20.7.12

Non siamo stati noi!


E' il 1991.
Sono uscito dal cinema Royal, dove ho visto L'Ultimo Boyscout e sto cercando un tabaccaio, dove comprare un pacchetto di sigarette.
Non fumo ma sto per cominciare.
Perché Bruce Willis che fuma le sue sigarette nel film che ho appena visto, è davvero troppo figo e io, che voglio essere come lui, ho deciso di imitarlo, almeno in quel dettaglio. 
L'unico che la mia vita mi concede di emulare.

Adesso, seguitemi bene: non è che a diciassette anni io fossi un deficiente.
Capivo benissimo il danno comportato dalle sigarette e sapevo pure che iniziare a fumare per imitare un attore cinematografico, significava cadere con tutti i piedi nella trappola che Hollywood e le grandi multinazionali del tabacco portavano avanti da tempo immemore.
Eppure, comprai lo stesso quelle sigarette e cominciai a fumare e lo faccio ancora.
Ed ero sano di mente allora come sono sano di mente adesso.
Semplicemente, subisco il potere e la suggestione, che un certo tipo di personaggio-mito esercita su di me.

Ora, cosa succede se lo stesso potere viene esercitato su persone che, magari, tanto sane di mente non sono? E che vivono, oltretutto, in un contesto in cui non solo la vendita del tabacco è libera, ma pure quella delle armi? Succedono cose come quelle di Columbine, nel 1999, e di Denver, oggi.
Perché sì, noi che facciamo storie, possiamo cantarcela quanto vogliamo che non è responsabilità dei fumetti, del cinema, della musica, dei videogiochi, se qualche matto decide di imbracciare un fucile e fare una strage, ma non è del tutto vero.
Specie quando le storie o i personaggi sono particolarmente potenti ed evocativi.

Quanta gente ha iniziato a picchiarsi così, per gioco, dopo Fight Club?
Quanti gruppi estremisti hanno trovato una loro musa in Alex e i suoi Drughi?
Quanti teppisti romani si sono messi ad andare in giro con le magliette con sopra la faccia del Libanese o di Carlito Brigante o Tony Montana?
Quanti psicopatici con il trench e il fucile erano pure giocatori incalliti di videogame come Call of Duty?
Un mucchio.
E questo, badate, non significa che queste opere di finzione abbiano plagiato le menti deboli di questa gente e li abbiano spinti a commettere reati di varia natura.
Ma li hanno ispirati.
Al pari di come Mila e Shiro ha ispirato le nostre campionesse di pallavolo (e qui, nessuno di noi si è lamentato della cosa, o sbaglio?).

La verità è che le storie ispirano le persone.
E come ci prendiamo l'onore di quando lo fanno nel bene, dobbiamo prenderci pure il peso di quando lo fanno nel male.

E no, non sto dicendo che dobbiamo smetterla di creare personaggi negativi affascinanti.
Dico che dobbiamo acquisire la consapevolezza di cosa significa farlo, la capacità di farlo nella maniera migliore, e la maturità di accettarne il peso, senza stare a dire "non siamo stati noi!"

64 commenti:

Etto Basciano ha detto...

Mi sono commosso.
Grazie.

Lowfi ha detto...

Ma aldilà del discorso che condivido, può essere che forse siamo solo di fronte a un pazzo che cercava un assembramento di gente, e non un emulo di bane?

Alessandro Di Nocera ha detto...

Intanto stamattina la prima pagina de la Repubblica online, tra citazioni di Batman e Bane e le foto dei manifestanti spagnoli con indosso la maschera di V, sembrava un grottesco e allucinante spot della DC Comics...

Massimo ha detto...

Bravissimo. Gran pezzo.

werther dell'edera ha detto...

Sinceramente non capisco. Uno ha la responsabilità di ciò che crea a prescindere. L'arte funziona così. Ma quella responsabilità non è necessariamente legata a chi usa l'opera. Il modo in cui l'opera viene utilizzata da chiunque al di fuori dell'autore è responsabilità della società. È la società che dovrebbe prendersi cura dei suoi appartenenti. Una società sana dovrebbe essere in grado di discernere un messaggio sano da uno malsano e quando ne trova uno malsano dovrebbe essere in grado di capire da quali radici parte.
L'artista non è al centro del mondo, non veicola un cazzo. Se è bravo ne è specchio, se è sfortunato viene solo usato e abusato.

