4.1.13

Chi era Decio.


Io non l'ho mai conosciuto. Quando sono arrivato in Bonelli, lui era già andato in "pensione".
Uso le virgolette perché la pensione Bonelli è uno stato particolare in cui tu te ne vai ma l'eco delle tue scelte e decisioni, rimangono a presidiare il forte al posto tuo.
Specie se, della Sergio Bonelli Editore, eri lo storico direttore editoriale.
Facendola molto breve, Decio Canzio era un membro di spicco di quel club ristrettissimo di persone che il fumetto, in Italia, non lo hanno semplicemente fatto, ma lo hanno definito.
Curatore di una testata storica come Un uomo un'avventura, sceneggiatore per Toppi (di due magnifiche avventure), autore di un celebrato arco di storie del Piccolo Ranger, scrittore di storie per Zagor e Tex (di cui è stato anche curatore per un periodo lunghissimo) l'eredità che Decio Canzio si lascia alle spalle è, sopratutto, quella di modo di fare fumetti nel mondo che non ha eguali, per cura, dedizione e rigore.
Scompare oggi.
Chiudendo una lunga stagione del fumetto italico.

10 commenti:

The Passenger ha detto...

Io l'ho conosciuto.....cazzo, quando sarà il funerale?

RRobe ha detto...

Immagino a brevissimo.

Planetary ha detto...

E con quel nome da imperatore romano.
Una colonna. Sicuramente la persona, dopo Sergio Bonelli, a definire la Bonelli stessa.

Roberto D'Andrea ha detto...

Se ne stanno andando tutti i capisaldi della mia formazione. Decio Canzio scriveva le improbabili storie de Il Piccolo Ranger che a me ragazzino di 8 anni nel 1982 mi sembravano fichissime. E poi era quello che prendeva le decisioni prima di Marcheselli e spesso c'azzeccava. Ha fatto grande La Bonelli.

CREPASCOLO ha detto...

Quando è scomparso Sergio Bonelli ricordo di aver letto nel blog di Patrizia Mandanici un ricordo in cui, e mi scuso per la sintesi, l'autrice diceva che la grandezza di SB stava nella sua capacità di raccontare di un tizio che faceva la cosa giusta perchè ero giusto farla. Credo che valga anche per il signor Canzio.

Massy ha detto...

Lo so.
Sarà strano ma da semplice lettore, mi dispiace un sacco!
Sono uno di quelli che legge tutti i colophon dei fumetti che legge.
Il suo essere omnipresente mi dava l'idea della "colonna" che era in Bonelli.
Sapere cosa è stato anche per il fumetto, mette tristezza per il vuoto che lascia.
RIP

Giovanni Caiazzo ha detto...

un altro pezzo di storia del fumetto nostrano, per non dire mondiale che ci lascia

RIP

Joseph Blue ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Joseph Blue ha detto...

Ah, mannaggia un'altra colonna della Bonelli che se ne va.

Lavorando come curatore o supervisore probabilmente era più in ombra di altri ma vedere il suo nome comparire dappertutto come curatore può far capire quanto era importante all'interno della casa editrice.

Condoglianze alla famiglia Canzio e alla redazione.

Roberto, potresti girare alla redazione o alla famiglia una sorta di messaggio collettivo di condoglianze proveniente dal web?

Enrico Faccini ha detto...

Conosciuto molti anni fa.
Pare fosse discendente di uno dei mille garibaldini partiti dallo scoglio di Quarto.