12.10.12

Arrow - pilot - la recensione


Dunque.
Immagino che avrete sentito mille volte la frase con cui si dogmatizza qualsiasi nerd, quella che, più o meno, recita così:
"la fedeltà o meno all'opera originale non è una discriminante valida per giudicare un prodotto".
Che è una frase verissima, sia chiaro.
Shining di Kubrick è un tradimento sotto ogni punti di vista (tanto nella storia quanto nel significato) allo straordinario romanzo di King ma, nonostante questo, è un capolavoro.
Alla stessa maniera, i tre film di Batman di Nolan, nonostante narrino delle paturnie morali di un ninja fascistoide invece che delle avventure più grande investigatore del mondo con il pallino di vestirsi da pipistrello, sono comunque ottimi.
E gli esempi potrebbero essere centinaia.
Però, io il Superman di Donner lo apprezzo perché è un film fantastico... ma LO AMO perché è la migliore trasposizione possibile dello spirito del personaggio su cui è basato.

In poche parole, dal mio punto di vista, se mutui un personaggio o una storia da un altro media, va benissimo se lo stravolgi per ottenere comunque qualcosa di buono... ma se gli resti fedele, è pure meglio. Perché se vado a vedere un film basato sui fumetti di Batman, c'è il caso che mi piacerebbe vedere Batman, sullo schermo.

E sotto questo aspetto, il pilota della nuova serie televisiva Arrow, non brilla particolarmente.
E' abbastanza fedele alle origini del personaggio di Green Arrow ma ne stravolge completamente lo spirito, tralasciando tutte quelle peculiarità che lo hanno sempre distinto e fatto amare.
Per esempio, non c'è traccia del suo umorismo e ironia e nemmeno del suo credo politico (Green Arrow è l'unico supereroe praticamente comunista del fumetto USA), e anche il suo debole per le donne e il suo essere un infedele impenitente vengono trattati solo una facciata per mascherare il suo animo tormentato. In sostanza, l'Oliver Queen televisivo è Bruce Wayne, con la differenza che ha le frecce al posto dei batarang.

Ma come dicevo all'inizio, tutto questo non sarebbe importante se il risultato finale fosse buono quanto il materiale d'origine da cui si è discostato. E non mi pare che sia questo il caso.
Arrow cerca di mettersi in scia alla corrente "realistica" inaugurata da Nolan e dai suoi film sull'uomo pipistrello, ibridando il tutto con le suggestioni visive di Assassin's Creed.
Il risultato è a tratti riusciti, a tratti molto goffo.
Perché la sospensione d'incredulità che il soggetto impone (è pur sempre la storia di un tipo che tira le frecce saltando da un palazzo all'altro...), fa davvero a cazzotti con le velleità di realismo e drammaticità della serie.
In sostanza, l'impressione che mi ha lasciato questo pilota, è stata quella di aver assistito a una versione di Smalville per adulti (ma non troppo), dove l'eroe uccide.

E, a questo proposito, mi permetto una digressione:
per me, un personaggio che prende in mano la legge e uccide i cattivi, si chiama vigilante o giustiziere. Che è una cosa simile ma molto, molto, differente dal concetto di supereroe.
Ora, facciamo che Arrow non sia la storia di un supereroe e accettiamo che il personaggio di Oliver Queen sia stato trasformato in una sorta di Punitore a impatto zero (le pallottole inquinano, le frecce, no) e quindi entriamo nell'ottica che l'eroe di questa serie possa ammazzare gentaglia in maniera arbitraria... ma fare almeno in modo di farci capire che quelli che uccide sono davvero i cattivi, era così difficile?

In questo episodio c'è solo una vittima evidente delle frecce di Green Arrow, ma non c'è nessun elemento che ci faccia capire che sia un criminale.
L'unica cosa che ci dicono della futura salma (prima di renderla tale), è che il suo ruolo è quello di nuovo capo della security di un ricco e corrotto miliardario.
A rigor di logica, questo fatto non fa di lui un uomo malvagio, giusto?
Magari è un tipo onestissimo che sta solamente facendo il suo lavoro.
E cosa c'è di sbagliato nel proteggere il tuo datore di lavoro (che, ripeto, è un noto miliardario accettato dall'alta società) da un maniaco vestito da Robin Hood che è appena entrato nella stanza scoccando frecce a destra e a manca?
Tutto, a quanto pare, visto che Green Arrow gli piazza una freccia in petto e nessuno alza nemmeno un sopracciglio.
Del resto, poco prima, Oliver aveva ucciso un altro criminale (già messo in condizione di non nuocere) solo perché non poteva lasciarlo in vita, visto che conosceva il suo segreto.
Vabbè, roba che nemmeno il vecchio Frank Castle dei vecchi tempi.

Concludendo, a mio modo di vedere, questa prima puntata ha alcune cose molto buone (in special modo in termini di regia e fotografia) ma pure un sacco di problemi (sia nel concept, sia nella scrittura).
Gli concedo altri due episodi e poi deciderò se la vita è troppo breve per sprecarla guardando le avventure televisive dell'arciere.
Nel frattempo, al pubblico USA, è piaciuto parecchio.

p.s.
nota per i DC Zombie:
Ci sono svariati inside joke e riferimenti per farvi esaltare, quello più carino riguarda la sorella di Oliver con ha un problema di droga ed è soprannominata Speedy, ma anche la maschera di Deathstroke che si vede nelle prime scene non è male.