11.12.12

Lo Hobbit - la recensione -



E' molto difficile, per me, parlare di questo film in maniera distaccata.
Sono molto legato al libro originale (più che al Signore degli Anelli che pure...), ma ho dei sentimenti contrastanti sia nei confronti di tutto il fenomeno che la prima trilogia cinematografica ha generato, sia, in generale, nei confronti dei fan dell'opera tolkeniana letteraria.

Quindi, prima di entrare nel vivo, prendo tempo e per cominciare vi parlo dell'aspetto tecnico.
Perché Lo Hobbit, per la storia del cinema, sarà ricordato principalmente per la rivoluzione che porta con sé, essendo il primo film a raggiungere le sale ripreso e proiettato al doppio dei fotogrammi a cui siamo abituati, quarantotto invece dei ventiquattro standard.
Cosa comporta questa cosa?
Senza entrare troppo nel tecnico (che di cose da dire ce ne sarebbero si troppe), il risultato a schermo è di una maggiore fluidità e una maggiore nitidezza dell'immagine.
Il risultato è che un film girato e proiettato a quarantotto fotogrammi, ha lo stesso stile visivo di un evento sportivo visto su di un canale HD (su un apparecchio adeguato alla visione, ovviamente).
Un livello di dettaglio dell'immagine e di costante messa a fuoco che, all'inizio, può risultare straniante, facendo apparire tutto come finto o innaturale e dando, per molti versi, l'impressione di stare a guardare un telefilm tedesco o un documentario di Piero Angela.

Ma, se il risultato risulta innaturale e, a tratti, sgradevole, perché Peter Jackson (e James Cameron alle sue spalle, visto che è lui che sta sviluppando e sostenendo questa tecnologia) hanno scelto questa soluzione?
Per farla molto breve la risposta è semplice: per la stereoscopia.
Perché, con il doppio dei fotogrammi al secondo, finalmente è possibile superare tutti quei limiti di linguaggio e quell'impoverimento visivo che la visione steroscopica imponeva ai "film in 3D".
Prima di tutto, a quarantotto fotogrammi al secondo, l'immagine non perde più nulla della sua brillantezza. Anche vista da dietro le lenti degli occhialini stereoscopici, adesso l'immagine a schermo è luminosa come se il film fosse proiettato in 2D.
Secondo poi, adesso non ci sono più fastidiose "scie di movimento" quando le riprese ci mostrano dei pan laterali o delle sequenza particolarmente movimentate. Tutto è nitido come non mai.
Fin troppo, a dire il vero.
Infine, l'effetto stereoscopico è enormemente aumentato, specie per quello che riguarda la profondità di campo. Adesso la schermo cinematografico sembra essere diventato, davvero, una finestra su un mondo che si estende davanti a noi. Immaginatevi un Avatar dieci volte più profondo e avrete una vaga idea di come si presenti Lo Hobbit.
In sostanza, grazie ai quarantotto fps (frame per second), oggi i film stereoscopici danno esattamente quello che prima promettevano e basta: una straordinaria esperienza immersiva.
Il rovescio della medaglia è che questa tecnologia è molto più esigente in termini di lavorazione complessiva dell'immagine: il numero di fotogrammi da trattare in post-produzione è raddoppiato (quadruplicato, se si sta parlando di un film stereoscopico) e, a causa della nitidezza dell'immagine, bisogna fare tutto molto meglio perché ogni sbavatura si vede, anche la più minuscola e sullo sfondo.

