21.8.12

Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno - la Recensione


Non ho una grandissima voglia di recensire questa ultima fatica di Nolan.
Perché è un film complesso, enormemente articolato e con almeno tre elementi importanti che non possono essere sorvolati se si vuole parlare in maniera seria. E che mi attirerà un sacco di discussioni.
Facciamo così, se tutto quello che volete sapere è se, per me, è bello o brutto, ve lo dico subito:
è bello.
Il migliore della trilogia.
Chiudete questa pagina e fate altro.
Se invece volete un parere più esteso e complicato, allora continuate a leggere.


PUNTO PRIMO: non è un film di supereroi.
Nemmeno gli altri due lo erano davvero (il primo, forse, un pochettino) ma questo meno che mai.
The Dark Knight Rises è un film che parla di potere e di cosa comporti esercitarlo.
Il suo terreno è quello della filosofia, dell'etica e della morale.
Il fatto che, per parlare di tutte queste cose, si sia deciso di usare della gente mascherata, ha più a che fare con il teatro greco che non con il genere dei film di supereroi (così come sono concepiti oggi).
Ci sono botti, esplosioni e scene spettacolari?
Qualcuna. Anche molto belle. Poche però.
Il minimo indispensabile per mostrarle nel trailer e spingere la gente ad andare al cinema a sorbirsi un mattone seriosissimo di due ore e trenta, composto in larghissima parte di gente che parla.
Se è un film d'azione che cercate, state alla lontana da questo film.

PUNTO SECONDO: non è un film su Batman. 
Non sul Batman come viene inteso di norma, perlomeno.
Anche qui, si potrebbe dire che anche i primi due film condividevano questo aspetto, solo che in questo è una cosa ancora più evidente.
Nolan (detto pure: il geometra dell'immaginario) è un regista dallo sguardo freddo e analitico.
Se deve rappresentare l'ideale mondo dei sogni e del subconscio di Inception, lui porta in scena il quartiere dell'Eur.
Alla luce di questo, non è difficile capire perché, guardando Batman, Nolan ci abbia visto solo un vigilante in tenuta da SWAT, con tanti soldi e il vezzo di mettersi un paio di orecchie a punta sul casco per spaventare i suoi nemici e di non uccidere.
E badate, a me sta benissimo come possibile interpretazione del personaggio, ma è evidente che alcuni aspetti affascinanti della figura dell'Uomo Pipistrello vengano decisamente tralasciati da questo tipo di approccio.
Anzi, diciamolo chiaramente: TUTTI gli aspetti affascinanti del personaggio sono tralasciati.
Il Batman di Nolan non è il più grande detective del mondo. Il Batman di Nolan non è una leggenda metropolitana che terrorizza i criminali. Il Batman di Nolan non è un uomo in perenne bilico tra sanità e follia. Il Batman di Nolan non vive in una città gotica, oscura e misteriosa e non ha avversari bizzarri... e via dicendo.
Il che potrebbe rappresentare un problema se Batman fosse il perno del film e dovesse dominare la scena a lungo... ma non è così perché Bruce Wayne in tenuta da combattimento (chiamarlo costume è davvero fuori luogo) apparirà per - massimo - quindici minuti di pellicola. Su centosessantacinque.
E vi assicuro che la stima di quindici minuti è piuttosto generosa.

PUNTO TERZO: è un film politico.
Quando Nolan dice che non lo è, sta mentendo.
E' una bugia enorme detta con il solo scopo di non alienare la parte del pubblico che vuole solo andare al cinema e "staccare il cervello" (perirete nelle fiamme, sappiatelo).
Dite che sono sempre troppo strutturato nei miei giudizi e vedo cose complesse anche dove non ce ne sono? Ok, allora lasciate che vi racconti una parte del plot (qui c'è uno spoiler):

Bane è un terrorista della peggior specie che, con un'azione spietata e senza scrupoli ha preso possesso di Gotham City, tagliandola fuori da ogni possibile intervento esterno. Il suo scopo è punire la città per i suoi peccati. In cosa consistono questi peccati? La decadenza politica e morale, rappresentata, in primo luogo, dalla sua classe economica.
Terroristi-Criminali che occupano(y) una grande città in tutto e per tutto uguale a Manhatthan.
Ricordatevi: secondo le parole di Nolan, questo NON E' UN FILM POLITICO.

Bane è a capo di un discreto esercito personale le cui fila si ingrossano con la liberazione dei criminali di Gotham. Uno dei primi obiettivi di Bane è Bruce Wayne, il ricco magnate di Gotham. Prima distrugge la sua fortuna economica, poi lo affronta sul piano fisico (Bane è a conoscenza della doppia identità del riccastro), spezzandogli la spina dorsale e dimostrandogli che non sa nulla in fatto di forza, volontà e sacrificio. Poi lo spedisce "nel pozzo", la prigione in cui il criminale ha passato molti anni della sua vita, sicuro che un debole e viziato come Wayne, non potrà uscirne (come, invece, ha saputo fare lui).
In pratica: un terrorista che la fa pagare a un ricco magnate, costringendolo a vivere nella condizione di stenti in cui è vissuto lui.
Ripetete con me: NON E' UN FILM POLITICO.

