30.10.12

Verso Lucca: BLAM. gli scarabocchi di Maicol&Mirco


Negli ultimi mesi, su Facebook, sono iniziate ad apparire delle vignette disegnate su sfondo rosso, crudelissime, feroci, surreali, assolutamente spassose. Condivise da tanti (ma proprio tanti), queste vignette portavano in calce la firma di Maicol&Mirco.
Ora quelle vignette sono state raccolte in un volume, rosso pure quello, che sembra un Adelphi: BLAM. gli scarabocchi di Maicol&Mirko.
Il volume lo trovare a questa Lucca e credo che sarà una delle prime tre cose che andrò a comprare in fiera.


Per spiegarvelo meglio, lascio la parola a Alessio Trabacchini:



Lot of Laugh 

Spero che queste vignette mi facciano ridere fino a sentirmi male. 
Ovviamente è un modo di dire: benché ridere sia la più misteriosa delle azioni umane, sappiamo tutti – per esperienza e con il conforto della Medicina – che fa bene al corpo e alla mente. Tenere a mente la debole ambiguità dell'augurio iniziale è però la sola chiave accettabile che ho trovato per entrare davvero in questo libro (non per uscirne, temo: una cosa per volta). 
Siamo abituati a pensare che chi racconta di ciò che ci disgusta e ci spaventa metta in scena un esorcismo, che ridere della solitudine, dell'idiozia e della sopraffazione ci permetta di tirarcene fuori, almeno per un attimo, e di conviverci. Eppure non so fino a che punto si possano far entrare gli Scarabbocchi nella liturgia apotropaica di cui la letteratura, scritta o disegnata, trabocca. 
La comicità di Maicol&Mirco è viscerale ma complessa: usa registri e stili diversi e, sostanzialmente, li riscrive. C'è la satira cruenta della violenza sociale, ma è una satira che tende ad avvolgersi su se stessa, a diventare autoriflessiva fino ad aprirsi a lampi di assolutezza metafisica. C'è il surreale votato all'abisso – e qui un lettore ispirato de «La Settimana Enigmistica» vale un buon lettore di Ionesco –, ma neanche una traccia di quell'appagante ironia nera che ci fa sentire arguti, intelligenti e, per un attimo, superiori a tutto. 
Necessariamente drastici, Maicol&Mirco non si tirano indietro davanti alla ferocia del paradosso. Procedendo per affinità, il loro senso del comico non sembra lontano da Emil Cioran: quello adulto, esule a Parigi, che scrive I sillogismi dell'amarezza e L'inconveniente di essere nati, ma anche quello bambino, in Transilvania, che gioca a calcio con i teschi del cimitero di Răşinari. 
Se poi vogliamo restare nel campo della comicità disegnata, una facile analogia sembra esserci con i cartoons di Ivan Brunetti, dove una violenza inaudita, e deprivata d'ogni sentimento, viene fatta collidere con lo stile tondo e aggraziato della tradizione umoristica nordamericana. In Brunetti, la forzatura dei limiti dell'accettabilità sociale e il gioco, iconoclasta ma rigoroso, condotto su modelli estetici ben definiti possiede, a condizione di superare lo spiazzamento iniziale, un effetto liberatorio. In questi Scarabocchi, invece, la crudeltà ostentata è venata di compassione, il cinismo è indossato come una maschera storta che lascia intravedere rabbia sotto, la macchina comica è sprovvista di un sistema di raffreddamento e la catarsi rimane interrotta. Questo dipende soprattutto dal disegno. 
Oggi, nel lavoro grafico di Maicol&Mirco si distinguono nettamente due tendenze che procedono in parallelo: quella geometrica (Gli Arcanoidi, Orso Bimbo) e un'altra che potremmo definire informale, fatta di figure instabili sempre sul punto di disfarsi, o come se non si fossero del tutto solidificate, gli omini di Rebuffi con dentro gli “ostaggi” di Fautrier che premono per uscire. 
Gli Scarabocchi – che poi, etimologicamente, sarebbero scarafaggi d'inchiostro, suggestione interessante – appartengono, accentuandone l'immediatezza esecutiva, alla seconda tendenza. Vivono, per una sola vignetta, di un'espressività violenta e perentoria: esibiscono spigoli, frange, appendici scomode da gestire e, presumibilmente, dolorose; oppure si presentano monchi, anche se non è facile capire di cosa, insomma deformi, ma nel senso di una deformità totalizzante che sta per perdere il ricordo della forma dalla quale ha deviato. 
Queste figure saltellano o si trascinano tra lo scherno e il silenzio, è una comicità spietata e commossa, che c'è da ridere? Una volta entrati nel mondo degli Scarabocchi, se volete uscirne, credo che sia questa la domanda da porsi. Sono anche convinto che esistano tante risposte quante saranno i lettori, non c'è ragione che vi dica la mia. Però c'entra con la fatica, con il buio e con la sincerità. 

