17.9.12

Una carriera di fallimenti.

Mi capita di andare in edicola e vedere una nuova pubblicazione a fumetti.
Guardo il colophon e mi cade l'occhio sui nomi che l'hanno realizzata.
E mi viene da ridere.
In realtà, quella risata è solo un meccanismo di difesa che trasforma l'amarezza in un ghigno.
Il fatto è che il nostro settore è stupido, lento e inconsapevole, perché non è in grado di liberarsi dei suoi elementi nocivi come tutti quei "professionisti" che hanno costruito la loro carriera su quella che possiamo definire come "certezza d'insuccesso".
Se qualcuno, un giorno, si dovesse prendere la briga di fare una lista dei nomi di tutte le iniziative fallimentari che hanno raggiunto le edicole negli ultimi venticinque anni, noterebbe come certi personaggi sono ricorrenti.
Nel mio piccolo e senza starci a pensare sopra troppo, mi vengono in mente almeno tre o quattro nomi di autori, o pseudo tali, a cui ho visto far fallire almeno cinque o sei progetti da edicola (e voi non avete idea di quanto costi mandare un prodotto in edicola).
Eppure, questi personaggi, continuano a lavorare e, anno dopo anno, insuccesso dopo insuccesso, continuano a mandare al macero tonnellate di copie.
E più volte falliscono, più acquistano autorevolezza presso editori criminalmente distratti o inconsapevoli, che non si prendono la briga di controllare la misura dei loro disastri ma si fanno impressionare dalla lunghezza della lista.

Questa gente fa perdere soldi.
E quando un editore perde soldi, poi pubblica meno, o smette di pubblicare del tutto.
E così non è solo il colpevole a trovarsi di nuovo senza lavoro, ma il lavoro viene a mancare anche a chi, magari, stava facendo, o avrebbe potuto fare, bene.

E mai che questi individui, si prendano la colpa.
La colpa è sempre del mercato.
La colpa è del lettore.
La colpa è dell'editore (sì, quello che lo ha pagato e gli ha dato un'ennesima possibilità).
E intanto, investimenti e possibilità vanno bruciati sull'altare dell'incompetenza, dell'incapacità e della mancanza di talento.
Ancora peggio succede quando queste figure si riescono a ritagliare un qualche ruolo presso una delle tante scuole di fumetto che ci sono nel nostro paese, e dall'alto del loro abisso, pontificano con gli allievi, imponendo la loro deficitaria visione del nostro medium, formando nuovi autori che ci metteranno anni a scrollarsi di dosso (quando ci riescono) le cazzate che gli sono state inculcate .
E' una situazione triste e dannosa.
E pensare che basterebbe poco per risolverla.
Gli editori e le scuole, per esempio, potrebbero dare un occhiata più approfondita ai curriculum delle persone su cui stanno pensando di investire soldi.
Non è una cosa strana, giuro.
Perché in un settore economico normale, se la tua carriera è costellata solamente da fallimenti economici e artistici, dopo qualche tempo non ti danno più da lavorare.
ED E' GIUSTO COSI'.

Non sei capace?
Vai a fare altro, dove farai meno danni (si spera).
Cazzo, questo è un settore privato, dovrebbe essere premiata la capacità (artistica e commerciale), non il fatto di saper restare sempre a galla come... vabbè, avete capito.
Eppure, niente.
Si naviga in un mare d'indolenza.
E un giorno ci si sveglia e ci si scopre falliti.

67 commenti:

Lowfi ha detto...

Conosco almeno un paio di nomi nel settore del "giornalismo videoludico" (lol) per cui potrei fare lo stesso discorso, credo sia uno dei tanti punti in comune tra i due settori.

Solo che almeno in italia si fanno buoni fumetti

Avion ha detto...

I NOMI, I NOMI :gognabloggatica:

Fabrizio Spinelli ha detto...

fermo restando che quoto Avion... :-P

...mi stupisco che tu ti stupisca: non è mica solo il mondo del fumetto a funzionare così.

prendi ad esempio Flavio Briatore:
http://it.wikipedia.org/wiki/Flavio_Briatore

ok..tu mi dirai che almeno in Formula1 ha combinato qualcosa... ma leggiti il cv precedente a quello: fallimenti, bancarotte fraudolente, bische, riciclaggio.... eppure la famiglia Benetton a 'sto tipo gli ha dato fiducia... e ha pure vinto!

forse siamo solo gente molto speranzosa... :-P

Slum King ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Vittorio ha detto...

