19.11.12

Moonrise Kingdom - la recensione -


A differenza che con altre espressioni generazionali giovanili, il mio problema con gli hipster non deriva dall'incomprensione o disprezzo nei confronti dei gusti e delle passioni che li animano ma, anzi, dalla ragione contraria. Gli emo (giusto per fare un esempio facile) mi sembravano ridicoli perché disprezzavo gran parte dei loro riferimenti culturali legati alla musica, alla moda, ai fumetti e via dicendo. Con gli hipster, invece, la faccenda è più complicata perché questi parassiti si sono appropriati dei riferimenti culturali della mia generazione e io, che di quella roba ci sono vissuto e ci vivo, oggi mi trovo a venire scambiato per un modaiolo adolescente.
E quindi, sgomberiamo la scena da fraintendimenti: mi piacciono gli occhiali Wayfarer, le camice a quadroni e quadretti, i vecchi videogiochi, le commedie romantiche degli anni '80 e tutto il resto non perché sono tornati di moda. Mi piacciono perché SONO VECCHIO e quella roba è legata alla mia vita e alla mia giovinezza.


E veniamo al nuovo film di Wes Anderson: Moonrise Kingdom.
Breve riassunto.
Chi è Wes Anderson? Se fossimo sui 400 Calci, vi dovrei dire che è l'Anderson che non si scopa Milla Jovovich e liquidarlo in questa maniera.
La verità è che Wes Anderson è un autore che ha scritto e diretto ottimi film (Rushmore, i Tenebaum, le Avventure Acquatiche di Steve Zizou, il Treno per Darjeeling, Fantastico Mr. Fox), dotato di un talento visivo e narrativo notevole, e che ha trovato una forte eco nel sentire dei tempi, facendolo non solo diventare di moda, ma facendogli fare moda.
In poche parole: è bravo ma, gli hipster se ne sono appropriati e me lo hanno fatto andare sulle palle.


Ora, mettendo da parte questa mia idiosincrasia, parliamo del film.
Che è una divertente, straziante, romanticissima, storia d'amore tra due ragazzini problematici, nobilitata dalla presenza di attori come Bill Murray, Bruce Willis, Frances McDormand (ma quanto adoro quella donna?), Edward Norton, Harvey Keitel e, soprattutto, i due giovanissimi e bravissimi protagonisti: Jared Gilman e la splendida Kara Hayward.







 Il film, grossomodo, riprende il discorso che Anderson aveva iniziato con le Avventure Acquatiche di Steve Zizou, andando a raccontare nuovamente una storia di metà anni sessanta, riempiendola di suggestioni e personaggi che, in quegli anni, la facevano da padrone e che oggi infestano i pensieri degli autori di quella generazione (o di quella subito successiva, come la mia).
E così, se ne le Avventure Acquatiche di Steve Zizou era la figura di Jacque Cousteau a farla da padrone, in questo Moonrise Kingdom sono le Giovani Marmotte e Nancy Drew (la giovane investigatrice) a dominare la scena. Ovviamente, come nel caso di Cousteau, lo sguardo nostalgico su queste figure è filtrato dalla sensibilità, surreale, a tratti crudele, a tratti straniante, di Anderson e e dal suo approccio intellettuale alla materia trattata.
Il risultato è un film delizioso, delicatissimo, divertente, triste, feroce, pervaso da un sottile erotismo.
E' vero: è raccontato attraverso un'estetica ormai abusatissima (il solito filtro Loma) ma Anderson non piazza un singolo fotogramma che non abbia il suo senso profondo e la sua ragion d'essere e quindi, è abbastanza sterile stare a criticarlo.
In poche parole, uno dei migliori film dell'anno.

Il film esce il 5 dicembre in tutte le sale italiane.
Andatevelo a vedere. Cercando di ignorare tutti quei fottuti hipster intorno a voi.

16 commenti:

Barbaking ha detto...

Io avevo già deciso di andarci a prescindere anche solo per vedere Edward Norton vestito da Boyscout :D Mi fa piacere sapere che anche il resto è all'altezza!^^

Joachim ha detto...

io vidi i tenenbaum nel 2003 a tulum crucero sulla hbo in inglese sottotitolato in spagnolo
che capolavoro!

ma gli hipster hanno lo stesso punto debole degli zombi?
o dopo devo anche tagliare la testa,brcuiare il corpo,spargere le ceneri ai quattro venti e....se non mi rifletto nello specchio sono un hipster?
haaaaarggh

Giant Baba ha detto...

Un film davvero molto bello! Wes é davvero un grande e le cura con cui realizza i suoi film impressionate. Credo che con questo abbia superato il numero di piani e di location di tutte le pellicole precedenti. Davvero trasforma Narragansett Bay (che nome Andersoniano!) in un luogo da favola.
Peccato che in Italia esca con questo ritardo, io me lo son visto al cine quasi sei mesi fa. Magari alla fin fine fra colpe di tutti sti hipster cé anche quella di non apprezzarlo abbastanza il buon Wes!

RRobe ha detto...

E' che andare al cinema è mainstream.

Tyler ha detto...

Grazie per aver fatto riaffiorare alla memoria un underdog come Zizou.
:)

@joachim
Tu provale tutte. L'hipster non muore lo stesso, ma è divertente.
:)

milian ha detto...

'Sta guerra tra hipster e resto del (web)mondo m'attizza più di quella tra le fan di Edward e quelle di Jacob.

Djo! ha detto...

la storia degli hipster è vecchia e credo meriti un approfondimento: qualcuno ha un'opinione seria su cos'è che spinge un hipster a essere hipster ? No perchè io sono arrivato al punto che sono curioso, se non qui datemi una risposta per mail.

deweyjo@gmail.com

Viviana Boccionero ha detto...

And the rest is rust and stardust.

Humbrel Humbrel


(Ma dove la trovi un'altra Vivi, RRoby? [Muori, RRoby!] Abbi cura di me.)

Jules ha detto...

Perché "E' che andare al cinema è mainstream"??
Sorry, ma non l'ho capita.

E non credevo che ti piacesse Wes Anderson e sono contento che Anderson sia tornato ai livelli di Steve Zizou: con "Il Treno " si era un pò arenato (forse un pò hipster?!), anche se il corto non era niente male.

soapombri ha detto...

A cosa devo la pubblicità non richiesta?

RRobe ha detto...

Eh?

soapombri ha detto...

Un commento precedente linka ad un post del mio blog, la qual cosa mi ha inizialmente meravigliata e poi incuriosita. Soprattutto considerando il fatto che il mio pubblico non è solitamente italiano.

scheletro ha detto...

rrobe ti faccio una domanda ot quando fai la rece di halo 4 che ormai l'ho finito e lo sto rifinendo da solo in leggendaria e vorrei vedere se anche tu concordi con me

Ultimus! ha detto...

Però, a mio parere, hai una percezione falsificata determinata dall'afflato al pensiero internazionale dell'autor di grido :), e dalla sindrome da tappezzeria da internet ^^ (cioè, l'essere sempre attaccato alla Rete). Già gli Emo hard-core, li trovi a Milano, a Bologna, ma poi sopratutto esteticamente è una moda che si diluisce assai nel resto delle provincie italiane (tipo l'emo superstirato ed effeminato, in una provincia di Reggio Calabria, come lo vedi?)... perciò, figuriamoci gli hipster!

Viviana Boccionero ha detto...

Ho una percezione falsificata determinata dall'afflato, RRoby.

Ultimus! ha detto...

Naaa, se è falsificata, è determinata non da un afflato, ma da un efflusso. Anale.