10.2.13

Chiacchiere di religione e cose gay.

Chiacchierando con un mio conoscente cattolico praticante e gay:

- Immagino che sia un periodo complicato per te...

- In realtà, no.

- Mi stai dicendo che non hai un rapporto conflittuale con quello che la Chiesa Cattolica sta dicendo questi giorni a proposito dei gay e con la tua natura più intima?

- E' un discorso complicato...

- Spiegamelo come fossi un bambino di tre anni.

- Prima di tutto, devi capire un concetto di base: le religioni hanno poco a che fare con la fede e con Dio.

- Ok. Hai tutta la mia attenzione.

- Le maggiori religioni monoteistiche al mondo, nascono da terre molto dure e molto vaste, in cui era difficilissimo stabilire un ordine e una legge. In questo ambito, la religione era un collante comune che poteva essere condiviso da tutti. Tribù diverse, molto distanti tra loro, necessità e modi di vivere diversi, persone che non si parlavano tra loro... mettere d'accordo tali diversità era praticamente impossibile senza un vero governo centrale. E, anche se quel governo ci fosse stato e avesse dato delle leggi, poi sarebbe stato ugualmente difficile fare in modo che queste leggi fossero rispettate...

- E quindi, la legge di Dio...

 - Più o meno. Prendi i Dieci Comandamenti. Non sono altro che regole di massima per una convivenza civile. Cosa ti dicono? Di non uccidere. E questo lo dice ogni legge del mondo. Di non desiderare la donna d'altri (che è una mera precauzione sociale per evitare problemi), di rispettare il padre e la madre (che è un modo per stabilire un ordine sociale dettato sull'esperienza...). L'Antico Testamento è pieno di "regole di sopravvivenza" per una tribù. Anche tutte le tradizioni alimentari non sono altro che questo: è la volontà di Dio che ti costringe ad avere una dieta varia.

- I Dieci Comandamenti dicono pure "Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra." e che
 "Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano"...

- Certo. Servono per creare un'unità. Sei un popolo. Credi in un solo Dio. Ne rispetti le sue leggi.

- Hanno un tono minaccioso e vendicativo, ammetterai...

- Erano terre durissime, popolate da persone prive di cultura... dovevi farti capire da tutti e ti dovevi, soprattutto, far rispettare.

- E la paura è sempre un buon modo... ma tutto questo che c'entra con l'omosessualità?

- Una tribù (e la cultura a essa legata) sopravvive se si espande. L'omosessualità è un rischio concreto in tal senso.

- Va bene. Facciamo che queste cose, nell'anno zero, potessero pure avere un senso... ma oggi?

- Le religioni, specie quelle più antiche, hanno un punto di vista diverso.

- Che intendi?

- Che tu mi parli di oggi, ma la Chiesa Cattolica non ragiona in questi termini. L'oggi è transitorio rispetto a duemila anni di storia passata e chissà quanti secoli, se non millenni, di futuro davanti a sé.

- Fanno piani a lungo termine, uh?

- Decisamente.

- Vediamo se ho capito il tuo punto di vista: la Chiesa Cattolica non darà mai il suo benestare all'omosessualità perché è un rischio genetico?

- Sembra assurdo visto il punto di vista religioso sulla genetica ma sì, è così... è un potenziale rischio per il genere umano.

- Tra una manciata d'anni saremo nove miliardi... e ci dobbiamo ancora preoccupare di crescere e moltiplicarci? Sai che molte specie animali diventano sterili o omosessuali quando la loro tribù diventa troppo grande? Se mi stai parlando di selezione naturale o genetica, allora forse l'omosessualità è la via con cui la razza umana si sta preparando a proteggersi...

- Siamo onesti... il Papa sa benissimo che non arginerà mai l'inevitabile integrazione degli omosessuali nella società. Succederà. Sta succedendo. Ma continua a dare delle linee guida alla sua tribù per arginare un potenziale rischio. La maggior parte delle religioni cerca di fare in modo che i suoi credenti si moltiplichino... secondo te perché?

- E' come con Populous... più sono numerosi i credenti, più sei forte.

- Esattamente. Nessuno vuol fare la fine dei norenni.

- Ma torniamo a te... visto che la pensi in questa maniera, come fai a non essere a disagio?

- Io credo che Dio mi ami indipendentemente dalla mia natura. Ma credo pure che la Chiesa Cattolica abbia un preciso dovere sociale e sono felice che non se ne sottragga. In questo senso, ricopre il ruolo di una specie di valvola di sicurezza nel caso le cose andassero male. Personalmente, sono certo che entro poche decine di anni i gay avranno gli stessi diritti degli eterosessuali, almeno di fronte alle istituzioni civili, e ne sono felice. Ma  non ho la superbia di giudicare le decisioni di un'istituzione che non ragiona in... come si può dire? Termini mortali.

- E' una cosa troppo grande per capirla?

- Grossomodo...

- Il punto è interessante ma non mi sento convertito...

- Non perdo la speranza.