Beh, effettivamente senza i nomi questo post lascia molto il tempo che trova. Capisco che non è il massimo inimicarsi dei "colleghi" così su due piedi, però in questo modo equivale a parlarsi e capirsi da soli...

RRobe ha detto...

Per nulla, perché è un discorso generale.
E' solo che vi piace il gossip.
Come se poi ci volesse una scienza a vedere cosa è uscito di recente.

Franco M. ha detto...

Un indizio in più? Nuova pubblicazione? Bonelli o altro? Comunque questo discorso non è valido per autori che hanno lavorato anni per una serie lunga, lì i cali sono fisiologici... Nizzi su Tex e Toninelli su Zagor sono un esempio.

Franco M. ha detto...

Di recente è uscito solo Saguaro.

AlmaCattleya ha detto...

invece a me è capitato (e credo sia capitato un po' a tutti) di non prendere più un fumetto perché era andato troppo oltre nel senso che ormai del fumetto generale non c'era più traccia. Vuoi perché la storia ha preso una piega che ha trasformato il fumetto in serie B, vuoi perché fanno succedere delle cose che contrastano assolutamente con ciò che è dichiarato all'inizio...
Parlando con altri di questo fumetto italiano li ho trovati tutti d'accordo: all'inizio era qualcosa di ben fatto poi è andato scemando e continua a pubblicare. Immagino che a questo punto abbia avuto un crollo di vendite e sì, non giustifichiamo la perdita con la crisi perché ad un buon prodotto non si rinuncia. magari rinuncerò ad altre cose.
E' anche per questo che mi sono approcciata ai manga: il non avere una fine spesso porta in direzioni tutt'altro che vantaggiose e nei manga questo non succede (a parte alcune serie)

Jenny ha detto...

Suppongo che RRobe si riferisca (anche) alle recenti miniserie in due numeri della 7age.

ivothor ha detto...

Io un discorso analogo lo farei anche per gli editori e direttori che decidono il "contenuto" di una testata USA (marvel e dc) da edicola. Non esiste al momento una sola testata che abbia contenuti validi dall inizio alla fine e che giustifichi il prezzo della pubblicazione. Devil di MArk Waid me lo devo sciroppare leggendomi anche un Punisher indecente e un ghost rider pietoso? no grazie. e ho scelto come esempio una delle testate "migliori" sulla piazza.. le altre..lasciamo perdere!

Bruno B ha detto...

il punto di vista di chi si fa pubblicare è ovvio, ma un editore, perché accetta di pubblicare un fallimento annunciato? stupidità? masochismo? incompetenza? ignoranza? convenienza? politica?

Sagij ha detto...

In veritá ci sono almeno un paio di realtá da edicola che ricadono perfettamente nel discorso del rrobe e sicuramente non si parla di Bonelli.
Per il resto confido negli acquirenti che secondo me sono molto meno sprovveduti di quanto crediate

RRobe ha detto...

La caccia al nome che si scatena sempre in queste occasioni, mi fa capire quanto sia inutile parlare.

Continuate pure a guardare il dito, eh?

Manfredi Pumo ha detto...

Penso che sia una reazione abbastanza normale. Anch'io, avendo capito il problema generale (la luna) sono moolto curioso di conoscere i nomi (il dito).
Sia per pura curiosità gossippara (che vabbè, ce sta, dai) che per inquadrare meglio il problema, che non ho capito benissimo se si parla di "giovani" e case editrici piccole o di roba un po' più grossa - anche perché non seguo forum di fumetti e simili da un po' (solo il tuo blog). D'altra parte capisco che tu non abbia nessun motivo di dire i nomi.

Chi sono, comunque? (...)

fumettin campeggio ha detto...