In questo senso, Lo Hobbit è tutt'altro che perfetto.
L'alta definizione e la maggiore fluidità delle immagini non è stata tenuta pienamente in conto da Peter Jackson. Tutto è sempre a fuoco, tutto è sempre nitido e certe scene del film, in particolare quelle più luminose, appaiono spesso artefatte e fasulle. Peccato perché, con un uso più accorto degli effetti particellari, forse il problema si sarebbe potuto arginare.
Questo problema nel gestire questa inedita Hi-Res visiva, investe anche la resa schermo degli effetti visivi digitali perché la Weta, in questa campo, fa alcune cose in maniera superlativa (il motion capture corporeo e delle espressioni facciali), altre cose le fa in maniera standard per il settore (i modelli poligonali e le animazioni) e alcune cose le ha sempre fatte piuttosto male (il compositing dell'immagine). Ne Lo Hobbit le cose che la Weta sa fare molto bene non vengono particolarmente esaltate, quelle che fa nella media, sembrano squallide e quelle che fa male, balzano all'occhio come una mosca nella minestra.
A compensare il tutto c'è una ricchezza d'immagine, una profondità di campo e un puro e genuino stupore di fronte a un modo tutto nuovo di vedere il cinema.
E non è per niente poco, fidatevi.

Lo Hobbit, sotto il profilo tecnologico, rapresenta un balzo quantico per un certo tipo di cinema e apre una strada con cui, volenti o nolenti, tutti gli altri si dovranno confrontare.
E, proprio per questo, vi dico che se il film ve lo andrete a vedere in sale dove non è proiettato a quarantotto fotogrammi al secondo e in stereoscopia, vi perderete uno degli aspetti più rilevanti e significativo di questa pellicola.

Ma, a parte questo, il film, com'è?
Quando è bello è bello di una bellezza da mozzare il fiato, quando è brutto, è una roba da imbarazzo empatico nei confronti di Peter Jackson.
Fortunatamente, i momenti belli sono in maggior numero rispetto a quelli brutti.

Prima di tutto, liberiamo, il campo dal discorso della fedeltà o meno al romanzo originale.
Non è fedele per nulla.
Anzi, se fossi un fan talebano, vi direi che è uno stupro dello spirito del romanzo da cui è tratto.
La storia è manomessa, molte cose nuove sono state inserite e, sopratutto, tutto il tono della vicenda è stato alterato in maniera sostanziale.
Il romanzo de Lo Hobbit è una sorta di fiaba con qualcosa in più.
Il film de Lo Hobbit è un prequel della trilogia cinematografica del Signore degli Anelli e ne condivide, per larghissima parte, i toni e lo stile.
Ora, potrei dilungarmi su tutto quello che è stato inserito e cambiato, ma non lo farò.
Entro due giorni i forum saranno pieni di Tolkien maniaci che faranno analisi minuziose e saranno pronti a giurare che Peter Jackson è Satana o il Cristo Redentore.
Mi interessa di più soffermarmi sul perché questi cambiamenti sono stati messi in atto.

Credo che il problema che Jackson e compagnia hanno dovuto affrontare sia stato il fatto che la storia originale era troppo lunga e articolata per essere raccontata in una sola pellicola, ma troppo troppo corta e semplice per riempire tre film.
Si è quindi dovuto aggiungere materiale e scene inedite per allungare e articolare il tutto.
E qui, qualcuno si farà la domanda più ovvia: "perché non fare due film, invece di tre?"
La risposta più semplice e scontata è: "perché ci volevano fare più soldi".
Ed è sicuramente vero.
Ma io penso che la decisione sia anche scaturita dal fatto che, proprio come nel caso del SdA, anche Lo Hobbit ha tutti i grandi snodi drammatici nei posti "sbagliati", in termini cinematografici.
Di conseguenza, per riuscire a mettere tutto al suo posto, dando il giusto respiro drammatico alla storia, valorizzando i personaggi e le scene più spettacolari, si sia scelta la strada della trilogia.
Tanto spazio, in modo di farci stare tutto comodamente.

