9.10.12

Il segreto del Tiramisù.


Attraverso i viaggi dei 5 Blogger ho scoperto che scrivere e viaggiare sono due attività che stanno bene insieme ma che si mischiano male.
Quando sono in viaggio, viaggio.
Quando torno a casa, prendendomi il tempo che mi ci vuole, scrivo.
E scrivo sulla base dei ricordi e delle impressioni che affiorano in maniera naturale, lasciando indietro tutte quelle immagini e sensazioni che sono rimaste dietro il setaccio della memoria.
Credo che, a conti fatti, sia questa la differenza tra cronaca e scrittura.
Detto questo, a Treviso ci hanno invitato per due ragioni specifiche: parlare della zona della città e delle zone limitrofe, e per il il festival di fumetti che ci si tiene.
Cominciamo con la prima.

A Treviso c'ero già stato ma rapidamente e senza starla a guardare troppo bene.
Il mio ricordo era quello di una città a mezza via tra Venezia e Bologna.
Portici e canali, in buona sostanza.
Nel ritornarci e prendendomi il mio tempo, m'è parso un luogo pieno di forti contraddizioni.
Da una parte ci sono un sacco di soldi giovani, che si riflettono nelle facce della gente, nei loro vestiti, nelle loro automobili, nei loro modi. Dall'altra, c'è una terra vecchia, fatta di una cucina semplice ma buonissima, di valori desueti, di panorami d'altri tempi.
In mezzo, c'è tutto lo smarrimento tra un mondo e l'altro.
Uno smarrimento culturale e sociale, il rischio concreto di stare per perdere la propria identità, che i cittadini di Treviso devono aver avvertito in qualche maniera. E a cui, in qualche maniera, stanno cercando di porre rimedio (onore a loro, per questo).

C'è una grande attenzione per i nomi, per esempio.

Come quello del prosecco, un nome che ha un valore in Italia e nel mondo e che è stato protetto applicando i più contorti stratagemmi, fino a  riuscire a legarlo, indissolubilmente, alla regione.
Oppure, tiramisù, un nome lasciato colpevolmente alla mercé di chiunque e di cui, oggi, si vuole tornare in possesso.
E proprio della complessa storia del Tiramisù (o Tiramesù, come si dice da quelle parti), ho deciso di parlarvi.

Dunque, tutto inizia dal prestigioso ristorante le Beccherie e dalla signora Alba Campeol, che ci viene presentata come l'inventrice del Tiramisù.
Perché il Tiramisù è un dolce giovane, nonostante la sua fama internazionale (pare che sia il dessert più diffuso al mondo) e pare che la codificazione della sua ricetta non sia più vecchia degli anni '60.
La signora Alba e la sua famiglia, ci raccontano la storia della sua genesi mentre ci preparano un tiramisù sotto i nostri occhi stupiti.
E' una bella storia.
Pare infatti che la suocera della signora Alba avesse l'uso di portare alla nuora un uovo sbattuto con il caffè e i savoiardi. Un antica ricetta per "tirarsi sù" che la signora dava anche ai bambini.
Partendo da questa idea, la signora Alba ebbe l'intuizione di farne un dolce e, coinvolgendo Roberto "Loli" Linguanotto, il cuoco del suo ristorante (che stava proprio sotto casa sua, tenetevi a mente questo dettaglio), iniziò a fare degli esperimenti. Provò con la panna, provò con il burro, alla fine arrivò al mascarpone e a una procedura molto essenziale che non prevedeva l'uso di alcun liquore. Nelle intenzioni della Alba, infatti, il Tiramisù doveva essere un dolce adatto ai bambini e agli anziani.
Come dicevo, è una bella storia. Anche troppo, forse.

Se andiamo a fare una ricerca su Internet, infatti, ci vuole poco a imbattersi nel sito ufficiale del Loli, dove è raccontata una versione simile ma diversa, delle origini del Tiramesù.
Nel sito, il Loli è il primo a dimostrare riconoscenza verso il ristorante le Beccherie e ad ammettere che la spinta a creare un dolce legato alla tradizione trevigiana nasca proprio dalla signora Alba, ma non c'è traccia di suocere e nuore e, dalle parole del Loli, appare chiaro che lui si attribuisca la creazione della ricetta legittima (e depositata) del dolce, derivata, a quanto dice, dalle sue esperienze estere e dalla volontà di riproporre i dolci al cucchiaio tipici della Germania.

In realtà, però, c'è anche qualcun altro che si attribuisce la paternità del dolce, qui a Treviso, ed è l'albergo ristorante El Fogher, dove si preparava (dagli anni '50), un dolce che veniva chiamato (e se non sbaglio, viene chiamato tutt'ora), Coppa Imperiale, creato dalla signora Bon Speranza e che, con il Tiramisù, ha moltissimi punti di contatto.

