20.8.12

Fortissimamente Essere.


Essere o non essere, questo è il problema: 
se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell'iniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. 
Morire, dormire, nulla di più, e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne, è soluzione da accogliere a mani giunte.
Morire, dormire, sognare forse: ma qui é l'ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene: é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti.
Chi vorrebbe, se no, sopportar le frustate e gli insulti del tempo, le angherie del tiranno, il disprezzo dell'uomo borioso, le angosce del respinto amore, gli indugi della legge, la tracotanza dei grandi, i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri, quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale? Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca, se non fosse il timore di qualche cosa, dopo la morte, la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore, a sgomentare la nostra volontà e
a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d'altri che non conosciamo? Così ci fa vigliacchi la coscienza; così l'incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero. E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso:
e dell'azione perdono anche il nome...


Adoro questa parte dell'Amleto.
E' forse uno dei suoi passaggi più citati e abusati e forse, proprio per questo, anche uno dei meno compresi o realmente conosciuti.
E' un passaggio scritto meravigliosamente bene (e, in inglese, suona anche meglio).
A margine, è anche la dimostrazione che Amleto, principe di Danimarca, non sapeva distinguere la rava dalla fava.

Mi sa che devo spiegarmi meglio, vero?
Dunque, in questo famoso monologo, Amleto parla della vita e della morte e ne valuta i pro e i contro.
A stringere, il succo del suo discorso è che si sfugge alla morte, grande sollevatrice delle nostre pene, solo per la paura di quello che ci attende dopo di essa. Perché se non avessimo paura di questa incognita, nessuno sano di mente preferirebbe la vita alla morte.
E da qui il dilemma: essere (e quindi sobbarcarsi i fardelli dell'esistenza, soggiogati dalla paura) o non essere (e morire, dormire, sognare forse).

Adesso, io sono morto in un paio di occasioni. Clinicamente morto per qualche minuto.
E no, morire non è dormire o sognare.
Qualche volta mi è capitato di raccontare la morte come una totale assenza di segnale ma ho sempre pensato che fosse una descrizione poco accurata perché a sentirla, ci si figura una stanza totalmente buia e silente e noi, con le orecchie tese a cercare di sentire qualcosa.
Ecco, la morte è davvero una stanza buia e silente, solo che noi non ci siamo affatto.
Morire è non esserci.

- Sei stato alla festa di Giovanni?

- No.

Questo è essere morti.

Sapete perché la distanza che passa tra 0 e 1 è infinitamente superiore a quella che passa tra 1 e 259.846.754.902.000.000?
Perché 1 e 259.846.754.902.000.000 sono tutti e due numeri mentre zero è il nulla.
La morte, per quello che l'ho conosciuta io, è il nulla.
E il "sollievo della morte" non ha nulla a che spartire con la morte stessa. Il "sollievo della morte" è una roba che lo senti quando sei ancora in vita e capisci che tra poco non lo sarai più e che tutte le pene e le sofferenze che stai patendo, svaniranno.
Peccato che con loro svanirai pure tu e che quindi non te la godrai per un cazzo.
La gente, di media, pensa che le cose vadano così:

- Sto malissimo ma tra tra poco morirò e starà meglio...

- ...ecco, sono morto, ora sto meglio!

E invece, le cose vanno così:

- Sto malissimo ma tra poco morirà e starò meglio...











































































E un cazzo.

E' per questa ragione che, quando sento qualcuno che si è ucciso per disperazione, io penso solo che sia o uno stupido o qualcuno con dei seri problemi depressivi che non gli hanno fatto funzionare troppe bene la testa.
Perché Essere potrà pure far schifo.
Ma Non Essere è peggio.