25.11.12

Di Halo 4: una serie di recensioni sui generis - prologo-


La cosa buona di avere un blog che, nella realtà, non si occupa nello specifico di niente, è che si può scegliere di cosa parlare e, sopratutto, quando farlo.
Certo, a prendersi il tempo che serve, forse si perde qualche contatto in termini di lettori alla ricerca della novità, in compenso, si ottiene la possibilità di scrivere cose meno condizionate dalla fretta e dalla pressione mediatica. Cosa che, nell'ambito delle recensioni videoludiche, è solo un bene.
Sto forse dicendo che spesso la maggior parte dei portali che si occupa di videogiochi scrive recensioni dettate da una serie di elementi che, con la reale qualità del videogioco preso in esame, hanno poco a che spartire? In effetti, sì. Nonostante il web sia uno strumento eccezionale per quello che riguarda le news e il confronto, la sua impellente necessità di essere sempre sul pezzo, ne condiziona la qualità della critica, specie in un ambito dominato da fortissime pressioni commerciali come quello dei VG.
Comunque sia.
Ho comprato Halo 4. Ho completato il singleplayer. Ho giocato abbastanza a lungo con il multi. E sono rimasto perplesso.
Potevo scriverci sopra subito, esprimendo un giudizio "definitivo", e finire per fare la voce fuori dal coro visto che Halo 4, sul web, è stato celebrato tanto dalla critica quanto dalle comunità di giocatori.
Oppure, potevo rifletterci sopra. Giocarci ancora, e scrivere qualcosa di maggiormente meditato.
E così ho fatto.
I pezzi che seguiranno sono il risultato di questo approccio.
Spero che, pur essendo "in ritardo" sul resto del web, vi possano interessare.