15.2.13

Le Storie 5 - il Lato Oscuro della Luna -


Davvero un bell'albo questo di Alessandro Bilotta e Matteo Mosca.
Alto livello tecnico, artistico e umano.
Proprio bravi.
Che ti viene da ridere quando leggi una storia del genere, comprata in edicola e a quel prezzo, e poi pensi a certe "graphic novel", in libreria di varia, a certi prezzi.

30 commenti:

Barbaking ha detto...

Concordo pienamente!

l'ora del conto ha detto...

Speriamo questo numero sia davvero valido. perchè il 2 , 3 e 4, sono stati davvero deludenti.

RRobe ha detto...

L'importante è che li hai comprati :)

Houron ha detto...

Comprato ieri e letto d'un fiato, bello davvero.

Per adesso, l'unica Storia che non mi è piaciuta per niente è La Rivolta dei Sepoy.

l'ora del conto ha detto...

comprarli li compro, perchè sono ottimista, ma in genere dopo 4 numeri brutti smetto una serie. ma in questo caso è difficile , perchè gli autori sono sempre diversi, forse arriverò a 5 o 6.
comunque il n'1 era davvero valido, sopratutto la storia ( nonostante l'autrice) il secondo l'ho trovato banale ( de gustibus), storia semi copiata da Dino Battaglia, disegni incerti, il 4, disegnato abbastanza bene, la storia ha qualche lacuna nonstante l'idea di base fosse buona. comunque nel 5 voglio credeci.

mario uno due ha detto...

ma ci sei o ci fai, recchioni?
lo sai benissimo come funziona, quindi quando usi quel tono parlando di certi prezzi di certe graphic novle in libreria di varia, instilli malafede nel lettore che non conosce la produzione editoriale e i suoi costi, oltre che dimostrarti professionalmente scorretto nei confronti di una casa editrice più piccola.

sai benissimo che una graphic novel è stampata, magari, in 3000 copie.
mentre un albo bonelli, magari, in 40.000.

ma vuoi cominciare a darti una regolata o no?

mario uno due ha detto...

che poi dico 40.000 ma sicuramente sono moltissime di più, come tiratura, cioè non come venduto, quindi immagina che costo-copia basso che raggiungono.

RRobe ha detto...

Ciao, mio hater di fiducia.
Dunque, al pubblico sai cosa li interessa delle difficoltà dell'editore? Nulla.
Se in edicola trova 110 pagine di alta qualità autoriale a tre euro e cinquanta e in libreria trova -alcune- graphic novel che per quindici euero non raggiungono nemmeno un decimo della qualità di questa, non sta a chiedersi quali siano i problemi produttivi.
E' un discorso di qualità e di percezione prima di tutto. E di prezzo, come ultimo fattore (specie a fronte di un prodotto bello, come questo, o brutto, come taluni altri).

RRobe ha detto...

Poi quando vuoi postare con il nome tuo, qui non ti mangia nessuno :)

GiulianoAlbertini70 ha detto...

Senza nulla togliere al primo e al secondo numero che mi sono piaciuti (un po' meno gli altri) questo di Bilotta, di cui già ammiravo Valter Buio conosciuto tramite passaparola, è davvero un CAPOLAVORO. Prendetemi per pazzo ma, leggendolo, mi sono commosso. Per non parlare del colpo di scena finale lasciato lì in sospeso a farti riflette e a riempirti di interrogativi e congetture. Bravissimo Bilotta! E, ovviamente, eccezionale anche Mosca che invece non conoscevo. Ma lavorava anche lui per Valter Buio o era già un autore Bonelli? O forse mi confondo e viene da John Doe? Comunque una grande scoperta. Bravo Rrobe per la segnalazione!

PS Spero di non aver postato 2 volte lo stesso commento. Non sono pratico.

Fabrizio Spinelli ha detto...

M'hai tolto ogni dubbio...
lo compro (stamattina ero indeciso!)

A ciascuno il suo ha detto...

Ad essere sincero aspettavo con interesse un tuo commento su quest'opera e mi ero ripromesso di intervenire per la prima volta sul blog, dopo averti seguito in silenzio da tempo.