Odde ha detto...

Non sono d'accordo su questo dover prendere consapevolezza sulla presunta ispirazione che la fiction avrebbe sulla gente.
Se uno è matto -di questo parli, della gente che si lascia influenzare- non si può dire cosa lo può fare scattare. Più probabilmente la cronaca che non batman, mi sento di dire. Quindi come dici tu, uno deve raccontare quello che ha da raccontare, ed aggiungo io, senza porsi a monte questioni su chi la sua storia potrebbe toccare in modo imprevisto (e proprio perchè è imprevisto, come potrei anticiparlo?). Non è un esercizio sano, secondo me.

Obi-Fran Kenobi ha detto...

D'accordo con Dell'Edera.

Aggiungo uno sticazzi, perché veramente non si può fare una questione di tutto, altrimenti smettiamo di fare qualsiasi cosa, che sarebbe peggio.

Glauco Silvestri ha detto...

Il cattivo piace sempre più del buono... tant'è che i "buoni di oggi" non sono più così buoni, sono dei cattivi che lottano per la fazione giusta.
Se ci pensi... L'inferno è da sempre considerato il migliore dei tre canti, ci sarà un perché?

Quanto ad accusare l'arte di complicità nei gesti violenti... magari avrà anche ispirato il gesto violento, ma allora perché non accusare i produttori d'armi di complicità nell'esecuzione del medesimo gesto?

La nostra società usa pesi e misure differenti a seconda di ciò che si dovrebbe (o non dovrebbe) colpire.
Appare ovvio che la cultura, e l'arte, in qualunque forma essa si esprima, è pericolosa per coloro che vogliono il potere e il controllo delle masse.
Per cui è giusto accusare un film, o un videogame, o un libro... meno giusto è accusare un costruttore d'armi, perché quest'ultimo è utile al potente per il mantenimento del potere.

Numero_sei ha detto...

L'inferno è considerato il migliore perchè a scuola fanno leggere solo quello, che poi non c'è tempo per il resto.

Mario Cobuzzi ha detto...

Ok, Roberto, ma una volta acquisita questa consapevolezza cosa si fa? Non si scrivono più storie col Joker? Non si fa più fumare Tex (come si voleva nel '98)? O magari non si scrivono più cose tipo la Lettera del Veggente di Rimbaud? E non si dipingono più quadri come "Giuditta e Oloferne" di Caravaggio, perchè una qualsiasi moglie impazzita potrebbe sentirsi ispirata a tagliare la testa al marito?...io penso che sia troppo facile prendersela con l'arte, è una soluzione di comodo: vale, secondo me, quello che disse Marylin Manson nell'intervista a Michael Moore in "Bowling a Columbine".

Giorgio Salati ha detto...

Non sono molto d'accordo, stavolta.

E' vero che queste cose ispirano i più folli, ma a un certo punto TUTTO ispira i matti. Negli anni '50 saranno stati i western che ispiravano i pazzi a sparare per strada. C'è gente che uccide decine di persone ispirata da qualche arcangelo vendicatore della Bibbia.

Insomma, a questo punto TUTTI dovrebbero avere responsabilità di TUTTO. TUTTO può influenza TUTTI.

Solo che quello è il COME, non il COSA. Uno è un pazzo omicida, ha dentro di sé già la volontà di uccidere, in quei film o videogiochi ha solo trovato la FORMA, il modo con cui mettere in atto le proprie intenzioni. Ma il pazzo avrebbe comunque ucciso, prima o poi, indipendentemente dall'esistenza o meno di film violenti.

Ritengo molto peggio certi messaggi che vengono veicolati con la pubblicità o in certi programmi tv, perché quelli sono intenzionali e pensati per influenzare la massa.

Almeno noi coi nostri personaggi non abbiamo il preciso scopo di influenzare le azioni dei nostri "utenti".

Nurbed ha detto...

Da 25 anni videogioco e da 10 li sviluppo anche. E ho tre figli.
I miei figli videogiocano moderatamente e solo a giochi che prima io ho minimamente provato. Perchè non è vero che è tutto neutro nelle nostre vite, e per affrontare certe cose, anche se finte, devi averne i mezzi.
Non si tratta di censura, ma di avere a cuore la formazione dei propri figli.
Vorrei solo far notare che una delle vittime della sparatoria aveva 6 anni. Io mi chiedo cosa ci facesse al cinema.

