31.12.12

PREMI ASSO - categoria PORNO -


Una cosa che mi piace tanto del porno (USA) è la sua capacità di rispondere con il massimo dinamismo e rapidità alle tendenze della società.
E così, se dieci anni fa, con il mondo alle prese con le guerre del Bush meno sveglio della famiglia, Jules Jordan sfornava la serie Weapons of ASS Destruction, oggi, con Wall Strett sotto assedio, ecco che Bobbi Starr tira fuori Occupy My Ass e il cerchio si chiude.



Se dieci anni fa, il mondo del porno era largamente dominato da pseudo Suicide Girls tutte tatuaggi, piercing e attitudine da belle e dannate, oggi, le pornostar di spicco si fanno ritrarre (rigorosamente attraverso filtri Lomo) con occhiali dalle pesanti montature in corno, maglioncini di lana, collane di perle della zia e tutti i feticci della moda hipster.



Se dieci anni fa le pornostar aprivano i loro spazi MySpace, oggi raccontano la loro vita quotidiana su Twitter, su Instagram e sui loro Tumblr.



Ma non solo.
Il porno è anche indice di popolarità e di sdoganamento presso il grande pubblico (perché non c'è nulla di più mass market della pornografia). Questo significa che se il settore pornografico decide di integrare un filone o una moda all'interno delle sue produzioni, quel filone e quella moda devono avere un reale risalto nella vita quotidiana della gente. Un film, una serie televisiva, un genere, possono dirsi effettivamente consolidati, quando il porno se ne appropria. Magari con un film ad alto budget di Axel Braun.



E questa capacità di essere specchio della società, il porno ce l'ha anche in Italia, nonostante il settore nel nostro paese langua in un pantano miserrimo.
Non a caso, il caso pornografico del 2012 è quello di Sara Tommasi che, a mio modo di vedere, è una perfetta sintesi del nostro paese negli ultimi vent'anni.

Che aspettate? Cliccate qui sotto e andate a leggere!


Premi Asso 2012 - categoria MUSICA -


Non parlo spessissimo di musica su questo blog.
Non lo faccio perché ho gusti noiosi. Troppo vecchi, per i giovani, troppo morbidi per i duri, troppo duri per i molli.
Mi piace il rock, il metal e il punk.
Mi piace il rock, il metal e il punk abbastanza duri, ma non duri e basta.
Non scappo davanti ai dischi difficili ma mi esalto con quelli facili. Mi piacciono le chitarre e le batterie potenti. Provo a sentire di tutto, anche un sacco di musica indie ma la musica indie, dopo due ascolti, me la dimentico e poi non l'ascolto più. Mi piace la gente anziana che fa dischi nuovi e quest'anno mi è andata di lusso visto che ho avuto un nuovo (buon) album dei Kiss, un nuovo (buon) album degli Aerosmith, un (discreto) nuovo album dei Van Hallen, una nuova megaraccoltona dei Rolling Stones e un nuovo (ottimo) album di Slash (ma il merito è, principalmente di Myles Kennedy, diciamolo). E mi piace la gente giovane che fa dischi anziani (e qui mi sento di ringraziare band e artisti come Black Stone Cherry, Rival Sons, Orchid, The Answer, The Darkness, Jack White, The Black Keys e i miei favoriti di questi ultimi tempi, quei ragazzini dei Barn Burner).
Alla luce di tutto questo, c'è un disco nuovo di quest'anno che mi ha propio commosso e il cui autore è più che anziano: è morto.

Cliccate qui sotto per sapere di che album parlo (ma lo avrete probabilmente capito).

PREMI ASSO - categoria SERIE TELEVISIVE -


Sia chiaro, parlo solo di serie televisive NUOVE, che hanno quindi esordito nel corso del 2012.
Di serie televisive di qualità in corso d'opera ce ne sono parecchie, le cose si fanno meno interessanti per le nuove proposte. Ho provato a iniziare a vedere parecchi nuovi prodotti e, generalmente, mi sono sempre arenato intorno alla terza-quarta puntata (la vita è breve e io spreco già troppo tempo). Ma ce n'è una serie che mi ha lasciato basito per la sua qualità di scrittura e per la bontà delle sue interpretazioni e che ho seguito fino alla fine e di cui aspetto la nuova stagione con trepidazione.
Se volete sapere quale, cliccate qui sotto.

