27.6.12

Ricominciando da John Doe.


A postare sul blog, dico.
Ripartiamo dalle cose semplici: John Doe.
In edicola è appena arrivato il numero 21, il penultimo della serie in senso assoluto.
E' scritto da Lorenzo Bartoli e disegnato da Paolo D'Antonio.

QUI, invece, trovate tutte le tavole del numero 20, prive di ballonn.
Le posto perché la stampa ha penalizzato molto il lavoro di Federico Rossi Edrighi e Sabrina Ariganello e mi fa piacere che possiate vederlo al meglio.
Se volete scaricarvele, fate in fretta che il link, dopo qualche tempo, smette di funzionare.

QUI, invece, trovare un pezzo scritto da Federico Rossi Edrighi a proposito della lavorazione dell'albo in questione.

QUI, invece, ne parla Mauro.

E i miei di approfondimenti?
Non ce ne sono.
L'albo, tra la storia in quanto tale e i redazionali, si spiega da sola.
E' una nuova avventura di John Doe nel suo viaggio attraverso i generi, una rilettura del genere supereroistico e, infine, una metafora del settore fumettistico a cui la testata di John Doe appartiene (i bonellidi, da non confondersi con i Bonelli veri e propri).

Infine, quella qui sopra è la copertina del ventiduesimo numero della serie, l'ultimo.
E' una cover in due parti (prende anche il retro dell'albo) e è ragionata secondo un anticlimax che, come previsto, ha già fatto incazzare quel tipo di lettori che abbiamo cercato di scontentare in ogni maniera con questa stagione.
Il titolo dell'albo è: ADDIO E GRAZIE DI NIENTE.

QUI, poi, trovate un pezzo scritto da Riccardo Corbò e dedicato a Davide De Cubellis e al suo lavoro per JD.


25.6.12

Workshop gratuito alla Scuola Romana di Cinema.

La Scuola Romana di Cinema da il via alle iscrizioni del nuovo anno accademico e, proprio come l'anno scorso, apre le danze con un workshop gratuito, tenuto dal sottoscritto.
Per tutti i dettagli e per il questionario da riempire per iscriversi, cliccate QUI.

AGGIORNAMENTO: i dati messi sul comunicato a cui riportava il link erano sbagliati. Adesso dovrebbero essere aggiornati.

24.6.12

Il nuovo giocattolo di Tommy Lee...

Ve la ricordate la vecchia "batteria volante" di Tommy Lee dei Motley Crue?
Se non ve la ricordate, la potete vedere qui, dal minuto due in poi.


Gli anni passano, e bisogna rinnovarsi... e così, questa sera, Tommy ha fatto sfoggio della nuova batteria roller coster, 360.

Tommy ha pure portato a fare un giro uno del pubblico.


Poi ha mimato l'orgasmo con delle bottiglie di spumante, cerando di venire sulle tette delle ragazze delle prime file.
E per finire, lui e il resto della banda hanno gettato due secchiate di sangue finto sul pubblico del pit.


I Motley, ogni volta che li vedo (e siamo alla quarta), mi confermano sempre di più che la musica non è musica senza:

A) spogliarelliste
B) lanciafiamme
C) nani
D) batterie che volano

Grandissimo concerto, solo un poco breve.

