16.10.12

Intervista a Josh Holmes, il game designer di Halo 4.




View Conference 2012.
Sono ancora nella saletta dove si stanno svolgendo le interviste a Josh Holmes, il game designer di Halo 4. Holmes è un ragazzone americano, vagamente somigliante ad un attore più che a un programmatore nerd e occhialuto.
E infatti, prima di dedicarsi anima e corpo ai videogiochi e alla causa di Master Chief, faceva l'attore e, a detta sua, questa esperienza lo ha aiutato molto nello sviluppo dei personaggi del quarto capitolo del gioco ammiraglio di casa Microsoft.
E lo sviluppo dei personaggi e dell'aspetto narrativo della serie sembra essere la parola chiave dell'approccio a questo progetto da parte di 343 Industries, studio che ha sostituito allo sviluppo i ragazzi di Bungie.
E quando si parla di racconto e umanità, Holmes sembra animarsi in maniera molto più marcata di quando parla di nemici e nuove armi.
Master Chief non sarà più un guscio vuoto e non ci si limiterà più a definirlo solamente attraverso i suoi gesti e le sue azioni e al mono in cui la gente attorno a lui, reagisce alla sua presenza (peccato, era uno degli aspetti che amavo di più del personaggio). Quello che succederà, invece, è vedere un  Master Chief alla prese con problemi umani e morali, oltre che con i consueti combattimenti e, in particolare, il suo rapporto con Cortana avrà uno sviluppo importante, legato anche al fatto che l'IA si dovrà confrontare con la sua mortalità.
Oltre a questo, anche tutti gli altri aspetti del gioco saranno legati, in qualche maniera, alla storia principale della campagna sigleplayer.
Il multiplayer competitivo, per esempio, andrà in scena in una sorta di "ponte ologrammi" della grande astronave protagonista della storia, dove i nuovi Spartan si addestreranno per poi scendere ul pianeta.
Il multiplayer cooperativo, invece, sarà composto da una serie di episodi narrativi e seriali (che verranno distribuiti in maniera gratuita, attraverso il canale di Xbox Live!) che racconteranno cosa succede dopo la conclusione della campagna principale.
In sostanza, il gioco, la web series Forward Unto Dawn, i fumetti, i romanzi futuri e tutti i prossimi contenuti scaricabili, verranno sviluppati con l'obiettivo di definire e ampliare in maniera coerente e coesa, tutto l'universo di Halo.
Le tematiche di questo nuovo Halo non si incentreranno più sulla religione e la fede, come nella trilogia precedente, ma prenderanno in esame tematiche come la mortalità e il rapporto degli esseri umani con la tecnologia.
Per il resto, Holmes promette l'Halo 4 più grande, bello da vedere e spettacolare di sempre.
E questa è una cosa prevedibile visto che sta facendo campagna promozionale.

A quel punto, deciso di fargli qualche domanda più specifica.
Perché hanno deciso di cambiare l'approccio di Bungie al personaggio e al suo universo? In Italia si dice che squadra che vince non si cambia, perché loro, invece, hanno deciso di cambiare?
Josh ci pensa un attimo sopra e poi mi dice che, dal punto di vista suo e di Microsoft, si sentiva l'esigenza di fare crescere la profondità di quanto fatto per due motivi.
Il primo era una esigenza creativa e artistica. Bungie forse aveva detto tutto quello che c'era da dire con l'approccio precedente.
Il secondo motivo era per arricchire la IP di Halo, in modo di renderla più appetibile e ricca per lo sviluppo attraverso altri media.
Che è una buona risposta ma che ancora non mi convince in pieno.
State inseguendo qualcuno? Volete avvicinarvi al pubblico di Call of Duty?
No. Pensiamo a fare il nostro gioco, al meglio, e crediamo di aver intrapreso la strada migliore.
La cosa interessante è che sembra crederci davvero. E decido di volerci credere pure io.
Ultima domanda: Halo 4 esce oggi su Xbox 360, il che garantirà ancora un anno, un anno e mezzo di vita sicura alla macchina di Microsoft. Corriamo il rischio di giocare anche Halo 5 sempre su 360?
Josh dice che è un problema che non si sono ancora posti e che solo dopo che Halo 4 sarà uscito inizieranno a guardarsi intorno per decidere in quale direzione muoversi.
Non gli credo nemmeno per un secondo.
Gli stringo la mano, gli dico che gioco ad Halo Reach quasi tutti i giorni (che è della Bungie, però) e che spero che lo farò anche con il loro gioco.
Mai stato più sincero in vita mia.


5 commenti:

Simone Longarini ha detto...

John o Josh Olmes?

Avion ha detto...

Una vita per il cinema
Una vita per il gioco

RRobe ha detto...

Editato.
Riflesso condizionato :)

Viviana Boccionero ha detto...

Comunque, c'era un cazzone, RRoby.

P.S.
Longarini & Avion, protesi per uccelli


Ahimè, mi sento sempre più dodocafonica, RRoby. Come dire, una cafona polisemica prossima all'estinzione: una Fenice più e più pompiera.

DENIS GUALTIERI ha detto...

Speriamo Master Chief non faccia la stessa fine di Samus Aran in Other M.