30.12.12

PREMI ASSO - categoria LIBRI -


Credevo che il mio 2012 da lettore fosse stato disordinato e confuso. A riguardare i titoli che mi sono piaciuti di più, però, ho scoperto che c'è un filo conduttore ben preciso (non dovreste fare fatica a capire quale).
Vi risparmi i titoli più  legati alla pura evasione (quest'anno mi sono infatuato di Lee Child e il suo Jack Reacher, che ci volete fare?) ma vi segnalo quattro titoli che mi hanno davvero colpito molto.

PREMI ASSO 2012 - categoria VIDEOGIOCHI -


Anno interessante questo, per l'ambito videoludico.
Perché se, da una parte, i colossi del gaming hanno brutalmente rallentato la loro marcia a causa del mancato lancio della nuova generazione di console e della crisi economica (che ha reso sempre più rischioso sviluppare nuove proprietà intellettuali), dall'altra parte, la scena dei giochi indipendenti e di quelli che vengono definiti casual game, non è mai stata così vivace e propositiva.
Nuovi giochi coraggiosi, intelligenti e pieni di intuizioni, vengono lanciati sul mercato al prezzo di pochi spiccioli da piccoli studi di sviluppo, mentre le grandi case produttrici reiterano sempre gli stessi franchise e sempre le stesse idee, logorando anche i fan più affezionati.
Nel frattempo, su Kickstarter, nomi nuovi e vecchie glorie del settore, continuano a incamerare fondi per giochi che forse verranno realizzati o forse no, ma che incontrano comunque il plauso di un pubblico combattuto tra la nostalgia e la voglia di novità.
E' l'alba di una nuova era.
O, almeno, questo è quello che i giornalisti specializzati del settore ci dicono.
Poi vai a vedere le cifre e scopri che l'ennesimo Call of Duty, pur ottenendo dei risultati leggermente inferiori alle aspettative, ha distrutto tutti i record di vendita di qualsiasi prodotto d'intrattenimento precedente (QUALSIASI, significa che ha fatto più soldi del film più visto nella storia dell'umanità) e allora viene da chiedersi se l'opinione degli esperti di cui sopra sia davvero una stima ponderata o solo la proiezione dei loro desideri.

Resta il fatto che, quest'anno, tra indipendenti e produzioni tripla A, tra giochi per le console casalinghe, giochi per PC, giochi per piattaforme mobile, giochi hardcore, giochi casual e su FB, m'è capitato di vedere parecchia bella roba. E qualche vera fregatura.


28.12.12

PREMI ASSO 2012 - categoria CINEMA -


Continuiamo con i PREMI ASSO 2012.
Questo blog si occupa spessissimo di cinema ma, chiariamolo, ha una sua specifica inclinazione.
Il mio principale interesse è per il cinema mainstream e, di conseguenza, per il cinema USA con un budget medio-alto, prodotto dalle major. Questo non significa che non mi capiti di vedere un sacco di roba che non appartiene a questa categoria e che non mi capiti di parlarne ma, in linea generale, io mi occupo con particolare attenzione (e con tutta la competenza che mi è possibile) di un certo tipo di produzioni.
Chiarito questo, stabiliamo anche un'altra cosa: per me, il 2012, è l'anno di Tony Scott. Punto e basta. E se volete sapere il perché, basta che leggiate QUI.
Detto questo, andiamo a cominciare.

PREMI ASSO 2012 - categoria FUMETTO -


Ed eccoci arrivati di nuovo all'appuntamento con i Premi Asso.
Scherzosa (ma fino ad un certo punto) classifica, in cui mi diverto a segnalarvi il meglio dell'anno appena trascorso. Rispetto alle passate edizioni (che trovate QUI) ho rivisto qualche categoria e ho eliminato qualche premio di interesse relativo. Rispetto alle edizioni precedenti, quest'anno i premi verranno divisi in più post.
Cominciamo con i premi dedicati al FUMETTO.