Fabrizio ha detto...

Da qualsiasi cosa un maniaco può essere ispirato, anche da un accostamento di colori azzardato, you know. Forse certe molle scattano, perchè è *devono* scattare, a prescindere dal film visto, dal videogioco giocato, dal libro letto. Il problema di fondo resta la scelta dell'individuo. E forse anche quanto sia ben rifornito di armi il supermercato vicino casa tua.

Nurbed ha detto...

PS: tre figli di 4, 7 e 9 anni... non 17
.. e non hanno mai guardato film di Batman :-P

il Silvano ha detto...

"I film non creano nuovi pazzi, li rendono solo più creativi".

(finalmente una possibilità di utilizzare non a sproposito una vecchia citazione del film "Scream"!)

RRobe ha detto...

Per Nurbed: concordo su tutta la linea.
Perché c'è un motivo per cui GTA è vietato ai ragazzini.
E' giusto che il gioco ci sia, ma è pure giusto che il suo sistema di cattiva azione/premio, stia lontano dalle menti che si stanno formando.

RRobe ha detto...

Per Giorgio Salati.
E mi dici poco?
La forma.
Fammi capire una cosa: perché quando l'arte ispira in bene le persone, è vero... e quando le ispira in negativo, è falso?

RRobe ha detto...

E no, non penso che ci si debba censurare nello scrivere.
Ma è pure vero che c'è una differenza sostanziale tra la scrittura de "I Bravi Ragazzi" e quella de "Romanzo Criminale" (la serie TV). Perché il primo non ti presenta i suoi personaggi come eroi e non ne fa una elegia, il secondo, sì.
E il risultato è che in giro non ci sono magliette con Joe Pesci presentato come un eroe mentre ce ne sono a pacchi con il Libanese eroico.

Bruno B ha detto...

Bellissimo post, un'analisi davvero lucida e puntuale.

A lato, personalmente ci andrei cauto con l'identificazione tra l'autore della strage e Bane: giornalisticamente suona bene e ovviamente i titoli degli articoli ci si sono buttati a pesce, ma da quel che ho letto l'unica somiglianza era che il tizio aveva una maschera antigas (ma magari ce l'aveva perché ha usato dei fumogeni, e non perché credeva di essere Bane).

Icaro ha detto...

Applausi.

Tommaso ha detto...

A me non sembra che il post parli della necessità o anche solo dell'eventualità di auto-censurarsi, ma di prendere atto che l'arte (come tutto) influenzi la vita della persone, nel bene e a volte anche nel male.

Che il matto di oggi fosse matto e avrebbe comunque prima poi fatto cose da matto a prescindere dal film è sicuro.

Ma non penso che si possa negare che l'estetica dark e l'ideologia millenarista dei Batman di Nolan non c'entrino proprio nulla con un fatto del genere. C'entrano un po', non troppo. Ma c'entrano.

Non voglio dire che Nolan e il suo cinema abbia alcuna colpa in quello che è successo. Ma forse ne sono in parte responsabili. Per me c'è differenza tra colpa e responsabilità.

@ Nurbed, hai colto un punto davvero serio: che cazzo ci faceva un bambino di 6 anni ad una proiezione di mezzanotte di un film di Nolan? Che cazzo ci facevano dei bambini in generale alla prima di un film di quel tipo?

Mi ricordo mio padre che quando avevo 10 anni si era fatto qualche problema a portarmi a vedere Ghostbusters perché "ci sono troppe parolacce". Quando lo racconto oggi mio padre passa per un quacchero invasato. Boh, a me è sembrato sempre solo un padre - appunto - responsabile (e comunque poi mi ci ha portato a vedere Ghostbusters)

omo os caras do slimpikinot ha detto...

Tutto questo discorso ha poco a che fare con la creatività e più col conformismo di massa. Basta agirarsi per le fiere dei fumetti e vedere maree di persone vestite come il corvo, come il joker, a seconda di cosa va di moda. I vari "occupatori" vestiti da Guy Fawkes.

I folli sono solo inseriti in questo contesto di conformismo.

Dévid Fincier ha detto...