23.6.12

Guns N' Roses concerto di Milano 2012

Adesso: solo un evento straordinario mi potrebbe spingere a scrivere questo pezzo alle due e mezzo del mattino, dopo una giornata passata dalla mattina a notte fonda, a un festival rock.
Ecco. l'evento è stato il concerto dei Guns.
Perché io non lo se è successo il miracolo e Axl è tornato quello di un tempo o se, semplicemente, ha sputato l'anima per dare al pubblico una prestazione memorabile, in maniera da eclissare il rivale Slash, anche lui in programma al Gods of Metal (ma il giorno dopo)... resta solo il fatto che ho assistito a un concerto di tre ore e dieci minuti in cui Axl e i nuovi Guns (ma sarebbe anche tempo di smettere di definirli tali visto che sono tre anni che si esibiscono insieme e ora, a vederli suonare, sono un gruppo affiatato e credibile a tutti gli effetti), hanno dato il meglio di loro.
Tre ore e dieci minuti.
Nemmeno i concerti degli anni d'oro duravano tanto.
E Axl ha cantato di tutto, anche roba che non ha mai cantato dal vivo in precedenza (e ha fatto anche quattro o cinque cover, una meglio dell'altra) e ha cantato tutto bene, o meglio (quasi tutto, lo ammetto, un paio di pezzi all'inizio pareva a corto di fiato).
E ha pure ballato.
Ed è dimagrito.
E se ha ancora le tremende treccine, non lo ha fatto vedere, perché ha sfoggiato una serie di cappelli che manco Tex.

Un concerto eccezionale, inaspettato e sorprendente.
E la cosa che mi ha colpito piacevolmente di più è che, durante tutta la sua lunghissima durata, mai ho sentito l'assenza di Slash.
E dubito che domani, quando il chitarrista con la tuba si esibirà con Miles Kennedy alla voce (che pure mi piace), io non sentirò l'assenza di Axl.
Di questo Axl.

I Guns sono tornati.
Per questa notte, almeno.
Speriamo per sempre.


p.s.
Michelle cantata squarciagola con Sebastian Bach ha fatto tremare i pilastri del cielo.

p.p.s.
se non credete alle mie parole (che, lo ammetto, per Axl sono un poco frocio), andatevi a vedere cosa scrivono sui forum, sui siti e attraverso Twitter tutti gli appassionati di hard rock e le riviste specializzate.

22.6.12

Rock Of Ages - la recensione-


E' davvero difficile valutare questo film in maniera equa.
Perché se è vero che è un delizioso omaggio alla musica glam metal degli anni '80 e alla scena del sunsest losangelino, è pure vero che è un film che fa larghissime concessioni ai bimbiminchia di oggi, a Glee e pure a Highschool Musical (sigh).
In sostanza, è una pellicola davvero molto, molto ruffiana, facile, a tratti ridicola.
Proprio come la musica che rappresenta, a dire il vero.
E che io adoro.

E quindi, sì, Rock of Ages è un film che mi è piaciuto e tanto.
Ha un paio di cali di ritmo e una storia d'amore un poco stucchevole ma quando funziona (e funziona a larghissimi tratti) è uno spasso, con grandi interpretazioni, belle canzoni e una regia di alto livello che si diverte a omaggiare a tutti gli stilemi cinematografici del periodo ( spaziando da John Hughes e New Wave Hookers).
In poche parole, lo rivedrò, cantandolo tutto a squarciagola.

E poi, il solo Tom Cruise nella parte di Stacee Jaxx (una sorta di Axl Rose ibridato con Jim Morrison) vale il prezzo del biglietto.
Ah, per la cronaca, Cruise canta tutti i suoi pezzi.
E pure abbastanza bene.



20.6.12

- ASSO -

Il fumetto è malato. Lui non è la cura.
RECCHIONI
ASSO
il braccio armato del disegno
copertina mia e di Gabriele Dell'Otto.





p.s.
Lo so, sto trascurando il blog in questi giorni.
Ma il lavoro mi sta sommergendo.
Tra cui, anche quello per il mio libro di cui, questa qui sopra, è la copertina.

18.6.12

Presentazione Dei - in vino veritas- a Roma


Domani, alla libreria Quattro Dita, verrà presentato Dei -in vino veritas- opera di Alex Crippa e Emanuele Tenderini, edito in Italia dalla Bao.
I due autori saranno presenti, insieme al sottoscritto, per parlare del loro fumetto.
E di altro.
Dalle 19 e 30 in poi.

14.6.12

Per un Megaupload che abbiamo perso...