Un numero che fa discutere, intrattiene, stimola l'immaginazione, ma soprattutto crea dibattito. Ognuno offre la propria interpretazione anche in qualità del bagaglio che si porta dietro. Insomma, tutto quello che dovrebbe fare un'opera scritta. E' stata una bellissima sorpresa e mi piacerebbe conoscere la tua, di interpretazione, sulla trama. Ma so già che non si può dire niente senza cadere nello spoiler, tantè.

Daniele ha detto...

Che bella rinfrescata alla grafica del blog, mi piace, ne voglio uno uguale!

COWABUNGA, Dude! ha detto...

Davvero, a me capita rarissimamente di commuovermi per un fumetto; è successo una volta con Ken Parker (mi sembra la storia del cagnolino della foresta), questa volta e credo basta. Bellissima. La copertina poi, con quello stile un po' vintage, è tra le più belle che abbia mai visto su un Bonelli. Questa collana "le Storie" per ora mi piace tantissimo (ne approfitto per fare i complimenti anche a te per la tua storia, splendida)

guy ha detto...

per COWABUNGA, Dude!

OT
Non ti ricordi il titolo della storia di Ken Parker?

gongoro72 ha detto...

Lili e il cacciatore.
E' il titolo della storia di KP

Giacomo Festi ha detto...

Bilotta mi aveva catturato con la bella serie di "Valter Buio" [per quantro l'ultimo numero mi abbia lasciatro abbastanza perplesso], quindi di sicuro non me lo perderò. Grazie dell'avviso Robbe!

glaurito ha detto...

Le storie, il primo fumetto, a parte rat-man, del quale si aspetta con ansia il prossimo numero! Concordo con chi ha detto che finora l'unica storia un po' meno forte e' la rivolta ei Sepoy, mentre e, incredibile ch e un tizio ritenga approsimativi i disegni del samurai, che sono i piu' spettacolari sinora e attendo presto il seguito

MicGin ha detto...

Chi legge fumetti come quelli della Bonelli vuole leggere fumetti che costano poco. Vuole giornalini. E se possibile (anzi assolutamente) li vuole belli, avvincenti, disegnati bene.

Chi legge i fumetti nelle librerie, che adesso chiamimo graphic novel, vuole leggere oggetti a forma di libro con dentro fumetti, con carta, rilegatura e costi da libro.
Anche queste persone qui vogliono leggere storie belle e disegnate bene.

In entrambe le categorie c'è di tutto e di più e quindi la contrapposizione che butti lì nel post è inutile, è superata. E forse è anche un po' strumentale.

Ma dico... c'è ancora bisogno di rivendicare nel 2013 che all'interno dei giornalini ci possono essere cose stupende e all'interno dei libri delle robacce dimenticabili? E viceversa.

Sarebbe ora di andare un po' oltre.

RRobe ha detto...

C'è bisogno? Eccome.

glaurito ha detto...

Io partirei dal presupposto (che dovrebbe essere assodato!) che il fumetto non è peggio o meglio di un libro, semplicemente è un diverso mezzo espressivo. Chiarito ciò, non credo proprio che "che chi legge fumetti come quelli della Bonelli vuole leggere fumetti che costano poco" e "chi legge i fumetti nelle librerie vuole ... costi da libro". Io (soltanto io?) voglio semplicemente leggere buone storie, che siano Bonelli o graphic novel, e Rrobe ha sacrosanta ragione quando dice - sostanzialmente - che troppo spesso alcuni scambiano il contenitore col contenuto e vanno incontro a grosse fregature, e magari snobbano un'opera come quella recensita qui, bollandola come "giornalino".

MicGin ha detto...

@glaurito

il fumetto non si contrappone al libro.
il fumetto è il linguaggio.
il libro e il giornalino sono contenitori, in questo caso di fumetti.
le persone scelgono, per abitudini, disponibilità economica, formazione culturale, desiderio di rivivere il passato etc. scelgono il contenitore e soprattutto "l'ambiente": edicola e/o libreria.

e/o perché si possono frequentare entrambi.

