3.1.13

Jack Reacher - la recensione -


Il film esce oggi nelle sale italiane. Io ho avuto modo di vederlo qualche settimana fa e oggi ve ne parlo.

Chi è Jack Reacher?
E' un personaggio letterario creato da Lee Child (uno scrittore inglese con il pallino per gli Stati Uniti d'America) in una lunga serie di romanzi (siamo a diciassette, se non vado errato).
Un ex-poliziotto militare americano che ha passato la maggior parte della sua vita all'estero. Dimessosi dall'esercito, Reacher ha iniziato un viaggio attraverso gli USA, alla scoperta del suo paese natale. Non ha un lavoro (ma gode di una piccola eredità lasciatagli da un amico), non ha una casa, non ha un'automobile (viaggia facendo l'autostop o prendendo gli autobus della linea Greyhound), non ha una carta di credito, non ha un telefono cellulare, non porta mai nulla con sé, nemmeno un cambio d'abiti (butta i vestiti ogni due-tre giorni e ne compra di nuovi). Ha pochissimi legami e di breve durata. E' alto centonovantasei centimetri, pesa centodieci chili e ha mani grandi come palloni da football. Una volta a romanzo, finisce coinvolto in qualche impiccio (in maniera, a dire il vero, sempre poco probabile) e lo risolve prima di riprendere il suo viaggio.
Reacher è un personaggio come non se ne fanno più.
E' poco loquace, raramente ha dubbi di sorta, non ha sfumature esistenzialiste, ha sempre la situazione sotto controllo, non ha un lato femminile, non piange, non si lamenta, soffre quello che deve soffrire, sempre stringendo i denti e andando avanti, è ironico ma non è un tipo scherzoso. Se dice che farà una cosa, la farà. A qualsiasi costo.
Negli anni '80, sarebbe stato uno dei tanti eroi monocordi che popolavano i film e i best seller dell'epoca, oggi, dopo che i '90 hanno trasformato gli eroi in delle fighette mestruate, è l'ultimo dinosauro rimasto. E al pubblico piace (tanto) anche per quello.
Dei romanzi di Jack Reahcer ne ho letti molti, specie negli ultimi anni (è stato uno dei riferimenti per la creazione di David Murphy: 911) e devo dire che, per quanto siano letture di pura evasione e nonostante Lee Child non sia per nulla un maestro nella creazione di trame gialle plausibili (anzi, diciamo pure che è un disastro in questo senso), mi sono divertito un mucchio.
Più che altro perché la forza del personaggio di Reacher travalica di parecchio la qualità dei romanzi in cui appare. Non è un caso che anche un critico piuttosto severo come Stephen King, adori Reacher e ne abbia parlato in termini entusiastici in più di un'occasione (arrivando anche a omaggiarlo in maniera smaccata nel romanzo The Dome).
Insomma, Jack Reacher è un personaggio molto amato nel mondo.

Ed è per questo che quando è stato scritturato Tom Cruise per interpretarlo, la gente non l'ha presa troppo bene.
Ora, Scientology a parte, a me Tom Cruise piace. E pure tanto. E' uno che si impegna davvero, che cresce a ogni film e che ormai ha il fascino di una vecchia Hollywood che pare non esistere più. Se mi doveste chiedere chi chiamerei a interpretare l'archetipo dell'eroe, probabilmente sceglierei proprio Tom Cruise.
Ma Reacher è un colosso e la sua fisicità fa parte integrante delle caratteristiche del personaggio, Cruise, invece, è un nanetto. Un nanetto in splendida forma, sia chiaro. Ma sempre un nanetto. Oltre al fatto che Reacher è biondo con gli occhi azzurro ghiaccio mentre Cruise è moro e con gli occhi verdi. Che Reacher è un cinquantenne e Cruise... no, aspettate, è un cinquantenne pure lui (caspita come se li porta bene gli anni!).
Comunque sia, a me come a tanti, tanti altri, la scelta di Tom Cruise per interpretare Jack Reacher non sembrava la più sensata, per quanto fosse, ovviamente, quanto di meglio poteva capitare al personaggio, in termini di visibilità.
E invece, funziona alla grande.

Ma andiamo con ordine.
Jack Reacher è un film scritto e diretto da Cristopher McQuarrie, uno che alla sua prima sceneggiatura ha realizzato il gradevole Pubblic Access e, alla seconda, I Soliti Sospetti e che, come regista, ha diretto il sottovalutato Le vie della violenza. 
McQuarrie per il film fa un lavoro estremamente ragionato e intelligente. Prima di tutto, mette a squadra il romanzo su cui il film si basa (La prova decisiva, nona avventura del personaggio), rendendolo più asciutto, sensato e coerente e dandogli una circolarità che Child non gli aveva saputo dare. Secondo poi, decide di utilizzare un doppio registro di regia. Elaborato e pieno di stratagemmi visivi e narrativi, nelle parti dominate dalle chiacchiere, molto asciutto e contenuto quando si tratta di mettere in scena l'azione.
Il risultato è un film che, quando si muove, ricorda quelle pellicole muscolari degli anni settanta (da Bullit in poi) e che, quando sta fermo, ha un linguaggio dinamico in grado di non far annoiare gli spettatori cresciuti a pane e serial televisivi tipo CSI.
E poi, cuce il film intorno a Cruise, dandogli tutto il risalto e la forza di cui l'attore aveva bisogno per essere credibile nella parte di Jack Reacher. E Cruise ce la mette tutta. E' talmente duro, asciutto e spassosamente granitico, che dopo pochi minuti di film te lo scordi che è trentacinque centimetri più basso del personaggio che è chiamato a interpretare.
A contorno del tutto, le interpretazioni gigioneggianti di Werner Herzog (se potete, guardate il film in originale che il suo accento è sempre meraviglioso) e Robert Duvall. Ah, c'è pure Rosamund Pike che forse non è la miglior attrice di sempre, ma che io adoro dai tempi in cui faceva la Bond Girl. E poi ha delle enormi tette nuove.
In conclusione, Jack Reacher è un film  fatto con estrema competenza, classe e stile. E' divertente, emozionante, a tratti raffinato e mai sopra le righe per quello che riguarda l'azione, ma anche capace di pestare duro quando la situazione lo richiede.
E' un film che vuole essere "all'antica" e si vede, ma non per questo è un giochetto referenziale fasullo. Per me, straconsigliato.