...c'è uno YouTube che arriva.
Adesso, forse sono solo che l'ho notato per ultimo (e ci può stare, anche se ho un mucchio di conoscenti che hanno fatto caso alla stessa cosa negli ultimi giorni), ma ho l'impressione che su YouTube sia enormemente aumentato il numero di film completi (in un unico file) disponibili.
Se non ci avete badato, fate una prova semplice: aprite YouTube, scrivete "film completi" nella casella di ricerca e guardate i risultati.
E, oltre ai film, ci sono (ovviamente) anche serie televisive.
Ovviamente, la qualità è quella che è (migliore, comunque, di un film visto in streaming sul compianto Megaupload), i file vanno e vengono a seconda se vengono rimossi o meno e non c'è la possibilità di scegliere l'audio... però rimane il fatto che, adesso, quando ho giusto bisogno di un film da vedere senza troppi sbattimenti, specie se è un film vecchiotto, il primo posto in cui lo cerco è il tubo e solo successivamente, in caso non riesca a trovarlo, su altri canali (più o meno autorizzati: di solito meno).
Grossomodo, per me, YouTube è diventato una sorta di televisione on demand, gratis, e piena di film.
E se mi offrissero un servizio a pagamento, dal prezzo ragionevole, strutturato esattamente come ora (con gli utenti che caricano i film) ma stabile e legale, io pagherei volentieri il servizio.
Mille volte più volentieri di quanto (non) pago uno Sky o un Premium.

La musica ci sta arrivando (il nuovo servizio offerto da Apple, in questo senso, è fenomenale), quanto ci metteranno il cinema e la televisione?

13.6.12

E allora, cara Apple, anche no.

Stavo dando uno sguardo alle novità Apple presentate ieri.
Tutte piuttosto interessanti ma nessuna che mi sembri così sconvolgente.
Una cosa mi ha colpito però, ovvero tutte le cose che, con il nuovo sistema operativo, il mio telefono NON potrà fare.
E badate: non sto parlando di un modello particolarmente obsoleto di iPhone 3 (o peggio), ma di un onesto iPhone 4, ovvero il modello precedente a quello attualmente in commercio.
Adesso, io conosco abbastanza bene le capacità del processore di questo modello, so di cosa è capace e so ancora meglio dove il modello più recente gli è superiore. E posso assicurarvi che per quanto la differenza ci sia, non è una differenza tale da giustificare il fatto che uno abbia Siri e tutte le nuove feature del sistema operativo (compreso un sistema di mappe che, sulla carta, sembra piuttosto buono) e l'altro, no.

E qui veniamo al sospetto che m'era venuto quando comprai l'iPhone 4 quando era ancora il modello di punta: "ma come faranno alla Apple a mettere sul mercato un modello successivo che renda obsoleto questo? E' praticamente un oggetto perfetto, sia nel design, sia nelle prestazioni e potrebbe durare, come minimo, cinque anni... cosa si inventeranno?"

La risposta mi è arrivata ieri ed è la peggiore possibile: lo renderanno obsoleto in maniera coatta, limitandone le capacità e tagliandolo fuori dagli aggiornamenti del sistema operativo.
In sostanza, l'hardware sarà ancora del tutto funzionale e adeguato, ma non avrà più supporto e, quindi, costringerà i suoi possessori a cambiarlo.

E no, non venite a dirmi che questa è la normalità perché, lo ripeto, non stiamo parlando di un pezzo di hardware appartenente alla preistoria ma del penultimo prodotto immesso sul mercato dalla Apple nella categoria degli smart phone.
E' davvero così assurdo pretendere che un oggetto da svariate centinaia di euro (parecchio svariate) e del tutto in grado di stare al passo con i tempi sotto il punto di vista prestazionale, sia sostenuto dall'azienda che lo produce almeno due anni?
No, non lo è.