In effetti ultimamente mi chiedevo pure io come mai ci fosse questa fuffa in edicola,illeggibile e inguardabile. Vabbè che di norma nn c'è molto di decente da acquistare o leggere,ringraziamo internet se possiamo vedere cose nuove e di talento! Eppoi chissenefrega dei nomi,ognuno ha i suoi!!

mario uno due ha detto...

sicuramente parla di "The Garfield Show" e di Andrea Domestici, un progetto quasi sicuramente fallimentare che farà perdere denaro ad un editore, l'Aurea, che magari terminato John Doe poteva spenderli meglio con lui.

Fabrizio Spinelli ha detto...

Robè... non è questione di cacci aal nome: così come criticavo l'anonimato dei tizi di Fumetti Brutti, contesto le "accuse generiche"...

'Sto post lo potevi fare anche senza l'incipit dell'edicola:
"Mi capita di andare in edicola e vedere una nuova pubblicazione a fumetti.
Guardo il colophon e mi cade l'occhio sui nomi che l'hanno realizzata.
E mi viene da ridere..."

Ip osto poteva inziare semplicemente con un :
"Il nostro settore è stupido, lento e inconsapevole. Non è in grado di liberarsi dei suoi elementi nocivi come tutti quei "professionisti" che hanno costruito la loro carriera su quella che possiamo definire come "certezza d'insuccesso..."

E nessuno ti avrebbe domandato nulla... almeno, io no :P

Fabrizio Spinelli ha detto...

scusate la tastiera dislessica :P

RRobe ha detto...

Giusto per la cronaca, Mario: ma se volevo fare un'altra serie con l'Aurea, mi bastava chiederlo eh?
Anzi, in realtà, l'ho pure proposta, è stata accettata e la scrive Cajelli.
Madonna santa che coglione che sei.

RRobe ha detto...

Ma se proprio devi fare illazioni acide sul mio conto, ma falle con criterio! Ho una serie in uscita a colori per la Bonelli, oltre a tutto il resto, e avrei l'invidia del Garfield?

mario uno due ha detto...

E CHI HA PARLATO DI INVIDIA???
ne trovi traccia sul mio commento? e cosa c'entra la tua serie per bonelli? ahi ahi, allora senza volerlo ho toccato un tasto dolente. autogol: sei tu il coglione. e anche permaloso.

RRobe ha detto...

" l'Aurea, che magari terminato John Doe poteva spenderli meglio con lui."

Smettila.
Stai solo peggiorando la figura da idiota che hai già fatto.

Minkia Mouse ha detto...

Io i nomi non li voglio, ma sarei curioso di sapere quali sono le opere fallimentari che sono state proposte nel passato... Cosi da capire gli errori e da evitarli, epoi fare il contrario ovvero capire le operazioni di successo e scoprirne i segreti...

RRobe ha detto...

In che senso curioso?
Basta vedere le tante iniziative editoriali che arrivano in edicola e muoiono subito e quasi subito.
Ecco, guarda i nomi di chi li ha fatti.
Molti sono ricorrenti.

Bruno B ha detto...

lo chiedo di nuovo: perché un editore pubblica robe di questi nomi "conosciuti"?

Jack ha detto...

Allargando il discorso, questa cosa del "ritenta sarai più fortunato" si applica anche al fumetto super eroistico USA ma con una sostanziale differenza: a ripetersi sono i carachter (qualcuno conti il numero di rilanci che personaggi come Black Panther, Ghost Rider, Aquaman, Legion of Super Heroes) e non gli autori. In sostanza, mi vien da pensare che in Italia si dia fiducia a persone che non la meritano, in USA a idee. Cosa è peggio, mi chiedo?

mario uno due ha detto...

guarda che dire "l'Aurea che magari terminato John Doe poteva spendergli meglio con lui" visto che eri tu che stavi facendo il discorso, equivale a dire che un editore che butta via i soldi con "The Garfield Show" brucia risorse che un domani potevano essere utilizzate meglio per un altro progetto, che sia tuo o meno.
cioè esattamente la tesi che stavi sostenendo tu, ari-coglione.
quindi la figura dell'idiota la stai facendo tu, perché prima lanci il sasso e tiri indietro la mano, ma come qualcun altro ti tira in ballo (anche solo ipotizzando che un mancato investimento potrebbe riguardare anche te) la prendi sul personale e con le tue stesse mani metti in mezzo la parola "invidia" scattando sulla difensiva, mentre ripeto che io non stavo ragionando in base ad essa.
ad ogni modo invece che con me, parlane con Domestici, che tanto è chiaro che è a lui che ti riferivi. e in fondo a me, da lettore, frega cazzo!!!!!!