Tutto qui?
No, c'è anche un'altra origine piuttosto diffusa tra gli abitanti di Treviso che vuole che il Tiramisù sia un dolce preparato sul momento nelle case chiuse del trevigiano. Un dessert che le prostitute servivano ai loro clienti, per rinvigorirli. E da qui, il nome, Tiramisù.
Se a questo aggiungiamo il fatto che, secondo alcuni testimoni con cui abbiamo parlato, sopra al ristorante Le Beccherie e nei pressi dell'albergo El Fogher, negli anni '50 c'erano proprio dei bordelli, ecco che il cerchio si chiude, la storia si complica, e non c'è più modo di distinguere la verità dalla leggenda.
L'unica cosa chiara è che qui a Treviso il Tiramesù è una faccenda serissima e che ovunque si vada, lo si mangia bene in molte varianti diverse.

Quello che ho capito riguardo a questo dolce, grazie anche alla preziosissima consulenza di Alessandro Ardizzoni, maestro pasticciere trevigiano, è che esistono, sostanzialmente, due macrocategorie di Tiramisù: quelli casalinghi, che certe volte, potete trovare anche nei ristoranti, e quelli pasticcieri.
I primi, hanno una ricetta e una preparazione molto semplice, sono fatti con le uova crude (e, proprio per questo, non vanno bene per essere serviti in pasticceria), usano come base i biscotti Savoiardi (solo i Savoiardi, sia chiaro) e non prevedono il liquore tra gli ingredienti. I secondi, in genere, usano lo zabaione al posto delle uova crude e il Pan di Spagna (bagnato con caffè e brandy) come base.
Personalmente, preferisco di gran lunga la prima tipologia (e vi assicuro che il tiramisù preparato dal ristorante Le Beccherie non ha eguali) ma posso garantirvi che ne ho mangiati di eccezionali anche della seconda.


Infine, se volete saperne di più sul nostro viaggio, vi rimando al reportage fumettistico realizzato da Gud (lo trovate QUI) che non solo è pieno di informazioni, ma fa pure un sacco ridere.
Per quello ch riguarda il festival fumettistico, invece, ve ne parlo a breve.

4 commenti:

Gianluca Maconi ha detto...

guarda... non mi pare giusto. uno scrive un articolo serio e a fine giornata manco un commento. aveva ragione il mio professore di mass media: "se non dico casso o figa ogni tre frasi ve 'ndormensé, manega de mona".

Viviana Boccionero ha detto...

Bingo! Però stavolta ti sei scordato il cadavere, RRoby. Ci pensa Viviana.

Mi sembra ancora di vederti, Sergio, controluce nel nero avorio dello studiolo spartano straboccante di ricordi spartani, mentre conduci la tua battaglia quotidiana al micidiale trevigiano: "Tra queste mura di crudo acciaro si consuma la mia Waterloo, Roberto." E giù a ingozzarti, come un Bonaparte qualsiasi. Nell'acme dell'illusione storicistica, per un perverso bisticcio della psiche, traevi conforto nel ritagliare il "tira-tira" in bocconcini dalle forme più variegate e, avventandoti su di essi come un ghepardo impazzito, urlavi: "Sei mia, Savoia! Dio me l'ha data e..." E invece, sì, era Waterloo, ahimè, e io troia: "Calmino, Sergy, calmino... c'è Santa Elena..." E mentre ti carezzavo le belle tempie, nella trance insulinica ti plagiavo. Sì, lo confesso: di giorno ero l'apprendista stregone, ma nelle notti magiche di sragione ero IL RROBY ©, la macchinetta per l'apprendimento subliminale, e nell'orecchio ti instillavo il veleno: "Lolicon d'azione... lolicon d'azione... un grattacielo simbolico... una scolaresca intrappolata... al-Qaeda... 101 vergini... Jane McClane... il grande vetro... piedini!" - Tutto si stempera nella sublimazione delle sublimazioni e adesso ti immagino scorrazzare nei Campi Elisi col vecchio Luchino. State giocando a Tiramisuzo: quella lesbica me rimbalza.

Vuoi la guerra, RRoby?

Raffaella A. ha detto...

eccola di nuovo, la groupie!
stai fuori come un balcone, dolcezza!
fatti curare da uno bravo!

F. - ha detto...

Ciao RRobe.
Di origini ce ne sono molte. Io conoscevo questa riportata qui: http://tolmezzo.wordpress.com/2010/04/19/il-tiramisu-fu-inventato-in-carnia/

Fabrizio