25.10.12

Prime considerazioni sulla View Conference 2012 di Torino.


La mia partecipazione alla View Conference 2012 è stata condizionata da un solo sentimento:
lo stupore.
Stupore di non aver mai sentito parlare prima di questa manifestazione che, da tredici anni a questa parte, porta in Italia degli ospiti di livello altissimo e li mette a contatto con il pubblico attraverso incontri, anteprime, tavole rotonde, laboratori e seminari.
Stupore per il fatto che questa manifestazione, tutta dedicata all'immagine digitale, è nata solamente quattro anni dopo l'uscita in sala di Toy Story (evento seminale per la nascita dell'animazione di CG), dimostrando che chi l'ha organizzata aveva capito tutto e subito.
Stupore per il fatto che gli stessi ospiti internazionali, hanno trovato nel View un tipo di evento pressoché unico al mondo e, proprio per questo, ci partecipano con orgoglio e trasporto.
Stupore per la varietà degli incontri a cui ho preso parte e per il livello degli stessi.

Per farvi capire: QUESTA era la lista degli ospiti.
Voglio dire: ho preso il caffè con Tartakovski, ho pranzato con Dan Attias, ho chiacchierato per una giornata con Josh Holmes, ho ascoltato parlare gente che, concretamente, fa cose straordinarie.
Insomma, non solo mi sono divertito ma ho ragionato e appreso.
E questa è una roba che non capita spesso.
Il View di Torino dovrebbe essere un punto di riferimento per qualsiasi manifestazione italiana.

Detto questo, nei prossimi giorni, in piccole pillole, vi racconterò qualcosa di questi incontri.