Joseph Blue ha detto...

Ah, post polemico ma interessante.
Chi sia il fattore scatenante il post a me interessa relativamente poco (certo è anche vero che partendo con quella frase un po' di curiosità viene fuori).
Aggiungerei che è un discorso che potrebbe coinvolgere quasi tutti i settori in Italia. Non si guarda il merito o meno.
RISPOSTA A JACK:
Direi che è peggio dare fiducia a persone che non meritano. Alle idee puoi dare fiducia e andarti male, capita. Le persone inaffidabili fanno solo male e dovreste sbarazzartene per fare spazio a qualcuno di più valido.

RRobe ha detto...

Per Mario: scusa, non sono riuscito a sentirti.
Il rumore delle unghie sugli specchi ha coperto le tue parole.

Jenny ha detto...

Roberto, va bene tutto, ma mettiti d'accordo con te stesso:

Dichiarazione 1: "La caccia al nome che si scatena sempre in queste occasioni, mi fa capire quanto sia inutile parlare.
Continuate pure a guardare il dito, eh?"


Dichiarazione 2: "In che senso curioso?
Basta vedere le tante iniziative editoriali che arrivano in edicola e muoiono subito e quasi subito.
Ecco, guarda i nomi di chi li ha fatti.
Molti sono ricorrenti."


Insomma, ai nomi devo badare oppure no?

Poi, ad esser pignoli e "tecnicamente" parlando, in questo caso il dito saresti tu.
Per te la luna sarebbe solo la lezione su come si fa buona o cattiva editoria a fumetti, ma senza identificarne i protagonisti si parla del nulla o magari si finisce erroneamente a parlare di te, cioé il "dito".

RRobe ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
dedalus ha detto...

e gli editori pubblicherebbero roba di gente che non ha avuto un solo successo ... per quale motivo?

solo perché sono stupidi e superficiali?

mario uno due ha detto...

AH AH AH sei troppo un intrattenitore nato, un divertimento, uno spasso.
per questo seguo il tuo blog: mi allieti le giornate in ufficio :-)

@Jenny: brava Jenny

RRobe ha detto...

Per Jenny.

mi chiedono:
"Io i nomi non li voglio, ma sarei curioso di sapere quali sono le opere fallimentari che sono state proposte nel passato... Cosi da capire gli errori e da evitarli, epoi fare il contrario ovvero capire le operazioni di successo e scoprirne i segreti..."

Rispondo (perplesso perché la domanda mi pare strana):
"Basta vedere le tante iniziative editoriali che arrivano in edicola e muoiono subito e quasi subito."

Cos'è che non ti è chiaro?

Djo! ha detto...

Si dice che il medico pietoso renda la piaga purulenta, e non so se si tratta di pietà o che altro ma alla base credo che stia il livello di qualità che ci si prefigge per se e per le opere che si pubblica, o per la scuola che si gestisce.

E non è un problema culturale questo della qualità ? è il primo problema, non saperla riconoscere o non volerla ricercare, una mancanza evidentemente sparsa lungo tutta la filiera, consumatore compreso.

Puoi sbilanciarti affermando che un paese in cui si tiene seriamente quest'industria è un paese in cui c'è un benessere culturale florido e diffuso ?

COWABUNGA, Dude! ha detto...

Vedi Rrobe, non è una questione di gossip, un semplice nome chiarisce molti punti (potenzialmente) oscuri del discorso e previene fraintendimenti e cazzi vari. Sic et simpliciter.

enrico ha detto...

Mi sa che si parla di una serie formato bonelli dedicata agli UFO di un editore che ha il nome inglese...mi sa...

Jenny ha detto...

Ed allora si parla anche di "Agenzia X" di Pino Rinaldi.
Se l'oggetto preso in esame è questo, francamente non condivido, visto che poi sembrano essere due proposte sufficientemente ben accolte dal pubblico.