25.12.12

Il senso del duemiladodici. ATTENZIONE: contiene romanticismo.

IN EDICOLA E IN LIBRERIA

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Anno interessante questo 2012.
Al punto che non saprei ben dire per cosa lo ricorderò.
E' l'anno in cui ho iniziato a scrivere Tex (ma la mia prima storia credo che la leggerete nel 2015). Ma è pure l'anno in cui ho smesso di scrivere Dylan Dog (ma qualche storia deve essere ancora pubblicata).
E' anche l'anno in cui, dopo novantanove numeri, ho chiuso con John Doe e con tutta una mia fase della vita.
O forse, nella mia mente, questo sarà ricordato come l'anno di Asso e di tutto quello che ha significato e comportato.
Oppure l'anno in cui, per la prima volta, m'è stata dedica una deliziosa mostra personale.
O l'anno in cui il blog è esploso, arrivando a fare i numeri di un piccolo portale dell'intrattenimento.
Oppure, questo sarà l'anno che ricorderò per La Redenzione del Samurai, la prima di una serie di storie di cui sono molto, molto orgoglioso.
O ancora, ricorderò il 2012 come l'anno in cui sono tornato al mio amore originale, il tavolo da disegno e in cui ho realizzato un libro tutto mio, facendo anche tante illustrazioni che, sorpresa, sorpresa (del sottoscritto, prima di tutto), sono state vendute molto bene.
O l'anno in cui sono apparso più spesso sui siti e le riviste specializzate e sui portali, le riviste e i quotidiani generalisti.
O l'anno di cose così segrete che non vi posso dire ma che occuperanno gran parte dell'anno che verrà.

Ma, se proprio lo volete sapere, la ragione per cui ricorderò il 2012, è altra.
Questa nana qui sotto.
Che mi ha costretto a combattere con un sacco di robe da cui prima ero sempre scappato e mi ha permesso di scoprire che, se ci tengo davvero, so restare fermo e, tutto sommato, saldo, al mio posto. E per me è una scoperta grossa, fidatevi.


Sei il senso di tutti gli sforzi, rompicoglioni mia.

E il fatto che tu abbia anche un bel culo, è solo un extra. Non la ragione ultima.
Tzè.

(e sì, lo so: mi ucciderai per aver postato tue foto sul mio blog).

24.12.12

Fumetti e basta.


Fare fumetti.
Sembra un lavoro divertente, vero? 
Lo è.
Ma, come la maggior parte dei mestieri, richiede molta fatica.
E, forse più che nella maggior parte dei mestieri, una dedizione completa.
Perché fare fumetti è arte quanto artigianato. E’ applicazione quanto talento. E’ estro quanto metodo. Perché non basta saper disegnare e non basta saper scrivere. Si deve saper disegnare (anche solo con la mente) e scrivere (anche con il disegno). 
E, ancora di più, bisogna saper raccontare. Perché lo scopo è quello. Raccontare una storia.
Poco importa se grande o piccola, se ambientata tra le montagne dell’Arizona o in un condominio di un quartiere di periferia.
 Se gialla, nera, rossa o rosa o di chissà che colore. 
I fumetti si fanno per le storie. Tutte quante. 
E’ il senso del racconto, quello che ci vuole. 
E del segno. 
Perché, nel fumetto, il segno è parola, quanto le parole stesse. 
E i segni bisogna conoscerli, amarli e saperli usare. E quello è mestiere, prima che istinto. 
E’ mestiere che diventa istinto.
Per un fumettista, uno vero, fare fumetti è come respirare. 
Anzi, meglio: un fumettista respira fumetti, vive tra le pagine e il tempo della sua vita è scandito da quella linea bianca che separa una vignetta dalle altre.
Volete fare fumetti nella vostra vita? Lo volete sul serio?
Allora, dovete fare in modo che il fumetto diventi un problema. Perché se non siete dominati da esso, allora lo state facendo sbagliato.
Qualcuno vi dirà che l’ossessione non è obbligatoria se si vuole fare questo mestiere. E’ vero. Ma aiuta parecchio.