E quindi, visto che solo la Apple agisce in questa maniera, questo sarà l'ultimo prodotto della mela morsicata che avrò comprato.
Avevo già deciso di darci un taglio con i loro computer dopo una serie di recenti esperienze deludenti ma continuavo a ritenere i loro smart phone il meglio sul mercato.
E lo credo ancora. Ma la filosofia che ci sta dietro, è inammissibile.

11.6.12

La Redenzione del Samurai


In edicola a novembre (se non ho fatto male i conti) nella nuova collana Le Storie della Sergio Bonelli editore.
Testi miei, disegni di Andrea Accardi.
110 pagine di puro chambara.
Il lavoro di cui sono più orgoglioso di sempre.

8.6.12

CI PIACE BATMAN, CI PIACE COM'E'!!

Allora, per il disegno, sono partito da una foto di un cosplayer, ricostruita alla buona.


Poi l'ho lucidata.


Questo è il fondino, realizzato ad acrilico.


Con la carta carbone, ho ripassato il disegno lucidato e ho iniziato a pitturarlo.
Arrivati al livello qui sotto, avevo due scelte: realizzare una bella illustrazione pulita e rifinita (un mucchio di tempo e lavoro), o buttarla in caciara.


Ho optato per il secondo approccio.



Un paio di ritocchi a Photoshop, e il disegno è finito




7.6.12

Vi ricordo l'appuntamento di oggi...

QUESTO qui.
Ci saranno pure Walter Venturi, Giorgio Pontrelli, Emiliano Mammucari, Silvia Califano, Davide De Cubellis.

Django Unchained - primo trailer -






Non lo so.
Forse è che quando si tratta di western perdo il senso dell'umorismo.
Forse è che speravo che l'explotation fasulla ce la fossimo tolta definitivamente dalle palle dopo quella cagata di Machete.
Forse è che odio Jamie Fox.
Ma, personalmente, ho trovato questo trailer fastidioso.

Poi, per carità, con Tarantino non si può mai dire perché fino a oggi ha sempre dimostrato che magari è un cazzone quando chiacchiera a vanvera, ma che come uomo-cinema è praticamente inappuntabile.

Aspettiamo e vediamo.
Ma ero più esaltato prima che adesso.


p.s.
come previsto, non c'è nemmeno un riferimento vago al Django di Corbucci.
Al pari di Inglorious Basterds, a Tarantino piaceva solo il titolo.

6.6.12

Ralph Spaccatutto - primo trailer -


Dunque, a voler essere cinici si potrebbe dire che la Disney ha finalmente capito che quelli nati tra gli anni '70 e '80 sono diventati padri e madri e che, quindi, bisogna puntare sui loro riferimenti culturali, sui loro sentimenti e sulla loro nostalgia, per spingerli ad aprire il portafogli.
Ad essere ancora più cinici, si potrebbe aggiungere che, alla luce di questa nuova consapevolezza, hanno pensato bene di adattare le idee che stavano alla base di Toy Story e Monster & Co. dandogli una bella verniciata a 8 bit per fare presa sui veri nostalgici (quelli delle generazioni di cui sopra) e sui finti nostalgici (tutti quei fottuti hipster che si appropriano ogni giorno di roba che non gli appartiene).
Ma sapete che c'è?
Oggi non ho voglia di essere cinico.
Ralph Spaccatutto è un prodottino furbo fatto espressamente per acchiappare quelli come me?
Sì.
E non me ne frega nulla.
Perché ci riesce alla grande.


E poi c'è Q*bert (oltre a tutti gli altri), 'sti cazzi del resto.
Gustatevi il primo trailer che è appena uscito.




p.s.
non riesco a immaginare che delirio debba essere stato questo film sotto il profilo dei diritti.

5.6.12

[ORFANI] lo sbarco.


Disegni di Emiliano Mammucari, colori di Lorenzo De Felici.