RRobe, non mi è chiaro il perché cercar di capire di chi si parla sarebbe gossip, quando il tuo post esordisce così:
"Mi capita di andare in edicola e vedere una nuova pubblicazione a fumetti.
Guardo il colophon e mi cade l'occhio sui nomi che l'hanno realizzata.
E mi viene da ridere."


Se ridi tu allora vorrei ridere anch'io e magari stare in condizione di mostrare agli altri che non si tratta di una risata da beoti.
La questione è inevitabilmente legata ai nomi, è propriamente legata a chi fa cosa.
Altrimenti non si capisce cosa ce li mettete a fare i nomi degli autori e dei curatori di testata.

RRobe ha detto...

Come credi, Jenny.

Jenny ha detto...

Grazie tante per la condiscendenza...

RRobe ha detto...

Non è condiscendenza.
Io quello che avevo da dire, l'ho detto e l'ho detto nella maniera in cui mi sentivo di dirla.
Non ha senso continuare a discutere, no?

Jenny ha detto...

Certamente, ha senso stare a discutere solo quando ci si vuole confrontare con le opinioni altrui.
Se invece si pensa che la propria sia inaccattabile, allora va bene anche stare sul vago, modalità che rafforza la propria posizione.
Dopotutto mica hai detto cose sbagliate, ma espresse in tale maniera non sono dissimili a quando si dice che la politica fa schifo o che la gente non sa fare il proprio lavoro.
Si ha sempre ragione.

Comunque il blog è tuo ed ovviamente le regole le detti tu, nulla quaestio.

RRobe ha detto...

E di nuovo, Jenny: come credi.
Ho risposto e argomentato.
Poi, a un certo punto, le chiacchiere stanno a zero.
Mi sembri Skull al suo peggio, oggi.

Jenny ha detto...

Vabbé... A me sembri Bottero al suo meglio, che ultimamente non è granché neppure quello.
Pari e patta?

Sul serio, rispetto il tuo post, ma le risposte ai commenti non sono argomentate, visto che sostanzialmente sostanziano un "Ho detto! Fine del gossip."

RRobe ha detto...

Jenny, scusami, oggi io non ho il ciclo.
E non ho voglia di litigare.
Se vuoi, rileggi: ho argomentato.
Se non vuoi, pazienza.

Jenny ha detto...

Forse non avrai voglia di litigare, ma di prendere per i fondelli pare proprio che ne hai.
Il fatto che tu dice certe cose non avendo il ciclo è solo un aggravante.
Buona giornata.

Another Smile ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
RRobe ha detto...

Per Jenny: non meno di te, pare.
Buona giornata anche a te.

Final Solution ha detto...

il commento di another smile mi ha stretto lo stomaco

Michele"Mika the Healer Garofoli" ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Michele"Mika the Healer Garofoli" ha detto...

Il settore è privato ma non mancano le scelte commerciali "strane". La scelta di qualche autore appare strana. Purtroppo anche nel mondo del fumetto non sempre viene premiata la meritocrazia. La merda usciva, esce e uscirà lasciando pericolosi strascichi (e non solo in senso figurato) e bravi autori senza lavoro e con molta amarezza. Alla fine i nomi non contano.

Luca Basenghi ha detto...

Io, che non sono molto dentro queste cose, ho capito al volo quello che voleva dire Roberto, perché:
a) butto spesso uno sguardo a quello che è uscito in edicola;
b) seguo questo blog da abbastanza tempo per sapere che Roberto non parla mai in questi termini delle case editrici alle quali collabora, né dei collaboratori di queste (e quindi Aurea e Bonelli sono escluse in partenza);
c) Roberto è in contatto con i redattori e con gli autori dell'Aurea, sicuramente sapeva già di Garfield Show, che è un magazine fatto di materiale estero, a parte il fumetto di Domestici che è ben nascosto all'interno e quindi non influisce sulle sorti della pubblicazione;
d) Santo Cielo, ma se Roberto scrive di aver "LETTO IL COLOPHON", vuol dire che è una pubblicazione con la quale non ha a che fare, di un editore che non frequenta, o no?
Quindi non è una pubblicazione dell'Aurea, non è una pubblicazione della Bonelli (ma cosa c'entra Saguaro, che son parecchi mesi che è iniziato?), cosa rimane di nuove uscite di questi giorni, che recano nel colophon nomi famigerati?
E poi ci si schernisce perché i giovani non leggono più i fumetti. A giudicare da alcuni commenti, leggere fumetti rende analfabeti!
E

mario uno due ha detto...