Oltre a questo, sono abbastanza sicuro che ci siano state altre necessità che hanno influito, anche in maniera pesante, sulla scrittura.
Per esempio, la lunga introduzione è chiaramente un modo per saldare la nuova trilogia alla vecchia in maniera quasi didascalica, in modo di venire incontro allo spettatore più distratto.
La presenza (anche pretestuosa) di un gran numero di personaggi presenti nel SdA ma del tutto assenti ne Lo Hobbit è, ugualmente, figlia della necessità di avere un film il cui cast non fosse composto esclusivamente da tredici nani (maschi), un hobbit (maschio) e un vecchio attore inglese (gay), e si volesse offrire agli spettatori qualche volto noto e amato.
Il tono generale mutato da fiabesco a epico è, ugualmente, legato alla necessità di rifarsi a un pubblico che ha amato, in primo luogo, il SdA cinematografico e che, magari, de Lo Hobbit letterario e delle sue profonde differenze con il suo seguito, non sa nulla.
E via dicendo su questa linea.
Insomma, tutta roba che si può capire.
Magari non accettare, ok... ma capire, sì.
L'unica cosa che proprio non mi spiego è l'inserimento forzato, di Babbo Natale e della sua slitta di conigli (questa è una cosa che capirete una volta visto il film e, ve lo dico subito, è il momento più basso, imbarazzante e inspiegabile di una pellicola, altrimenti, davvero bella).

Per il resto: il film si apre con un lungo cappello introdutivo utile solo al fan service, una falsa partenza che lascia (non troppo) rapidamente il passo al film vero e proprio.
Le cose procedono bene e in modo spassoso fino a quando la storia non inciampa e si trasforma (per una quindicina di penosi minuti) in una di quelle robe che passa Italia Uno sotto le festività invernali.
Poi si riparte di nuovo con una bella sequenza d'azione, storpiata purtroppo da un compositing davvero pessimo. Le cose vanno meglio prima di peggiorare bruscamente, intoppandosi di nuovo, con altre lungaggini e fan service per quelli che si fanno le seghe con la continuity della Terra di Mezzo.
A fatica ci si lascia alle spalle la casa dell'Agente Smith e, da quel momento, il film decolla, libero da quasi tutti i fardelli che il SdA gli ha messo sulle spalle fino a quel momento.
Tutti tranne uno.
Che però, è la scena chiave che vogliamo vedere dall'inizio del film ed è realizzata benissimo.
A quel punto, dopo aver giocato agli indovinelli, si scappa dritti verso un finale epico ed eroico e all'appuntamento con il prossimo capitolo.

Lo Hobbit è un buon film?
E' un film che per lunghi momenti mi ha emozionato molto, che mi è piaciuto tanto nelle interpretazioni (su tutti Marin Freeman, il migliore dei Bilbo possibili), che mi ha stregato nella colonna sonora, che mi ha lasciato quasi indifferente sotto il punto di vista degli effetti visivi (che mi sono sembrati inferiori a quelli della prima trilogia) e che mi ha sbalordito sotto il profilo tecnico.
Quindi, sì, direi che è un buon film.
Peggiore de La Compagnia ma migliore degli altri due (specie del terzo)
Poteva essere meglio? Sì, assolutamente.
Ma credo che lo amerò lo stesso.

p.s.
Lo ripeto però: vedetelo in stereoscopia a 48 FPS o non vedetelo affatto.










29 commenti:

Claudio Cugliandro ha detto...

Babbo Natale può essere un tributo al circolo di Tolkien e drogati vari?

franziskus ha detto...

Babbo Natale? Crossover Hobbit-Narnia? XD

leo ha detto...

La curiosità del 48 in 3D è tanta, ma qui a Parma è come essere su Dagobah. Stessa nebbia. Stesse sale cinematografiche. Ero andato a vedere PROMETHEUS in 3D, visto che lo indicavano come uno dei migliori film in stereoscopia, dopo AVATAR, nella multisala del Campus, sala 6, per l'esattezza, mi consegnano gli occhiali da sole e il film inizia con la scritta sullo schermo "ROMETHEU".Risultato: poco visto il 3D, tanto buio, non si capiva niente.
Nove euro, grazie.