20.12.12

Le chiacchiere stanno a zero. Fumettology.

Un sacco di polemiche nel post qui sotto.
Ma la verità è quelli di Fish-Eye hanno fatto. E fatto benissimo.
E gli altri stanno chiacchierando su quanto fatto da loro.
E se non vedete la differenza tra le chiacchiere e il fare, il problema è solo vostro.
Fine dei discorsi.
Ottima prima puntata. Splendide immagini. Grande colonna sonora. Begli interventi.
Il senso del mito di Tex.
E che bello vedere le pagine a schermo e i disegnatori all'opera.

Fumettology - fumetti in televisione - OGGI


Ideata e realizzata da Alessio Guerrinni, Clarissa Montilla e Alessio Danesi, per la regia di Dario Marani, Fumettology è probabilmente la più articolata e ambiziosa trasmissione dedicata al fumetto, mai realizzata per la televisione.
Dieci puntate, ognuna di quasi mezz'ora, ognuna dedicata a un "mito del fumetto italiano" che chiamano in causa quelli che questi fumetti li hanno fatti e li fanno.
Il programma esordisce questa sera su Rai 5 con la puntata d'apertura, dedicata a Tex.
Io ho già avuto modo di vederla e l'ho trovata straordinaria.
Qui sotto vi posto il comunicato stampa ufficiale con tutti i dettagli.
Ah, sì, oltre a partecipare alle puntate di Tex, Dylan Dog e, credo, in quella di Diabolik, io chiacchiero un sacco nel decimo appuntamento, quello dedicato interamente a John Doe (che, lo ammetto, mi ha commosso).





FUMETTOLOGY
I miti del fumetto italiano

Comunicato Stampa




C'era bisogno di parlare di fumetto in TV? Secondo molti sì, era tempo di affrontare seriamente l'argomento.
Questa esigenza è stata raccolta dalla FISH-EYE Digital Video Creation - che ha realizzato il programma con la consulenza e la competenza di Alessio Danesi (della Rw-Lion Comics) -  e da un canale illuminato come Rai 5, che manderà in onda “Fumettology – I Miti del Fumetto Italiano” a partire dal 20 dicembre ogni giovedì in seconda serata.

Scritto da Alessio Guerrini e Clarissa Montilla, per la regia di Dario Marani, “Fumettology- I Miti del Fumetto Italiano” è il primo programma televisivo interamente dedicato al fumetto (“popolare” e “d'autore”) realizzato con la piena collaborazione degli autori e delle Case Editrici stesse.

Dalla Sergio Bonelli Editore, che ha fatto sognare generazioni di adulti e ragazzi con Tex, Dylan Dog e Martyn Mistère, solo per citarne alcuni;  alla Astorina, che racconta mensilmente le vicende del “Re del Terrore”, più noto come Diabolik; alla MCK del lupo più famoso d'Italia, Lupo Alberto; sino all'Aurea, che ha il merito di aver portato avanti un vero e proprio antieroe: John Doe; dalla cortese partecipazione degli eredi di Guido Crepax, che hanno offerto il racconto di una componente della loro famiglia, Valentina; a Vittorio Giardino che, con il suo Max Fridman, si è messo e ha messo i suoi lettori sulle tracce della storia.

Fumettology è un programma che ha la pretesa di soddisfare i più attenti e consapevoli lettori di fumetti e, contemporaneamente, di avvicinare nuovi lettori al mondo del fumetto. Questo grazie al fatto che lascia raccontare il fumetto stesso proprio a chi lo fa in prima persona.

Fumettology si articola dunque in una serie di documentari, dieci, della durata di 30 minuti l'uno, in cui gli “addetti ai lavori”, vera voce vivente e inconfutabile del fumetto italiano, raccontano in ogni puntata una testata: partendo dal protagonista della testata, si racconta chi è il protagonista stesso, il suo mondo, come è nato nella mente del suo ideatore per passare, poi, dalla matita dei suoi disegnatori, alla carta e, in molti casi, alla Storia!

