27.11.12

Di Halo 4: recensione parte prima - il multiplayer -



Di solito, quando si parla di videogiochi che hanno sia una componente single player, sia una componente dedicata al multiplayer, si pare analizzando la prima.
Perché è convenzione che il gioco "vero" sia quello, che sia la campagna in solitaria quella che giocheranno la maggior parte dei giocatori e che, in buona sostanza, quella sia la parte più importante.
Ora però, analizziamo un fatto: per completare la campagna di Halo 3, ci ho messo, grossomodo, meno di una decina di ore. Diciamo che, avendolo completato a due difficoltà diverse, il tempo che io abbia speso sul single-player sia, in totale, una ventina di ore. In compenso, ho giocato al multiplayer di Halo 3 per tre anni sani. Su base giornaliera. E come me, o molto più di me, un numero incredibilmente alto di giocatori in tutto il mondo (non a caso, Halo 3 è stato il videogioco più giocato su Xbox Live! per svariato tempo).
Adesso, davvero qualcuno vuol continuarmi a raccontare la storiella che sia la campagna single-player il piatto forte dell'offerta ludica di un gioco come questo?
Dai, smettiamola. E' un discorso da dinosauri.
Giochi come Halo Call of Duty (e, anche se in misura minore, Gears of War) vivono la loro vita vita reale nella polvere delle arene multiplayer, seguendo la tradizione di giochi come Quake 3, Counter Strike, Unreal Tournament e via dicendo.
Quindi, quello che deve funzionare davvero è questo aspetto. Il single è un gradevole accessorio che  se è fatto bene è meglio, se è fatto male, pazienza.

E funziona il multiplayer di Halo 4?
Sì. Molto.
Ma all'inizio può lasciare perplessi.
Perché le novità apportate da quelli di 343 Industries sono tante e sembrano tutte volte a un processo di "coddizzazione" della serie. L'impressione che si ha giocandolo, almeno nelle prime fasi, è che in casa Microsoft, dopo che Halo ha perso lo scettro di gioco leader su Xbox Live! proprio in favore di CoD, si sia deciso di allinearsi al prodotto made in Activion-Blizzard per andare incontro ai gusti del pubblico di massa. Che sia sia messo in pratica, in buona sostanza, il vecchio detto che recita: "se non puoi batterli, unisciti a loro". 
O anche: "se non puoi batterli, copiali".
Com'è che diceva Steve Jobs? "Redmond, accendete le vostre fotocopiatrici!"

Ma le cose stanno davvero così?

In parte sì ed è innegabile: il multiplayer di Halo 4 mutua molte delle caratteristiche di quello di CoD.
In Halo 4, per esempio, adesso è possibile personalizzare il proprio avatar, definendo il suo arsenale bellico e tutta un'altra serie di piccoli potenziamenti e capacità specifiche. La lista delle armi e dei gadget da cui si potrà scegliere, diventerà sempre più ampia con il progredire del livello di esperienza accumulata sul campo di battaglia. Proprio come su CoD.
Dopo una certa serie di uccisioni in una mappa, si otterranno dei rinforzi che pioveranno dall'alto e che daranno al giocatore un vantaggio piuttosto concreto. Proprio come su CoD. 
Ogni volta che si verrà uccisi, si potrà osserva un replay della propria morte attraverso gli occhi del proprio assassino, in maniera da capire esattamente cosa è successo. Proprio come su Cod.

Questi, e molti altri dettagli, hanno fatto gridare all'eresia i giocatori vecchia scuola di Halo.
Come il sottoscritto.
Perché tanto scalpore?
Perché la serie di Halo, a differenza di quella di CoD, ha sempre avuto un'anima purista e intransigente, imponendo che tutti i giocatori fossero sempre sullo stesso livello in termini di equipaggiamento e prestazioni. A fare la differenza, solo l'abilità, la prontezza di riflessi e di pensiero, la precisione, la coordinazione occhio-mano, e un cervello rettile sotto anfetamine.
Halo è sempre stato, per molti versi, l'erede spirituale su console della filosofia hardcore gamer di Quake 3. E da Quake 3 ha ereditato la ripidissima curva di apprendimento, una vetta talmente alta da scoraggiare tutti quelli che, di Halo, non abbiano intenzione di farne se non una religione, almeno una Via.
E, infatti, i neofiti, si sono andati a rifugiare in massa su CoD che, diciamolo, ha un approccio al gioco molto più amichevole e rapidamente appagante.
Quindi, visto che a Microsoft non è mai piaciuto essere seconda, ecco che a 343 Industries è stato chiesto di cambiare rotta rispetto a quella portata avanti dai creatori di Master Chief e tutto il resto, e di cercare di dare al pubblico quello che voleva: un gioco che sapesse donare appagamento anche a quei giocatori meno determinati e più distratti.