Irina ha detto...

Mi piacerebbe un ritorno al fantasy più sanguigno...tipo il Conan di Milius.

Unknown ha detto...

A Roma dove mi consiglieresti di andarlo a vedere?

Antonio ha detto...

Per allungare il brodo, potevano attingere a piene mani dal Silmarillion...

Enrico ha detto...

"Peggiore de La Compagnia ma migliore degli altri due (specie del terzo)
Poteva essere meglio? Sì, assolutamente"

a questo punto sono curioso di saper che ne pensi dei film della trilogia io li ho amati, ma sul SdA non sono obiettivo

AlmaCattleya ha detto...

Lo sai che mi hai fatto dubitare di andare a vederlo? Soprattutto a leggere di Babbo Natale. credo che quel momento lì può essere simile alla deliranza dell'Alice burtoniana.
Basta, ho deciso: andrò a vedere Moonrise Kingdom.
Ieri ho visto Ruby Sparks. Ve lo consiglio caldamente.

Antonio Lucchi ha detto...

Ora faccio il precisino fastidioso, spero mi perdonerete ^^: Oltre i 48 Fps c'è un'altra innovazione, i 4K di risoluzione che già di per se regalano una profondità di campo micidiale e che credo possano enfatizzare il problema del compositing. Qui si può vedere un video che mostra come già solo con questo tipo di definizione gli oggetti sembrino fuoriuscire dallo schermo. http://timescapes.org/

Viviana Boccionero ha detto...

Mi pare già di vedere Bilbo allo hobbitorio, RRoby.


(Via del Cam c'è una puttana... How much Tolkiens?)

Mo_Lu ha detto...

Se a qualcuno interessa, qui c'è una lista dei cinema che lo proiettano a 48 fps...
http://www.hobbitfilm.it/approfondimenti/lo-hobbit-scheda-del-film/le-sale-italiane-che-proporranno-lo-hobbit-un-viaggio-inaspettato-in-hfr-3d/
In realtà, detesto l'effetto "soap opera" che riscontro anche in alcuni televisori ultramoderni... e poi tanto in piemonte non c'è niente!
Il Moro

GuidO ha detto...

Guarda RRobe, adoro le tue recensioni, però quando parli dell'aspetto tecnico e dai giudizi su compositing, particellari, modellazione o altro ho la vaga impressione che le tue conoscenze e il tuo metro di giudizio sia vagamente sballato o comunque poco supportato da effettive conoscenze sull'argomento. Quando leggo quello che scrivi sui metodi di scrittura delle sceneggiature e alcuni tuoi appunti sulle tempistiche dei dialoghi mi brillano gli occhi, ma essendo del mestiere quando leggo del compositing della weta sotto lo standard o del modeling nello standard mi viene da sorridere.
Poi ti dirò... lo sguardo del "consumatore" è sempre importante ma ogni tanto le frasi ti escono come se passassi la giornata su nuke a compositare, xsi o maya per la modellazione o il lighting e a scriptare per aumentare il realismo di un'ondata d'acqua in real flow o flowline. Niente di che, adoro il tuo stile di scrittura e mi piace un sacco il tuo blog, non voglio assolutamente mettermi a fare la maestrina ma è come per te leggere di fumetti sui giornali generalisti che a volte la fanno fuori dal vaso. ;)

stefano.passeri ha detto...

"Non è fedele per nulla.
Anzi, se fossi un fan talebano, vi direi che è uno stupro dello spirito del romanzo da cui è tratto"

Ok, calcoliamo però che sono format differenti. Da una parte il libro dall'altra il cinema. Quelli che vogliono le cose papali papali alla carta, per me dovrebbero essere bruciati sul rogo: cioè, l'immaginazione per me è una cosa santa ma non possiamo sempre pretendere che gli altri ci leggano nel pensiero. Io sono a favore dei nuovi svolgimenti non delle cose copia incolla allora tanto vale non vederlo un film che è uguale al 100% come sarebbe su carta, preferirei leggere che guardare.