Il tuo discorso alla base è giustissimo l'esempio appena fatto Bravi ragazzi/Banda della Magliana calza.
Il punto di partenza è questo. E d qui in poi non possiamo fare più nulla. Ci milioni di sfaccettature incomprensibili legate alle singole realtà che non sono prevedibili. Può essere l'ispirazione, il plagio totale, il pretesto addirittura. Limitarsi non ha senso e anche la consapevolezza e la maturità di accettare il peso della creazione sono cose che valgono solo per il creatore con se stesso. Una sorta di fardello del "se accadesse" nel male e un speranza del "che bello se" nel bene? Bo troppo.

Mao ha detto...

Per Bruno B:
Infatti leggendo in giro ci si rende conto che il parallelo tra l'omicida e Bane in base al vestiario è stato fatto più che altro dalla nostra stampa. I media USA hanno per lo più indicato semplimente che era vestito di nero (Columbine non ricorda niente?), che indossava un elmetto e una maschera antigas (indicando di seguito l'utilizzo di fumogeni e/o lacrimogeni).
Inoltre pare non si sia mischiato al pubblico come cosplayer ma abbia fatto irruzione da un'uscita di emergenza.
(es. http://www.denverpost.com/breakingnews/ci_21118201/unknown-number-people-shot-at-aurora-movie-theater - un link a caso)

Lez ha detto...

Fondamentalmente credo che quando hai determinati istinti, la miccia per farli esplodere te la trovi, in un modo o nell'altro, anche inconsciamente, da solo. Poteva essere Bane, poteva essere una sberla presa per strada,un litigio o uno che ti guarda storto. Che poi determinati personaggi/storie abbiano un aura mitica e quindi facciano anche da cassa di risonanza è innegabile. La società deve preoccuparsi di come si poteva evitare la tragedia, e quello è sempre un problema di EDUCAZIONE (non istruzione, che è diverso). La categoria artista/scrittore che in questo caso ha forse prodotto la "miccia" può solo aggiungere altra consapevolezza nella stesura dei propri personaggi, dandogli più spessore. Che tra l'altro non può che farli venire su ancora più fighi e cazzuti.

Duster ha detto...

scusatemi, ma per la polemica per quanto riguarda il fare vedere a u bambino di 6 anni la premiere di batman... volevo chiedere se queste persone hanno mai avuto un figlio, o si ricordano cosa voglia dire essere bambini e desiderare qualcosa...
tu padre, in estate, magari volevi solo rendere felice il tuo bambino che ti ha rotto l'anima per tutti questi mesi...
è una polemica che trova poco spazio se ci identifichiamo in queste persone che erano li solo per passione! suvvia! se non fosse successo quello che è successo...ci saremmo veramente lamentati di vedere bimbi di 6 anni al cinema?? non scherziamo, e non scadiamo nel ridicolo...

Duster ha detto...

anche perchè mi pare che nessuno si lamenti della violenza in televisione... dove bambini al di sotto dei sei anni hanno facilmente accesso...

l'amico Fritz ha detto...

...diciamo piuttosto che a 17 non eri sano di mente e che sei caduto in pieno nella trappola delle lobby del tabacco :D

possibile che nessuno si chieda perche' questo tipo di eventi accadano con una certa frequenza solo negli USA?

Non sara' che il loro tipo di societa' basato sul "sogno americano" e "uomo che s'e' fatto da solo", al quale ormai stiamo virando anche noi, la gente ha capito che e' una sola?
Magari l'ha capito solo incosciamente che sto sogno e' rimasto tale e che l'uomo non si fa da se'. Allora dato che non si vuole ammettere che si e' vissuto per anni in una farsa, io povero stronzo morto di fame ignorante che vivo in qualche provincia americana mi saltano i nervi e magari mi vesto a festa e vado a fare fuoco, guardacaso, davanti uno dei simboli del sogno americano.

Nebo ha detto...

Visto che statisticamente le persone sono idiote, psicopatiche, maniache eccetera, addossare la colpa agli "ispiratori" è una baggianata. Perché allora bisognerebbe dare la colpa su fino alla Bibbia o ai graffiti nelle caverne. Se spostiamo il discorso negli stupri poi è un tripudio di stronzate che vanno dai videogiochi giappo che li hanno esaltati, dalle tizie che si vestivano troppo provocanti fino alla società cattiva.

Sono cazzate.

I mattoidi ci sono da sempre, il mondo ne è pieno. Fanno parte della vita. Il punto semmai è la fruibilità delle armi, perché se qualche flippato potesse mettere mano ad una testata nucleare la farebbe detonare di sicuro: la colpa sarebbe tua, che l'hai ispirato col finale di Deda?