Quindi, un disastro?
Per nulla.
Perché se è verissimo che tutte le novità introdotte in Halo 4 sono effettivamente volte a rendere il gioco più piacevole per i palati di quei bimbiminchia giocatori cresciuti con CoD, non è altrettanto vero che queste novità  abbiano un'influenza così rilevante o invasiva sulle meccaniche di gioco.
Certo, adesso ogni Spartan è potenzialmente diverso e, in teoria, una certa combinazione di armi, potenziamenti e gadget, potrebbe dare un vantaggio sul campo di battaglia. Ma per sbloccare la lista completa di tutti questi elementi ci vuole davvero poco e, a conti fatti, a ogni giocatore viene lasciata la libertà di crearsi la propria configurazione ideale, a seconda del suo stile di gioco.
Il bilanciamento complessivo di tutti questi elementi, oltretutto, mi è sembrato davvero ben calibrato e, per quanto già ora alcune configurazioni vadano per la maggiore, ci sono giocatori che pure andando controcorrente, riescono comunque a ottenere ottimi risultati.
In sostanza, dopo un primo attimo di smarrimento e panico, tutti i nuovi elementi introdotti mi sono sembrati meno invasivi di quanto non siano stati, per esempio, i perk di Halo Reach.
Aggiungo poi che, se da una part  si è cercata una qualche forma di rinnovamento, dall'altra parte si è tornati suoi propri passi, andando a riprendere uno stile di gioco molto più vicino a quello di Halo 2 e Halo 3, rispetto a quanto visto in Reach. Cosa che non dovrebbe sorprendere nessuno visto l'amore che quelli di 343 Industries hanno dimostrato per il vecchio stile con la realizzazione di Halo Anniversary.  In poche parole, il multiplayer di Halo 4 è tornato a essere un poco più lento e un poco più massiccio. Alcune armi sono tornate ai fasti di un tempo (penso alla pistola Magnum, per esempio), altre sono state calibrate meglio (la letale pistola ad aghi dei Covenant), e altre ancora sono state reintrodotte (ben tornato Battle Rifle, mi sei mancato!!).

E tutto il resto? Com'è?
Le mappe mi sembrano molto migliori rispetto a quelle viste su Reach e molto simili, come concetto, a quello del terzo capitolo.
La grafica è mozzafiato. Roba da non credere che giri su una vecchia 360.
Il gioco sembra rifinito in ogni suo dettaglio e privo di qualsiasi sbavatura. Non è uno di quei giochi che devi aggiornarlo su base quotidiana per mesi, prima di averlo sistemato a puntino. Halo 4 sembra uscito perfetto dalla fabbrica.
Quello che però mi ha colpito di più è la bontà del netcode: semplicemente granitico. Ha funzionato alla grande sin da subito, reggendo all'impatto di un milione di giocatori tutti decisi a darsi battaglia da subito. Il lag pare ridotto ai minimi termini e i colpi sembrano entrare tutti con una dispersione davvero trascurabile.
Molto buoni anche tutti gli elementi di contorno come le Spartan Ops che sono un modo intelligente e carino di reinventarsi la modalità Sparatoria e che allungheranno di parecchio la longevità del gioco cooperativo.

In Conclusione?
Un 10 pieno.
Il miglior gioco multiplayer di sempre. Almeno su console.
E diventerà ancora meglio, con l'introduzione delle modalità di gioco per i Pro.

Nella prossima parte, parliamo del single-player che, purtroppo, è una storia diversa.

8 commenti:

Avion ha detto...

Assolutamente d'accordo su tutto.
Vedo anche che hai rivalutato le spartan ops, che in prima battuta avevi bocciato. In effetti a me piacciono molto, peccato siano ambientate sempre nelle stesse 7-8 mappe. Anche se poi le missioni differiscono molto tra loro.

Garlak ha detto...

L'unico gioco FPS degno di esser giocato su console, era Goldeneye. Questa robetta da bimbiminkia che è Halo, viene dopo un certo Call Of Duty e Call Of Duty 2. Che stanno su una certa piattaforma chiamata "PC".

RRobe ha detto...

Mi vuoi fare il giocatore vecchia scuola e mi parli di CoD? Ma fammi il piacere.

MMS ha detto...

"Mi vuoi fare il giocatore vecchia scuola e mi parli di CoD? Ma fammi il piacere."

E qui ha ragione. Te la sei cercata.

Garlak ha detto...

C'hai relativamente ragione. Dovrei parlarti di Quake (già il due non mi piaceva troppo, ma l'arena era follemente frenetico e appagante), Doom e Uneral Tournament (il primo mi piaceva veramente un sacco). Anche Counter Strike (anche se devo dire di aver giocato solo al Source). Però, se mi parli male dei primi due CoD, c'è qualcosa che non quadra. Soprattutto, se del primo.

MMS ha detto...

Ma i primi due CoD non volevano essere dei giochi multiplayer ma giochi in cui il cuore risiedeva nella campagna in singolo. Ho ancora bellissimi ricordi del primo CoD e credo lo acquisterò su Steam per rigiocarci prima o poi, ma la tutto c'incentrava sulla narrazione e l'epicità degli eventi. Era altro.

stefano.passeri ha detto...

Scusate, voci fuori dal coro ma quando valutate la grafica di un gioco "stratosferica", valutate le texture??? Se si, allora la grafica di Halo 4 rende parecchio ma sono tutti panorami spogli, rocce e costruzioni piatte all'inverosimile con alcuni sfondi che si vede sono disegnati. La grafica di Halo 4 è bella scenograficamente parlando ma finta, statica. Non si può dire che sia la cosa migliore che la console XBOX ha da offrire.

Viviana Boccionero ha detto...

Basta Halo, RRoby! Vogliamo la cruda realtà. Per esempio: quanto sangue hai perso oggi?


(A proposito, RRoby: che mi sono persa?)