Wayne però, non si da per vinto. E grazie al provvidenziale intervento del fisioterapista più bravo del mondo (che gli ripara la schiena con un solo pugno ben assestato), riesce a uscire dal pozzo e a riorganizzarsi.
Nel frattempo, a Gotham, i terroristi-criminali di Bane hanno messo in piedi un tribunale speciale dove giudicano gli uomini di potere della città. Il tribunale è una farsa e gli imputati sono tutti condannati alla morte, in una maniera o nell'atra.
Chi sono gli imputati?
Il film ci mostra solo banchieri e uomini d'affari.
Banchieri e uomini d'affari che vengono uccisi dai terroristi-criminali.
Dicevamo? Ah, sì... NON E' UN FILM POLITICO!

Batman, aiutato da una una affascinate ladra e dalla resistenza clandestina, composta da un manipolo di poliziotti scampati alle retate di Bane, si lanciano all'attacco. Lo scontro avviene davanti a un grande palazzo della finanza. Da una parte, i poliziotti e Batman (tutto vestito di nero e blindato come un qualsiasi cellerino), dall'altra parte, i terroristi criminali che hanno occup(y)to la città.
Il combattimento non ha nulla a che spartire con una scena di azione ma sembrano le riprese di uno dei tanti scontri che si sono visti fuori Wall Street, recentemente.
...MA NON E' UN FILM POLITICO!!

Basta cazzate: The Dark Knight Rises un film politico lo è, eccome.
E lo è in maniera ancora più smaccata di quanto lo fosse il capitolo precedente e la sua ideologia è ben cespressa nella distinzione dicotomatica tra i buoni (i poliziotti, i ricchi rappresentati da Bruce Wayne, i vigilante come Batman, le vittime come i banchieri e i ladri come Cat Woman) e i cattivi (rappresentati da terroristi, pazzi e criminali, tutti buttati nello stesso calderone come se fossero la stessa cosa).
Insomma, è un film fatto da repubblicani americani per repubblicani americani e questo è decisamente evidente.
Anzi, a voler essere onesti, definirlo semplicemente come un film schierato dalla parte della destra americana, mi sembra addirittura una minimizzazione.

- Se teniamo conto della morale del secondo film (che si può riassumere nella frase: il paradiso è protetto all'ombra delle spade)...

- Se ripensiamo alla scena di dialogo (sempre nel secondo film) tra Harvey Dent e Bruce Wayne in cui il procuratore della città, l'uomo nuovo e illuminato di Gotham, caldeggia la figura degli imperatori romani e la loro necessità (anche al giorno d'oggi)...

- Se teniamo conto di tutta la (straordinaria e potentissima) epica e retorica del finale di questa terza pellicola...

- Se badiamo al sottile (mando tanto) culto della morte che pervade l'intera trilogia...

- E se analizziamo il motivo per cui secondo Nolan, Batman (il vigilante) è un eroe...

Quello che ci troviamo davanti è un trittico di film di stampo squisitamente fascista. Quasi da propaganda. Il che non è un problema nel giudizio di un film, sia chiaro.
Ma diamo a Cesare quello che è di Cesare, però.

Ora, tenendo conto che di questa roba, a gran parte di voi, non freghi assolutamente nulla, parliamo invece del film in quanto tale.

E' lungo.
Per la maggior parte, è parlato e basta.
E' girato con un dispiego di mezzi notevole (basti pensare che la scena dell'aereo che si vede anche nel trailer NON è in digitale ma girata dal vivo).
Ha alcune scene davvero, davvero spettacolari.
Ha brutte scene di combattimento.
E' un pelo presuntuoso nella sua serietà a ogni costo.
Ha una trama estremamente articolata, macchinosa e, a tratti, ridicola (rileggersi la parte del fisioterapista).
E' molto ben interpretato, anche da quegli attori che meno sembravano in parte (sì, Hanne Hathaway, parlo di te).
E' diretto splendidamente da quello che, forse, al momento è il miglior regista sulla piazza (indipendentemente dalle storie che decide di girare e dalla riuscita o meno dei suoi film).
Ha una colonna sonora eccezionale.
Ha un finale talmente trascinante che ti fa saltare sulla sedia dall'esaltazione (specie se visto sul più grande schermo d'europa, come ho avuto il culo di fare io) e ti commuove.

Stringendo, mi è piaciuto molto e mi è sembrato più completo degli altri due capitoli precedenti.

Fermo restando che non è un film di supereroi, non è un film di Batman ed è un film fascista fino al midollo.