In ogni puntata ogni “mito” (inteso come ogni personaggio protagonista) verrà quindi raccontato dalle tavole stesse e dagli albi a lui dedicati e, inoltre, dai suoi stessi “ideatori”: dall'editore, all'autore/vignettista, dallo sceneggiatore al disegnatore, all'editor, etc.

Ogni puntata di Fumettology è, per questo motivo, suddivisa in 7 capitoli.

Nell'Identikit, il personaggio della puntata viene presentato dai suoi autori, disegnatori ed editori, attraverso le sue caratteristiche peculiari, fisiche e caratteriali.

Nella Genesi, viene raccontato il percorso creativo che ha portato alla nascita del personaggio e/o della testata, attraverso la voce dei protagonisti e dei testimoni delle vicende stesse.

In Compari & Comprimari, vengono presentati i “compagni di viaggio” del protagonista della puntata. Quei personaggi che spesso sono molto più di una spalla e molto più di un contorno alle vicende del protagonista.

In Nero su Bianco, sono principalmente i disegnatori – ma intervengono anche editori e/o sceneggiatori  - a raccontare il proprio lavoro sul personaggio, il proprio metodo di lavoro e i momenti salienti della propria esperienza sulla testata trattata in puntata.

Ne L'Avventura, gli addetti ai lavori stessi raccontano il loro punto di vista su alcune delle più imporatnte “storie” a fumetti vissute dal protagonista della testata.

In Fuori della Carta si racconta, invece, il momento in cui il personaggio ha messo i piedi fuori della carta per entrare nell'attualità o nella storia vera e propria. Dalle campagne sociali a cui hanno partecipato, alle interrogazioni parlamentari di cui sono stati protagonisti, alla penetrazione capillare e costante nel costume italiano, gli “eroi di carta” camminano accanto a noi.

Ne Il Cultore, capitolo finale, un personaggio noto racconta del momento in cui ha incrociato la sua strada, per le ragioni più disparate, con il personaggio trattato in puntata. Racconti insospettabili, nostalgici ma anche ricchi di emozione e di passione per i protagonisti della così detta “arte sequenziale”.

Il fumetto, nel nostro paese, è una delle eccellenze italiane che ci rappresenta ampiamente non solo in patria ma anche all'estero.
Eppure, non sempre, alla “letteratura disegnata”, è stato concesso il giusto spazio e la giusta luce. Nonostante i fenomeni che trascina con sé: come le tirature e la longevità dei suoi personaggi. Tirature e longevità che la maggior parte degli “scrittori di varia” sognano ad occhi aperti e chiusi.
Fumettology nasce dunque dalla crescente necessità e dal desiderio di portare in tv uno degli esempi più solidi della creatività e della capacità narrativa italiana, nota in tutto il mondo, proprio in uno degli anni (stagioni) più significativi per il fumetto.
Tra 2012 e 2013 sono tante, infatti, si inseguono le ricorrenze:
il cinquantenario di Diabolik, il trentennale di Martin Mystere, i 26 anni di Dylan Dog, i 65 anni di Tex (2013), i cinquanta anni di Zagor (festeggiati nel 2011), i quasi quaranta anni di Lupo Alberto (2014), l'uscita della quarta ed ultima stagione di John Doe, a dieci anni dalla sua comparsa (2013), il decennale della scomparsa di Guido Crepax, e, purtroppo, il primo anniversario della morte di Sergio Bonelli  (deceduto a settembre del 2011) che, padre di tanti fumetti italiani, a dicembre del 2012 avrebbe compiuto 80 anni.



I miti del fumetto italiano – Puntata per Puntata

Puntata 1: Tex
Tex, il ranger più famoso del West, il personaggio più longevo nel panorama fumettistico mondiale compie 63 anni e ancora oggi vende centinaia di migliaia di copie ogni mese. Attraverso il racconto di chi lo scrive e lo disegna, ne tracceremo la storia e i motivi del suo intramontabile successo, che ha appassionato e ancora appassiona generazioni di italiani, tra i quali c'è un cultore d'eccezione: Sergio Cofferati.