RRobe ha detto...

Ciao. Guido. Nessun problema ma parliamone.
Premesso, non lavoro nel settore ma ne ho una buona conoscenza tecnica, TEORICA. Sia perché ne sono un appassionato, sia perché ho molti amici che lavorano nel settore a livelli molto alti, in tutto il mondo.
Detto questo: non ho detto che alla Weta sono incapaci. Sono delle eccellenze e punto. Solo che alcune cose gli riescono particolarmente bene (tutto quello che riguarda il motion capture, sia fisico che facciale) e certe meno bene, come il compositing, specie nelle scene ampie e di massa.
Prendi, per esempio, la brutta sequenza dei brontosauri e dei velociraptro di King Kong, la butta sequenza di Legolas che salta sull'elefante e la brutta, bruttissima sequenza in cui i lupi inseguoni i nani in campo aperto in questo ultimo film.
Forse Jackson chiede loro troppo, forse non tengono pienamente in conto dei problemi dell'alta definizione, resta il fatto che ache un semplice amatore come me nota che quelle sequenza stonano rispetto ad altre. Tutto qua.
Non mi pare che sia farla fuori dal vaso.

GuidO ha detto...

Assolutamente vero, king Kong ha degli erroracci che neanche a parlarne però conoscendo gente che ci lavora sono cose che un tecnico non farebbe mai uscire, non credo che sia Jackson che chiede troppo, semplicemente lo chiederà in maniera sbagliata magari, ma qua si va sul teorico, magari chiedo a qualcuno che ci ha lavorato. So per certo che Bay per esempio lascia molta libertà rispetto ad altri...Dice "fammi la figata" per capirci. :D
Su Tin Tin per capirci, anche se è full cg, c'è il summa di quello che si può fare al giorno d'oggi al massimo livello sotto ogni aspetto, senza la benchè minima sbavatura.
Senza parlare del modeling... in weta ci sono tra i migliori artisti del settore, difficile parlare di "maniera standard".
Comunque era solo che non è la prima volta che ti vedo affrontare questo argomento in modo meno convincente rispetto agli altri nella struttura della recensione, tutto qua, ma sicuramente è deformazione mia. ;)

Gianluca Maconi ha detto...

Be' L'atmosfera "intima" del signore degli anelli era sputtanata dall'incapacità di Jackson di cambiare i fuochi. Quindi non mi stupisce quello che hai scritto... Peccato.

Irina ha detto...

48 fps? Altimenti meglio non vederlo? E io che pensavo che un film fosse ancora frutto di soggetto, sceneggiatura, scenografia,al massimo effetti speciali, recitazione, regia!!!
Macchè, è il 48 fps e la stereoscopia che contano!
Evviva l'arte (ma non chi la mette da parte)!

RRobe ha detto...

Vedere Guerre Stellari in bianco e nero non è la stessa cosa che vederlo a colori. Jackosn ha pensato il film a 48 fps e 4k. La sua visione artistica è legata, come sempre, al mezzo tecnico.

Djo! ha detto...

credo che in Weta il compositing sia ok, il problema dovrebbe essere Jackson. District 9 non è stato postprodotto sempre lì ? era Blomkamp a fare la differenza.

Giant Baba ha detto...

Visto che purtroppo a 48FPS non lo potró vedere di sicuro (perché mi rifiuto vedere Hobbits che parlano in spagnolo) chiedo: ha senso vederlo in un 3D zoppo o a quel punto é uguale se me lo vedo in 2D?

Tyler ha detto...

Recensione bella e competente.
E per il sottoscritto completamente inutile.
:)
Aspetto lo hobbit da prima del signore degli anelli.
Andrei a vederlo pure se lo avessero girato i Vanzina e dovessi strapparmi gli occhi per la disperazione subito dopo ...

