15.10.12

TCBF - come è bello far fumetti da Treviso in giù...


Dovevo scrivere questo pezzo da qualche tempo ma un esubero di lavoro mi ha impedito di farlo.
E così, mentre sono a Torino per la View Conference, mi piglio un momento di pausa e vi racconto del festival del fumetto di Treviso.
Che poi, in realtà, parlarne adesso, con alle spalle la debacle di Romics e a pochi giorni da Lucca, è comunque un buon momento. Perché il TCBF (Treviso Comic Book Festival, tremendo acronimo inglese rimanda immediatamente alla mente a qualche grave malattia delle vie respiratorie, piuttosto che a un festival del fumetto) è una pagina positiva nel panorama delle manifestazioni legate al fumetto in Italia.
Partiamo dalla parola importante: festival.
Non fiera, non convention. Festival, come quello di Angouleme.
Adesso, paragonare il TCBF alla manifestazione francese sarebbe ingiusto e insensato... però, dei punti di contatto, ci sono.
Prima di tutto, il TCBF non mette il mercato davanti a tutto.
Anzi, se vogliamo dirlo, l'aspetto del mercato è quello che funziona meno di tutto il festival trevigiano: brutta la location (nella Camera di Commercio di Treviso), pochi gli editori, scarni gli allestimenti, povera l'offerta di fumetti.
Tutto il resto, però, è curato bene e con passione.
A cominciare dalla mostre, che sono state tante, interessanti, allestite in maniera ragionata e con delle idee dietro, fatte principalmente di materiali originali e sparse per la città in edifici spesso belli e suggestivi.
Vale la pena di segnalarle tutte:

- Nuvole dalla Nuova Zelanda: mostra di autori neozelandesi, interessante sia per la presenza di autori poco noti o del tutto inediti per la scena italiana, sia per quella di autori affermati e conosciuti in Italia e nel mondo (come il brevemente texiano e lunamente bluberryano Colin Wilson).

- Spogliatoio: mostra dedicata alla bravissima illustratrice Olimpia Zagnoli (una che è partita dall'Italia e che oggi pubblica sulle pagine delle più prestigiose riviste al mondo).

- Luigi Critone: esposizione di materiali originali dell'autore. Sala fantastica, originali esposti da mozzare il fiato.

- Ratigher: mostra molto bella, allestita in un posto surreale (un appartamento).

- Roberto Bonadimani -cittadino dello spazio- : una ricca personale del visionario fumettista di fantascienza.

- Davide Gianfelice: altra personale dedicata a uno degli italiani che, partito da John Doe è passato per Daredevil (e un  sacco di altre cose, in USA) e che adesso torna in Italia per gli Orfani.

- Ale Giorgini -Triathlon- : un'interessante percorso dedicato a un illustratore giovane, di talento, che sta facendo molta strada e molto in fretta, in settori generalmente preclusi a quelli del giro dei fumetti.

- Tentacoli + Resina: disegnatrice lei, scrittore e grafico lui, tutti e due appassionati di produzioni underground. Celebrano il loro incontro con una mostra evento.

- KutiKuti: progetto collettivo di autori finlandesi per raccontare il loro pazzo paese.

- Una stagione d'acqua, tennis e non amore di Emanuele Rosso: le illustrazione realizzate da Rosso per illustrare il racconti di David Foster Wallace (insieme ad alcune pagine tratte dal suo prossimo libro a fumetti).

- Red Dread di Matteo Strukul e Alessandro Vitti: le splendide pagine dell'ultima produzione di Vitti.

- Club dei Pasticcini di Chiara Armellini e Giulia Sambugaro: giovani illustratrici vicentine uniscono fumetti e un insano gusto per i pasticcini.

- Inferni di Valentino Sergi e Alvise Rossi: una intera graphic novel interamente realizzata con la tecnica della linolegrafia.

- Beta -robottoni dal retrofuturo- : mostra di tavole dedicate a Beta, il fumetto di Luca Vanzella e Luca Genovese.

- Sport e Fumetto: collettiva e piatto forte della manifestazione, sul tema dello sport. In mostra Barù, Otto Gabos,  Mauro Cicarè, Paolo Ongaro, Paolo Parisi, Joel Pretot, Alberto Ponticelli,   Danilo Grossi, Davide Toffolo, Davide Pascutti, Lelio Bonaccorso, Andrea Ferraris, Dr. Pira, Luca Genovese, Gianluca Maconi, Francesca Follini, Denis Medri, Giuliano Piccininno, Sualzo, Davide Reviati, Enzo Troiano, Grazia Lobaccaro.

Le ho riscritte tutte solo per darvi modo di vederle di fila e di leggere il numero (e la qualità) degli autori coinvolti.
Lo avete fatto?
Ecco, adesso andate a comparare queste mostre con quelle di Romics (che ne ha totalizzate zero), e con quelle di Lucca Comics & Games (che, per il momento, stando al sito della manifestazione, di mostre dedicate al fumetto e all'illustrazione quest'anno ne mette in scena meno della metà di quelle viste a Treviso).
Avete presente di quanti fondi dispongono e di quanti soldi incassano Romics e Lucca Comics & Games? Ecco, a confronto loro, il TCBF non esiste neppure, ma nonostante questo...

Insomma: bravi, bravi, bravi. Non c'è altro da dire.
E bravi anche per i workshop, bravi per le vetrine dei negozi della città tutte dipinte, bravi per le feste che hanno animato tutte le serate, bravi per gli incontri con gli autori, bravi per l'immagine coordinata della manifestazione, bravi per l'entusiasmo e la voglia di fare.
E bravi anche perché era una fiera dove non conoscevo quasi nessuno.
Tante facce e mani nuove, tutte da scoprire e tutte interessanti e produttive!
A conti fatti, oggi, con il cambio della natura del Napoli Comicon (che adesso è una versione bella, riuscita e infinitamente migliore di Romics), il TCBF si candida come la manifestazione più attenta al lato culturale e alle nuove tendendenze, nel panorama fumettistico italiano.
Io spero che continui a cresce e che, con gli anni, diventi un appuntamento irrinunciabile (ma, per fare questo passo è davvero necessari rendere competitiva anche la mostra mercato).

Se volete qualche foto, sul blog di Ottokin ne trovate un mucchio.

E con questo, si conclude la mia parte del reportage da Treviso dei 5 Blogger.
Il resto, potete trovarlo sui blog degli altri sciagurati.
Dove andremo la prossima volta?



3 commenti:

Cosologo ha detto...

Oltre all'acronimo, è scarsino anche il nome: non ho visto comic book a Treviso, ma bei fumetti. Comunque è l'unico difetto!

fausto bagattini ha detto...

hai scritto john holmes nel testo. lapsus?

Andrea ha detto...

dimenticate un paio di mostre... scusa ma mi sentivo preso in causa! :)