@Bersighieri: tu che segui questo blog da abbastanza tempo per sapere che Recchioni non parla mai in questi termini delle case editrici con cui collabora nè dei collaboratori di queste, ti sei chiesto come mai oltre che attaccare verbalmente (in realtà per difendersi) e poi fare il vago, barricandosi dietro l'omertà di chi adesso non vuole fare nomi ma "parlava in generale" (che poi è tipico di chi lancia il sasso e tira indietro la mano) non mi abbia zittito da subito, dal mio primo commento, chiarendo che non stava parlando di Andrea Domestici?
e come mai invece sia proprio Domestici, oggi su Facebook, a rispondergli scegliendo di non rispondere?

detto questo, il commento di Another Smile è proprio brutto. di cattivissimo gusto. perché la morte non si augura mai a nessuno, nemmeno al peggior nemico.
ma dato che qui si inneggia ai nani in fiamme, soffio sul fuoco dicendo che piuttosto sarà molto più interessante vedere come con il tempo, con l'espandersi di questo suo irrefrenabile senso di onnipotenza, si farà terra bruciata da solo. e aspetteremo con pazienza il giorno in cui sparerà a zero anche contro un Lorenzo Bartoli, quando invece dovrebbe baciargli il culo per il resto della sua vita.
che poi in parte con questo post lo ha già fatto, perché ribadendo che non stava affatto parlando in generale, nè tantomeno delle ultime uscite della Light & Darkness Publishing, ma proprio di The Garfield Show e di Domestici, dandogli del fallito sia come autore che come insegnante del fumetto che dall'alto del suo abisso inculca cazzate ai suoi allievi, parlando di "una carriera di fallimenti" allude chiaramente anche alla recente chiusura di Alice Dark, che però allora è anche un fallimento di Bartoli.
l'ennesimo autore "fallito" nella lista del vincente Recchioni.

allora se un altrettanto valido professionista del settore come Paolo di Orazio dice che Recchioni "è un vero cazzone gonfiato. così gonfiato che, poveraccio, tutti parlano male di lui (specie gli editori, quelli grossi) e non se ne accorge" magari la verità sarà pure nel mezzo, ma significa che qualcosa di vero c'è, o che cmq è una mezza verità.
sarà dunque molto più interessante vedere come rischierà piano piano di venire isolato da colleghi ed editori, che non lo sopporteranno più. magari ci vorrà ancora molto tempo, ma è inevitabile che con questo modo di atteggiarsi e porsi prima o poi quel momento arriverà.

Luca Basenghi ha detto...

@ manlio tresette:
Ammesso (ma non concesso) che la mia logica sia zoppicante e che tu ne sappia più di me sugli argomenti in questione (concesso), mi spieghi come potrebbe Andrea Domestici essere il responsabile dell'eventuale fallimento di Garfield Show? A meno che non sia lui l'ideatore dell'iniziativa, ma a me non risulta.

Viviana Boccionero ha detto...

Domestici/Recchioni - Il Duello

di James Ivory



E comunque, RRoby: Maurice Ambress!

RRobe ha detto...

Per Mario:
sai leggere?
" Se qualcuno, un giorno, si dovesse prendere la briga di fare una lista dei nomi di tutte le iniziative fallimentari che hanno raggiunto le edicole negli ultimi venticinque anni, noterebbe come certi personaggi sono ricorrenti.
Nel mio piccolo e senza starci a pensare sopra troppo, mi vengono in mente almeno tre o quattro nomi di autori, o pseudo tali, a cui ho visto far fallire almeno cinque o sei progetti da edicola (e voi non avete idea di quanto costi mandare un prodotto in edicola)."

Fine della storia.

Minkia Mouse ha detto...

Sono curioso nel senso che, non bazzicando le edicole, ma solo le fumetterie, non sono così attento alle novità editoriali che nascono e muoiono.

