisitare le più famose pellicole Horror.
E qua, dato i tempi odierni hai ben pensato di giocare con Saw che ADORO alla follia, l' estate scorsa mi sciroppai tutta la serie in una settimana, ai bei vecchi tempi di megavideo. Non sto parlando delle vicende in sé stesse, quanto il modo di agire e la filosofia di Jigsaw e dei suoi successori, quello é il vero fiore all' occhiello della saga.
E qua l' hai riproposto magnificamente nel bel personaggio del Corvo ( sublime la sequenza finale).
Hai detto bene, volevi portare Dylan ai fasti di un tempo, raccogliere l' eredità dei primi Sclavi e Chiaverotti e porcomondo l' hai FATTO alla grande, sei entrato perfettamente nello spirito e Caluri con te, col quale, correggimi se sbaglio, hai lavoato in una sintonia perfetta. Aldilà della suo innegabile e ben collaudato talento in questa storia si percepisce una gran freschezza e naturalezza nel raccontarla per immagini. Siete stati un gran team.

Per quanto riguarda la lettura, vado sull' aneddoto così ce ridi pure: preso oggi all' aereoporto , poi dopo in fila con mì sorella al check- in leggevo , lì, in piedi. Lei parlava ed io " mh-mh"
Dopo fuori a fumare, lei mi chiedeva cose ed io continuando a leggere, in piedi " Boh, bnon so... Mh- mh..."
Camminando verso il gate, leggevo.
Poi dovevo andare a pagare il biglietto del parcheggio per andarmene ma prima sono andato, lòeggendo, in macchina a finire di leggerlo.

Poi me ne sono andato.

Thumbs up!

Paolo Andolfi ha detto...

Per Stefano Passeri: il tuo discorso rispetto al fatto che é " come barare" perché sappiamo che Dylan non può morire é fuori luogo: primo perché il Corvo NON ha intenzionedi uccidere Dylan, anzi in un' occasione gli scappa pure d' aiutarlo. Lui sta solo mettendo alla prova i suoi principi morali.

Secondo e ben più importante punto: se dovesse mancare l' interesse per qualsiasi avventura o racconto in cui é scontato che l' eroe ala fine ce la fa, t rendi cont che staremmo scardinando i principi su cui si basa il fumetto popolare o i telefilm o i cartoni animati? Da generazioni e generazioni la consapevolezza dell' esito di un racconto non ha mai precluso il suo tasso d' interesse. Citando una bella recensione critica di TUTTA l' opera di Diabolik ( non ricordo l' autore) " é strutturato come un videogioco, conosciamo l' abbrivio e sappiamo dove andrà l' eroe e sappiamo che riuscirà a farlo: noi siamo curiosi di vedere COME accadrà, cosa sta in mezzo alle due fasi."

Sarò onesto, un pò, ho sempre trovato stucchevole una certa politica della testata di punta di casa Bonelli: Tex. Francamente non riesco a non odiare il fatto che per più di cinquant' ci siano sempre ci gli stessi quattro protagonisti che ripetono bene o male sempre gli stessi siparietti e tormentoni, che non nvecchiano mai e quant' altro, nonostante questo posso forse affermare che é mal scritto? Che non riesce a tenermi incollato sulle sue pagine?

Non sarei sincero. E non é perché é un terreno sicuro, é solo perché é un lavoro di qualità. Esattamente come quest'album di DyD.

Jules ha detto...

Di ritorno dalle ferie (e buon ultimo), letto il tuo ultimo Dylan: davvero divertente. Mi è piaciuto: storia semplice e diretta e letta tutta d'un fiato (come indicazione), con l'aiuto e scansione della musica dei Gojira, "The way of all flesh". (Può andare? Sorry non avevo i Motorhead...)
Ottimi i disegni di Caluri: Capitan Fantastic è proprio Maicol (e ci potevi mettere anche Luna, no???)

Niente più Dylan allora???

Daniele ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Daniele ha detto...

Il tizio con la stella sulla maglia tra i fan del concerto (mi pare prima tavola, ultima vignetta), è RR o uno qualsiasi?

ps: La traduzione della canzone del gruppo che canta all'inizio della storia mi pare sbagliata: my way = "mia strada" anziché "modo mio".

emica ha detto...

Da fan di Dylan Dog e visitatrice casuale del blog: perché chiamare Saw "corvo"? (Che richiama alla mente un altro immenso fumetto nonché film di culto?). Non è una critica, è una domanda ^^. Aggiungo però che non ho letto l'albo.

RRobe ha detto...

Intendi Gigsaw, l'enigmista?
Che fumetto?

Daniele ha detto...

Intente The crow di O'Barr.

Alessandro ha detto...

Trackback manuale: http://dietrolenuvole.altervista.org/2013/11/04/dylan-dog-new-boy/

«Alcune delle novità introdotte da questo nuovo corso di Dylan Dog in realtà avrebbero potuto far capolino sulla serie regolare di Dylan Dog già qualche anno fa. Roberto Recchioni, parlando dell’albo Il giudizio del corvo (DYD 311) sul suo blog, ricordava:[...]»