La stragrande maggioranza di lettori di fumetti italiani vuole comprare fumetti in edicola a basso costo. Questa è la realtà dei numeri. E' una maggioranza tra l'altro in costante calo, ma sufficientemente ampia da garantire un mercato di rilievo.

C'è una minoranza che compra invece i fumetti nelle librerie. Può comprare anche Tex in libreria, però in forma di libro. E' una minoranza piccola ma in aumento.
Per queste persone, target, è stato costruito il termine graphic novel per darli l'idea di un prodotto con certe caratteristiche.

Ovviamente, noi che siamo una microminoranza e che leggiamo fumetti di ogni tipo (libri, albi e giornalini) sappiamo benissimo che la qualità non dipende dal formato o dal circuito di vendita.
Ma proprio per questo, una contrapposizione tra fumetto e graphic novel è un abbaglio clamoroso. Non sono poche le opere che passano da un circuito all'altro, da un contenitore all'altro con brillante disinvoltura.

Piuttosto, ci sono opere che possono aver bisogno di un contenitore adatto. Ho da poco finito di leggere ABC di Ausonia, pubblicato come graphic novel, ed è chiaro che per le caratteristiche che ha doveva per forza uscire con una certa stampa, una certa carta, una confezione adeguata al tono dell'opera.

Il fatto che esistono opere come Il lato oscuro della luna, stupende a a costi bassi è soprattutto un merito artistico degli autori e commerciale dell'editore che ha sempre agito con lungimiranza.

Roberto D'Andrea ha detto...

Vogliamo anche dire che Bilotta sembra uno dei pochi sceneggiatori ispirati in circolazione? Leggetevi il Dylan Dog attualmente in edicola ("l'impostore"): è uno dei pochi DD scritti in maniera coerente con una storia godibile e un finale comprensibile, tra quelli pubblicati negli ultimi 10 anni.
Valter Buio era ottimo, a parte alcuni disegnatori e quell'albo con il nonno 36enne, che Alessandro s'era fatto male i conti.

Roberto D'Andrea ha detto...

Il difetto più grande de "le storie" a mio avviso, è il copertinista fisso. Le copertine le doveva fare di volta in volta l'autore dell'albo.

mymo ha detto...

Meraviglioso, mi ha coinvolto fino a commuovermi, e di questo ringrazio gli autori.

Putroppo, invece, l'albo di Dylan di questo mese, dello stesso Bilotta, non mi è piaciuto molto e lo trovo poco più che sufficiente.

stefano.passeri ha detto...

Comprato e letto. La fine dell'albo mi ha lasciato parecchio perplesso...un fumetto maestoso, ricco di sentimenti, un soggetto che sembra andare in una certa direzione e poi i soliti Alieni...boh...io c'avrei visto ben altro. Comunque questa serie è magnifica, la Bonelli è davvero avantissima per proporre certe cose.

stefano.passeri ha detto...

In arrivo grande spettacolo.

Enrico Raspadori ha detto...

Un albo incredibile che purtroppo delude nel finale.
Stupendo fino alla penultima pagina.

Bonelli sta dando spazio ad autori giovani e questo non può che essere un merito.

E' evidente che non tutti gli albi di Recchioni, Bilotta, ecc... saranno capolavori o anche solo buoni albi.

Anche Giuseppe Verdi non ha composto tutte opere come Traviata o Rigoletto.

Ma l'importante è seguire, interessarsi, affezionarsi agli autori se questi riescono a farci emozionare.

SighComics ha detto...

@ roberto d'andrea: concordo sul buon giudizio dell'albo in questione, ma l'ultimo dyd in edicola non si può leggere. sembrano due autori diversi, per personalità e originalità!

qui un mio breve commento:
http://sighcomics.blogspot.it/2013/01/dylan-dog-317-limpostore.html

ciao!
g.

SighComics ha detto...

a proposito di seriale e autoriale, invece, sono con ginevra.
o forse no.
ecco, forse, ribalto il pundo ti vista di recchioni, e mi sorprende, non poco, trovare oggi nelle storie bonelli questo approccio così personale, come quello dimostrato da bilotta in le storie 5.
quindi, grande intelligenza.
e il fatto che mi sorprenda, forse, forse, vuol dire che le cose non stanno proprio come dice roberto.

g-