Da ragazzino, quando frequentavo una scuola di fumetto, sognavo di fare la rivoluzione.
Ma non di spaccare tutto da fuori, ma di cambiare tutto da dentro. Di rinnovare il fumetto popolare italiano nei contenuti, nella forma, nel linguaggio e nelle modalità produttive.
Forse non ci riuscirò mai, ma non avrei mai nemmeno sperato di poterci andare così vicino.
E non ringrazierò mai abbastanza Mauro Marcheselli per avermi dato questa possibilità.

Game of Thrones - stagione due-


La prima stagione di Game of Thrones mi era piaciuta, pur se con qualche riserva (cliccate QUI se volete leggere la recensione). Più che altro, trovavo che la produzione messa in piedi dalla HBO non fosse pienamente all'altezza dell'opera di Martin e che alcuni espedienti utilizzati per aggirare i limiti di budget fossero un pelo cialtroni (specie quando reiterati).
Le cose sono andate molto meglio in questa seconda stagione.
Ci sono più soldi (non ancora quanti ne servirebbero ma è comunque un passo avanti), il livello di scrittura è cresciuto e si è fatto più raffinato e, soprattutto, la serie ha ormai trovato una sua autonomia rispetto a romanzi originali, diventando qualcosa di altro, con piena dignità di esistere come opera a sé stante.
E poi, diciamocelo: la prima stagione si concentrava sui noiosissimi Stark, questa si concentra sui Lannister... non c'è proprio confronto.
Tutto bello?
Quasi.
Perché per nove puntate che mi sono piaciute (alcune davvero molto), ce n'è una decima che ho trovato pessima. E purtroppo è quella finale.
Brutta, con un ritmo soporifero, piena di elementi che con il tono della serie c'entrano davvero poco (e anche con i romanzi di Martin, a dire il vero) e più simile a un episodio di una serie fantasy da poco (mi ha quasi ricordato l'inguardabile La Spada della Verità).
Ma la cosa peggiore è che è scritta male, come mai nessun episodio di GoT prima.
Peccato.

Perché la seconda stagione di Game of Thrones è stato comunque una delle cose migliori dell'anno, ma questo finale me ne ha decisamente guastato il gusto.

 
 

4.6.12

Deep Comix

Tra una cosa e l'altra, è passato parecchio tempo da quando ho visto la prima incarnazione di Deep Comix, applicazione per un fumetto digitale diverso, sviluppata da Michele Sciolette (uno che ha un curriculum mica da ridere) con la collaborazione di Stefano Ascari.
Nel frattempo, il progetto è cambiato e si è evoluto parecchio, diventando ancora più convincente di prima.
Non sono sicuro che sia la via altra al fumetto digitale, ma vedo delle possibili applicazioni molto interessanti per questa tecnologia, in particolare nell'ambito videoludico per piattaforme mobili e in quello promozionale. E devo dire che sono piuttosto orgoglioso che sia italiano.
Se vi interessa, date uno sguardo al filmato qui sotto (i disegni sono di quel mostro di Gigi Cavenago).
QUI c'è il sito ufficiale, QUI, invece, potete scaricare l'applicazione per iPad.

Di Satoru Iwata, Wii U e Diabolik

Da poco meno di un'ora si è concluso il pre-evento Nintendo Direct, una sorta di presentazione sul web del nuovo Nintendo Wii U, per tutti quelli che all'E3 non ci saranno. Comunque sia, se ci cliccate sopra parte il filmato.
Ora... sorvolando sul fatto che il Wii U più lo vedo e meno mi convince, e sorvolando pure sull'atroce pronuncia inglese del dirigente di una delle più grandi aziende del Sol Levante (e poi si chiedono perché stanno perdendo il treno sul piano mondiale), volevo focalizzare la vostra attenzione su due cose.

Primo:
Satoru Iwata dovrebbe fare qualcosa per il suo taglio di capelli.

E' praticamente identico a lui.


Secondo:
guardate il poster alle spalle dell'attore americano un poco scemotto che è apparso in questa presentazione.

L'Astorina ringrazia la Nintendo per i milioni di visualizzazioni e la pubblicità gratuita.