Alessio Trabacchini











Il libro lo allo stand GRRRzetic numero E305, Padiglione Giglio
e allo stand XL di Repubblica Padiglione San Giusto.
192 pagine in b/n su carta rossa
brossurato,cucito filo refe
cm 11,5x16,5

18 commenti:

MMS ha detto...

Il prezzo? Sarà acquistabile online?

MAICOL & MIRCO ha detto...

Costa solo 10€! é un prezzo approvato dall'Europa pensato apposta per far finire all'Inferno anche i meno abbienti.
Per chi come noi invece ha paura di uscire di casa stiamo creando uno shop o-line.
Tutte le info sulla pagina facebook http://www.facebook.com/GliScarabocchiDiMaicolmirco

MAICOL & MIRCO ha detto...

ah! Grazie Roberto! Satana ti sta preparando una cameretta vista Acheronte!

MMS ha detto...

Grazie, figli di Lucifero.
Sì, in effetti, ho una paura tremenda del mondo esterno. Un mondo cattolico pronto a puntare il dito a chiunque sia diverso. Credo che opterò per lo shop online ed eviterò di guardare negliocchi il postino al momento della consegna. Non vorrei si accorgesse della mia esistenza.

P.S.: i video sono stupenderrimi. Spero ne fare altri.

MAICOL & MIRCO ha detto...

grazie
stiamo facendo casting. Con l'uso degli attori che facciamo ci servono continuamente volti nuovi.
Butta sempre un occhio alla pagina di scarabocchi per gli aggiornamenti.

CREPASCOLO ha detto...

Consiglio in caso di ristampa - una cartomante di Brera mi ha detto che venderà più di Vespa, ma meno dei ricettari della Parodi - di farne un blocchetto di post it ( rossi, claro que si ). Il lettore li legge, li approva o resta perplesso ( perplimere dovrebbe essere lo scopo dell'arte ) e li appiccica sul frigor di fianco a quei micromagneti con motti come " se la trota nel piatto si mangia tutta l'insalata non è ben cotta ".
In capo a dieci anni ci sarà una nuova generazione di cartoonists Maicol&Mirco-oriented. Non necessariamente dei cloni. Degli adolescenti che appannano il vetro della corriera mentre vanno a scuola e disegnano una striscia che perplimerà il passeggero della corsa successiva.

stefano.passeri ha detto...

Siamo davvero arrivati a questo punto? A pubblicare delle cagate ignobili con due stronzate e 4 parolacce e alla gente piace?

Adesso lo so, tutti diranno che non capisco nulla ma davvero questi "disegni" sono arte? Ok, sono davvero troppo vecchio.

RRobe ha detto...

Non credo che sia una questione di età.

mario uno due ha detto...

oh grazie a dio l'hai scritto tu stefano passeri!!!!!!
perchè questa roba

fa

veramente

cagare

CREPASCOLO ha detto...

@ stefano.passeri.
Non credo sia una questione di età. Io ho 44 anni e i disegni di Maicol&Mirco non mi piacciono.
Ho fatto fatica a digerire anche Andi Watson e di Keibol Black alcune storie mi piacciono meno di altre perchè Miguel Angel Martin non si inchiostra da solo. Sono + di trent'anni che non sopporto il tratto di Vincino e trovo inguardabili le prime cose di Altan. Pure ritengo che M&M non siano banali e non so se le loro cose guadegnerebbero dall'esser disegnate da un redivivo Windsor McCay. Il bello della faccenda è " proprio " che chiunque, ed in cuor suo, può decidere se gli sketch rossi del duo sono interessanti o no.

MMS ha detto...

Io stimo CREPASCOLO.

CREPASCOLO ha detto...

@MMS
Grazie. Se e quando riuscirò a pubblicare una raccolta di post it, te ne invierò una copia.

MMS ha detto...

Onorato di poter coprire il mio frigo con una sua produzione.

stefano.passeri ha detto...

@ Robe: scusami ma non sono neanche cretino. Il punto è che se questa roba piace, allora c'è davvero un grosso gap demenziale nella gente perchè ok, sarò anche io scemo ma questa roba fa veramente cagare, scusate. Cioè i disegni sembrano quelli di un bambino mongolo che non sa tenere in mano una penna, che magari è anche daltonico e che dice scorregge solo perchè la gente ride.

Poi ripeto, se alla gente piace sta roba da cerebrolesi cazzi suoi a me non è che mi tocca certo che 10 Euro per quella merda ce ne vuole a portarsela a casa. Ma forse da usare come carta igienica quando va proprio male che in casa non ci sono altri fogli per pulircisi il culo.

RRobe ha detto...

6.

Viviana Boccionero ha detto...

Put the BLAM on M&M, BBoy...

Gilda



(To'! Scopati mia moglie!)

MMS ha detto...

Bah...

Artan ha detto...

per me sono molto divertenti. e per quanto riguarda lo stile, apprezzo qualsiasi cosa che rappresenta una scelta consapevole. e questi scarabocchi lo sono. lo so perché ho visto dei disegni di mirco più elaborati e sono meravigliosi.