14.9.12

Archiviamo la pratica.


Un paio di giorni fa, un amico e collega, mi ha inviato la foto qui sopra, raffigurante la nuova collana della Rizzoli-Lizard, dedicata al fumetto Bonelli.
L'amico si lamentava del fatto che la veste editoriale dell'iniziativa era mortuaria, a cominciare dal titolo (archivio, una parola che evoca immediatamente un posto vecchio e polveroso) per finire con la grafica (se la copertina fosse stata realizzata in marmo, sarebbe potuta essere un'ottima lapide).
Con mio dispiacere, non ho potuto che concordare.
E sia chiaro: io plaudo all'iniziativa in quanto tale e plaudo al contenuto di questo primo volume (sono ottime storie di un ottimo sceneggiatore). E mi sta anche benissimo che il volume esca in questi giorni, come una sorta di celebrazione a Sergio Bonelli, scomparso quasi un anno fa.

Però... Sergio Bonelli e i suoi fumetti, sono un inno alla vitalità, al dinamismo e all'avventura.
La veste editoriale di questo volume non li rappresenta.
Come non rappresenta il fumetto italiano in quanto tale che, nonostante quello che dicono alcuni, è vivo e piuttosto battagliero.
Non certo qualcosa da dover mettere in un archivio per poi dimenticarsene.

Questa voglia di istituziolanizzare ci ammazzerà tutti.