1.8.12

Tex -Ore di Piombo-


C'è una cosa che ho capito recentemente: i lettori di Tex, sul web, sono tra i più tenaci satanassi della rete. Profondi conoscitori del personaggio, attivissimi nel commentare le storie nei forum dedicati al personaggio e sempre affamati di news.
Quindi, prima di trovarmi un Carlo Monni alla porta, vi dico come procede con il ranger.

Ho finito la mia prima storia.
Sto iniziando a pensare alla seconda che, se tutto andrà bene, dovrei iniziare poi a scrivere da ottobre inoltrato.

E' stato un lavoro facile?
Per niente.
E per varie ragioni.

La prima è del tutto personale.
Ho potuto lavorare su questa storia solo in maniera discontinua, perché gli impegni (tutti presi in precedenza) con John Doe, Orfani, Le Storie e il mio libro a fumetti, mi hanno impedito di mettermi su Tex in maniera continuativa.
Il che ha rallentato il lavoro più di quanto credevo. Per scrivere le avventure di Aquila della Notte devi entrare nel suo linguaggio e ti devi acclimatare al modo in cui vuole essere scritto.
Che è una cosa che ruba tempo ogni volta.

La seconda ragione è che Tex è un personaggio difficile.
E questo, credevo di averlo capito.
Ma mi sbagliavo.
Tex è un personaggio difficilissimo.
Rognoso come Diabolik ma più infido.
Perché su Diabolik le regole di scrittura sono talmente palesi che è impossibile ignorarle.
Invece, Tex, ti da l'impressione che ci sia un margine interpretativo maggiore.
Ed è un'impressione fasulla.
C'è solo un modo per far pensare e agire Tex e i suoi pards. Quello giusto.
E fino a quando non lo trovi, la storia si ingrippa.
E una volta che hai trovato questo modo, poi devi fare in maniera che Tex non ti uccida.
Nel senso che bisogna trovare un sistema per far filtrare qualcosa del tuo modo di scrivere e pensare, all'interno della struttura generale. Altrimenti il tuo lavoro diventa una roba senz'anima da impiegati del fumetto.

La terza ragione, infine, è ovviamente Mauro Boselli.
Il curatore più duro, ostico e determinato con cui mi sia mai capitato di lavorare.
E anche l'unico che ha sempre ragione.
E non sto scherzando. 
Se Mauro ti dice che una scena di Tex non funziona, puoi non essere d'accordo e litigare quanto vuoi, all'inizio. Ma poi ci pensi sopra. Provi a riscrivere la scena secondo la direzione che ti ha dato lui, e, di colpo, quello che stai scrivendo è Tex e nient'altro che Tex.
Mauro, insieme a Villa, sono la personificazione stessa del personaggio, in tutto e per tutto.
Inutile e dannoso stare a discuterli.

La quarta ragione è che mi sono sabotato da solo, creando un soggetto con un elemento narrativo piuttosto ambiguo al suo interno, che mi ha messo parecchio in crisi.

Comunque sia, la prima storia è andata.
Il titolo di lavorazione è Ore di Piombo.
E la storia è pensata per essere in perenne movimento, con un ritmo forsennato simile a quello di David Murphy: 911 e spero che i lettori la troveranno divertente.
Uscirà su un Color Tex prossimo venturo, disegnata da Pasquale Del Vecchio (non trattenete il fiato che i tempi per le storie del ranger sono lunghissimi).

La seconda storia, arriverà.
E giuro a me stesso che sarà più facile.

Quanto cazzo mi piace Tex ("modera il linguaggio, beccaccione!").