4.1.13

Chi era Decio.


Io non l'ho mai conosciuto. Quando sono arrivato in Bonelli, lui era già andato in "pensione".
Uso le virgolette perché la pensione Bonelli è uno stato particolare in cui tu te ne vai ma l'eco delle tue scelte e decisioni, rimangono a presidiare il forte al posto tuo.
Specie se, della Sergio Bonelli Editore, eri lo storico direttore editoriale.
Facendola molto breve, Decio Canzio era un membro di spicco di quel club ristrettissimo di persone che il fumetto, in Italia, non lo hanno semplicemente fatto, ma lo hanno definito.
Curatore di una testata storica come Un uomo un'avventura, sceneggiatore per Toppi (di due magnifiche avventure), autore di un celebrato arco di storie del Piccolo Ranger, scrittore di storie per Zagor e Tex (di cui è stato anche curatore per un periodo lunghissimo) l'eredità che Decio Canzio si lascia alle spalle è, sopratutto, quella di modo di fare fumetti nel mondo che non ha eguali, per cura, dedizione e rigore.
Scompare oggi.
Chiudendo una lunga stagione del fumetto italico.