Viviana Boccionero ha detto...

"Su Tin Tin per capirci, anche se è full cg..."

Ma allora, RRoby,
la mia Tin Tin-battaglia
non è servita a niente...?

Basagliamente,
Obi-wan Kenobi.



(E comunque, GuidO, sei un INCOMPETENTE TEORICO.)

[Stavo per scrivere Obi-uan, RRoby!]

GuidO ha detto...

@Viviana Boccionero: ahahah grazie mille, sempre a disposizione! :)

Mileno Dell'Orto ha detto...

Visto a Malaga stasera, nonostante alcune remore sulla lingua, come il collega qui sopra..ma non possiedo cuore a sufficienza per aspettare un mese e il ritorno in patria. Tralasciando il fatto che esiste forse una sola sala in Italia che possa rivaleggiare con quella che mi ha accolto qui, andate a vederlo...in italiano, cinese, lingua dei segni, linguaggio connex, fate vobis...
La scena che tutti noi aspettiamo, come dice il Rrobe vale da sola il bigllietto, Serkis e Freeman empatici e in parte al llimite della perfezione...la pena che ferma la mano di Bilbo - FAN SERVICE - tocca il cuore...

Nebo ha detto...

Tanto un giorno ti piglio, Roberto.
L'ultima la paga per tutte.

zorba ha detto...

potreste essere più specifici quando parlate in gergo tecnico? cos'è il compositing?

a me il film comunque è piaciuto tantissimo (non l'ho visto in 48 fps ma lo farò non appena torno a roma)

Kairos ha detto...

Visto in rigoroso 2D, e in questo formato è visivamente paragonabile alla vecchia trilogia. Da quello che scrivi mi son fatto l'idea che il 3D a 48 fps finisca per evidenziare e rendere più fasulla la CGI, ma mi manca la controprova. Per il resto, meh. Il tono epico stride con un viaggio che ha molto meno in gioco rispetto al SdA, i personaggi (e sì, anche Bilbo) sono poco sviluppati e tutto il materiale in più sembra tirato per i capelli. A parte l'orco albino, per evocare un senso di minaccia si introducono elementi che rimandano al SdA, ed allora è tutto un "sì, in teoria staremmo andando a caccia di un drago, ma a noi checcefrega? Vuoi mettere con tutti questi segni misteriosi di un male più grande che chissà, chi lo sa, si vedrà?". Della fedeltà a Tolkien non frega nulla, ma un problema di scrittura (e di cuore, in definitiva) ce lo vedo eccome.

stefano.passeri ha detto...

Film visto sabato, anche io in versione normale che la stereoscopia crea davvero troppo mal di capoccia. Film visto con il ragazzetto (mio figlio) accanto che non la smetteva di impressionarsi quindi goduto a momenti ma nell'insieme una pellicola che dire sublime è poco. Si vede bene la differenza fra ISDA e questa fiaba anche dalla non violenza generale...alla fine ci sono scene dure ma che evitano zampilli di sangue. Jackson secondo me ha fatto un gran lavoro anche per gli effetti speciali benchè, sarà forse che ricordo male ma qui mi sono sembrati un filo più castrati di 10 anni fa...

Comunque un gran film che purtroppo termina anche troppo presto...ha la sua durata ma...sul più bello finesce e si spera che sia tutto finto e che continui e invece termina proprio sul più bello. Sarà per l'anno prossimo, sperando che l'uscita non sia troppo lontana.

Corvus ha detto...

bell'articolo...io il film, a causa di un disguido, me lo sono visto in 3d normale prima e, in seguito in hfr gratis...e posso dire che la differenza si nota abbastanza.

"Mi piacerebbe un ritorno al fantasy più sanguigno...tipo il Conan di Milius."

Attenti a ciò che si vuole :)
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