No. Il punto è che i civili non devono avere nulla a che fare con le armi da fuoco, mai. C'è un motivo se in Italia chi ha una pistola riceve continue visite dei CC per visionare posto, condizioni e stato dell'arma.

Con tutto il rispetto, siete (o siamo? Boh) solo cantastorie, non i messia della violenza.

Zuf ha detto...

mi verrebbe da dire perché nessun malato di mente invece è rimasto affascinato dalla figura del commissario Gordon o di Batman stesso? Iniziando ad agire per il bene del prossimo?

Forse il male è più affascinante del bene?

Lez ha detto...

il punto è che in questi casi "prendi" ispirazione. non è che Gordon ti colpisce e cambi perchè vuoi diventare lui. E' che ti serve un bel carico di legna da buttare in un fuoco che già hai acceso, e ovviamente scegli il villain che ti fomenta di più. il problema è appunto che invece di essere circondato da persone preoccupate per te e in un paese dove col cazzo che ti compri una pistola, sei evidentemente solo e in America.

Dévid Fincier ha detto...

Nebo hai ragione su tutto il problema del facile accesso alle armi però è uno dei tanti, anche se il più distruttivo. Il discorso va a monte della genesi dell'atto pazzoide omicida. Nel senso che se sto qua avesse avuto solo dei coltelli da cucina avrebbe ammazzato solo 2 persone o forse nessuna. Tu mi dirai " si ma le armi da fuoco spingono intrinsecamente al loro uso e alla violenza", è vero, ma cosa spinge i pazzi o gli scontenti ad averle e ad usarle? Non siamo stati noi, ma chi è stato? In questo caso io, creatore di ispirazioni nel bene e nel male come mi devo sentire, come devo reagire?

Dévid Fincier ha detto...

...Certo che l'America è un paese per certi versi demmerda, certo che è un problema sociale, certo che le lobby delle armi sono il male e via dicendo tutte cosa tanto ovvie quanto giuste si possano dire dopo una strage omicida in Texas o Arizona... Il problema è dal punto di vista dell'Invenotre. C'è una deontologia nell'approccio alla creazione di figure negative e realistiche? No non ci deve essere.
Ed in questo caso sono in parte in disaccordo con RRobe perchè per me sebbene tu possa sentirti lusingato se ispiri il bene o pensi che potrebbe, creando un personaggio o una realtà positive, nel caso di creazioni e rappresentazioni del "male" invece non devi avere l'approccio inverso e quindi di doverne sentire il peso perchè il male c'è e dev' essere rappresentato nel miglior modo possibile (senza mitizzarlo e qui siamo d'accordo) e spesso il miglior modo però è ahimè il più ispiratore. Non nel senso "fai il tuo lavoro al mejo e delle conseguenze chissen" ma nel senso " non ce poi fa nulla tu, deus ex machina dell'idea".

Nurbed ha detto...

x Dester:
Io infatti cerco di contingentare anche i tempi davanti alla tv dei miei figli e guardo sempre alcune puntate dei cartoni animati che li attirano di più. Mtv e real-time (come qualche altro canale) sono assolutamente banditi per ora.
Se valuto che ci sono cose non adatte a loro, possono pregarmi in ginocchio sui sassi, ma non usufruiscono del "media", qualunque esso sia (anche libri, fumetti, ecc...)
Questo perchè c'è una marea di offerta di qualità per bambini tra cui scegliere. E non vedo la necessità di dare loro qualcosa che non è adatto alla loro età.
Ho fatto un cazziatone ad una mia amica che ha lasciato guardare il dvd del cavaliere oscuro al figlio di 11 anni perchè "tanto è solo batman, e poi ha già guardato anche l'uomo ragno".

Aggiungo anche un'altra considerazione. Quello che a me spaventa di più è la superficialità, dovuta all'abitudine, con cui ci si rapporta a cose che non dovrebbero essere normali.
Se mio figlio dovesse guardare qualcosa che io non approvo a mia insaputa, non credo che gli darei chissà che punizione esemplare, e non credo nemmeno che questo lo farebbe diventare un maniaco omicida.
Ma credo che se mio figlio giocasse due ore al giorno regolarmente a call of duty (per dirne uno), la sua concezione della violenza ne verrebbe fuori distorta.
Io resto dell'idea che chi non è consapevole di questo rischia di lasciare segni indelebili in chi si deve formare.
Se sei fortunato non succede niente, se invece non lo sei ti ritrovi con vari gradi di disagio, a volte anche ingestibili.