Intervengono:
Mauro Marcheselli
Mauro Boselli
Tito Faraci
Roberto Recchioni
Moreno Burattini
Franco Busatta
Graziano Frediani
Claudio Villa
Leomacs
Gianfranco Manfredi
Sergio Cofferati


Puntata 2: Diabolik
Diabolik, il Re del Terrore, compie quest'anno 50 anni e rappresenta, nell'ambito del panorama italiano, un fumetto di rottura. Non solo perchè propone per la prima volta la figura del “cattivo vincente”, ma perchè segna indelebilmente un periodo storico, quello dell'Italia dei primi anni '60, che accoglie Diabolik con un misto di diffidenza e paura. Tra sequestri e denunce Diabolik invece si afferma negli anni e oggi è quell'icona che ognuno sa riconoscere. Protagoniste di questo fenomeno – raccontate oggi da chi ne ha preso il testimone - due donne coraggiose e all'avanguardia: Angela e Luciana Giussani, creatrici del personaggio più trasgressivo dell'epoca.

Intervengono:
Mario Gomboli
Patricia Martinelli
Tito Faraci
Enzo Facciolo
Andrea Pasini
Andrea Nappi
Alfredo Castelli
Giuseppe Palumbo


Puntata 3: Valentina
Valentina Rosselli, la prima donna libera del fumetto italiano. il personaggio creato da Guido Crepax, raccontato attraverso la testimonianza della famiglia stessa di Crepax e di chi, con Crepax, lavorò ai tempi di “Linus”. La storia di un fumetto d'autore nato nel 1965 dal taglio cinematografico, spesso onirico, ricco di citazioni che spaziano dalla storia, all'arte. Un fumetto coraggioso, originale, “scandaloso” allora, come oggi, perché un inno alla libertà di espressione.

Intervengono:
Antonio Crepax
Luisa Crepax
Caterina Crepax
Giacomo Crepax
Elio Fiorucci
Fulvia Serra
Graziano Frediani
Gillo Dorfles
Miro Silvera
Luca Raffaelli
Demetra Hampton


Puntata 4: Zagor
Zagor Tenay, il re di Darkwood, il fumetto d'avventura per eccellenza da oltre 50 anni. La storia del personaggio creato da Sergio Bonelli, in arte Guido Nolitta, nel 1961, raccontato da chi oggi ne porta avanti lo spirito con immutata passione e tenacia.
Dalle avventure con gli indiani, alle sfide ai confini della realtà, nella foresta di Darkwood tutto può succedere. Un fumetto che attraversa più generi e che più di ogni altro lega le sue avventure a quelle del suo creatore, Sergio Bonelli.

Intervengono:
Mauro Marcheselli
Moreno Burattini
Graziano Frediani
Franco Busatta
Mauro Boselli
Marco Verni
Gallieno Ferri
Mauro Laurenti
Mauro Uzzeo


Puntata 5: Lupo Alberto
La storia della striscia satirica a fumetti più nota in Italia. Lupo Alberto raccontato dal suo creatore, Silver e dai suoi più stretti collaboratori. Dalle prime apparizioni sul Corriere dei ragazzi, nel 1974,  al successo enorme degli anni 90, ricordando le campagne sociali e non che hanno segnato la storia del personaggio, tanto da far diventare Lupo Alberto un fenomeno oltre la carta.

Intervengono:
Silver
Massimo Bosani
Alfredo Castelli
Giacomo Michelon
Rosangela Percoco
Luca Raffaelli
Bruno Cannucciari
Piero Lusso
Greg (Claudio Gregori)


Puntata 6: Nathan Never
La fantascienza, oggi, può vivere sulle pagine di un albo a fumetti? Certamente sì, se si prende come punto di riferimento Nathan Never. Il primo fumetto di genere fatascientifico della Sergio Bonelli Editore, creato dalla cosiddetta “banda dei sardi”, Michele Medda, Antonio Serra e Bepi Vigna nel 1982.
Una diretta ispirazione da Blade Runner e da tutta la letteratua dell'epoca che ha saputo trovare, tra le pagine del fumetto, una sua originalità e un suo pubblico di appassionati.