Però posso dire una cosa, fui tanto contento quando decisero di ristampare la casta dei metabaroni 3 volumi alla volta! Peccato che dopo il primo volume non ne continuarono la stampa.

La casa editrice, ai tempi, NON mi fece una buona impressione.

Skull ha detto...

A parte tutto, credo di non aver mai visto un post più ributtante di quello di Another Smile, su questo o su altri blog.

Io mi vergognerei: seriamente.

stefano.passeri ha detto...

In verità concordo praticamente con tutto quello scritto dal Recchioni sul fumetto in Italia e non, che ogni tanto spuntino fuori delle serie orrende è assolutamente vero, cose che dovrebbero far ribrezzo anche agli editori che vengono proposte. Ma per me è inutile offendersi o degrinare il lavoro marcio degli altri anche perchè si arriva poi a sbattere nel giudizio selettivo del lettore: quante sono le serie che facevano cagare e che hanno venduto oppure prodotti buoni sulla carta ma che magari hanno fatto cagare a vendite???

Poi aggiungiamoci anche che non tutti i disegnatori o sceneggiatori di successo hanno sempre la bacchetta magica. Il primo che mi viene in mente è Tito Faraci che fece quella serie orrenda di Brad Barron, copiata da ogni dove e infatti è stata chiusa perchè non vendeva. Samuel Sand della Star Comics e altre dello stesso editore che erano davvero delle cazzate mai viste con soggetti osceni e disegnate male.

Il lettore vaglia e scommette, ma poi se una serie non passa la gogna punto, scema e muore. Ma chi lo deve decidere davvero? Il lettore. Certo, poi si perdono soldi e magari tempo ma è davvero cosi brutto provarci? Non viviamo mica sotto dittatura che le cose devono essere fatte come piace ad una persona sola.

The Passenger ha detto...

concordo con Skull....1- anche se si parla di fumetti tra gente che li fa ( bene e/o meno bene ^__^) e quindi si parla quasi di figli propri non è ammesso un post del genere 2-se Mario uno due e tre -che forse cela altro- se la prende così allora ha forse ragione Rrobe---anche io mi chiedo come mai certi editori continuino a dare fiducia a gente che fa fotocopie di fotocopie. dovreste essere adulti e il bello è che poi dal vivo queste cose non si vedono. ma solo virtuali come un blog...vorrei vedere del sangue vero, una vera zuffa! ps più che another smile, è another coglion!

RRobe ha detto...

Per Stefano Passeri e per amor di cronaca: Brad Barron è stata la più vendutya mini Bonelli (80.000 copie con il numero uno, chiusura sopra le 60.000).
Un successo senza discussioni.
E' stato Tito che ha voluto proseguirla solo in albi speciali.

stefano.passeri ha detto...

@ Rob: da voci che avevo sentito aveva chiuso perchè non vendeva. Quindi chiedo venia e ammetto la cazzata che tu ne sai più di me. Comunque rimango però dell'idea che la serie era davvero tremenda come storie eppure a me il Faraci piace.

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ilRame ha detto...

Non sempre il mercato riconosce la qualità. per esempio tra i bonelli Magico Vento era una seri fatta benissimo. Con una continuity ben curata (cosa che in Bonelli non accade spesso). La testata ha chiuso ma questo non toglie qualità al prodotto.

RRobe ha detto...

Magico Vento ha avuto una vita editoriale lunghissima ed è stato chiuso per volontà dell'autore.

Alessandro Gottardo ha detto...

Vorrei solo dire che il tema è assolutamente interessante e, a mio parere, ben esposto già nella sua prima sintetica presentazione. Lavoro nei comics da più di trent'anni e mi sono quasi sempre trovato nel fortunato ambito in cui le vendite sono comunque sempre state piuttosto cospicue. Ho fatto anche altri lavori, mai omettendo di fare fumetti però. Sono stato un imprenditore (con un certo successo), ho lavorato per agenzie di comunicazione e faccio da poco anche l'insegnante. Quello che dice Recchioni mi sembra condivisibile, però vorrei anche dire che il mondo dell'editoria a fumetti resta quello con maggiore meritocrazia che io abbia conosciuto. Voglio dire che altrove, in altri ambiti
lavorativi (fra quelli che ho conosciuto) sono messi molto peggio.