Nurbed ha detto...

mmm ops, per Duster, non per Dester....
miii devo smetterla di guardare Dexter la notte :-D

Tommaso ha detto...

@Duster: Boh... sono stato un bambino viziato. Quindi ho avuto molte delle cose che desideravo. Ma non tutte. Soprattutto non ho avuto quelle non erano adatte alla mia età (tranne per sbaglio: a sette anni mi portarono a vedere il Conan di Milius credendo fosse un fantasy tutto elfi e fate, asd).

Pur avendo avuto due genitori più o meno "sessantottini" ho avuto molte proibizioni cinematografiche. Con il senno di poi posso dire che qualcuna era esagerata (quelle riguardanti i nudi o le parolacce), ma molte erano sacrosante (film troppo complessi, troppo "adulti", troppo violenti).

Che molti genitori abbiano rinunciato a fare da filtro (anche sbagliando o esagerando) alle cose che possono vedere e leggere i loro figli lo trovo uno dei segnali più inquietanti del fatto che oggi molti non vogliano più assumersi neanche la più banale e scontata delle responsabilità.

Sinceramente avessi un figlio di sei anni non lo porterei a mezzanotte a vedere un film dark-noir, diretto da un regista celebrale come Cristopher Nolan. Non è un film adatto ad un bambino di quell'età. Allo stesso modo come tu non credo faresti vedere ad un bambino di sei anni "Batman XXX: A Porn Parody" solo "perché c'è Batman".

Salvatore Casella ha detto...

Ma sinceramente non lo so. Sto solo pensando a quanta pubblicità riceverà il film.
Mi sa viene in mente il film Rogopag nell'episodio di Pasolini in cui il regista spera nella morte di qualcuno sul set così da avere un successo enorme.

Enrico ha detto...

Riguardo al pazzo che voleva fare solo una strage, non direi che si possa parlare in tali termini, visto che rotten tomatoes si e` trovato a dover chiudere i commenti su DKR a causa di minacce di morte verso coloro che criticavano negativamente il film: http://www.facebook.com/n.cobretti/posts/390463281009602

Enrico

Massimo Giacon ha detto...

una mia modesta considerazione, senza troppe pretese sociologiche. Non è quello, non è mai stato quello. La realtà è brutta, e le persone vivono un forte disagio, è abbastanza comprensibile che il fantastico-realistico si sovrapponga al reale-inaccettabile e produca mostri. La proliferazione del cosplayng degli ultimi anni è un sintomo di tutto questo, non si arriva a questi estremi, ma la gente non vuole più andare a vedere o essere semplice fruitore di spettacoli di fantasia, ma vuole ricrearli nella realtà. Considerando che la società spietata contemporanea ha fatto di tutto per uccidere utopie e sogni, restano le utopie negative, e l'orrore, unica fantasia che si riesce a riprodurre nella vita vera. Non è terribile?

omo os caras do slimpikinot ha detto...

Essere anonimi aiuta, è pieno di pazzi che vogliono sapere la tua identità per discutere con te.

Mauro Padovani ha detto...

IL tizio non è un nerd e studiava medicina (mollando perà gli studi qualche mese fa).
il suo gesto folle è da ricercare da altre parti...i fumetti in questo caso mi sa che c'entrano poco.

Michael Jail Black ha detto...

I pazzi sono pazzi perchè tali, comunque non conosciamo il bacground di questo assasino perciò le nostre sono mere speculazzioni. Comunque come gia detto un folle puo essere ispirato da qualsiasi cosa; libri, film, fumetti, videogichi, musica...

sraule ha detto...

ah, quanto non sono d'accordo, stavolta. ma non per i motivi di giorgio salati o di nebo, che pure hanno ragione. no, sarò un po' più estrema.

l'arte, la fiction, l'immaginario, chiama-come-vuoi e l'etica sono due cose diverse.

alle elementari non ti dicevano "non puoi moltiplicare mele per pere"?

ecco.

quando hai iniziato a fumare, te la stavi raccontando (e pure io, eh). non te la stavaNO raccontando. eri tu, che ti pensavi di diventare fico come bruce willis, almeno un po'.

e adesso che vuoi essere uno scrittore consapevole, te la stai raccontando di nuovo.