Intervengono:
Mauro Marcheselli
Michele Medda
Antonio Serra
Elena Pianta
Stefano Vietti
Mario Ianny
Sergio Giardo


Puntata 7: Martin Mystere
Il detective dell'Impossibile, ovvero Martin Mystere, compie quest'anno 30 anni. La storia di un fumetto che ha, per molti versi, anticipato l'epoca del “mistero”, andando lui sì, prima di tanti altri, alla ricerca del sacro Graal, alla scoperta dei misteri delle Piramidi, o di quelli di Stonehenge.
Una vicenda racontata in prima persona da Alfredo Castelli, il suo creatore, e dagli sceneggiatori e disegnatori che vi hanno lavorato.
E oggi, i suoi insegnamenti, “rivivono” nella testimonianza di un fan d'eccezione, Roberto Giacobbo.

Intervengono:
Mauro Marcheselli
Alfredo Castelli
Carlo Recagno
Rodolfo Torti
Graziano Frediani
Giancarlo Alessandrini
Luigi Mignacco
Gianpiero Casertano
Davide De Cubellis
Roberto Giacobbo


Puntata 8: Max Fridman
Quando esce, nel 1982, Max Fridman di Vittorio Giardino, rappresenta una novità nel panorama del fumetto italiano. Le avventure di Fridman, una ex spia richiamata in servizio dai Servizi segreti Francesi, sono realistiche e ambientate nell'Europa del 1938. Un fumetto che non è soltanto un fumetto, ma è anche un  documento storico, una denuncia, la fotografia di una epoca.
Tutto ciò fa di Max Fridman e del suo autore, Vittorio Giardino, un punto di riferimento indiscutibile nel panorama del fumetto d'autore e internazionale.
Grazie alla testimonianza dello stesso Giardino e di una serie di critici di chiara fama (da Vincenzo Mollica a Luca Raffaelli) scopriremo genesi e lavoro di un personaggio così diverso dagli eroi dei fumetti seriali.

Intervengono:
Vittorio Giardino
Gabriella Formigini
Graziano Frediani
Luca Raffaelli
Daniele Barbieri
Alessio Danesi
Vincenzo Mollica


Puntata 9: Dylan Dog
Dylan Dog, l'indagatore dell'incubo, segna uno spartiacque nella storia del fumetto italiano: per ciò che racconta e per come lo racconta. La storia di un fumetto che ha segnato una intera generazione tra gli anni ottanta e novanta, con successi di vendita mai eguagliati, grazie al genio del suo creatore, Tiziano Sclavi, e alla audacia di una casa editrice, la Sergio Bonelli Editore, che decide di sposarne in pieno un progetto tanto nuovo, allora, quanto ignoto.

Intervengono:
Mauro Marcheselli
Michele Masiero
Giovanni Gualdoni
Graziano Frediani
Roberto Recchioni
Pasquale Ruju
Paola Barbato
Claudio Villa
Angelo Stano
Giambiere Casertano
Stefano Marzorati


Puntata 10: John Doe
John Doe, un uomo al servizio della Trapassati Inc. per la quale si preoccupa di gestire casi di “fine vita”, è stata la vera novità nei primi anni duemila. La storia di un personaggio diventato un punto di riferimento per le nuove generazioni, scritto e disegnato da un novero di nuovi sceneggiatori e disegnatori. Nato nel 2003, John Doe è un esperimento che ha saputo rimescolare le carte, proporre innovazione, trasgressione, stile e indicare che una nuova via è possibile.

Intervengono:
Roberto Recchioni
Lorenzo Bartoli
Mauro Uzzeo
Emiliano Mammucari
Davide De Cubellis
Silvia Califano
Werther Dell'Edera
Giovanni Gualdoni
Luca Raffaelli