18.8.12

The Expendables 2 - la recensione - seconda (e ultima) parte.


Ci sono film d'azione scritti in maniera pessima ma salvati da una regia eccezionale.
Non è il caso di The Expendables 2.

Il primo capitolo della serie era diretto da uno Stallone alle prese con molte difficoltà, a cominciare dalla scarsità del budget (che lo aveva costretto a ridurre all'osso la storia) per passare alle forti pressioni subite dalla produzione e dalla distribuzione che gli aveva imposto un grado di violenza estremamente limitato (specie rispetto a quanto fatto, egregiamente, su John Rambo) per non incappare in una classificazione censoria sfavorevole.
Il risultato era stato un film decisamente modesto che lasciava l'amaro in bocca per l'occasione persa in termini di spettacolarità ma che, grazie al tocco di umanità che Stallone è sempre riuscito a dare ai film che ha diretto, risultava sincero e fatto con il cuore.
Il classico cane bastardo, brutto e zoppo, a cui però ci si affeziona subito, insomma.
E, infatti, il film andò bene.
Abbastanza bene da giustificarne un secondo capitolo.
Leggermente più grande, leggermente più ricco, e con qualche esplosione in più.
Ma senza esagerare però, che c'è la crisi e non vuole rischiare nessuno.

Tanto è vero che alla regia, questa volta, è stato chiamato Simon West.
E chi è Simon West?
Sul finire degli anni '90, Bruckheimer si era messo in testa di replicare quanto fatto con Tony Scott e Michael Bay e quindi aveva deciso di reclutare quello che sembrava un interessante regista pubblicitario (ricordate la pubblicità delle formiche che trasportavano la bottiglia di Bud? Ecco, quello era Simon West) per trasformarlo in una specie di clone, economico, dei due.
I primi risultati non erano stati malaccio (Con-Air e La Figlia del Generale). Poi, West aveva deciso di averne abbastanza del nostro produttore cocainomane preferito e aveva provato a volare da solo, andando a dirigere il primo film di Tomb Raider (sì, quello con il taglio delle inquadrature tutte a filo con le tette dalla Jolie). Il suo lavoro non aveva entusiasmato e, per il seguito, era stato sostituito. Da quel momento in poi, la carriera di West si era fatta sempre più oscura e poco interessante fino al punto di uscire dai radar.

Eccolo invece rispuntare alla regia di un film da budget ridotto ma dal profilo commerciale piuttosto alto.
Perché proprio lui?
Perché è un professionista che ha lavorato con grandi star, ha un nome legato all'action, non ha tanti grilli artistici per la testa (a differenza di Stallone) e sa lavorare al servizio della produzione. E, in più, ha un disperato bisogno di rientrare nel giro che conta e che quindi non farà troppi problemi.
Il problema di West è che non ha alcun senso del cinema e non lo ha mai avuto.
E se questa cosa la riusciva a mascherare quando dalla sua poteva disporre di budget notevoli, non ci riesce altrettanto bene con solo una ottantina di milioni a sua disposizione.
E fallisce miseramente nella cosa più importante: la rappresentazione dell'azione.

Qual è l'emento fondamentale per raccontare, bene, l'azione?
La descrizione dello spazio.
Se mostri lo spazio in maniera adeguata, se ci metti dentro i personaggi in maniera coerente, se permetti agli spettatori di capire come e perché i personaggi si muovono all'interno di esso, allora le scene d'azione vengono bene.
Se non lo fai, tiri fuori un brutto videoclip senza senso.
Pensate, per esempio, a due maestri delle scene d'azione come Sam Peckinpah e John Woo (quello cinese, non la sua controfigura sbiadita statunitense).
Pensate a come lo spazio sia un elemento fondante di ogni scena d'azione che hanno messo in scena e di come abbiamo sempre speso tempo e pellicola per descriverlo, prima (e durante) lo svolgimento dell'azione stessa.

Ecco, lo spazio, in Expendables 2, è appena accennato nella prima scena (la migliore di tutto il film) e totalmente ignorato nelle seguenti.
Il risultato è che tutte le sparatorie non hanno alcuna geometria.
La gente spara da un punto imprecisato verso un punto imprecisato e i cattivi cadono sotto colpi generici. Come in un film di serie Z di Chuck Norris.
Il tutto è così goffo e mal riuscito che persino Bruce Willis (uno che sembra nato per sparare con armi da fuoco, come John McTiernan e Walter Hill hanno capito bene) sembra un ragazzino che gioca con un'arma giocattolo.

Idem per le coreografie di lotta.
Dalla tua hai gente come Jason Statham, Jet Li, Scott Adkins, Van Damme, Dolph Lundgren, Sylvester Stallone, Randy Couture... e non riesci a fare mezza inquadratura di lotta che ce li mostri per intero, mentre combattono l'uno contro l'altro?
Cristo, un fighetto lontanissimo dall'action come Steven Sodenbergh è riuscito a capire che per rappresentare le scene di lotta devi tenere la camera lontana dagli attori e mostrarceli in figura intera e nel contesto, e non ci riesci tu, che l'azione dovrebbe essere il tuo pane?
La tua carriera non meritava di venir rivitalizzata, Mr. Simon West.

Non parliamo poi della valorizzazione degli attori.
Hai Arnold Schwarzenegger, uno che poteva stare muto sullo schermo e riempire, con la sua sola presenza scenica, tutto il film... e tu riesci a inquadrarmelo in una maniera così misera e priva di pathos da far apparire le sue scene come un remake di Una Promessa è Una Promessa?
Sei braccia rubate all'agricoltura, Mr. Simon West.
Con tutto il rispetto per gli agricoltori, sia chiaro.

E ringraziamo che c'è Jean-Claude Van Damme, che è palese che in questo film ci ha messo l'anima, nonostante tutto, e che con la sua maschera riesce a dare dignità alle poche scene in cui West si degna d'inquadrarlo per bene.

Il resto è tutto tra il pessimo e l'orribile.
Zero ritmo, montaggio scolastico, pochi effetti e tutti brutti, non una singola inquadratura non dico memorabile, ma dignitosa.
Una roba da dimenticare, se non fosse per il cast.
Perché è quello che ti frega.
Perché a Stallone, a Willis, a Arnie, a Van Damme, e soprattutto a Lundgren, gli si vuole bene.
E gli si perdona anche di essersi messi nelle mani di una manica d'incapaci.
E ci si continua a credere.
The Expendables 3 sarà meglio.
The Expendables 3 sarà meglio.
The Expendables 3 sarà meglio.
The Expendables 3 sarà meglio.
Io ci credo.
Ma questa è solo una questione di fede.
Perché la rinascita dell'action c'è già stata e non ha nulla a che spartire con le vecchie glorie.

Gli altri pezzi su The Expendables 2 li trovate QUI.

5 commenti:

Daniele Di Nicuolo ha detto...

Quoto tutto, soprattutto con la rinascita del genere: visto giusto oggi Fast 5, e porcavacca se spacca.

el mauro ha detto...

Pezzi splendidi.
Bravissimo.

RRobe ha detto...

Grazie!

Carlo ha detto...

Immagino però che nel vedere Fast Five il discorso sul causa-effetto tu sia riuscito a dimenticarlo, vero?

Avion ha detto...

Sarà una merda, ma è anche ruffianissimo e per questo mi è piaciuto.
Le battute da metacinema poi mi han fatto ridere anche se fuori posto.