Viviana Boccionero ha detto...

Sugli sugli bane bane
Tu miscugli le banane
Le miscugli in salsa vierge
Dix-sept ans
Pas sur la neige

vale ha detto...

Stanno uscendo le prime indiscrezioni dell'interrogatorio. Il tizio avrebbe detto all'entrata in sala "Sono Joker" e avrebbe i capelli colorati di rosso come Joker.
Quindi non Bane ma saremmo di fronte probabilmente ad un caso di intentificazione col Joker di Ladger.

omo os caras do slimpikinot ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
omo os caras do slimpikinot ha detto...

Quindi un tizio armato come Danko, con una maschera antigas sulla faccia da Pee-wee Herman e i capelli del Capellaio Matto è andato al cinema urlando di essere Joker e tutti l'hanno scambiato per Bane...mmm...

vale ha detto...

@omo os caras

Stiamo aprlando di uno squilibrato, ti è chiaro penso. Una che ha preso una bomboletta e si è tinto i capelli di rosso, è andata alla proeizione di Batman, ha ucciso 12 persone e ora davanti agli inquirenti sostiene di essere il jOker. Non starei a sindacare che l'identificazione col Joker non c'è perchè si p tinto i capelli di rosso e non di giallo.

omo os caras do slimpikinot ha detto...

@vale
Con "Ha sbagliato" non mi riferivo a te, per quello ho cancellato il commento, per evitare di essere frainteso da te.
Mi riferivo al pazzo che ha confuso il film a cui si è ispirato.

Be' i folli di cui ho sentito parlare io sono più meticolosi. Maniaci appunto.

L'identificazione col Joker senza il verde dei capelli non c'è. Che lo dica lui non fa testo: è un folle. Lo avrebbero ispirato anche i Teletubbies

Andrea ha detto...

Non sono daccordo.

L'uomo adulto e vaccinato è l'unico responsabile delle sue azioni e sono cazzi suoi se è mosso da romanzo criminale o la pimpa.

Altrimenti accusiamo i kill your idols di aver ispirato le morti di tutti i personaggi famosi dal 95 in avanti.

Roberto D'Andrea ha detto...

non sono riuscito a leggere ancora tutti i post, ma mi pare che nessuno abbia commentato il punto cruciale (che Rrobe nel suo splendido pezzo ha messo nero su bianco): in America ti puoi comperare un canne mozze al centro commerciale. E come la metti la metti un pazzo senza armi in Italia o in Inghilterra sarà di sicuro meno pericoloso di uno con un fucile o un arsenale nel Missouri.

Dévid Fincier ha detto...

Mi sa che tu invece Roberto tiri fuori un discorso trito e ritrito non solo già affrontato più volte in questo post (rileggiti un po' di commenti) ma che vien fuori ogni volta che un pazzo sociopatico in America a fucile spianato ammazza qualcuno. Se vai sui post di yahoo news hanno tutti commenti come questi.
Poi quello che scrivi è verissimo sia chiaro ma qui il discorso aveva una prospettiva a mio parere diversa.

Luca Astengo ha detto...

nanananana


sbam via la mano

Dévid Fincier ha detto...

Murphy??

Il Tizio Qualunque ha detto...

se a uno apposto gli dai un coltello, ci affetta il pane.
se lo dai ad uno squilibrato, ti sgozza.

stefano.passeri ha detto...

Diciamo che il discorso si regge un po tutto su di un castello di carte. Perchè la "responsabilità" di certi gesti di persone MALATE e sottolineo MALATE DI TESTA, non sarebbe da attribuire ne all'educazione che ricevono ne a quello che vedono in TV o giocano davanti alla console.

Perchè se un discorso del genere dovesse reggere per davvero sulle sue gambe allora il 100% delle cose che ha inventato l'uomo è dannoso dato che, esempio a caso, anche una matita conficcata in un occhio uccide in mano ad uno squilibrato e allora dobbiamo dare colpa a quelli che le matite le fabbricano??? Io non penso.

Poi, discorso molto ma molto importante deriva anche dall'educazione che noi (io ho figli) genitori e che i nostri genitori e i genitori dei nostri padri e madri, ci hanno dato. Fermorestando che un "malato di testa" rimane tale anche se gli si insegnasse la differenza fra bene e male.

zorba ha detto...

Capita spesso che io non sia d'accordo con te Rrobe, ma stavolta mi trovo in piena sintonia. La mia domanda è: cosa viene dopo la consapevolezza? In che modo vi comportate, voi artisti, una volta presa coscienza del fatto che avete un'influenza più o meno forte su menti più o meno suscettibili?

Mauro Padovani ha detto...

e se invece la violenza nei videogames o il altri media servisse per incanalare la violenza e renderla inoffensiva?

Giorgio Salati ha detto...

@RRobe: Ok, sono d'accordo sul discorso "perché in positivo è vero che influenza e in negativo no?". E' che ci piace tirarci da soli le pacche sulle spalle, abituati come siamo ai calci negli zebedei.

Però resto convinto del fatto che se uno vuole fare una strage prima o poi la fa, con o senza il "vestito creativo" che gli può dare un film o un fumetto o un videogioco.

Giorgio Salati ha detto...

E ah, concordo parecchio con Nebo!

Another Smile ha detto...

Signor Recchioni sono veramente felice di leggere questo suo post che rappresenta una presa di posizione matura: occorre prendersi la responsabilità su quanto diciamo, facciamo, pensiamo e... creiamo. Entro certi limiti possiamo anche prevedere le conseguenze di quanto produciamo, ad ogni livello.
Le conseguenze delle nostre azioni (parola intesa in senso lato) sono quanto ci fa crescere, guadagnare esperienza e quindi consapevolezza, quasi sempre purtroppo attraverso la sofferenza, perché è così che funziona in questo angolo di universo.
L'arte o, come nel suo caso, la narrazione, sono soggette alle stesse regole sottili di azione e reazione: lei è responsabile del messaggio che veicola, e se non ne è consapevole, l'esistenza e l'evoluzione farà in modo che lei lo diventi.

daniele marotta ha detto...

Disaccordo totalmente con Roberto: chi non sa distinguere la realtà dalla fantasia non recepisce correttamente il racconto e pensa di poter volare come Superman sfracellandosi al suolo. La messa in scena piú o meno ispirata da qualcosa è l'effetto della psicosi e non la causa. Assolutamente non siamo stati noi è stato lui. La psicosi ha radici piú complesse e note e certo i fumetti o i film non sono tra le cause cliniche della psicosi.
Ci sono delle ovvie relazioni logiche tra il folle vestito da batman e il personaggio di batman, come ci sono tra i costruttori degli aerei e i kamikaze dell'11 settembre, ma, a mio avviso sono totalmente irrilevanti nel merito della valutazione dell'atto folle o delinquenziale.
La narrazione opera nell'immaginazione se questa viene concretizzata nella realtà si sovverte il mezzo ad un uso improprio.
D.

daniele marotta ha detto...

Anzi l'uso improprio del fumetto, del personaggio e del media da parte del folle rende i creatori dell'opera vittime a loro modo del matto in questione.
Come i creatori de L'ultimo boy scout erano vittime del roberto adolescente che gli attribuisce legami con suo tabagismo. Il film è l'effetto con cui si manifesta il tabagismo e non la causa.
D.

Berlicche ha detto...

L'adolescente è in cerca di un modello da imitare. Ha perso i punti di riferimento da bambino, i genitori; è alla ricerca di identità e quindi va dietro a chi gli pare "figo". Sia Bruce Wilis che il Joker sono resi come personaggi affascinanti, e si passa su volentieri agli altri loro difettucci, tipo essere alcolizzati o psicopatici.
Se gli pare che essere criminale possa aumentare la sua libertà, possa essere interessante, allora essere un criminale diventerà un possibile modello.
L'adulto è colui che capisce che la realtà è una cosa e la finzione un'altra. Ha stabilizzato il suo essere, sa chi è, o dovrebbe saperlo. Conosce i limiti di essere umano. La responsabilità di chi propone un modello è quella di presentarlo in tutte le sue conseguenze: il figo playboy fumatore morirà solo come un cane di cancro ai polmoni. House è un genio ma ha una vita di merda. Kickass viene menato dal principio alla fine.

Poi sta alla libertà della persona capire dove sta il male e il bene: ma quest'ultimo non deve essere nascosto, od esaltato. Il fucile è uno strumento della mano che l'impugna.